18 agosto 2015

18 agosto 1907: l'ultimo palio con i cavalli scossi

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 18 agosto 1907 fu corso l'ultimo palio con i cavalli scossi nell'allora Piazza Vittorio Emanuele II (il primo del genere si fa tradizionalmente risalire al 1839). Per questa gara di discutibile spettacolarità e di ancor più dubbia eticità si prevedeva che i cavalli andassero alla partenza con la spennacchiera, cinti di una fascia con i colori della contrada, con il numero si assegnazione sulla spalla e, soprattutto, con un apparecchio con quattro perette munite di "spunzoncini" che, con la corsa, pungolavano il sedere dell'animale. 


Ovvio che, appena possibile, i cavalli si fermassero per non sentire più il fastidio delle perette. Così, in questo palio, a San Martino si fermarono quasi tutti i cavalli e solo quelli di Aquila e Lupa continuarono a correre. Vinse la Lupa, ma alla fine della carriera fu un rodeo cercar di riprendere in mano i cavalli e non mancarono attimi drammatici anche nel centro della Piazza a causa di un fuggi fuggi generale perché sembrava che un cavallo fosse addirittura entrato all'interno della conchiglia. 
Per fortuna, già allora, stava cambiando la sensibilità nei confronti degli animali, e in quel 1907 i senesi accettarono la critica di quanti vedevano in questa "baracconata" una inutile sofferenza per i cavalli. E di palii di cavalli scossi in Piazza, per fortuna, non se ne fecero più.


Crediti fotografici
dal volume  "Pallium. Dall'unità d'Italia all'ultimo conflitto mondiale", Betti Editrice, Siena 1992

L'elenco completo delle "Pillole quotidiane di storia senese" si trova alla pagina http://goo.gl/2PJxzF.
Tutti i giorni sono trasmesse anche dai microfoni di Antennaradioesse Siena, alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa "pillola" sul nostro blog.

17 agosto 2015

17 agosto 1980: l’ultimo Palio dell’Assunta rimandato per pioggia

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Bisogna risalire fino al 17 agosto 1980 per trovare un Palio dell’Assunta rimandato per pioggia. Vince il Leocorno con Uana de Lechereo e Aceto. E’ il Palio in cui il Leocorno, dopo 26 anni, passa la cuffia al Bruco che diventa nonna. 

Palio del 17 agosto 1980

Nel 1976 si corre addirittura il 18 agosto e vince sempre Aceto nella Civetta con Panezio, mentre nel 1975 si era corso il 17 agosto con la stessa accoppiata: Aceto e Panezio ma nella Chiocciola. Porta fortuna alla Chiocciola il Palio rimandato perché il 17 agosto 1966 aveva già vinto con Canapetta e Beatrice. 
Un caso del tutto particolare, e che non si è più ripetuto, è quello del Palio straordinario del 17 settembre 1972 quando, a causa del maltempo, non venne effettuata nemmeno una prova ma si riuscì a disputare la Carriera che venne vinta dall'Istrice con Aceto e Mirabella.


Documentazione
Per una rassegna dei Palii rinviati per pioggia si veda il sito ilpalio.siena.it

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17 agosto 1874: un Palio alla romana in Fortezza

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 17 agosto 1874, organizzato dalla Società delle Feste, viene corso nel piazzale interno dell'ex-fortezza di Santa Barbara un palio alla romana, non riconosciuto nell’elenco ufficiale delle vittorie. 
Nel palio alla romana i cavalli iscritti vengono divisi in tre batterie e i vincitori di ogni batteria disputano, alla fine, la corsa decisiva: chi vince, si porta a casa il premio che consiste in un drappellone e in una somma in contanti. In questa occasione un premio in contanti verrà assegnato anche alle altre due Contrade che prendono parte alla disputa finale.


A questo palio alla romana partecipano: Nicchio, Oca, Selva, Bruco, Onda, Istrice, Tartuca, Pantera e Drago e i cavalli sono, tranne uno, gli stessi che, il giorno precedente avevano corso il palio alla tonda nell’allora Piazza Vittorio Emanuele II (nel Campo aveva trionfato il Drago). 
Vengono “imborsate” le nove contrade iscritte e per la prima corsa vengono sorteggiate: Nicchio, Selva e Drago, e fra queste vince la Selva. Alla seconda partecipano: Oca, Istrice e Pantera, e vince l'Oca. Alla terza: Bruco, Onda e Tartuca, e vince il Bruco. Dopo queste 3 corse si effettua la decisiva tra Selva, Oca e Bruco e arriva prima l'Oca con il cavallo di Metello Gorini e il fantino Angelo Romualdi detto Girocche.


Crediti fotografici
dal sito ilpalio.org

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16 agosto 2015

Palio e animalisti

Polemiche, riflessioni, inquietudini, scenari e una modesta proposta 
di Duccio Balestracci e Maura Martellucci


Siamo sinceri: la polemica ormai sta dando un senso di stucchevolezza insopportabile. E' una polemica che si trascina da decenni e si riavvoltola sempre intorno alle stesse idee, agli stessi concetti e preconcetti, agli stessi insulti cretini, alle stesse minacce, alle stesse inconciliabilità. Una polemica, non a caso, che spesso va in letargo in inverno come gli orsi, per poi riscoppiare, in tutto il suo vigore, con la bella stagione.
Detto questo, far finta che non stia succedendo niente vuol dire mettere la testa sotto la sabbia. Definire gli animalisti "un non problema" - come è stato fatto - vuol dire retrocedere tutta questa problematica a livello di una chiacchiera da salotto o di una gazzarra di eccentrici. Non è così. Perché il problema non sono gli animalisti (anche) ma soprattutto ciò che richiedono. Cioè l'abolizione del Palio. 
Si può anche far finta che questa sia una sciocchezza, ma si finge altrettanto di ignorare che il rigetto di manifestazioni con animali è un atteggiamento mentale condiviso da un bel po' di Europei. Non entriamo nella recente messa al bando della corrida, da parte dei Catalani, che ci sa tanto di mossa politica a effetto per estremizzare il contenzioso con il resto della Spagna, ma ci limitiamo a recepire un atteggiamento diffuso di maggiore sensibilità verso la dignità degli animali. Il che è positivo, ma il problema lo crea perché il portato ultimo di questa sensibilità racchiude naturalmente in sé la messa in discussione di ogni manifestazione con animali. Anche quella più sicura. Anche il Palio. Altro che non problema. Questo è IL problema.


16 agosto: il Palio del giorno dopo?

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Per il fatto che si corresse il 16 agosto qualcuno lo ha perfino definito "il Palio del giorno dopo" e, in effetti, suona strano che la carriera dedicata all’Assunta, festività che cade il 15 agosto, in realtà si disputi il 16, appunto il giorno dopo. 


Eccentricità tutta senese anche nella scelta della data in cui correre il Palio? Nulla di tutto ciò, semmai necessità di coniugare due appuntamenti diversi. Il fatto è che l’usanza di correre un Palio alla tonda anche d’agosto ha, probabilmente, inizio nel 1689, quando l’Istrice, vittorioso a luglio, decide di far disputare una carriera a proprie spese a suggello delle feste per l’Assunta, e siccome il giorno 15 era già occupato dall’antichissimo Palio alla lunga per le strade della città, questa corsa in Piazza si tenne, appunto, il giorno dopo, il 16 agosto e la vittoria arrise alla Giraffa. Nel 1701 l’idea fu ripresa dall’Oca, e fino al 1802 il Palio del 16 agosto è stato quasi sempre corso a spese della Contrada vittoriosa a luglio.


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15 agosto 2015

15 agosto 1581: il Palio di Virginia Tacci

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il Palio del 15 agosto 1581 è davvero singolare. Viene organizzato dall’Aquila e, a differenza degli altri Palii alla lunga, si decide di non farlo correre da nobili e cavalieri ma dalle Contrade. Si iscrivono alla Carriera il Liofante (l'attuale Torre), l’Onda, il Montone, la Giraffa, l'Oca, la Lupa e il Drago, e proprio il Drago, invece di un ragazzo, fa montare il proprio cavallo da una contadinella, della quale il Governatore di Siena e Governatore del Drago, il Conte Federigo Barbolani di Montauto, parla in una lettera con questi toni accalorati: "Tra le cose più ridicole e meravigliose che si vedono, è che una villanella d'anni 14 incirca ha da far correre un bàrbaro: e vi sta sopra con tanta sicurtà e leggiadrìa che è cosa da non credere. Né mai cavalca che non abbia seco un numero infinito di persone, così ben si accomoda a quell'atto del cavalcare; tanto che pare che l'altre donne gli portino invidia e che alcune disegnino d'apprendere quell'arte, vedendo che il cavalcare bene è buon mezzo per acquistarsi la grazia degli homini. Ha cominciato questa giovinetta a esercitarsi nel corso: e l'altro giorno, perché il cavallo sboccato dando a traverso saltò certe travi non senza manifesto pericolo di rompersi il collo ella non si smarrì punto, né fece segno di cadere, ma con molta arte e destrezza lo corresse e ritenne. A tale che a molti diede meraviglia e da credere qualcosa della Cuccagna, poiché le donne cominciano a fare, li esercizi degli uomini"

