26 marzo 2016

Mario Bernini detto "Bachicche"

C'era una volta il Palio - I fantini
Supplemento a La Nazione - Siena (1993)
testo di Daniele Magrini e 
Giulio Pepi


Quel signore con il copricapo piumato, il giubbetto di ordinanza e gli scarponcini ai piedi, l'unico che non si sia piegato a guardare verso l'obiettivo del fotografo, è uno dei più grandi fantini della storia del Palio: Mario Bernini detto Bachicche. 
L'immagine è stata scattata nel 1883, in occasione dell’unica carriera corsa da Bachicche per la contrada della Torre. E il fotografo ha immortalato proprio il connubio fra il fantino e i maggiorenti di Salicotto. La circostanza, abbastanza inusuale, è comprensibile proprio se si considera la statura paliesca del personaggio: Bachicche a quel momento aveva infatti già vinto dodici carriere in venti anni di attività. L'ultimo successo era stato conseguito da Mario Bernini proprio l'anno prima, il 3 luglio, quando aveva trionfato per la Chiocciola con il cavallo morello di Romualdo Bruni.
Ma le speranze della Torre, in quel Palio, andranno deluse: Bachicche non vincerà e per centrare il tredicesimo cencio, l'ultimo della carriera, dovrà attendere ancora due anni e il ritorno nella contrada della Chiocciola.


9 marzo 2016

Piazza del Campo sì, ma a Genova …

Spigolature senesi
a cura del Tesoro di Siena


“Il Campo” di Siena, universalmente conosciuto però come “Piazza del Campo”, è di sicuro tra le piazze più note ed apprezzate in tutto il mondo e non solo per il Palio. Ma, mettiamoci l’animo in pace (si fa per dire), non abbiamo l’esclusiva del toponimo, sia pure “contaminato”. Anche nel centro di Genova esiste una piccola “Piazza del Campo”.

Piazza del Campo a Genova

Costituita quasi da un semplice slargo dell’adiacente Via del Campo (sì, proprio quella magistralmente cantata da Fabrizio de André) è piccola (certamente non adatta a corse di cavalli) ma adornata da ben due tabernacoli, chiusa al traffico e dotata di bar e negozio di frutta. Tutto sommato possiamo dire accogliente …
Cerchiamo altre “analogie” tra Siena e Genova? Genova in genovese si dice “Zena” e l’assonanza mi sembra evidente. Un altro collegamento, stavolta biografico: il vostro “cantore di cose senesi” è in realtà nato, sia pure quasi per caso, a Genova, in Via Berghini. Motivi di lavoro di mio padre mi hanno privato dell’I726 nel codice fiscale, a cui noi senesi teniamo.
A completamento di questo articolo, che spero non abbia urtato la suscettibilità di nessuno, invito a segnalare altre Piazze del Campo sparse per il mondo ed altri collegamenti tra Siena e Genova. Grazie in anticipo.


Crediti fotografici
Foto di Paola Chiarella su Panoramio

L'elenco degli altri articoli della rubrica è alla pagina http://goo.gl/13RAFi

7 marzo 2016

I calanchi e le biancane di Leonina (Asciano)

Terre di Siena
di Antonella Galardi


In questo articolo si propone, a chi ama il trekking, un agevole percorso nella valle del borro Biena. Il paesaggio in questa zona delle Crete senesi è fatto di grandi spazi che ogni stagione mutano di colore: verdi in primavera, diventano color oro in estate, grigio striato dalle bruciature delle stoppie in autunno e grigio scuro uniforme in inverno, quando la natura pare ferma.


La strada delle Biancane parte da Leonina e arriva fino al podere Fiorentine. Si chiama così perché attraversa le “Biancane”, piccole colline rotondeggianti di creta, altrimenti dette “mammelloni”, che in estate e sotto il sole diventano di un colore bianco abbagliante.
Da Siena si raggiunge Arbia, dove si prende la statale Luretana verso Asciano. Poco oltre il ponte sulla Biena, a sinistra, si imbocca il bivio per Leonina. Entrati sullo sterrato si parcheggia l'auto nello spiazzo sulla destra e ci si incammina verso il castello di Leonina per la strada bianca costeggiata da cipressi.