8 marzo 2011

Tra Lucca e Siena - Jacopo della Quercia ed Ilaria del Carretto...


« [...] Ora donne la bianca fiordaligi
chiusa ne' panni, stesa in sul coperchio
del bel sepolcro; e tu l'avesti a specchio
forse, ebbe la tua riva i suoi vestigi.
Ma oggi non Ilaria del Carretto
signoreggia la terra che tu bagni,
o Serchio [...] »

(Gabriele D'Annunzio, Elettra)


Jacopo della Quercia - Monumento funebre di Ilaria del Carretto (1406-1407)
Cattedrale di San Martino - Lucca


Il senese Jacopo della Quercia (1374 ca -1438) già all'età di di dodici anni si trasferì con la famiglia a Lucca, e li fu messo a bottega dallo scultore Antonio Pardini. Le prime esperienze professionali furono quindi lontane dal Campo, soprattuto a Firenze (alcuni lavori minori al Duomo di Santa Maria del Fiore) e Ferrara (Madonna della Melagrana per il Duomo). 
La sua vita si incrocia a Lucca con quella di Ilaria del Carretto. Nata nel 1379, si sposò giovanissima con Paolo Guinigi, signore di Lucca tra il 1400 e il 1430, e diede alla luce due figli. Morì di parto nel 1405 nel dare alla luce la secondogenita. Il marito commissionò a Jacopo il monumento funebre che Jacopo portò a termine tra il 1406 ed il 1407.


Un pettegolezzo che corre lungo i secoli vorrebbe che Jacopo fosse segretamente innamorato di Ilaria ... se si dovesse giudicare dai lineamenti del viso, dalla posa serafica della giovane, dai drappeggi delle vesti, dovremmo concludere che dietro a tutto questo può esserci solo amore ... 


Lo splendido cane di Jacopo della Quercia, simbolo della fedeltà


Ilaria del Carretto ed il suo monumento funebre sono stati messi in versi, tra gli altri, da Salvadore Quasimodo in "Davanti al simulacro d'Ilaria del Carretto" ( da: "Ed è subito sera")

Sotto la terra luna già i tuoi colli,
lungo il Serchio fanciulle in vesti rosse
e turchine si muovono leggere.
Così al tuo dolce tempo, cara; e Sirio
perde colore, e ogni ora s’allontana,
e il gabbiano s’infuria sulle spiagge
derelitte. Gli amanti vanno lieti
nell’aria di settembre, i loro gesti
accompagnano ombre di parole
che conosci. Non hanno pietà; e tu
tenuta dalla terra, che lamenti?
Sei qui rimasta sola. Il mio sussulto
forse è il tuo, uguale d’ira e di spavento.
Remoti i morti e più ancora i vivi,
i miei compagni vili e taciturni.


Link utili

Il sito web ufficiale di Ilaria del Carretto
Jacopo della Quercia (sito wikipedia)
Ilaria del Carretto (sito wikipedia)


Crediti fotografici

foto n. 1: dal sito atlante dell'arte italiana
foto n. 2: dal sito luccamust
foto n. 3: dal sito preraffaelliti

5 marzo 2011

La Pia de' Tolomei ...

"Deh, quando tu sarai tornato al mondo,
e riposato de la lunga via",
seguitò 'l terzo spirito al secondo,
"Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria
disposando m'avea con la sua gemma"

(Purgatorio, canto V, 130-136)

Pia de Tolomei
illustrazione alla Divina Commedia di Gustave Doré

25 febbraio 2011

San Galgano, Montesiepi e la "spada nella roccia" ...

« Diabolus vero videns constantiam 
viri magno ululatu ab eo recessit »
Inquisitio in partibus

Qualche chilometro fuori Siena, sulla via verso il mare, si apre improvviso uno scenario dei più suggestivi che è dato conoscere. Una abbazia cistercense sconsacrata e dirupata in grado di evocare il Mistero più di mille chiese in perfetto stato di conservazione ... e poi, poco più in alto, uno dei miti più cari alla tradizione anglo-sassone che diviene non solo storia ma anche attualità...
Di fronte a questo è lecito chiedersi a cosa servano le parole (le mie comprese) ... quindi mi cheto e lascio parlare i fatti ...

14 febbraio 2011

Alessandro Blasetti - Palio (1932)


il poster originale


"Nel Campo di Siena ogni estate, da secoli, si corre il Palio, tipica espressione dello spirito combattivo della nostra gente. Più che una corsa è questa una lotta di rioni - le Contrade - che per la bravura del cavallo ricevuto in sorte e per la valentia del fantino si contendono un drappo di seta dipinta - il Palio - simbolo e ricordo dell'agognata vittoria. Popolani e signori vivono, in quei giorni, entro i confini di ogni contrada, la stessa ardente passione e tutto mettono in opera: denaro, astuzia, violenza, pur di condurre al trionfo i loro antichi vessilli" (didascalia iniziale del film)

12 febbraio 2011

Biagio di Montluc ed il Cuore delle Donne di Siena ...


Biagio di Montluc

Fui Blaise de Lasseran - Messencome (ma mi avete chiamato Biagio Di Montluc), non fui senese, amai Siena più della mia vita e, da Generale di Francia, la difesi guidando col mio ingegno il valore dei senesi …
Perdemmo, ma dai senesi imparai l'onore …  anni dopo al mio Re, che mi chiedeva di quali truppe bisognassi, ebbi l'ardire di dire: “il Reggimento delle Donne di Siena” … come dice un proverbio pellerossa “un popolo non è sconfitto finché non sono vinti i cuori delle loro donne”

Biagio Di Montluc