12 marzo 2014

Il Maggio in Campo (1991)




Lunedi 24 giugno 1991 … ai più questa data dirà poco o nulla …
Gli appassionati di musica classica ricorderanno forse uno tra gli eventi culturali di maggiore spessore che il Campo abbia ospitato.  L’orchestra ed il coro del Maggio musicale fiorentino, diretti dal grande Zubin Mehta ed immersi nella bellezza ineffabile della nostra piazza, 
si cimentarono in un repertorio di assoluto spessore:
  • l'ottava sinfonia di Ludwig van Beethoven in Fa maggiore op. 93;
  • il Te Deum con doppio coro di Giuseppe Verdi;
  • l'Ouverture Solennelle 1812 di Pyotr Tchaikovsky, con la partecipazione della Banda della Guardia di Finanza

27 gennaio 2014

Siena e cinema: Io Caterina (1957)



Rifacimento di una precedente pellicola del 1947, il film di Oreste Palella narra la vita di Santa Caterina da Siena, dalla sua fanciullezza fino alla morte, passando dai giorni della sua missione più ardua, riportare il Papa a Roma dalla "cattività avignonese". Non essendo in grado di giudicare, se non a grandissime linee, della completa veridicità dei fatti narrati (vari siti tacciano la sceneggiatura di essere "romanzata" o addirittura "molto romanzata") mi rimetto a chi ne sa più di me, pregandolo di intervenire a commento.

3 gennaio 2014

Il "cuore senese" del Gladiatore




Il Gladiatore (2000) è un film talmente bello, popolare e pluripremiato che credo non necessiti di introduzioni di carattere generale. Quello che forse non tutti sanno è che alcune scene sono state girate tra San Quirico d'Orcia e Pienza, presso il Podere di Poggio Manzuoli e, a pochi chilometri di distanza, Terrapille.
Considerato in termini di minutaggio, l’apporto delle Terre di Siena al film è certo modesto (forse due minuti nel complesso). Ma in termini di valenza affettiva e simbolica il senese ne è senza alcun dubbio il cuore pulsante.

11 dicembre 2013

Il Palio "tra il lusco e il brusco" ...




Un secondo solo per spiegare il titolo ...
“The twilight zone”: in italiano è stato liberamente tradotto con “Ai confini della realtà” … a Siena potremmo tradurlo (certo un po’ più fedelmente) con “tra il lusco e il brusco”, appunto ... 

Con questo titolo è conosciuta soprattutto una serie televisiva, ideata nel 1959 da Rod Serling e passata ripetutamente (a partire dal 14 aprile 1962) anche in Italia sugli schermi di mamma RAI. In America, dal 1961 e fino al 1982, fu però il titolo anche di una prestigiosa serie di fumetti (se non altro per la qualità dei disegnatori che vi collaborarono) collegata alla serie TV ...

6 dicembre 2013

Il Blog festeggia i 100.000 contatti



Il Blog del Tesoro di Siena festeggia i 100.000 contatti. Per altri queste cifre saranno forse poca cosa ... noi ne andiamo fieri. Rivolgo soprattutto un cordiale ringraziamento ai lettori, con la promessa di mantenere inalterato nel futuro l'impegno al miglioramento di queste pagine, in qualità e quantità.

Nella foto: L'antico Facciatone del Duomo di Siena (1870 ca.). Particolare di una foto di P. Lombardi che documenta un edificio addossato al Facciatone non più esistente. Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari

12 ottobre 2013

La Madonna di Provenzano e la sua "Basilica"



La devozione di Siena alla Vergine Maria è così radicata ed antica da confondersi quasi con lo stesso sorgere della comunità civica. Alla Madonna, già prima del X secolo, era dedicato il sito in cui oggi sorge il Duomo, il “Piano Sancte Marie”. A partire dal XII secolo Maria inizia a rappresentare il simbolo stesso del nascente Comune cittadino (da qui le formule “Ecclesie S. Marie et populo civitatis Senensis”, usata per le donazioni di terre e sottomissioni di castelli a favore di Siena, e “Sena vetus civitas Virginis” per la coniazione). Nel 1260, alla vigilia della battaglia di Montaperti,  i senesi si riunirono in Duomo per  offrirle “formalmente” le chiavi della città e invocare la sua protezione. Tale gesto di pieno affidamento verrà ripetuto più volte nel corso della storia (l’ultima, nel 1944, in occasione del passaggio del fronte durante la seconda Guerra Mondiale). E poi Siena dedica alla Vergine entrambi i Palii dell’anno ...

