31 gennaio 2015

31 gennaio 1726: una “pugna” accesa

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 31 gennaio 1726 il Terzo di Città e di San Martino si sfidarono in un gioco delle pugna nel Campo. L'incontro, però, ben presto si inasprì e vennero sguainate le spade. 


Alcune autorevoli persone intervennero e nessuno rimase ferito. Lo "scontro" tra le due parti venne rimandato al 10 febbraio quando, però, venne disputata una più "tranquilla" pallonata.


Tutti i giorni le pillole quotidiane di storia senese sono anche su Antennaradioesse Siena alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa nota.

30 gennaio 2015

30 gennaio 1457: Antonio Federighi e le statue della loggia della Mercanzia

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 30 gennaio 1457 lo scultore senese Antonio Federighi stipula un contratto per realizzare quattro statue della loggia della Mercanzia (detta anche Loggia di San Paolo). Mentre il Federighi realizza quella di San Pietro (per la quale gli furono pagate ben 272 lire) viene commissionata al Vecchietta la figura di San Paolo.

Le Logge della Mercanzia

Nell'aprile del 1459 il Federighi aveva terminato anche la statua di Sant'Ansano e questa è l'ultima volta che il suo nome appare nei documenti, benché gli vengano attribuite anche il San Vittore ed il San Savino. Nel 1460, però, il Vecchietta viene incaricato di realizzare anche un San Pietro, che andò a sostituire quello del Federighi, collocato nella sua nicchia già nel marzo del 1459 (oggi è conservato nel Museo dell'Opera del Duomo). Questo evento scatenerà una rivalità tra i due artisti che durerà tutta la vita. Una curiosità: i cinque Santi delle Logge hanno tutti gli sguardi severi e rivolti al tratto nord della Francigena perchè il pericolo, per Siena, poteva venire solo da Firenze.


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29 gennaio 2015

29 gennaio 1607: Camillo Borghesi è nominato Arcivescovo

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 29 gennaio 1607, papa Paolo V, la cui famiglia era di origine senese, nomina arcivescovo della nostra città un cugino suo omonimo, Camillo Borghesi (già vescovo di Otranto e di Montalcino). L'episodio è immortalato da Ventura Salimbeni in una famosa Tavoletta di Biccherna (vedi foto) nella quale è raffigurato il momento in cui il papa impone il pallio al Borghesi alla presenza di cardinali e prelati.


Ricordato come pastore zelante e ben voluto, fu artefice dell'introduzione a Siena del culto di Bartolomeo Garosi detto Brandano.


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28 gennaio 2015

28 gennaio 1736: Festa grande in Santo Spirito

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 28 gennaio 1736, racconta il Pecci, nella chiesa dei padri domenicani di Santo Spirito, il reggimento spagnolo di Soria, che da quattro mesi era acquartierato a Siena arrivando dal mantovano, fece una grande festa religiosa.

La Chiesa di Santo Spirito 

Furono esposti il Santissimo Sacramento e l'immagine della Madonna del Rosario, non si lesinò sulla cera, al tempo preziosa e costosissima, tanto che la chiesa era illuminata a giorno. Fu eseguita musica solenne e furono distribuite al popolo composizioni poetiche in onore di Maria. La festa si concluse solo il giorno seguente con spari di mortaretti e artiglieria.


Crediti fotografici:
Foto tratta dal sito arcidiocesi.siena.it

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27 gennaio 2015

27 gennaio 1598: Agostino Chigi è nominato rettore del Santa Maria della Scala

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 27 gennaio 1598 Agostino Chigi viene nominato rettore del Santa Maria della Scala. Agostino ha solo 35 anni ed è un’assoluta novità visto che fin dalla sua fondazione, per statuto, si stabiliva che il rettore dell'ospedale doveva aver compiuto il quarantesimo anno di età.

