27 settembre 2015

27 settembre 1775: il Santa Maria della Scala si priva delle sue proprietà agricole

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 27 settembre 1775 entra in vigore il motuproprio Granducale che stabilisce la vendita o l'affitto della quasi totalità dei possedimenti agricoli di proprietà dell’ospedale di Santa Maria della Scala, allo scopo evidente di tentare il risanamento di un bilancio ormai disastrato. In verità l’operazione risulta un fallimento: il ricavato, alla fine, è esiguo e la sua rendita inferiore al valore delle terre cedute. 


La grancia di Montisi in un documento del 1720

L'atto segna l'inizio del declino economico dell’ente religioso senese e la fine della sua indipendenza, tappa di un percorso che porterà, nel tempo, all'acquisizione da parte dello Stato della struttura, definendo chiaramente il Santa Maria un’istituzione pubblica.
È inoltre, questo, un atto ufficiale che avvicina il Santa Maria alla concezione di ospedale che conosciamo oggi. Viene infatti uniformato agli altri ospedali toscani: con l'emanazione del regolamento del 1783 è dettata una nuova organizzazione interna, mentre nel 1886 diviene policlinico universitario. Il motuproprio del 1775 esclude da questo "storico" provvedimento solo i possedimenti delle grance di Cuna e delle Serre di Rapolano.


L'elenco completo delle "Pillole quotidiane di storia senese" si trova alla pagina http://goo.gl/2PJxzF.
Tutti i giorni sono trasmesse anche dai microfoni di Antennaradioesse Siena, alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa "pillola" sul nostro blog.

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