13 maggio 2016

Ansano Giovannelli detto “Ansanello” e Aldo Mantovani detto “Bubbolo”

C'era una volta il Palio - I fantini
Supplemento a La Nazione - Siena (1993)
testo di Daniele Magrini e 
Giulio Pepi


Ansano Giovannelli, detto “Ansanello”, che vedete con baffoni folti e un po' disordinati, con la bocca chiusa di chi mette impegno e cuore nel suo mestiere, con gli occhi tutt'altro che cattivi come quelli di un uomo che ha sentimento da vendere pur senza sottacerlo al rispetto che vuole, è ritratto con indosso i colori dell'Oca, come si nota non tanto dal giubbetto quanto dallo zucchino tradizionale che questa Contrada, rispettabile anche per conservare certe consuetudini tutt'altro che secondarie, anche oggi mantiene, al contrario di altre che, ignobilmente, schematizzano perfino lo stemma, come se l'araldica si prestasse a questo scellerato gioco. 
Il suo esordio fu nel Palio del 16 agosto 1877 nell'Onda. Era nato a Monteroni diciannove anni prima, quando nella Toscanina, libera e piena di solidarietà, regnava paternamente il buon Granduca Leopoldo II di Lorena.
Vinse la prima volta dodici anni dopo, il 16 agosto 1889 nella Lupa. Il cavallo, di proprietà di Dante Tavanti, si chiamava “Sedan”, il capitano era Fortunato Guiggiani e priore Enrico Micchi Croci, probabile antenato di Roberto Croci, un tempo felice paggio e dopo alfiere della bella contrada di Vallerozzi.

Da sinistra: Bubbolo e Ansanello