Domenico di Bartolo, Cura e governo degli infermi (1440-1441)
Siena, Santa Maria della Scala, Sala del Pellegrinaio

Nel rescritto di nomina si legge "Sua Altezza Serenissima (il Granduca Ferdinando) ben informata dell’età e qualità del magnifico cavalier Agostino Chigi et reputandolo perciò atto a sostenere la carica di rettore [del] Santa Maria della Scala l’ha eletto di suo proprio moto a quest’officio, non ostante non arrivi all’età di 35 anni, sperando che per l’intelligenza, esperienza, bontà e religione darà di sé ogni soddisfazione et sarà secondo il servizio di quel luogo". Agostino Chigi guidò il Santa Maria della Scala per oltre quarant’anni. Morì il 16 giugno 1639. 


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26 gennaio 2015

26-27 gennaio 1554: il marchese di Marignano attacca Siena

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Nella notte fra il 26 e il 27 gennaio 1554 Gian Giacomo de' Medici, marchese di Marignano, partì da Poggibonsi con le truppe ducali e imperiali verso le fortificazioni senesi. Era al comando di 4.500 fanti, 100 muli carichi di 20 pezzi di artiglieria, 2.000 guastatori, circa 400 cavalieri spagnoli.

Giorgio Vasari, Il marchese di Marignano conquista porta Camollia
Firenze, Palazzo Vecchio.

Durante il cammino ordinò una sosta a poche miglia da Siena, per fare indossare ai suoi uomini la camicia bianca necessaria nei combattimenti notturni. Il Marignano fece partire l'assalto al forte senese fuori Porta Camollia. I quaranta uomini del corpo di guardia, colti addormentati, furono facilmente sconfitti e catturati e il forte occupato. Tuttavia, dato l'allarme, i senesi si mobilitarono e respinsero l'attacco. 
Formalmente, però, ebbe così inizio il lungo assedio che terminerà nell'aprile del 1555.


Crediti fotografici:
Foto tratta dal sito commons.wikimedia.org

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25 gennaio 2015

25 gennaio 1313: Enrico VII attacca Siena

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


La mattina del 25 gennaio 1313, Enrico VII di Lussemburgo invia di nascosto 600 tra cavalieri e fanti ad attaccare la città di Siena. Arrivarono fino a Porta Camollia e "appresso l'arboro di san Francesco", a Cellole, Fagnano, Monastero e Costalpino. Nella scorreria "fecero molto danno"
I Signori Nove "sonaro la campana ad allarme, il popolo di Siena fu ad arme"

Tino di Camaino (1315), Monumento sepolcrale di Arrigo VII di Lussemburgo
Cattedrale di S. Maria Assunta, Pisa

Dopo le prime schermaglie e i primi successi, i senesi si trovano in grave difficoltà, essendo male organizzati e senza un capitano che li guidasse. In loro soccorso però arrivò la cavalleria. 
Nella battaglia ci furono morti e feriti da entrambe le parti ma furono i soldati dell'Imperatore a battere in ritirata. Dopo i fatti senesi Enrico VII di Lussemburgo si ammala gravemente e muore a Buonconvento il 24 agosto dello stesso 1313.


Crediti fotografici:
Foto tratta dal sito it.wikipedia.org

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24 gennaio 2015

24 gennaio 1784: emergenza neve

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 24 gennaio 1784, scrive Pietro Pecci, a Siena nevicava ormai da giorni tanto che "non potevano né i cavalli di posta, né le carrozze camminare".


Così il Governo emise un'Ordinanza per spazzare la neve in base alla quale ognuno doveva levare "la neve dalla sua casa, ma siccome era diacciata doppo quest'ordine eseguito si caminò molto peggio". Fortunatamente la sera del 27 gennaio "si levò un vento di scirocco che in pochi giorni distrusse tutta la neve, che se doveva andare via a forsa di sole, ce ne sarebbe stata sino alle future canicole".


