6 novembre 2015

6 novembre 1943: il trasferimento degli ebrei senesi arrestati

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 6 novembre 1943 oltre venti ebrei senesi arrestati il giorno precedente nelle proprie abitazioni in città, tra cui bambini e anziani, dopo aver trascorso la notte in una caserma in Piazza d’Armi sono pronti per essere trasferiti. Alcuni vengono rilasciati, forse perché considerati ebrei “misti”, gli altri vengono portati a Firenze mentre nei verbali si registra solo che sono stati “trasferiti in altra località”


A Firenze trovano ad attenderli un treno che, dopo un interrogatorio a Bologna, li porta ad Auschwitz-Birkenau. Quindici di loro muoiono subito nelle camere a gas del lager nazista, il più giovane ha appena compiuto 13 anni e si chiama Ferruccio Valech. I loro nomi sono impressi nel marmo di una epigrafe posta accanto alla sinagoga di Siena (vedi sopra)
I fatti sono tristemente noti: la neonata la Repubblica fascista di Salò, al pari dei tedeschi, considera gli ebrei nemici della patria. Nei primi giorni di novembre iniziano gli arresti a Bologna, Firenze, Montecatini Terme e Siena. 


La vicenda senese è narrata da Alba Valech nel libro “A.24029”. Alba racconta che il 6 novembre, insieme ai suoi familiari, il padre, la madre, la sorella, il fratellino Ferrucio e il marito, Ettore Capozzi, viene prelevata dalla loro villa ai Cappuccini dai fascisti e da una SS italiana. In una notte la sua vita cambia; poche parole della madre, Livia Forti, sconvolgono per sempre la sua esistenza: “I fascisti! Ci danno solo venti minuti”
Nel libro poi si ripercorre l’arrivo a Firenze, dove i tedeschi fanno salire gli ebrei senesi su carri bestiame diretti a Bologna. Qui le SS interrogano nuovamente i senesi ed in questo momento Alba Valech e il marito vengono rilasciati perché considerati una coppia mista, dato che il marito non è ebreo (Alba verrà comunque arrestata a Milano nell’aprile dell’anno successivo e internata ad Auschwitz dal quale sopravvivrà).

La famiglia Valech sterminata ad Auschwitz:
le foto sono del padre Mosè David, della madre Livia Forti, 
della sorella Morosina e del piccolo Ferruccio



Documentazione
Si veda "A.24029" di Alba Valech Capozzi - Soc. An. Poligrafica, Siena, 1946. Il volume è stato ristampato nel 1995 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza Senese da Nuova Immagine Editrice, Siena

L'elenco completo delle "Pillole quotidiane di storia senese" si trova alla pagina http://goo.gl/2PJxzF.
Tutti i giorni sono trasmesse anche dai microfoni di Antennaradioesse Siena, alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa "pillola" sul nostro blog.

1 commento:

Unknown ha detto...

Grazie per sempre per uno dei primi e perciò più realistici libri sulla peggiore tragedia della storia,olocausto o Shoah,commessa dal peggiore criminale della storia Hitler. Mai dimenticare e sempre ricordiamo tali tragici eventi, anche quando saranno morti tutti i sopravvissuti. Perché tale immensa tragedia non si ripeterà mai più