11 gennaio 2015

11 gennaio 1787: tolte le forche fuori Porta san Marco

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


L'11 gennaio 1787, fuori Porta San Marco, scrive il Pecci, "sono state buttate giù le forche dove si giustiziava". Il 30 novembre del 1786 Pietro Leopoldo aveva varato la riforma della legislazione criminale toscana (Codice Leopoldino), grazie alla quale il granducato di Toscana era, di fatto, il primo Stato moderno ad abolire la tortura e la pena di morte. 

Pietro Leopoldo di Lorena, granduca di Toscana (1747-1792)

L'abolizione della pena di morte, però, durò poco: parzialmente ripristinata dallo stesso granduca nel 1790, il figlio Ferdinando III la reintrodusse nel 1795.


Crediti fotografici:
Foto tratta dal sito catalogo.museogalileo.it

Tutti i giorni le pillole quotidiane di storia senese sono anche su Antennaradioesse Siena alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa nota.

10 gennaio 2015

10 gennaio 1766: miglioramento delle condizioni dei carcerati

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 10 gennaio 1766 il Capitano di Giustizia di Siena emette un bando per migliorare le condizioni di vita dei detenuti nelle carceri cittadine che, al tempo, si trovavano sul retro di Palazzo Pubblico (nel tratto di Salicotto che dal Campo arriva al vicolo di Luparello, allora via di Malcucinato). 

Il Palazzo delle Carceri visto dalla parte di Salicotto
A. Romani, Zibaldone Senese per l’anno 1848, p. 1

Si decreta che considerata "la scarsità di cibo che vien somministrata alli poveri Carcerati delli Segreti consistente in solo pane, et acqua, e la stravaganza e orridezza dei tempi correnti ... (con i) denari dell'Elemosine e dei soldi che sono in deposito in questa Cancelleria da oggi in avvenire si somministri a ciascuno dei detti Carcerati miserabili minestra, e vino due volte la settimana, cioè il giovedì e la domenica, con che la spesa non passi cinque soldi per ciascun carcerato".


Crediti fotografici:
Biblioteca Comunale di Siena, ms. D.IV.20, p. 1

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9 gennaio 2015

9 gennaio 1565: fondata la “Corte de’ Ferraioli”

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


La notte del 9 gennaio 1565, un gruppo di nobili senesi, usciti da palazzo Cerretani al termine di una festa, decise di fondare una "Corte" che chiamarono "de' Ferraioli", dal momento che per il freddo indossavano tutti un mantello detto, appunto, ferraiolo. Questo per reagire al divieto di riunirsi imposto, da Cosimo de' Medici, ai membri delle accademie letterarie.


I Cortigiani ferraioli in questo carnevale del 1565, e negli anni successivi, si dedicarono nuovamente alle lettere ma anche a "venture, veglie e imprese" che resero nuovamente vivo lo spirito cittadino.


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8 gennaio 2015

8 gennaio 1760: reliquie esposte in Provenzano

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti



L'8 gennaio 1760, per impetrare la fine della carestia dovuta alle continue incessanti piogge che avevano impedito di completare le semine, vengono esposte in Provenzano le reliquie del velo della Madonna e del manto di San Giuseppe.


Crediti fotografici:
Foto tratte dal sito murlocultura.com

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7 gennaio 2015

7 gennaio 1502: puniti “i delitti e i malefici” nella fonte Gaia

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 7 gennaio 1502 la Balia dispone che ogni persona che abbia commesso un (non meglio specificato) "delictum et maleficium" nella fonte Gaia venga condannata a 200 ducati di multa e all'imprigionamento finché non sia stata pagata la cifra. 

La Fonte Gaia di Jacopo della Quercia (ante 1868)

Nel caso in cui i colpevoli non paghino la somma prevista dall'autorità di polizia, sarà tagliata a ciascuno di essi una mano, dopo di che saranno banditi dalla città e confinati "extra civitatem" per tre anni. 


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7 gennaio 1730: promulgato il bando che delimita i confini delle Contrade

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 7 gennaio 1730 fu emanato, e definitivamente promulgato, il bando che delimita ancora oggi i confini territoriali delle Contrade. Dopo l'apposizione della firma da parte di Violante Beatrice di Baviera (il bando materialmente era stato fatto da altri, senesi), per concludere l'iter procedurale si doveva solo dare formale pubblicità alla nuova legge. 