Crediti fotografici:
Foto di Luca Lozzi dal sito fc-foto.it

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23 gennaio 2015

23 gennaio 1673: nasce Violante Beatrice di Baviera

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 23 gennaio 1673 nasce a Monaco di Baviera Violante Beatrice, figlia del principe Ferdinando Maria e di Enrichetta Adelaide di Savoia. Giovanissima, viene promessa sposa al figlio di Cosimo III dei Medici, Ferdinando. 

Niccolò Cassana, Ritratto di Violante Beatrice di Baviera, Museo Stibbert (Firenze)

Per Violante, l'incontro con Ferdinando fu amore a prima vista, ma il marito non la ricambiò minimamente, dedicando la sua attenzione ad altre donne (prostitute comprese) e ai giovani del suo entourage. 
Alla morte del marito diventa governatrice di Siena, dove arriva il 12 aprile 1717. A Siena, per la verità, soggiorna poco, preferendo controllare l'amministrazione della città e del suo stato dalla villa nelle colline fiorentine. 
Colta e raffinata, oltre che religiosissima, lega, tuttavia, il suo nome al regolamento per il Palio, nel 1721, e, soprattutto, al bando che definisce i territori delle contrade, pubblicato nel 1730. Il bando, in realtà, fu voluto dalle contrade e scritto da senesi (Niccolò Maria Sozzini e Angelo del Cotone), ma Violante ebbe il pregio di capire che le contrade erano (allora come ora) il nucleo sociale fondamentale di questa città. 

Tabella di possesso della Contrada della Chiocciola

Morì il 30 maggio 1731 e chiese che il suo cuore fosse deposto in un'urna ai piedi della salma del marito che, anche dopo morto, non aveva mai smesso di amare nonostante le umiliazioni che, per causa sua, aveva dovuto subire.


Foto 1: tratta dal sito commons.wikimedia.org
Foto 2: tratta dal sito fondazionemps.it

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22 gennaio 2015

L'Annunciazione del Duomo di Siena: dalla Cappella di Sant'Ansano al Museo degli Uffizi

I tesori dell'arte senese
a cura del Tesoro di Siena


Simone Martini e Lippo Memmi
Annunciazione del Duomo di Siena (1333)
Oro e tempera su tavola (305×265 cm)
Firenze, Galleria degli Uffizi


L’Annunciazione del Duomo di Siena ovvero l’Annunciazione tra i santi Ansano e Massima (1333) ovvero l’Annunciazione degli Uffizi (ma di denominazioni ne troviamo a bizzeffe) è opera a quattro mani dei pittori senesi Simone Martini e Lippo Memmi, commissionata dall’Opera del Duomo per la Cappella di Sant’Ansano del Duomo di Siena.

22 gennaio 1729: una biografia di Girolamo Macchi

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 22 gennaio 1729, Girolamo Macchi, Scrittore Maggiore del Santa Maria della Scala, redige un documento nel quale ripercorre le tappe principali della sua vita: abbandonato come gittatello all'ospedale (nasce nel 1648) da fanciullo lavorò nell’archivio, poi nel granaio, quindi come aiutante dello scrittore maggiore, poi ancora come "scrittore di grancie e ministro de’ granai", finché nel 1684, ricoprì lui stesso l'importante ruolo di Archivista e Scrittore Maggiore (oggi sarebbe un moderno revisore dei conti), carica ricoperta fino alla morte. 

La ricostruzione facciale della mummia che
probabilmente è di Girolamo Macchi (1999) 

In sei volumi di Memorie, e nel più agile compendio Origini dello Spedale, Macchi traccia la storia, talvolta fantasiosa, dell’ente ospedaliero, ma in realtà si occupa di tutta la città, raccontando aneddoti ed episodi, oltre a disegnare numerosi schizzi di particolari urbani. 
Morto nel 1734, per testamento chiede di essere sepolto nella Chiesa della SS. Annunziata ed è lui, probabilmente, una delle tre mummie ritrovate nel 1999 e che ancora aspettano di essere visibili al pubblico insieme ai loro abiti, alle monete e alle medaglie, mandati a restaurare a Pisa. Non sappiamo se sono ritornate e dove siano.


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21 gennaio 2015

21 gennaio 1591: Giugurta Tommasi inizia le sue ricerche storiche

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 21 gennaio 1591 Giugurta Tommasi inizia le ricerche storiche per le sue "Historie di Siena". Tommasi nasce a Siena nel 1541 da "famiglia nobile substantie mediocri", come lui stesso scrive. A Siena ricopre molti incarichi nelle magistrature, insegna Filosofia e, ancora un 21 gennaio, ma del 1592, fu nominato Rettore dell'Opera Metropolitana.
Le sue ricerche storiche proseguirono per oltre 10 anni, fino al 1602, ma lui non vide mai pubblicata la sua opera dato che morì il 22 agosto 1607.


Le prime due parti dell'opera, dalle origini di Siena al 1355, furono edite a Venezia tra il 1625 e il 1627 grazie alla seconda moglie Livia Cinuzzi, la cui scomparsa, datata 28 maggio 1628, impedì la pubblicazione del resto del lavoro. 
I libri rimasti inediti, che narrano le vicende senesi dal 1355 al 1553, sono stati recentemente pubblicati dall'Accademia Senese degli Intronati a cura di Mario De Gregorio.


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20 gennaio 2015

20 gennaio 1607: muore il pittore Alessandro Casolani

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 20 gennaio 1607 muore a Siena il pittore Alessandro Casolani. Nasce, probabilmente, a Mensano (Casole d'Elsa) tra il 1552 e il 1553 e da lì un pittore di Pomarance, Cristoforo Roncalli, lo introduce in città dove, secondo alcune fonti, sarebbe entrato nella bottega di Arcangelo Salimbeni. La maturità artistica arriva dopo il suo soggiorno a Roma e le sue prime pale, "L'Adorazione dei Pastori" per la basilica dei Servi e la "Natività della Vergine" per San Domenico, mostrano questa svolta.


Grazie al cardinale Federico Borromeo lavora anche a Pavia, ma il suo contributo agli affreschi della Certosa viene cancellato, nel tempo, dai restauri. Tornato a Siena, nel 1604, firma il suo capolavoro, il "Martirio di San Bartolomeo" (vedi foto) per la chiesa del Carmine.


Crediti fotografici:
Foto tratta dal sito viaesiena.it

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19 gennaio 2015

19 gennaio 1794: lavori in Piazza dell’Indipendenza

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 19 gennaio 1794 inizia la trasformazione di Piazza dell’Indipendenza. In origine era meno ampia di adesso perché al posto della loggia con le tre arcate, realizzata nel 1887, sorgeva la chiesa di San Pellegrino, citata già nell'XI secolo e sede di vari uffici comunali tra cui la Biccherna. La chiesa fu abbattuta nel 1812 per creare uno spazio di fronte al Teatro dei Rozzi, ma in verità le opere di demolizione iniziarono ben prima.


Uno schizzo di Girolamo Macchi, infatti, la ritrae ad inizio '700 con il sagrato sottostante una scalinata di accesso delimitato da un muretto che, nell'angolo a destra, terminava con una colonna su cui era posta una lupa scolpita da Jacopo della Quercia, dove l'Arte della Lana innalzava il suo vessillo. Quel 19 gennaio del 1794 si iniziarono a demolire i murelli, mentre la colonna fu trasferita "nella cantonata della medesima piazza" per poi sparire nella ristrutturazione ottocentesca.


Crediti fotografici:
Foto tratta dal sito ilpalio.org

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18 gennaio 2015

18 gennaio 1377: papa Gregorio XI torna a Roma

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 18 gennaio 1377 Gregorio XI ritorna a Roma riportando in Italia la sede papale. Era stato decisivo il colloquio tra il papa e Santa Caterina che lo aveva raggiunto ad Avignone. 

Giorgio Vasari, Ritorno a Roma di Gregorio XI (1572-1573)
Palazzi Vaticani, Sala Regia

Nel viaggio di rientro a Roma del pontefice Caterina gli era andata incontro a Genova incoraggiandolo a non avere ripensamenti. Il fatto, come scrive Alessandro Falassi, sarebbe passato alla leggenda "come un trionfo personale della Santa".


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Foto tratta dal sito quadri-e-stampe.it

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17 gennaio 2015

17 gennaio 1779: gli strali di Pietro Pecci su due studiosi fiorentini

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 17 gennaio 1779 Pietro Pecci, figlio di Giovanni Antonio, proseguendo l'opera del padre dopo la sua morte, scrive nel Giornale Sanese: dopo 16 mesi di lavoro "i due ignorantissimi e somarissimi abbatucoli fiorentini Carlo Perrai e Giuseppe Picchi", inviati dal granduca per riordinare l'Archivio Generale, in realtà lo "terminarono di guastare"

Biccherna non attribuita
Don Stefano, Monaco di San Galgano, inginocchiato davanti al Santo (1320)
Siena, Archivio di Stato

Un diploma di Ludovico il Pio del IX secolo, "con un superbo ritratto in cera", andò rovinato; i libri del Concistoro e della Biccherna in parte cancellati; alcune copertine degli stessi, "superbamente dipinte", furono portate via. Il Pecci conclude: "i due abbatucoli fiorentini non sapevano né la Storia, né la Civica, né la Diplomatica. Povera Siena!".


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16 gennaio 2015

16 gennaio 1679: ritrovati tre corpi mummificati

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 16 gennaio 1679, durante i lavori di restauro che si stavano effettuando nell'ospedale di Santa Maria della Scala, all'interno della SS. Annunziata, vennero alla luce due corpi mummificati in una piccola tomba posta sotto il pavimento: erano quelli di Salimbene Capacci (Rettore dell'ospedale morto nel 1497) e di sua moglie Margherita Sozzini. 


Si legge nelle memorie del Santa Maria della Scala: "nel fare li fondamenti dell'altare di Santo Francesco fu ritrovato il detto cadavere assieme a donna Margarita Sozzini sua consorte belli e stietti senza alcuna macula come si legge nella pietra del pavimento vicino a detto altare in nostra Chiesa"


La tomba di Salimbene e Margherita, dove era stato posto anche un altro corpo, è stata di nuovo aperta nel maggio del 1999; nell'occasione sono stati fatti studi sui corpi, si è ipotizzato che il terzo uomo fosse il corpo di Girolamo Macchi, Scrittore Maggiore dell'Ospedale, ricostruiti i loro volti e mandati a restaurare vesti, monete e medaglie. Ad oggi le tre mummie riposano ancora chiuse sotto il pavimento della SS. Annunziata.

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15 gennaio 2015

15 gennaio 1729: vietato intorbidare l’acqua dei bottini

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti

Il 15 Gennaio 1729 si riprende un bando già emanato il 15 settembre 1691 in base al quale si vietava a chi possedeva buche o pozzi comunicanti con i bottini di intorbidare l'acqua. 


Doveva inoltre essere installato nel punto di congiunzione tra i bottini e il condotto privato un misuratore che regolasse il passaggio dell'acqua cosicché ognuno la ricevesse "a misura giusta e non ad arbitrio proprio o dei bottinieri". Questo misuratore era il "dado", cioè una lamina in bronzo con un foro che faceva passare circa 400 litri di acqua al giorno (l'equivalente di 8 barili) per la quale ogni utente pagava alla Biccherna una tassa annua di 1 lira e 10 soldi.


Crediti fotografici:
Foto tratta dal sito flickr.com

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14 gennaio 2015

14 gennaio 1718: nuove regole per le pugne e le pallonate

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 14 gennaio 1718 la Balia emise disposizioni precise per regolare i giochi delle pugna e le pallonate che si tenevano nel Campo per carnevale. Nel tempo, infatti, erano stati introdotti troppi "abusi et inconvenienti"

La copertina della Domenica del Corriere del 29 agosto - 5 settembre 1909

Tra le disposizioni l'articolo 6 precisava che la partita di pallone durasse almeno 15 minuti, e se i capitani delle squadre fossero stati troppo occupati a "distribuire i cartelli di disfida e risposta" (veri striscioni ante litteram dove si dileggiava l'avversario) il Capitano del Popolo poteva interrompere il gioco se lo riteneva opportuno.


