11 dicembre 2015

11 dicembre1513: muore a Siena Bernardino di Betto, detto “Pinturicchio”

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


L’11 dicembre1513, a Siena, muore Bernardino di Betto, celebre pittore conosciuto come il Pinturicchio o il Pintoricchio. Il soprannome di Pinturicchio ("piccolo pintor", cioè "pittore") derivava dalla sua corporatura minuta: egli stesso fece proprio quel soprannome usandolo per firmare alcune opere. 


Francobollo delle Poste italiane emesso in data 14 marzo 2008

Secondo lo storico Sigismondo Tizio (rettore della parrocchia dei Santi Vincenzo e Anastasio, in cui Pinturicchio abitava, e autore delle “Historiae Senenses”) sarebbe stato sepolto proprio nella chiesa di San Vincenzo, attuale Oratorio della Contrada Sovrana dell’Istrice. Nel 1901, durante alcuni lavori, nella Contrada dell’Istrice furono ritrovati in una galleria posta sotto il pavimento resti umani tumulati, ma non sappiamo se davvero fossero dell’artista. Tuttavia, in virtù di questo, la Contrada dell’Istrice nel 1920 sancisce un gemellaggio con Perugia, patria del pittore, dove nasce nel 1545 da Benedetto di Biagio. 


Francobollo dello SMOM emesso in data 3 dicembre 1979
Pinturicchio, Alberto Aringhieri, rettore dell'Opera del Duomo, in abito conventuale
Siena, Duomo, Cappella di San Giovanni Battista

Nel 1481 si iscrive all'Arte dei pittori di Perugia, per il quartiere di Porta Sant'Angelo e tra il 1481 e il 1482, a Roma, collabora col Perugino agli affreschi della cappella Sistina. La sua carriera, da qui, sarà una continua ascesa: opera ininterrottamente al servizio di cinque papi: da Sisto IV a Giulio II, passando per Innocenzo VIII, Alessandro VI, e Pio III; lavora per committenti importanti come i della Rovere e Pandolfo Petrucci. 


Francobollo dello SMOM emesso in data 3 dicembre 1979
Pinturicchio, Alberto Aringhieri, rettore dell'Opera del Duomo, in abito militare
Siena, Duomo, Cappella di San Giovanni Battista

A Siena, tra le molte opere, realizza lo straordinario ciclo della Libreria Piccolomini, in duomo, affresca la cappella di San Giovanni Battista; sempre in duomo e realizza il cartone del pavimento della cattedrale con le “Storie della fortuna”


Pavimento del Duomo di Siena, Allegoria del colle della Sapienza (1505)
Pinturicchio (disegno); Paolo Mannucci (realizzazione)

Ricco, ma dalla vita affettiva sfortunata, si raccontano molte storie sulla fine della sua vita. Vasari, che è sempre molto critico nei confronti dell’artista che non ama particolarmente, riporta una diceria sul suo carattere avido e bizzarro: alloggiato presso i frati di San Francesco, a Siena, pare che avesse chiesto di togliere dalla sua cella un cassone vecchio e ingombrante; nello spostamento si rompe e rivela un tesoro di cinquecento ducati d'oro, che si presero i frati. "E lui, illividito, ne morirà", commenta, perfido, il Vasari. 
L'aneddoto non è fondato, ma è una testimonianza dell'amarezza dei suoi ultimi anni: abbandonato dai cinque figli, Sigismondo Tizio racconta che si era riavvicinato alla perfida moglie Giaffa che, però, era l’amante di un soldato di Ventura, Girolamo di Polo detto Paffa (che poi sposerà la figlia Clelia), e lo lasciò morire, lui da sempre gracile e malaticcio, letteralmente di inedia, per prendersi la notevole eredità.

Pinturicchio, Enea Silvio Piccolomini, Vescovo di Siena, presiede all'incontro
di Federico III con  Eleonora di Aragona (1502-1507)
Siena, Duomo, Libreria Piccolomini

Per ciò che concerne il legame tra l’artista umbro e la Contrada di Camollia questo trascende i secoli e dall’800 ad oggi i disegnatori delle monture si sono ispirati continuamente alle sue opere. Pinturicchio, infatti, più volte, raffigura paggi o giovinetti che indossano vesti con i colori che questa Contrada è andata assumendo nel tempo.


Documentazione
Per qualche "gossip" sulla morte del Pinturicchio si veda il sito umbrialeft.it

Crediti fotografici
1.2.3. dal sito ibolli.it

L'elenco completo delle "Pillole quotidiane di storia senese" si trova alla pagina http://goo.gl/2PJxzF.
Tutti i giorni sono trasmesse anche dai microfoni di Antennaradioesse Siena, alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa "pillola" sul nostro blog.

Nessun commento: