7 marzo 2016

I calanchi e le biancane di Leonina (Asciano)

Terre di Siena
di Antonella Galardi


In questo articolo si propone, a chi ama il trekking, un agevole percorso nella valle del borro Biena. Il paesaggio in questa zona delle Crete senesi è fatto di grandi spazi che ogni stagione mutano di colore: verdi in primavera, diventano color oro in estate, grigio striato dalle bruciature delle stoppie in autunno e grigio scuro uniforme in inverno, quando la natura pare ferma.


La strada delle Biancane parte da Leonina e arriva fino al podere Fiorentine. Si chiama così perché attraversa le “Biancane”, piccole colline rotondeggianti di creta, altrimenti dette “mammelloni”, che in estate e sotto il sole diventano di un colore bianco abbagliante.
Da Siena si raggiunge Arbia, dove si prende la statale Luretana verso Asciano. Poco oltre il ponte sulla Biena, a sinistra, si imbocca il bivio per Leonina. Entrati sullo sterrato si parcheggia l'auto nello spiazzo sulla destra e ci si incammina verso il castello di Leonina per la strada bianca costeggiata da cipressi.


Il complesso architettonico in laterizi si articola nel suo insieme con una planimetria quadrangolare, cinta da cortina muraria lungo il lato occidentale e lungo il lato settentrionale dove al centro di apre il portale d'ingresso in conci di travertino con arco tondo. Ad ogni angolo si elevano torrette di guardia a sezione quadrata con basi a scarpa: quella nord-orientale si presenta più robusta ed alta delle altre tre.


La chiesa e il castello di Leonina si innalzano in una delle zone senesi più singolari sotto il profilo geologico: non solo si susseguono spogli calanchi, ma nella zona si innalzano cupole biancastre create dall'erosione idrica sulle fragili rocce argillose.


Continuando oltre la strada sterrata, il panorama si apre fino a scorgere verso est Mucigliani, sulla vetta di un colle, e verso ovest il laghetto nella valletta sottostante.




Proseguendo sul crinale e deviando verso destra si raggiunge il Site Transitoire, opera in pietra, collocato al bivio di tre stradine di campagna. Realizzato da Jean Paul Philippe nel 1993 con diversi elementi in dialogo tra loro e la natura: una sedia per accogliere il passante, una finestra orientata per ricevere l’ultimo raggio di sole del tramonto del solstizio d’estate, un labirinto.


Ritornando sulla via principale si compie un ampio semicerchio sul crinale che chiude la valletta del borro Biena, iniziando a costeggiare la sponda nord del laghetto e passando tra le grigie forme erosive.


Una breve deviazione ci porta sulle rive dell'invaso, ottimo punto di sosta.


Si inizia quindi il ritorno nell'aperta pianura coltivata del borro Biena, alla base degli spettacolari Calanchi di Leonina. Quest'ultima parte del percorso offre ottimi spunti paesaggistici sulle mille forme erosive e, in alto, sull'abitato di Leonina.




L’itinerario è facile, con un dislivello di circa 100 metri, e richiede circa due ore di cammino. È tuttavia da sconsigliare in caso di pioggia o dopo che è piovuto, vista la quantità di creta presente sulla strada



Documentazione
Cinzia Pezzani e Sergio Grillo, A piedi in Toscana vol.3, Iter Edizioni, 2004
Sito web fotoincammino.it

Crediti fotografici
Le foto sono di Antonella Galardi

Per gli altri articoli della rubrica si veda la pagina http://goo.gl/4ZOV81

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