Crediti fotografici:
Immagine scandita dall'originale a cura del Tesoro di Siena

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13 gennaio 2015

13 gennaio 1268: l’acqua della Merse in città?

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Vista della Fonte di Ovile (ca. 1910)

Il 13 gennaio 1268 il Comune di Siena discute la proposta di addurre in città l'acqua della Merse, per risolvere i problemi di approvvigionamento idrico. Il progetto, in realtà, è infattibile e alcuni lo fanno notare, ma fra i favorevoli c'è il potente Provenzano Salvani e la delibera viene approvata. L'opera non verrà realizzata e i Senesi torneranno a cercare l'acqua sotto terra e a scavare i bottini.


Crediti fotografici:
Foto tratte dal sito fondazionemps.it

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12 gennaio 2015

12 gennaio 1778: iniziano i lavori per "spianare il prato della Lizza”

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 12 gennaio 1778, sotto la direzione di Girolamo del Testa, iniziarono i lavori veri e propri per "spianare il prato della Lizza e di allargare lo stradone che conduce alla fortezza"


Nel dicembre dello stesso anno, dopo non poche difficoltà, la Lizza fu pareggiata e ridotta a viali e nel corso del 1779 i lavori vennero completati da Leopoldo Prucker, giardiniere del granduca, che riunì la Lizza alla Fortezza. Non più luogo di esercitazioni militari, ora i senesi avevano un giardino pubblico dove passeggiare a piedi e in carrozza.


Crediti fotografici:
Foto tratta dal sito ilpalio.org

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11 gennaio 2015

11 gennaio 1787: tolte le forche fuori Porta san Marco

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


L'11 gennaio 1787, fuori Porta San Marco, scrive il Pecci, "sono state buttate giù le forche dove si giustiziava". Il 30 novembre del 1786 Pietro Leopoldo aveva varato la riforma della legislazione criminale toscana (Codice Leopoldino), grazie alla quale il granducato di Toscana era, di fatto, il primo Stato moderno ad abolire la tortura e la pena di morte. 

Pietro Leopoldo di Lorena, granduca di Toscana (1747-1792)

L'abolizione della pena di morte, però, durò poco: parzialmente ripristinata dallo stesso granduca nel 1790, il figlio Ferdinando III la reintrodusse nel 1795.


Crediti fotografici:
Foto tratta dal sito catalogo.museogalileo.it

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10 gennaio 2015

10 gennaio 1766: miglioramento delle condizioni dei carcerati

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 10 gennaio 1766 il Capitano di Giustizia di Siena emette un bando per migliorare le condizioni di vita dei detenuti nelle carceri cittadine che, al tempo, si trovavano sul retro di Palazzo Pubblico (nel tratto di Salicotto che dal Campo arriva al vicolo di Luparello, allora via di Malcucinato). 

Il Palazzo delle Carceri visto dalla parte di Salicotto
A. Romani, Zibaldone Senese per l’anno 1848, p. 1

Si decreta che considerata "la scarsità di cibo che vien somministrata alli poveri Carcerati delli Segreti consistente in solo pane, et acqua, e la stravaganza e orridezza dei tempi correnti ... (con i) denari dell'Elemosine e dei soldi che sono in deposito in questa Cancelleria da oggi in avvenire si somministri a ciascuno dei detti Carcerati miserabili minestra, e vino due volte la settimana, cioè il giovedì e la domenica, con che la spesa non passi cinque soldi per ciascun carcerato".


