1 dicembre 2015

1 dicembre 304: Sant’Ansano è decapitato nei pressi di Dofana

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 1 dicembre 304 (o 303 secondo alcune fonti) nei pressi di Dofana, oggi nel comune di Castelnuovo Berardenga ma allora nella diocesi di Arezzo, viene decapitato Ansano, il primo Patrono di Siena e, ancora oggi, il Patrono principale. Secondo la tradizione, Ansano della famiglia romana degli Anicii (o Anicia) sarebbe nato nel 284. 

Annunciazione del Duomo di Siena di Simone Martini e Lippo Memmi (1333)
particolare del volto di Sant'Ansano

Arrivato a Siena (né sul quando né sul come di questo arrivo si sa di più) avrebbe evangelizzato la città ma, per questa sua attività di proselitismo religioso, sarebbe stato imprigionato e sottoposto al supplizio della pece bollente in quella località, sotto l'antico originale insediamento senese, che da lui ha preso il nome di Fosso di Sant'Ansano. 

Giovanni di Paolo: Sant'Ansano che battezza [i Senesi] (1440)
Museo cristiano, Esztergom (Ungheria)

Dal supplizio della pece bollente esce miracolosamente indenne, per essere ucciso a Dofana, nel luogo dove oggi sorge una cappella a ricordo del martirio. 

La Cappella del Martirio di Sant'Ansano

Siamo nel 1108 quando, secondo la tradizione, l’allora vescovo di Siena, Gualfredo, spinge un gruppo di senesi a trafugare le spoglie del patrono Ansano, dal luogo del martirio: a Siena rivogliono il corpo del loro Santo e, si narra, che dopo uno scontro armato con gli aretini, i senesi riescono ad impossessarsi del cadavere di Ansano e a riportarlo in città per dargli degna sepoltura in Duomo. A Siena, intanto, il popolo in attesa si raduna nella zona dei futuri Pispini e, intravisto il corteo con il corpo del Santo, inizia ad urlare “il Santo viene, il Santo viene”: la leggenda vuole che porta San Viene (ndr: il precedente nome di Porta Pispini) prenda da questo il suo nome (ma realtà il toponimo “San Viene” sembra derivare più verosimilmente dalla mera volgarizzazione operata dal popolo sull’intitolazione latina della vicina chiesa di Sant’Eugenia). 

Simone Martini, Sant'Ansano (1320 ca.)
Metropolitan Museum of Art, New York

Tuttavia, la traslazione delle spoglie di Ansano è, forse, meno avventurosa: pare, infatti, che il vescovo Gualfredo si sia addirittura accordato con il presule aretino, Gualtiero, per spartirsi le spoglie del Santo, con il corpo trasportato a Siena e la testa rimasta ad Arezzo. Siena, all’inizio del XII secolo, vive un momento storico particolare e serve una figura che crei uno spirito unitario e un’identità nella popolazione. Colui che aveva diffuso il cristianesimo a Siena rispondeva appieno a tale necessità.

Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma, Sant'Ansano che battezza
Siena, Palazzo Pubblico, Sala del Mappamondo

I racconti di come il cadavere santo sia arrivato a Siena sono molteplici. Una delle varie “passioni” che narrano la vicenda di Ansano, ad esempio, presenta i senesi come salvatori: si racconta di come alcuni malintenzionati avessero tentato di portare via il cadavere dal sepolcro e di come l’intervento dei senesi li avesse messi in fuga e fatti desistere dall’intento. Scampato il pericolo, poi, gli stessi senesi, aperta la tomba, si erano accorti che il corpo era ancora integro (segno inconfondibile di santità) così decidono di trasportarlo in processione a Siena per farlo riposare nella Cattedrale. 

L'altare di Sant'Ansano nel Duomo di Siena

Il corpo di Sant’Ansano viene così esposto alla venerazione dei fedeli per ben tre anni, sempre guardato a vista (a volte qualcuno avesse riprovato a rubarlo!) con vari turni giornalieri di guardia. Nel frattempo si costruisce, per deporvi con tutti gli onori il Santo, un prezioso altare di marmo che rimase gravemente danneggiato dall’incendio scoppiato in Duomo nel 1359. Da allora della preziosa reliquia restano solo le due braccia e un dito.


Siena, Chiesa delle Carceri di Sant'Ansano

Anche fuori della nostra città ci sono molte chiese e cappelle a lui dedicate, non solo in Toscana ma anche a Spoleto, a Seravezza (LU), a Monte Aceraia nel comune di Borgo San Lorenzo, a Fiesole (FI) e Petrignano del Lago (PG), lo ricordano a Civita di Bagnoregio, dove predicò, ed è patrono anche di Allerona (TR) e di Anzano di Puglia (il culto è stato ripristinato dal 2006 dopo il ritrovamento e il restauro di un'antica statua raffigurante il nostro Santo).


L'elenco completo delle "Pillole quotidiane di storia senese" si trova alla pagina http://goo.gl/2PJxzF.
Tutti i giorni sono trasmesse anche dai microfoni di Antennaradioesse Siena, alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa "pillola" sul nostro blog.

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