19 novembre 2015

19 novembre 1741: la Chiesa di San Giorgio è nuovamente officiata

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 19 novembre 1741, "terminata la fabbrica e nuovamente ornata con volta, stucchi e pitture a tutte spese dell'eredità del cardinale Anton Felice Zondadari", scrive il Pecci, si officia nuovamente la chiesa di San Giorgio completamente rinnovata. La funzione viene celebrata alla presenza dell’arcivescovo Alessandro Zondadari, fratello del cardinale Anton Felice (morto nel 1737 quando i lavori non erano ancora del tutto conclusi) che tanto aveva investito (insieme allo stesso Alessandro, peraltro) nel rifacimento di questo edificio religioso. 



La Chiesa di San Giorgio, infatti, nei loro piani doveva diventare una chiesa di prestigio, annessa alla nuova sede del Seminario diocesano; così l'antica costruzione viene sostanzialmente riedificata su disegno dell'architetto Pietro Cremoni (Arosio in Val di Lugano, attivo a Siena nel primo Settecento), grazie proprio ai finanziamenti del cardinale Anton Felice Zondadari e del fratello Alessandro, dal 1715 arcivescovo della nostra città. 
Il Pecci, nel “Giornale Sanese”, annota con scrupolo tutte le fasi dei lavori: il 17 gennaio 1729 inizia la demolizione del vecchio altare "ad effetto di rifabbricarlo con stucchi, secondo la più moderna architettura"; il 9 settembre 1731 l'arcivescovo consacra la chiesa; il 27 luglio 1735 inizia lo scavo delle fondamenta per la facciata, la cui elevazione era all'altezza dei capitelli nel luglio dell'anno successivo; nel maggio 1738 la facciata in travertino (proveniente dalle Serre di Rapolano ed edificata sotto la direzione del capo maestro senese Antonio Fondi) è ormai conclusa ma il lavoro di riferimento con pitture (commissionate a grandi artisti dell’epoca: Sebastiano Conca, Francesco Vanni), ornamenti e stucchi è talmente minuzioso che si protrae fino a questo 1741. 



Del primitivo impianto della chiesa, attestata dal 1081, oggi resta solamente il campanile romanico-gotico, caratterizzato da 38 finestre che si aprono lungo i suoi quattro lati, e che, secondo la tradizione (peraltro, di nessun fondamento), rimandano al numero delle Compagnie Militari senesi che presero parte alla battaglia di Montaperti. San Giorgio cessa di essere parrocchia nel 1585 ed i locali vengono utilizzati per ospitare la congregazione dei sacerdoti secolari del Sacro Chiodo di Cristo (reliquia venerata e conservata presso il Santa Maria della Scala), fondata da Matteo Guerra (morto nel 1601). 



La congregazione, fino al 1666, anno in cui si scioglie, svolge attività benefica a favore dei poveri e degli ammalati. Sciolta la congregazione, già nel 1666, la chiesa di San Giorgio viene ceduta all'arcivescovo di Siena per ospitarvi il Seminario diocesano, che vi rimane fino al 1856, quando si trasferisce in San Francesco. Nel luglio 1750, con una cerimonia solenne, le spoglie dei due benefattori Anton Felice Zondadari e Alessandro Zondadari vengono sepolte in San Giorgio ai lati dell’altare maggiore, dove riposano tuttora.


Crediti fotografici
1. G. Macchi (secc. XVII-XVIII); disegno della Parrocchia di San Giorgio e Chiesa già dei Chiodisti
2. Vista della Chiesa di San Giorgio (anni ’50). Archivio della Contrada del Leocorno
3. Il campanile della Chiesa di San Giorgio

L'elenco completo delle "Pillole quotidiane di storia senese" si trova alla pagina http://goo.gl/2PJxzF.
Tutti i giorni sono trasmesse anche dai microfoni di Antennaradioesse Siena, alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa "pillola" sul nostro blog.

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