10 aprile 2016

Domenico Fradiacono detto "Scansino"

C'era una volta il Palio - I fantini
Supplemento a La Nazione - Siena (1993)
testo di Daniele Magrini e 
Giulio Pepi


Esile, minuto, ma con la posa decisa e lo sguardo vispo di chi con il mestiere riesce a sopperire alle scarse doti fisiche. Domenico Fradiacono detto Scansino appare così in questa foto che risale ad un anno magico per la contrada della Torre. È il 1896 e il fantino si merita la foto solenne perché in quell’estate riesce a vincere due Palii per la contrada di Salicotto. Eppure non sarà cappotto. Vedremo perché.
Rimanendo alla foto, non si sa su quale dei due cavalli vincenti in quell'anno, sia stato immortalato Scansino: se Farfallino, con il quale vinse il 2 luglio o Febo su cui trionfò il 25 agosto. Domenico Fradiacono passerà alla storia anche perché il 1896 fu l'anno del suo esordio: appena arrivato in Piazza, vinse due Palii in cinquanta giorni. Un record incredibile: molti fantini hanno vinto al primo approccio, ma nessuno certamente ha bissato in modo così repentino. E in più c'è da considerare che l'anno successivo, il 4 luglio 1897, Domenico Fradiacono conquistò la sua terza vittoria nella Giraffa. Scansino disputò trenta carriere a cavallo fra i due secoli, vincendone sette prima di concludere la sua avventura in Piazza nel 1919 sul Bruco. Ovviamente, come per tutti i protagonisti di quest'epoca, c'è da considerare la sosta forzata dovuta alla Prima Guerra Mondiale, che cancellò il Palio - ma non la vita delle contrade - dal 1915 al 1918. 
Scansino vinse, oltre che per la Torre e la Giraffa, nel Nicchio (2 luglio 1901), Tartuca (16 agosto 1902 e 16 agosto 1910) e Lupa (4 luglio1909).


Erano tempi duri per tutti, nella Siena popolana di quegli anni e anche le contrade vivevano momenti difficili: circolavano pochi soldi e poteva anche accadere che qualche rione non gradisse come dovuto la vittoria. Successe proprio in occasione di una carriera vinta da Scansino. Dopo la vittoria del 2 luglio 1901, nel seggio del Nicchio viene levato un fermo monito rispetto alla necessità di limitare al massimo le spese: “La contrada - si legge nei verbali dell'assemblea post-Palio - non deve lasciarsi andare a follie, non potendo sbilanciarsi più oltre". Il riferimento chiaro era ai denari sborsati per vincere ed è comprensibile la parsimonia auspicata nei Pispini, visto che il Nicchio aveva vinto anche il Palio del 9 settembre 1900 con Angelo Volpi detto Bruttino o Bellino. La carriera era quella rinviata dal 16 agosto per il lutto in seguito alla morte di Re Umberto I.
Ma torniamo a quel 1896, magico e incredibile per Scansino, ma anche per la città che poté assistere addirittura a quattro Palii. In quell'anno infatti la giunta comunale decise di spostare la carriera del 16 agosto al 25 dello stesso mese, per festeggiare il passaggio dalla città dell'ottavo Corpo d'Armata. Ma la cittadinanza non gradì affatto e ci furono roventi polemiche. Così la giunta, spostato ormai il Palio ordinario al 25, pensò bene di far correre un Palio straordinario il 16 agosto. Ecco perché la Torre e Scansino mancarono il cappotto, pur vincendo due Palii nello stesso anno. 
La Torre comunque sfiorò clamorosamente il tris: in quel 16 agosto, la contrada di Salicotto montò Ansano Giovannelli detto Ansanello, che partì per primo dai canapi. Fece tre giri primo e il trionfo pareva ormai certo. Ma improvvisamente Ansanello cedette via libera all'Oca e si fermò letteralmente al Casato. Così, per un clamoroso tradimento, la Torre mancò il cappotto e il Palio fu vinto dal Bruco con Emilio Lazzeri detto Fiammifero. Nove giorni dopo ci pensò Domenico Fradiacono a consolare i torraioli, con una prestigiosa vittoria.
Quel 1896 così denso di carriere, fu chiuso con il quarto Palio dell'anno, il 23 settembre. La carriera straordinaria fu decisa in concomitanza con l’inaugurazione del monumento a Garibaldi alla Lizza. Scansino corse ancora nella Torre, ma stavolta la spuntò Celso Cianchi detto Montieri, per i colori dell'Istrice 


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