2 giugno 2016

La Fortezza di Poggio Imperiale (Poggibonsi)

Terre di Siena
di Antonella Galardi

La fortezza di Poggio Imperiale è stata costruita tra il 1488 e il 1511 su progetto di Giuliano da Sangallo. Costituisce la realizzazione più importante tra quelle previste da Lorenzo il Magnifico per il rafforzamento delle difese territoriali a seguito di episodi bellici che avevano visto nel 1478 tutta la zona sud del dominio fiorentino saccheggiata dalle truppe aragonesi.

Il lato meridionale della fortezza

Il progetto di realizzare una città sul colle di Poggio Imperiale non era però nuovo. Nel luogo prescelto per la realizzazione dell'opera infatti sorgeva l'antico villaggio di Poggio Bonizio, feudo dei potenti Conti Guidi, conquistato e raso la suolo dai fiorentini nel 1270. 

Ancora il lato meridionale

In anni successivi l'imperatore Arrigo VII nel 1313 progettò di fondare, in questa stessa area, la città di Monte Imperiale. Il progetto abortì per la morte dell'imperatore ma ciò non impedì che al colle dominante Poggibonsi rimanesse l'appellativo "Imperiale".

Dalla fortezza: il panorama su Poggibonsi


Dalla fortezza: il panorama verso il castello di Strozzavolpe e la torre di Luco

Sul colle non si volle solo realizzare una fortissima postazione militare ma una vera e propria città nuova, da costruire secondo i canoni rinascimentali della città ideale, con una cittadella fortificata ed un perimetro murario esterno. 
L'opera di Giuliano da Sangallo rimase però incompiuta. Molteplici furono le cause: influirono soprattutto la morte di Lorenzo il Magnifico nel 1492, nonché l'evoluzione del conflitto militare tra Firenze e Siena, che fece perdere importanza al dominio sul luogo. L'opera rimase così ad uno stato embrionale e, non essendo stata contaminata da aggiunte successive, è arrivata ad oggi sostanzialmente incorrotta.

Il complesso è costituito da un giro di mura che cingono quasi per intero la collina, ad eccezione del lato Nord, realizzata solo per metà rispetto al progetto originario. La struttura non ha un modello geometrico ben definito ma si limita a seguire la conformazione del terreno e si estende per circa un chilometro.
Le mura sono realizzate con mattoni, ad eccezione degli angoli dove è stata usata pietra, e presentano, nella parte poggiante sul terreno, un'intercapedine all'interno della quale venne realizzata una galleria che serviva per ascoltare eventuali minamenti da parte dei nemici.

Bastione d'angolo in cui sono evidenti i diversi materiali costruttivi e le feritoie della galleria interna, alcune originali, altre sostituite nel restauro

L'ingresso alle fortificazioni avviene attraverso Porta San Francesco, situata ad occidente e rivolta verso il convento di San Lucchese. La porta ingloba nella sua struttura una torre più antica, testimonianza della cinta muraria di Poggio Bonizio. Si tratta di una torre a pianta quadrata, di cui ora sono visibili tre lati, mentre il quarto è inglobato nella cinta muraria. 
La torre risale alla seconda metà del XIII secolo, quando venne realizzata per difendere l'antico borgo dei conti Guidi. Venne salvata da Giuliano da Sangallo che la inserì nel circuito murario, dove venne utilizzata come bastione di difesa della Porta San Francesco. Questa porta, interamente realizzata in pietra, è l'unica a essere stata completata: dotata di un due ingressi, uno per l'esterno e uno per l'interno, collegati tra loro da una via di passaggio coperta con una volta a botte, doveva probabilmente presentare un ponte levatoio.

Porta San Francesco


La torre del XIII secolo e il convento di San Lucchese

Della cinta muraria fanno parte altre tre grandi porte: Porta del Giglio, la più rovinata, situata sul lato Nord-Ovest, Porta di Calcinaia,  collocata sul lato Sud-Est, quello rivolto verso Siena e Porta della Fonte, l'apertura che permetteva di raggiungere la Fonte delle Fate.

Porta del Giglio


Porta Calcinaia


Porta della Fonte


Fonte delle Fate

Il circuito murario presenta un'altra apertura, Porta Piccola, di dimensioni minori rispetto alle altre tre e collocata a metà strada tra porta del Giglio e porta della Fonte. Probabilmente si trattava di un'apertura da usare in caso di emergenza. La voragine che si può vedere al di sopra della porta non è dovuta ad incuria, bensì ad una bomba sganciata durante la Seconda Guerra Mondiale.

Porta Piccola

Sul lato Nord-Est della collina si trova il Cassero: un'imponente opera di fortificazione a pianta pentagonale, inseribile in un rettangolo dotato ai quattro vertici di bastioni, che riprende la forma antropomorfa teorizzata da Francesco di Giorgio Martini per la "città ideale". La sua costruzione (1498-1513) prese avvio con l'edificazione del fronte bastionato, dotato di un'unica porta d'ingresso e di due torrioni laterali. Dalla porta si accede, attraverso un lungo corridoio, alla sala d'armi e ad una vasta area a cielo aperto: la piazza d'armi, luogo dove si svolgono numerosi eventi e manifestazioni.

L'ingresso del Cassero


Le mura laterali del Cassero


Il mastio e la piazza d'armi


La piccola porta sul lato Est che probabilmente permetteva l'accesso alla piazza d'armi

L'intera struttura della Fortezza è stata restaurata alla fine del XX secolo. Fino a poco prima dei restauri i campi all'interno e lungo le mura erano destinati a coltura. All’inizio dei restauri e nell’occasione della riapertura del Cassero, nel 1999, Daniel Buren ha installato, lungo il perimetro del Cassero, 180 bandiere con i colori dell'arcobaleno. 
Nel 2015 è stato anche inaugurato un percorso lungo le mura della Fortezza sia all’interno che all’esterno.

Le mura della Fortezza negli anni '80

Il lato meridionale agli inizi del restauro

Ancora il lato meridionale

Il Cassero con l'installazione di Buren

Parte del percorso allestito all'interno delle mura



Il testo e le foto sono di Antonella Galardi
Per gli altri articoli della rubrica si veda la pagina http://goo.gl/4ZOV81

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