La copertina del recente romanzo
ispirato alla vicenda di Virginia Tacci

Tutte le Contrade, secondo il costume del tempo intervengono al Palio con le loro allegoriche invenzioni accompagnate da poesie allusive al soggetto rappresentato, poesie raccolte in un volumetto conservato nella Biblioteca degli Intronati di Siena dal titolo: “Raccolta di tutte le rime cantate e rappresentate da le Contrade Sanesi avanti a li Signori Giudici de la nobilissima Aquila ne l'occasione de la loro honoratissima et celebratissima festa il dì 15 Agosto 1581”Dati i temi delle composizioni, con molta probabilità con questo Palio si volevano celebrare e si voleva rendere omaggio proprio alle donne senesi. La corsa è combattuta: Virginia parte in testa ma “fur fatti molti ultraggi e mali agguati / al barber del Dragone e a chi su v’era / ch’a mezzo il corso avanti a tutti l’era”
Il Drago arriva così solo terzo (triofa l’Onda) con grande delusione dei dragaioli e del Conte di Montauto il quale, con una lettera datata 16 agosto comunicava al Cancelliere della Contrada: "Si celebrò hieri la solennità della Festa, corse il Palio e per Dio grazie passò il solleone, tutto senza un minimo dispiacere o disturbo e con quella quiete et honorevolezza si può desiderare, non solo infra tutti li altri ma ancora infra le sette Contrade uscite con bellissime livree per il paese ad honorare la festa con tant'altri bàrbari […] Di che mancò poco l'effetto per la villanella antedetta, poiché fu la terza al fine, si ben prima allo spazio del Corso. Però non le mancarono bona sorte, essendo molto ammirata per la sua leggiadrìa ..." 
Si dice che il Governatore della Contrada abbia regalato a Virginia un cavallo, anche se ciò non risulta dai documenti ufficiali.


Documentazione
dal sito ilpalio.org

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14 agosto 2015

14 agosto 1730: il furto delle sacre particole

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


La notte del 14 agosto 1730, intorno alle 24, alcuni ladri rubano dalla basilica di San Francesco, più precisamente dalla cappella dedicata a Sant’Antonio da Padova (oggi intitolata al miracolo delle Sacre Particole) una pisside argentea contenente le ostie. 
Tre giorni dopo un chierico ritrova le particole casualmente in Provenzano dentro una cassetta dell’elemosina: scrive il Pecci che sono nella “quantità di 348 intiere e sei pezzi rotti”. Dopo essere state esposte per un giorno, vengono traslate solennemente in San Francesco (e l’evento poteva chiudersi qui), dove ancora oggi se ne conservano 225 perfettamente integre (e questo è il fatto davvero straordinario, potremmo dire miracoloso). 


Per motivi “igienici” le ostie non vengono offerte ai fedeli, ma, essendo consacrate, sono conservate in una pisside fatta sigillare. Dopo circa trent'anni, la pisside viene aperta e si constata che le ostie sono integre e intatte, nonostante la normale natura le porti a disfarsi entro un paio di anni. Questa operazione viene ripetuta nel tempo e le particole non mutano natura. 
L’arcivescovo Tiberio Borghese, nel 1789, vuole fare una “riprova” e chiude delle semplici ostie non consacrate, per un decennio in una scatola per verificare se anch’esse si sarebbero mantenute o, si sarebbero corrotte, ma all’apertura trova solo materia putrefatta. 
Un’apposita commissione di esperti le esamina nel 1914 per spiegare la miracolosa e secolare conservazione e nella loro relazione affermano che le ostie “sono ancora fresche, intatte, fisicamente incorrotte, chimicamente pure e non presentano alcun principio di corruzione”. Le sacre Particole sono state adorate anche da Sua Santità Giovanni Paolo II, nel corso della visita pastorale effettuata a Siena il 14 settembre 1980. 

L'arcivescovo Monsignor Antonio Buoncristiani

L’ultima ricognizione e le ultime analisi sono state volute dall’arcivescovo Monsignor Antonio Buoncristiani nel settembre 2014 ed i risultati prodotti da un gruppo di ricercatori dell’Istituto per la Conservazione e Valorizzazione dei Beni Culturali di Firenze (I.C.V.B.C.) afferente al Consiglio Nazionale delle Ricerche (C.N.R.), coordinato dal Dott. Ing. Cristiano Riminesi sono ancora gli stessi: buono stato di conservazione delle ostie e totale assenza di contaminazione. 
Al ricordo delle prime analisi scientifiche condotte sulle Sacre Particole è stato dedicato il Palio di luglio appena corso.


