7 marzo 2015

7 marzo 1864: il "Ricovero di mendicità" in Campansi

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 7 marzo 1864, con un Regio Decreto, parte dell’antico convento di San Girolamo in Campansi viene concesso in uso alla Deputazione del Ricovero di mendicità di Siena, che accoglierà giornalmente circa 250 persone, tra uomini e donne. Le suore (clarisse e mantellate) divisero gli ambienti con il Ricovero di Mendicità fino alla loro soppressione nel 1874. 
Tra il 1875 ed il 1888 vennero costruiti le officine ed i dormitori della sezione uomini e venne adibita l'antica chiesa a refettorio. Nel 1889, inoltre, venne creato l'Asilo dei Giovanetti abbandonati. Col tempo il vecchio Ricovero si è trasformato in Casa di riposo per anziani. 


Il convento risale al 1430 quando un gruppo di Terziarie francescane ottenne dal Comune alcune case in Campansi per costituirsi a convento. Nel 1435 Eugenio IV le denomina “Povere di Campansi” e le pone sotto la tutela dei Minori Osservanti. Nel 1460 ad esse si unirono diverse Mantellate di Gubbio e nel 1473 le monache ottennero da papa Sisto IV la licenza di erigere un nuovo oratorio. In occasione della visita apostolica di Monsignor Bossi (1575) nel convento di S. Girolamo abitavano ben sessantasette religiose. Intorno al 1683 inizia la costruzione della nuova chiesa di San Girolamo.


Crediti fotografici:
Foto tratta dal sito commons.wikimedia.org

Tutti i giorni le pillole quotidiane di storia senese sono anche su Antennaradioesse Siena alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa nota.

6 marzo 2015

6 marzo 1880: nasce Angelo Meloni detto Picino

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 6 marzo 1880 nasce a Canepina (VT), Angelo Meloni detto Picino, uno dei fantini più famosi di tutti i tempi. Corse 52 Palii dal 1897 (per il Nicchio) al 1933 (per la Lupa), indossando i giubbetti di 15 contrade (tutte ad eccezione di Pantera e Bruco).


Vinse 13 Carriere (la prima a 22 anni, nel 1902 nel Valdimontone, l'ultima nel 1930, a 50 anni, nell'Onda) in 7 contrade e ben 4 volte nell’Oca. Si attribuisce a Picino "l'invenzione" della rincorsa: nel Palio di luglio del '28, infatti, ha il decimo posto e con la cavalla Lina entra "di corsa" costringendo il mossiere ad abbassare al canape. Vincerà il Palio (nell'Oca) ma prenderà anche 4 Palii di squalifica per mossa forzata. 



Picino appartiene a una dinastia di fantini: infatti hanno corso sia il padre Filippo (detto Barbone) che il figlio Corrado (detto Meloncino) il quale, l’anno dopo il ritiro del padre, nel 1934, trionferà sia a luglio che ad agosto nella Civetta e nell'Oca.


Tutti i giorni le pillole quotidiane di storia senese sono anche su Antennaradioesse Siena alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa nota.

5 marzo 2015

5 marzo 1843: nasce Marietta Piccolomini

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 5 marzo 1843 nasce Maria Teresa Violante Piccolomini Clementini, in arte Marietta Piccolomini, la più famosa cantante lirica senese. Marietta fin da piccola dimostra grande inclinazione per il canto e la famiglia, dopo un iniziale rifiuto, si trasferisce a Firenze per seguire gli studi della figlia affidata al famoso maestro Pietro Romani.


Debutta a 18 anni nella Lucrezia Borgia di Donizetti ed è subito un trionfo, ma il vero successo arriva dopo la Traviata interpretata al Teatro Carignano di Torino. Da quel momento la sua carriera è inarrestabile. Si esibisce a Parigi, in Inghilterra, Scozia e Irlanda. Poi parte per l’America, trionfando a New York e Philadelpia Il pubblico la adora e la osanna, ma Marietta torna in Italia e inizia il suo impegno diretto per la causa unitaria 
Nel 1860, dopo il matrimonio con il Marchese Francesco Caetani della Fargna, lascia definitivamente le scene. Muore l’11 dicembre 1899.


Tutti i giorni le pillole quotidiane di storia senese sono anche su Antennaradioesse Siena alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa nota.

4 marzo 2015

4 marzo 1787: la Selva nella chiesa di San Desiderio

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 4 marzo 1787 la contrada della Selva, che prima "aveva la chiesa sotto le volte del soppresso monastero di San Sebastiano in Val di Piatta - scrive il Pecci nel Giornale Sanese - si è trasferita con gran solennità di stromenti da musica e tamburi nella chiesa di San Desiderio".