Alcuni giorni dopo, il 14 gennaio, il banditore Gaetano Sartini lo annunciò per le vie urbane, mentre una copia fu notificata ai capitani e ai priori delle Contrade. Entro il proprio "recinto" ognuna poteva "questuare, battere cassa, fare feste"
Il bando impediva la formazione di nuove Contrade fissandone, per sempre, il numero a diciassette.


Crediti fotografici:
Foto tratte dal sito ilpalio.org

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6 gennaio 2015

6 gennaio 1646 e 6 gennaio 1730: il fuoco a Siena

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 6 gennaio è una data "di fuoco" per Siena: il 6 gennaio 1646, infatti, divampo' un incendio così grande che distrusse palazzo Pannocchieschi, facendo 30 vittime. 

Il deposito dei pompieri alle Logge del Papa (1912)

Il 6 gennaio 1730 scoppiò un incendio nella strada del Pulcino (odierno tratto di via dei Termini) "accosto all'ostaria della Rosa". Nonostante "accorresse noveroso popolo per smorzarlo", prima di essere spento bruciò un fienile e attaccò il retro di palazzo Gori Pannilini (oggi Hotel Continental). 


Crediti fotografici
La foto è tratta dal volume "Siena dei bisnonni", a cura di Luca Luchini e Piero Ligabue, Alsaba editore, 1987

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5 gennaio 2015

5 gennaio 1564: nasce Francesco Vanni

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 5 gennaio 1564 nasce a Siena Francesco Vanni. Giovanissimo, dopo le seconde nozze della madre con Arcangelo Salimbeni, va a Roma da dove rientra nel 1584 ed inizia a lavorare in Sant'Agostino e ai Servi (l'Annunciazione del 1586 è un capolavoro baroccesco). 

Francesco Vanni, Annunciazione
Basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi

Nel 1600, di nuovo a Roma, lavora per committenti importanti quali papa Clemente VIII, che gli concede l'onorificenza di Cavaliere di Cristo per "La caduta di Simon Mago". Tornato a Siena, nel 1602, dipinge "La Crocifissione" per la chiesa di San Giorgio, dove viene seppellito dai figli, dopo la morte, il 26 ottobre 1610. 

La città di Siena disegnata dal pittore Francesco Vanni nel cadere del secolo decimosesto
e qui riprodotta per cura di Lazzaro Bonaiuti nell'anno MDCCCLXXIII

Celeberrima la sua pianta di Siena, definita una foto ante litteram della città, per la precisione delle proporzioni e la quantità di dettagli che riporta.


Crediti fotografici:
Foto 1: tratta dal sito viaesiena.it 
Foto 2: tratta dal volume "Iconografia di Siena", Monte dei Paschi di Siena, 2006

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4 gennaio 2015

4 gennaio 1722: muore Girolamo Gigli

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Ritratto di Girolamo Gigli

Il 4 gennaio 1722, a Roma, muore Girolamo Gigli. Era nato a Siena il 14 Ottobre 1660. Letterato, drammaturgo, librettista coltivò gli interessi più disparati: dall'agricoltura, all'astronomia, alla giurisprudenza. 
Raccolse le vicende cittadine nel famoso "Diario Sanese" e sostenne ne "Il Vocabolario Cateriniano" la supremazia della lingua senese sul fiorentino.


Crediti fotografici:
Foto tratta dal sito yooniqimages.com

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3 gennaio 2015

3 gennaio 1582: controversie sui confini delle contrade

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


G. Silvestri. Pianta Topografica della città di Siena, con l'indicazione delle 17 Contrade
compilata nel settembre 1849

Il 3 gennaio 1582 i Quattro Deputati della Festa sono chiamati a risolvere alcune tra le prime controversie sui confini tra Contrade: "se la casa de' Braccioni ne l'Arte della Lana è della contrada de l'Ocha e non di Selvalta, se la casa del Fantozzo e de' Bargagli e l'altre case che seguono fino alla chiesa di San Pellegrino" [oggi via dei Termini dal vicolo della Rosa a piazza Indipendenza] spettavano all'Oca oppure alla Civetta e se la casa dei Bronconi nella Costa di Sant'Antonio era dell'Oca o del Drago.


Crediti fotografici:
Foto tratta dal sito ilpalio.org

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