15 gennaio 2016

La Pieve di Ponte allo Spino (Sovicille)

Terre di Siena
di Antonella Galardi


La Pieve di San Giovanni Battista costituisce uno degli edifici romanici di maggiore interesse della provincia senese. Si trova in località Ponte allo Spino (Sovicille), nella piana alluvionale del Piano dello Spino, bagnata dal torrente Rigo e dai fossi Serpenna e Arnano. Questo luogo era una tappa della via imperiale che collegava la via Cassia all'Aurelia a partire da Porta San Marco, attraverso Costalpino, Bagno a Soma, la Pieve per poi proseguire verso Radicondoli, Montieri, Monterotondo e il mare.

Il vialetto d'ingresso alla Pieve

La chiesa è menzionata a partire dal 1050. Secondo la tradizione, l'edificio che ci è pervenuto fu costruito, nel secolo successivo, dai monaci Vallombrosiani di Torri. Pochissime tracce dell'antica chiesetta rimangono nella costruzione più recente: le sculture dei capitelli, il fonte battesimale ed il campanile, il cui basamento coesiste con la costruzione più antica almeno fino all'imposta del primo ordine di lesene.

Il complesso della Pieve nel Piano dello Spino

La facciata è in bozze di arenaria, con alcuni fregi disposti disordinatamente, costituiti da pezzi di recupero di una precedente struttura. Il bassorilievo di un dragone e di una figura umana che tiene un animale al guinzaglio sono separati da un'ampia monofora. Una cornice a listello e smusso decorata con motivi vegetali intrecciati forma con le falde del tetto una sorta di timpano. Probabilmente a coprire il portone di ingresso c'era un protiro a cuspide, di cui si possono distinguere i resti.

Particolare della facciata con la monofora, il fregio e la cornice

L'impianto della basilica è a tre navate, divise da due serie di imponenti colonne quadrilobate, concluse da tre absidi. L'ingresso della chiesa presenta una particolarità: infatti qui, anziché salire, si scendono dei gradini. Questo fa sì che dall'interno la chiesa risulta più slanciata di quello che si immagina dall'esterno.

La navata centrale

L'interno verso il portone d'ingresso

Lo stile si ispira al tardo romanico francese, molto vicino al gotico. La prima campata di destra è più piccola delle altre, perché ingloba il preesistente campanile. I capitelli sono di alta qualità e hanno un'ampia varietà di raffigurazioni (da figure umane a motivi geometrici).




Tre esempi di capitello

Le navate avrebbero dovuto essere a volta, ma sono rimaste incompiute e la copertura è a vela. In corrispondenza del presbiterio, relativo all'ultima campata, le navatelle sono coperte con volte a crociera e la navata centrale con una volta a botte notevolmente rialzata rispetto alle restanti coperture, determinando la presenza di un tiburio esterno decorato con arcatelle pensili contenenti rombi e tondi gradonati.
Il campanile, di stile lombardo, è inserito entro la prima campata della navatella destra, con il prospetto principale in linea con la facciata. La torre del campanile è preesistente all'attuale chiesa e fu inglobata durante i lavori di ampliamento in epoca medievale. Ricorsi di arcatelle scandiscono i piani, ove si aprono monofore e bifore in successione. Tuttavia le grandi monofore corrispondenti alla cella campanaria sono frutto di un rimaneggiamento posteriore. Sul lato destro è da notare la base a scarpa sormontata da un quadrante solare.
Sulla destra della chiesa, attraversando un arco si entra in una piccola corte. Il muro sulla parete destra mostra delle feritoie ed archibugiere, segno che il complesso era fortificato.

Il campanile e l'arco da cui si accede alla corte

Sulla sinistra si trovano i resti di un piccolo chiostro, risalenti alla fine del XII secolo e venuti alla luce in occasione degli ultimi interventi di restauro. La costruzione presenta una successione di nove piccole arcate su colonnine. I materiali utilizzati sono pietre tufacee all'interno e calcare cavernoso all'esterno, che ha assunto col tempo una patina particolarmente preziosa.

Il chiostro e il tiburio sopvrastante la cupola

L'elegante palazzo dalle finestre bilobate, tipicamente senesi, ospitava i vescovi di Siena durante l'estate.

Il palazzo visto dal chiostro

Nel sottosuolo della corte sono stati rinvenuti pregiati mosaici romani di età imperiale appartenenti ad una grande villa romana, fornita di riscaldamento ad aria calda. A giudicare dalla grandezza della greca che fa da cornice, si suppone che i mosaici proseguano sotto il livello del pavimento della chiesa con una notevole estensione.
Sul lato posteriore della Pieve si aprono tre absidi.

Le absidi


Crediti fotografici
Le foto sono di Antonella Galardi

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1 commento:

Mirella Bruni ha detto...

Bellissimo articolo e stupende foto, come sempre Antonella! Brava!!!