Crediti fotografici:
Biblioteca Comunale di Siena, ms. D.IV.20, p. 1

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9 gennaio 2015

9 gennaio 1565: fondata la “Corte de’ Ferraioli”

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


La notte del 9 gennaio 1565, un gruppo di nobili senesi, usciti da palazzo Cerretani al termine di una festa, decise di fondare una "Corte" che chiamarono "de' Ferraioli", dal momento che per il freddo indossavano tutti un mantello detto, appunto, ferraiolo. Questo per reagire al divieto di riunirsi imposto, da Cosimo de' Medici, ai membri delle accademie letterarie.


I Cortigiani ferraioli in questo carnevale del 1565, e negli anni successivi, si dedicarono nuovamente alle lettere ma anche a "venture, veglie e imprese" che resero nuovamente vivo lo spirito cittadino.


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8 gennaio 2015

8 gennaio 1760: reliquie esposte in Provenzano

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti



L'8 gennaio 1760, per impetrare la fine della carestia dovuta alle continue incessanti piogge che avevano impedito di completare le semine, vengono esposte in Provenzano le reliquie del velo della Madonna e del manto di San Giuseppe.


Crediti fotografici:
Foto tratte dal sito murlocultura.com

Tutti i giorni le pillole quotidiane di storia senese sono anche su Antennaradioesse Siena alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa nota.

7 gennaio 2015

7 gennaio 1502: puniti “i delitti e i malefici” nella fonte Gaia

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 7 gennaio 1502 la Balia dispone che ogni persona che abbia commesso un (non meglio specificato) "delictum et maleficium" nella fonte Gaia venga condannata a 200 ducati di multa e all'imprigionamento finché non sia stata pagata la cifra. 

La Fonte Gaia di Jacopo della Quercia (ante 1868)

Nel caso in cui i colpevoli non paghino la somma prevista dall'autorità di polizia, sarà tagliata a ciascuno di essi una mano, dopo di che saranno banditi dalla città e confinati "extra civitatem" per tre anni. 


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7 gennaio 1730: promulgato il bando che delimita i confini delle Contrade

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 7 gennaio 1730 fu emanato, e definitivamente promulgato, il bando che delimita ancora oggi i confini territoriali delle Contrade. Dopo l'apposizione della firma da parte di Violante Beatrice di Baviera (il bando materialmente era stato fatto da altri, senesi), per concludere l'iter procedurale si doveva solo dare formale pubblicità alla nuova legge. 


Alcuni giorni dopo, il 14 gennaio, il banditore Gaetano Sartini lo annunciò per le vie urbane, mentre una copia fu notificata ai capitani e ai priori delle Contrade. Entro il proprio "recinto" ognuna poteva "questuare, battere cassa, fare feste"
Il bando impediva la formazione di nuove Contrade fissandone, per sempre, il numero a diciassette.


Crediti fotografici:
Foto tratte dal sito ilpalio.org

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6 gennaio 2015

6 gennaio 1646 e 6 gennaio 1730: il fuoco a Siena

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 6 gennaio è una data "di fuoco" per Siena: il 6 gennaio 1646, infatti, divampo' un incendio così grande che distrusse palazzo Pannocchieschi, facendo 30 vittime. 

Il deposito dei pompieri alle Logge del Papa (1912)

Il 6 gennaio 1730 scoppiò un incendio nella strada del Pulcino (odierno tratto di via dei Termini) "accosto all'ostaria della Rosa". Nonostante "accorresse noveroso popolo per smorzarlo", prima di essere spento bruciò un fienile e attaccò il retro di palazzo Gori Pannilini (oggi Hotel Continental). 


Crediti fotografici
La foto è tratta dal volume "Siena dei bisnonni", a cura di Luca Luchini e Piero Ligabue, Alsaba editore, 1987

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5 gennaio 2015

5 gennaio 1564: nasce Francesco Vanni

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 5 gennaio 1564 nasce a Siena Francesco Vanni. Giovanissimo, dopo le seconde nozze della madre con Arcangelo Salimbeni, va a Roma da dove rientra nel 1584 ed inizia a lavorare in Sant'Agostino e ai Servi (l'Annunciazione del 1586 è un capolavoro baroccesco). 