9 ottobre 2013

Una strada ferrata per Siena: l'apertura della Siena-Empoli



Il Granduca Leopoldo II di Lorena, parallelamente ad una opera tangibile di sistemazione delle strade del Granducato, si rese fautore di una rete ferrovia toscana: la prima linea (una delle prime in Italia) fu quella, chiamata in suo onore Leopolda, che collegava Firenze a Livorno e Pisa. Il primo tratto (Livorno-Pisa) fu inaugurato nel 1844 e nel 1848 l’intera linea di 97 km era aperta al traffico.

4 ottobre 2013

Sunto pronto ai suoi primi rintocchi




La prima campana fu posta sulla Torre del Mangia nel 1344, quando i lavori di costruzione non erano ancora ultimati. Già nel 1349 venne però fusa per farne una ancora più grande, chiamata “campana grossa” o “campanone”, che rimase in attività fino al 1633 quando fu rifusa e ricollocata l’anno successivo. La campana, nuovamente danneggiata, restò però muta per un decennio.
E veniamo finalmente a Sunto.
A partire dal giugno 1665, nel Chiostro del Convento di San Francesco, iniziarono i lavori di fusione della nuova campana, che terminarono, causa gravi inconvenienti, solo nel mese di settembre. Il 14 novembre 1665 venne benedetta dall’Arcivescovo Ascanio Piccolomini nel nome di Maria Assunta (e da questo le è derivato il nome popolare di “Sunto”). Il 18 novembre 1665 la campana fu trasportata verso Piazza del Campo, percorrendo la Strada che da San Francesco va all’arco dei Rossi, da questo alle Loggie della Mercanzia e al Chiasso Largo, sino alla svolta di Salicotto, luogo stabilito per innalzarla sulla Torre.
I lavori di sollevamento (furono utilizzati due forti argani con 53 uomini addetti) ebbero inizio il 25 novembre 1665. Solo il giorno dopo la si posò dentro la prima rocca, dove la campana maggiore della Torre era sempre stata finora collocata, nella cella campanaria.

L'inaugurazione del Palazzo delle Poste




Ad inizio secolo la sede delle Poste si trovava in Piazza Salimbeni, nell’attuale salone principale del Monte dei Paschi. Riscontratane con il tempo l’inadeguatezza funzionale, si decise la costruzione di un nuovo palazzo dedicato in via esclusiva all’uso postale.

2 ottobre 2013

Francesco di Giorgio Martini e la "Tavola Sordi"




Cosa lega Francesco di Giorgio Martini (1439-1501), artista senese che incarnò come pochi nella seconda metà del XV secolo lo spirito del Rinascimento, ed Alberto Sordi, il grande attore comico romano scomparso dieci anni fa, in quello che ha assunto i connotati di un giallo, addirittura internazionale, forse non ancora del tutto risolto?
Partiamo dall'inizio: Francesco di Giorgio Martini, figura eclettica nella sua essenza, fu anche pittore di buono spessore, oltreché architetto, teorico dell'architettura, ingegnere, scultore, medaglista ecc. Tra le sue opere (ma forse non tra i suoi capolavori) è da annoverare una Madonna con Bambino tra i Santi Girolamo ed Antonio Abate (vedi foto), dipinta presumibilmente nel suo periodo giovanile (qualche anno prima del 1460). Delle vicende di questa tela sappiamo che, nel corso degli anni, fu proprietà di collezionisti privati. Venne esposta, già a lui attribuita, nel 1894 alla Royal Academy di Londra.