Documentazione e crediti fotografici
La storia del Miracolo Eucaristico di Siena, dal sito arcidiocesi.siena.it
Ricognizione Sacre Particole 2014, dal sito arcidiocesi.siena.it
Il miracolo eucaristico di Siena, dal sito iltesorodisiena.net

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13 agosto 2015

Maria Teresa Santalucia Scibona, Un vortice di speranza (2015)

Riceviamo questi bei versi inediti di Maria Teresa Santalucia Scibona e li pubblichiamo con la massima riconoscenza verso l'autrice ...



UN VORTICE DI SPERANZA
“Giammai con timore.” Jorge Luis Borges

All’amata Torre, a Francesco Mori, a Brio, al Dr. Pier Luigi Millozzi, a nome di ogni componente della Contrada.      
   
Finito il rito della sbandierata
col rullio sincopato dei tamburi,                    
le chiarine pervadono la piazza.
Religioso il silenzio della folla                           
nella febbrile conchiglia.
Dopo la snervante partenza,
la mossa finalmente è buona.

Si scioglie la subdola tensione
dei nervosi destrieri, che schivano
gli urti perniciosi dei colonnini.
Scatto bruciante alla seconda curva 
di San Martino. Mirabile accoppiata
di fantino e cavallo sul tufo violento,            
bersagliati dalle rudi nerbate,      
pur d’abbracciare un sogno.

Canta il prode fantino col suo Drappo
in mano, l’inno  gaudioso,  per la gente
indomita del  Rione Salicotto.
Incollato al dorso di Morosita Prima,
l’eroico Andrea Mari
ha sperato in cuor suo, di far doppio
cappotto in onore della dolce Maria.
La Mamma veglia in quel di Provenzano
col Suo primato d’amore, sull’avverse
sorti del popolo senese.

La mia valorosa Contrada, nutre
figli dall’anima bruciante, d’una fiera
passione assetata d’infinite  vittorie.
Lieti beviamo il rubro vinello
della cosmica gioia.
Brindiamo insieme nei tersi calici
le future memorie della Torre,
incluse nell’epica storia.
    
Siena, lunedì 10 agosto 2015
Maria Teresa Santalucia Scibona


Foto di Alessia Bruchi Fotografia dal sito comitatoamicidelpalio.it

13 agosto 1955: Tanaquilla è presentata per la prima volta alla tratta

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 13 agosto 1955, Ezio Papi detto “Il Lungo”, presenta alla tratta una cavalla dal nome importante: Tanaquilla. Tanaquilla, nella tradizione romana era una nobildonna etrusca, forte, intelligente, sensitiva, avida di potere e di vittoria. Tanaquilla quel 13 agosto 1955 viene scartata, ma nel luglio del 1956 riesce a calcare il tufo correndo nel Leocorno con “Pietrino”

Tanaquilla

Siamo al Palio di luglio del 1957 e “Vittorino”, nella Chiocciola, porta questa cavalla che si dimostra veloce, fedele, scattante prima al bandierino. Nella Carriera successiva, per una serie di circostanze sfavorevoli giunge soltanto terza nella Torre con Saro Pecoraro detto “Tristezza”. Alla tratta del 29 giugno del 1958 Tanaquilla viene scartata “per manifesta superiorità” (accadeva già allora) e il 16 agosto nella Pantera, montata da “Ciancone” arriva seconda. 

2 luglio 1957: Tanaquilla e Vittorino per la Chiocciola

Andata in sorte all'Oca tornerà, di nuovo, alla vittoria proprio con "Ciancone" per la Carriera dell'Assunta del 1959 dopo una corsa memorabile. Tanaquilla trionfa anche il 2 luglio 1960 nella Selva con “Tristezza”, ma sarà l'ultima volta e con il Palio straordinario del 4 settembre nell’Aquila, con Lazzaro Beligni detto “Giove” conclude la sua comunque grande carriera sul tufo.


Documentazione e crediti fotografici
dal sito ilpalio.org

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12 agosto 2015

Con Tacito "Sena Iulia" entra nella storia

Spigolature senesi - Storia
a cura del Tesoro di Siena


Publio Cornelio Tacito

Sembra proprio che il primo documento scritto in cui si parli di Siena siano le Historiae di Publio Cornelio Tacito (IV libro - 70 d.C.). Narra lo storico: "Il senatore Manlio Patruito si lamentò di essere stato percosso, nella colonia senese, d'ordine del Magistrato, dal popolo, il quale, per di più, fattagli intorno corona, lo pianse come se fosse morto, con vituperi che toccavano tutto il Senato. Udite le parti e conosciuta la causa, furono condannati i colpevoli e, per parte del Senato, fu ammonito il popolo senese ad aver più cervello".
Certo ... entriamo nella storia e ci facciamo subito riconoscere ....


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