Francesco Vanni, Annunciazione
Basilica di San Clemente in Santa Maria dei Servi

Nel 1600, di nuovo a Roma, lavora per committenti importanti quali papa Clemente VIII, che gli concede l'onorificenza di Cavaliere di Cristo per "La caduta di Simon Mago". Tornato a Siena, nel 1602, dipinge "La Crocifissione" per la chiesa di San Giorgio, dove viene seppellito dai figli, dopo la morte, il 26 ottobre 1610. 

La città di Siena disegnata dal pittore Francesco Vanni nel cadere del secolo decimosesto
e qui riprodotta per cura di Lazzaro Bonaiuti nell'anno MDCCCLXXIII

Celeberrima la sua pianta di Siena, definita una foto ante litteram della città, per la precisione delle proporzioni e la quantità di dettagli che riporta.


Crediti fotografici:
Foto 1: tratta dal sito viaesiena.it 
Foto 2: tratta dal volume "Iconografia di Siena", Monte dei Paschi di Siena, 2006

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4 gennaio 2015

4 gennaio 1722: muore Girolamo Gigli

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Ritratto di Girolamo Gigli

Il 4 gennaio 1722, a Roma, muore Girolamo Gigli. Era nato a Siena il 14 Ottobre 1660. Letterato, drammaturgo, librettista coltivò gli interessi più disparati: dall'agricoltura, all'astronomia, alla giurisprudenza. 
Raccolse le vicende cittadine nel famoso "Diario Sanese" e sostenne ne "Il Vocabolario Cateriniano" la supremazia della lingua senese sul fiorentino.


Crediti fotografici:
Foto tratta dal sito yooniqimages.com

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3 gennaio 2015

3 gennaio 1582: controversie sui confini delle contrade

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


G. Silvestri. Pianta Topografica della città di Siena, con l'indicazione delle 17 Contrade
compilata nel settembre 1849

Il 3 gennaio 1582 i Quattro Deputati della Festa sono chiamati a risolvere alcune tra le prime controversie sui confini tra Contrade: "se la casa de' Braccioni ne l'Arte della Lana è della contrada de l'Ocha e non di Selvalta, se la casa del Fantozzo e de' Bargagli e l'altre case che seguono fino alla chiesa di San Pellegrino" [oggi via dei Termini dal vicolo della Rosa a piazza Indipendenza] spettavano all'Oca oppure alla Civetta e se la casa dei Bronconi nella Costa di Sant'Antonio era dell'Oca o del Drago.


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Foto tratta dal sito ilpalio.org

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2 gennaio 2015

2 gennaio 1769: il granduca Pietro Leopoldo “detassa” i senesi

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Pietro Leopoldo di Lorena Granduca di Toscana

Dal 2 gennaio 1769 a Siena fu tolto l'appalto sulla vendita e produzione di acquavite, rosoli e acque composte; fu eliminata la gabella sulle doti inferiori a 300 scudi; ridotta la gabella dei censi e delle permute. Tutto ciò grazie agli interventi legislativi del granduca Pietro Leopoldo attuati per risollevare una situazione economica depressa ed incentivare la ripresa dei mercati.


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Foto tratta dal sito 1dailyphoto.wordpress.com

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1 gennaio 2015

1 gennaio 1571: Rutilio Manetti è battezzato in San Giovanni

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Rutilio Manetti, Riposo durante la fuga in Egitto

Il 1 gennaio 1571, Rutilio Manetti, straordinario pittore senese, viene battezzato in San Giovanni. Fa apprendistato nella bottega del Vanni e dal primo scorcio del '600 le sue opere sono apprezzate anche in ambienti medicei e bolognesi. Del 1621 il "Riposo durante la fuga in Egitto", per la chiesa di Fontegiusta, oggi in San Pietro alle Scale. Muore nel 1639.


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Foto tratta dal sito atlantedellarteitaliana.it

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