25 aprile 2016

Pietro Lorenzetti: Natività della Vergine (1335-1342)

I tesori dell'arte senese
a cura del Tesoro di Siena


Pietro Lorenzetti (attivo nella prima metà del XIV sec.)
Natività della Vergine (1335-1342)
Oro in foglia e tempera su tavola (187 x 184 cm)
Siena, Museo dell'Opera del Duomo
Proveniente dall’altare di San Savino in Duomo 


Il dipinto fu commissionato a Pietro Lorenzetti nel 1335, nel quadro della generale opera di risistemazione in Duomo degli altari dei Santi Protettori di Siena (Sant'Ansano, San Crescenzio, San Savino e San Vittore), operata nella prima metà del '300. Di questo abbiamo già scritto nell'articolo riservato all'Annunciazione del Duomo di Siena di Simone Martini e Lippo Memmi, al quale pertanto rinviamoLa "Nascita della Vergine" di Pietro Lorenzetti, che, da un'iscrizione nella cornice in legno, sappiamo essere stata terminata nel 1342, era, in questo contesto, destinata ad ornare l'altare di San Savino, vescovo martirizzato a Spoleto nel 303 d.C.
In realtà l'opera a noi pervenuta non è che la parte centrale, sia pure essa stessa costruita "a trittico", del dipinto originale. Gli scomparti laterali, rappresentanti San Savino e San Bartolomeo, sono andati perduti. Completava l'opera una predella, raffigurante storie di San Savino, anch'essa perduta, con l'eccezione di una tavoletta raffigurante San Savino, San Marcello e San Esuperanzio davanti al Proconsole Venustiano, Governatore della Toscana, colto nell'atto di obbligarli ad adorare un idolo pagano (forse Venere). Il dipinto è oggi conservato presso la National Gallery di Londra.

Il quadro centrale

L'episodio della nascita di Maria, parte integrante dalla tradizione cattolica, è narrato in questi termini nel Protovangelo di Giacomo (5,2): "Si compirono intanto i mesi di lei. Nel nono mese Anna partorì e domandò alla levatrice: "Che cosa ho partorito?". Questa rispose: "Una bambina". "In questo giorno", disse Anna, "è stata magnificata l'anima mia", e pose la bambina a giacere. Quando furono compiuti i giorni, Anna si purificò, diede poi il seno alla bambina e le impose il nome Maria".

Il particolare della Vergine neonata

Come già accennato, l'opera si presenta divisa in tre scomparti, delimitati da pilastri verticali. Lo scomparto centrale e quello di destra definiscono tuttavia un'unica scena, dominata da Sant'Anna, madre della Vergine, adagiata sul letto, e da una donna in visita. In primo piano due ostetriche sono colte nell'atto di lavare, forse per la prima volta, la piccola Maria. Nello scomparto di destra troviamo due ancelle con un cesto di biancheria pulita.
La raffigurazione della stanza da letto rende, con molta cura, il dettaglio degli arredi e delle suppellettili: le mattonelle del pavimento, le stelle dipinte sulle volte a crociera, gli asciugamani ricamati, il ventaglio, finemente intrecciato, di paglia bianca e nera, il tipico letto a cassone medievale con lenzuola bianche ed una coperta a scacchi davanti ad una tenda bianca ecc.

Il quadro di destra

La scena di sinistra, spazialmente separata dalle altre, coglie un fanciullo mentre annuncia la notizia della nascita di Maria a Gioacchino, il padre, e ad un altro uomo anziano, non ben identificato. L'ambiente è caratterizzato da un arco e da una lunetta aperti, che si aprono su di un cortile di un palazzo gotico, forse lo stesso Palazzo pubblico di Siena.

Il quadro di sinistra

Le scene dell'opera, sicuramente da annoverare tra i capolavori di Pietro Lorenzetti, sono inserite in un complesso di insolita originalità per l'epoca. La concezione tradizionale del trittico è "arditamente" superata, come già visto, "dal fatto che nel pannello centrale e in quello di destra viene realizzato un unico ambiente di moderata profondità".

San Savino, San Marcello e Sant'Esuperanzio davanti al Proconsole Venustiano
quadro della predella, per il resto perduta
Londra, National Gallery

Ed è, appunto, la profondità delle scene a caratterizzare, in modo innovativo, l'opera. "Lo spazio è composto in maniera prospettica, con un preciso sistema di piani ortogonali, anche profondi, che sfruttano più punti di vista, raccordandosi in maniera ardita. La parte destra soprattutto tende ad aprirsi in profondità ... Lo scomparto sinistro invece spicca per la profondità maggiore rispetto alla stanza al centro, con un arco sulla parete di fondo oltre il quale si intravedono, in un vero sfoggio di virtuosismo, gli archi e le bifore di un cortile intonacato di un rosa delicato".


Documentazione
Enzo Carli, "Il Duomo di Siena", Monte dei Paschi di Siena, 1979, pagg. 83-84;
"Pietro e Ambrogio Lorenzetti", a cura di Chiara Frugoni, Casa editrice Le Lettere, Firenze, ristampa 2010, pagg. 91-95
“Siena – Museo dell’Opera: Dipinti”, Silvana Editoriale S.p.A., 2007, pagg. 54-55

Documentazione web su Pietro Lorenzetti
Sito Wikipedia
Sito Dizionario Biografico degli Italiani Treccani

Documentazione web sull'opera
Sito Wikipedia
Sito it.cathopedia.org



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