La facciata dell’ex chiesa di San Desiderio (X sec.)
chiusa al culto nella prima metà dell’Ottocento ed ora ridotta a ristorante

In San Sebastiano inizia ad officiare, invece, la contrada della Pantera dopo che fu costretta ad abbandonare la chiesa di San Giovanni decollato (detta chiesino dell'impiccato: costruita nel 1642 dalla Biccherna, infatti, serviva ad accogliere i cadaveri dei giustiziati ed era affidata ai fratelli della Compagnia della Morte) che venne adibita all’esposizione delle salme nell’appena consacrato cimitero del Laterino. Lo scambio di chiese deciso dal Governatore di Siena non fu senza conseguenze: Selva e Pantera ruppero l'alleanza e per tutto il XIX secolo vissero una forte rivalità anche se la Pantera già nel 1813 si trasferì nella chiesa di San Quirico e Giulitta (territorio della Chiocciola) e la Selva, dal 1818 ritornò ad officiare in san Sebastiano.


Tutti i giorni le pillole quotidiane di storia senese sono anche su Antennaradioesse Siena alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa nota.

3 marzo 2015

3 marzo 1768: muore Giovanni Antonio Pecci

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 3 marzo 1768 cessò di vivere, all’età di 75 anni, Giovanni Antonio Pecci, Cavaliere di Santo Stefano e compilatore del "Giornale Sanese". Nato il 12 dicembre 1693 da famiglia nobile dedicò la sua vita allo studio; allievo e amico di Umberto Benvoglienti, come lui fu in contatto con i più importati letterati del tempo. 
Pecci ricoprì numerose cariche pubbliche: fece parte del Concistoro, fu per quattro volte Capitano del Popolo, Deputato dello Studio Senese e Archintronato. Grazie ai suoi studi e al suo operato come archivista, raccolse per tutta la vita notizie sulla storia di Siena che pubblicò in opere monumentali come lo stesso "Giornale Sanese" che, in cinque volumi raccoglie, sotto forma di diario, gli eventi accaduti a Siena a partire dal 1715. L’opera fu conclusa dal figlio Pietro che la portò avanti fino al 1794.


Grazie al suo operato, dopo circa un secolo di assenza dai giochi di Piazza, nel 1718 l’Aquila risorse. Fu lui a chiedere al tribunale di Biccherna che la Contrada potesse partecipare nuovamente al Palio. La richiesta diede origine ad un acceso dibattito sviluppatosi in varie udienze ed anche il Capitano Ascanio Bulgarini sostenne le ragioni dell’Aquila davanti al tribunale tanto che questo emise sentenza favorevole.

Cartolina pubblicata nel 1934 dalla Casa Editrice Stefano Venturini
su bozzetto del pittore Vittorio Giunti

Così l’Aquila rientrò in Piazza vincendo, l’anno successivo, il Palio del 2 luglio 1719. Quel drappellone è tuttora conservato nel museo dell'Aquila ed è il più antico di quanti, in originale, si trovano nei musei delle diciassette Consorelle. Il rientro dell'Aquila nella vita comunitaria delle Contrade, però, non fu "indolore" dato che nei decenni di latitanza le Contrade vicine si erano in qualche modo "spartite" il territorio aquilino. Nacquero per questo non poche liti tra l'Aquila, che rivendicava il suo rione, e le altre consorelle, tanto che solo il Bando sui Confini delle diciassette Contrade, firmato da Beatrice Violante di Baviera nel 1730, mise un punto fermo alla questione.


Tutti i giorni le pillole quotidiane di storia senese sono anche su Antennaradioesse Siena alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa nota.

2 marzo 2015

2 marzo 1765: la Mercanzia si riunisce nuovamente nella sede di via di Città

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 2 marzo 1765 la magistratura di Mercanzia si riunisce nuovamente nella sede di via di Città, dopo decenni di controversie con i nobili dell'associazione dei “Signori Uniti del Casino”
Il Granduca di Toscana Francesco Stefano di Lorena, infatti, venuto a Siena nel 1739 ed accolto da questi ultimi in maniera trionfale (organizzarono addirittura un Palio straordinario, vinto dal Bruco con il fantino Antonio Crognolini detto Pettinaio), come ringraziamento donò agli Uniti, con motu proprio del 18 aprile 1739, il palazzo della Mercanzia, sollevando le ire della magistratura che lì aveva sede fin dal Trecento.

Le Logge della Mercanzia
Foto Alinari (1910 ca.)

Solo dopo 25 anni la lite si risolse, con uno scambio di palazzi: gli Uniti dovettero riacquistare la loro vecchia sede in via di Città nel frattempo venduta ai signori d'Elci, mentre la Mercanzia rimase nell'omonimo palazzo. La decadenza dell’istituzione era tuttavia già segnata e nel 1780 venne abolita definitivamente.


Crediti fotografici:
Foto tratta dal sito fondazionemps.it

Tutti i giorni le pillole quotidiane di storia senese sono anche su Antennaradioesse Siena alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa nota.

1 marzo 2015

1 marzo 1817: nasce Giovanni Duprè

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 1 marzo 1817 nasce, nella Contrada Capitana dell'Onda, a cui sarà sempre legato, Giovanni Duprè. Si forma come intagliatore e a Firenze frequenta l'Accademia di Belle Arti. 

Antonio Ciseri, Ritratto di Giovanni Duprè
Firenze, Palazzo Pitti

L'opera che gli diede fama, a venticinque anni, fu un "Abele morente", realizzato per l'Esposizione del 1842 (lui e il modello, Antonio Petrai detto il Brina, durante i lavori rischiarono addirittura di morire per un incendio causato da una stufa). 

