3 aprile 2011

29 marzo 2011

Cecco Angiolieri: S'i fosse fuoco


 

S’ì fosse foco, arderei ’l mondo
S’ì fosse vento, lo tempesterei
S’ì fosse acqua ì’ l’annegherei
S’ì fosse Dio, mandereil’en profondo

21 marzo 2011

Le monete della Vergine ...


Il motto "Sena vetus civitas Virginis" è pressoché la costante nelle monete senesi a partire dal 1279 ... è stata anche avanzata l'ipotesi che la formula abbia una origine strettamente numismatica, a compendio delle precedenti formule "Sena vetus" e "Sena civitas virginis" ...

Fiorino o Senese d'oro
(1340-1350)

14 marzo 2011

I “monologhi impossibili”: Montaperti


Questa serie ha ospitato personaggi storici legati a Siena; per una volta provo a dare voce ad un giovane, anonimo, fantaccino senese, con le sue certezze ed i suoi dubbi, ed il suo ondeggiare tra vari sentimenti prima della prova decisiva.



Il mio nome è Duccio, e non mi conoscete, perché non sono mai passato alla storia.
Quel 3 settembre 1260 fu il giorno più angoscioso della mia vita: saremmo usciti da Siena ed il giorno successivo avremmo dato battaglia all’oste fiorentina, che ci soverchiava in numero ed in equipaggiamento.
L’arroganza con la quale ieri i loro emissari si erano rivolti al Consiglio della Repubblica, e le atroci minacce profferite in quell’occasione, non potevano lasciare scelta alcuna, almeno per chi nel suo cuore aborrisse la sottomissione. .
Buone notizie sono invero giunte con il generoso gesto di Salimbene Salimbeni, che aveva pagato in monete sonanti un soldo doppio ai mercenari tedeschi inviati da Re Manfredi di Svevia. Notizia che era stata accolta con grande giubilo da quegli efficienti professionisti della guerra.
All’immagine di quei giganti in armatura, su grossi cavalli anch’essi protetti – le truppe più pesanti dell’epoca, direste voi – mi chiedevo quale avrebbe potuto essere il mio contributo, e la mia sorte, in quell’ora così cruciale per la mia Città e per coloro che amavo.
Come la maggior parte dei miei compagni, oltre allo scudo con i colori della Compagnia (non dirò quale, in quel momento eravamo solo senesi) ed ad un “cappello di ferro”, per protezione non avevo altro che una pesante giubba di lino, imbottita di cascami, bollita in aceto e sale per renderla più resistente.
Pensai se forse non sarebbe stato meglio se in Consiglio avesse prevalso la voce di chi proponeva di trattare ...
Pensai alla mia famiglia: ai miei genitori, ai miei fratelli e cugini ... Pensai a Tessa, alla quale non avevo ancora avuto l’occasione di dire cosa provavo per lei, anche se sicuramente lo aveva già capito.
Più che di morire, il terrore che mi attanagliava era quello di non sapere quale sarebbe stato il destino di tutti loro: se sarebbe stato il destino che (a detta degli ambasciatori fiorentini) li attendeva se avessimo fallito.
Del resto, ieri Buonaguida Lucari, insieme al nostro Vescovo, hanno dedicato la Città alla Vergine Maria, in processione a piedi scalzi, cantando inni, hanno invocato la protezione della Vergine su Siena ed il suo popolo.
Questo atto mi aveva risollevato, ma, mentre ne discutevamo prima di inquadrarci, il mio amico Cecco, materiale e cinico come sempre, aveva commentato: «Bello, ma non si è sentita nessuna risposta!».
Non potei replicare, mentre l’esercito usciva da Porta S. Viene [l’attuale Porta Pispini], e dopo la marcia e l’accampamento ero troppo preso nelle mie personali angosce.
Dopo una notte inquieta, ci svegliammo prima dell’alba di quel fatidico 4 settembre, con i fuochi dell’accampamento nemico ancora visibili. Come da ordini, avremmo attaccato per primi, anche se inferiori in numero, in salita e col sole negli occhi.
Alle prime luci, sentii la voce di Cecco, dietro di me nella falange, che mi chiamava con tono stupito: «Duccio, guarda verso Siena».
Mi voltai, e vidi una foschia, che non era una foschia, aleggiare come un manto sopra i tetti di Siena: una foschia di un colore strano, che mi ricordava certi dipinti.
«Questa è la risposta, Cecco, vinceremo!»
E, quando caddi nella mischia attorno al Carroccio fiorentino, non provavo più angosce, né dubbi sul perché.

Dedicato a tutti i “Duccio” della storia di Siena.
contributo originale di Andrea Manganelli per "Il Tesoro di Siena"

La Battaglia di Colle (17 giugno 1269)

un fante porta sull’asta la testa di Provenzan Salvani
Miniatura del sec. XIV
Roma Biblioteca Chigiana

13 marzo 2011

Goislard de Monsabert ... il monologo impossibile ...


Sono il Generale Joseph-Jean de Goislard de Monsabert, ed il 3 luglio 1944 comandavo la 3e Division d’Infanterie Algerienne delle forze della Francia Libera. A me il destino assegnò l’onore di far cessare l’occupazione germanica della vostra città.


Durante la lunga strada per Siena, la mia divisione aveva pagato a caro prezzo il suo riconosciuto valore ... alla fine della guerra ebbe più di 3000 morti, senza contare gli invalidi ed i feriti. Dopo la presa di Roma, le forze tedesche, pur se in ripiegamento verso la linea gotica, erano ancora potenti, e non potevano essere esclusi improvvisi contrattacchi o imboscate. Nel briefing che precedette l’avanzata finale su Siena, il mio comandante di artiglieria ebbe a chiedermi se, in caso di una inaspettata presenza di truppe tedesche, poteva avere il mio permesso di sparare sulla città con i suoi pezzi. Immediatamente mi assalì l’angoscia provocata delle immagini dell’orribile scempio causato dal bombardamento dell’Abbazia di Montecassino. Immagini di distruzione mi vorticarono nella mente, e per un attimo vidi i palazzi di Siena squarciati dalle esplosioni degli obici ...

Abbazia di Montecassino

Quell’angoscia fu scacciata da una voce femminile, soave ma piena di autorità, tanto che ebbi l’impulso di mettermi sull’attenti:

«NO!»

Allora risposi:


In seguito compresi a chi apparteneva quella voce. E, quando lasciai la mia divisione per andare a comandare il Corpo d’Armata, a Lei consacrai la mia bandiera ...

Stendardo personale del Generale de Monsabert
in esso si legge l'onore di battaglia: “Siena 3 luglio 1944”
ex voto nella Basilica di Notre-Dame de la Garde, Marsiglia


contributo originale di Andrea Manganelli per "il Tesoro di Siena"

12 marzo 2011