Giovanni Duprè, Abele morente
San Pietroburgo, Museo statale Ermitage

Uomo discreto, schivo, “modernista saldo come insegnante e maestro”, amico di Rossini, Giusti, Aleardi, Prati, Capponi, Tommaseo, Duprè è un artista scomodo, amato ma anche aspramente criticato. Nel 1844 rientra a Siena dove trova serenità e l'affetto dei senesi e dove crea "La Pietà" (commissionata da Alessandro Bichi Ruspoli per la cappella di famiglia), che riceverà la medaglia d'oro, nel 1867, all’Esposizione Universale di Parigi. 

Giovanni Duprè, La Pietà,
Siena, Cimitero della Misericordia

Nel 1869 Siena gli dedica addirittura la nuova locomotiva in servizio sulla Centrale Toscana fra Siena ed Empoli, e gli intitola la strada che ancora oggi porta il suo nome. Morto a Firenze il 10 gennaio 1882, nella sede museale della Contrada dell'Onda, nella gispoteca a lui intitolata, si possono ammirare molti importanti modelli in gesso delle sue opere.


Tutti i giorni le pillole quotidiane di storia senese sono anche su Antennaradioesse Siena alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa nota.

28 febbraio 2015

28 febbraio 1748: ultimo giorno di carnevale

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 28 febbraio 1748 era l'ultimo di Carnevale. Si fecero le consuete veglie con maschere e balli, ma con minore allegria di altri anni. Questo era infatti un inverno estremamente difficile per Siena dato che era un'annata, scrive il Pecci, "cotanto penuriosa di tutte le cose necessarie all'umano sostentamento"

Dietisalvi di Speme (attr.) - La Madonna del Voto (ca. 1260-1267).
Duomo di Siena, Cappella della Madonna del Voto

Così fu deciso che per la processione della domenica in Albis sarebbe stata portata in processione la Madonna del Voto, ritenuta miracolosa (dal Trecento la sua fama di opera miracolosa le valse l'appellativo di "Madonna delle Grazie"). Si diceva, infatti, che nel 1716 la stessa immagine, portata in solenne processione, fece sì che Siena passasse dalla carestia all'abbondanza.


Tutti i giorni le pillole quotidiane di storia senese sono anche su Antennaradioesse Siena alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa nota.

27 febbraio 2015

27 febbraio 1472: nasce il Monte di Pietà

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 27 febbraio 1472 la Repubblica di Siena istituisce il Monte di Pietà o Monte pio, al fine di concedere il prestito alle “povare o miserabili o bisognose persone” con un tasso d’interesse minimo. E' l'unico Monte pio di natura laica (tutti gli altri sono stati fondati da ecclesiastici) e pratica il piccolo prestito su pegno. È l'antenato del Monte dei Paschi che prende l'attuale denominazione nel 1624 quando il Granduca di Toscana concede ai depositanti del Monte, a loro garanzia, le rendite dei pascoli demaniali della Maremma (i cosiddetti "Paschi").

Stampa del XVIII secolo in cui sono riprodotti gli spazi oggi divenuti Piazza Salimbeni
a seguito della ristrutturazione del Partini (1879)

Ma già nel 1629 scoppia un grave scandalo perchè il camarlengo Armerio Melani ruba 40.000 scudi (2 milioni di euro attuali) dalle casse del Monte. Scoperto viene condannato all'impiccagione, ma a quanto ne sappiamo, riuscì a fuggire (nascondendosi, forse, in un convento) e a far perdere ogni traccia di sé. Con l'unità d'Italia la Banca estende la propria attività a tutta la penisola italiana, dando inizio a nuove attività, tra cui il credito fondiario, prima esperienza in Italia.


Tutti i giorni le pillole quotidiane di storia senese sono anche su Antennaradioesse Siena alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa nota.

26 febbraio 2015

26 febbraio 1703: una mascherata nel Campo

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 26 febbraio 1703, ultima domenica di Carnevale, l'Accademia dei Rozzi organizza una mascherata nel Campo con macchine allegoriche. La mascherata viene dedicata allo "Scoprimento de l'Indie fatto dall'ammiraglio don Cristoforo Colombo"

Mascherata dell'Accademia dei Rozzi nel carnevale 1703
Siena, Uffici comunali

Dal Chiasso Largo entrano nel Campo una schiera di indiani con acconciatura, piume, perle e gioielli al collo, sul naso, alle orecchie, seguita dal carro del "re indiano". Dal Casato spunta, invece, il corteo degli spagnoli e degli ufficiali, seguito da tanto di caravelle trainata da cavalli e Cristoforo Colombo all'interno. La mascherata fu così spettacolare che venne immortalata nel quadro oggi conservato negli uffici comunali.


Crediti fotografici:
Foto tratta dal volume "L'immagine del Palio", Banca Monte dei Paschi di Siena, 2001

Tutti i giorni le pillole quotidiane di storia senese sono anche su Antennaradioesse Siena alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa nota.