29 ottobre 2015

29 ottobre 1598: istituito a Siena il Corpo dei Vigili del Fuoco

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 29 ottobre 1598, il Granduca di Toscana Ferdinando I de’ Medici approva il decreto di Balìa, emanato nel 1596, con il quale si istituisce a Siena la prima vera organizzazione del Corpo dei Vigili del Fuoco. Con tutta probabilità i nuovi provvedimenti presi dal Comune senese si erano resi necessari anche in conseguenza di un grande incendio sviluppatosi nell’ospedale di Santa Maria della Scala, i cui danni avevano assunto proporzioni gravissime. 

Il deposito dei pompieri alle Logge del Papa (1912)

L’ordinamento cinquecentesco stabiliva che i Quattro di Biccherna, insieme ai Gonfalonieri, fossero tenuti, ogni mese di gennaio, a far registrare dal Cancelliere i nomi di tutti i muratori, i legnaioli, i facchini, i mulattieri e gli asinai abitanti in città. Tra questi, per ciascun Terzo cittadino, dovevano essere scelti 10 addetti, tra i quali cinque fra muratori e legnaioli; i trenta eletti il primo di febbraio, alla presenza del Cancelliere di Biccherna, dovevano giurare l’osservanza del capitolato e l’impegno ad accorrere ad ogni evenienza di incendio, sotto pena di lire 50. 
Nel luogo dove scoppiavano le fiamme dovevano necessariamente recarsi anche i Gonfalonieri, per dirigere i detti artefici e prendere nota di quelli che si comportano con più coraggio o che lavorano con maggiore impegno; gli stessi Gonfalonieri erano passibili di una multa di 21 lire qualora non si recassero a compiere il proprio dovere. 

Bozzetti di uniformi di pompieri senesi di fine Ottocento

Per rendere più volenterosi i muratori e i legnaioli prescelti, la Balia stabilì che l’Ufficio del Sale dovesse dare a ciascuno di loro un quarto di sale ogni quattro mesi e che potessero ricevere regali da coloro che venivano soccorsi o salvati nei vari incendi. L'anno successivo, inoltre, si impose ai Gonfalonieri di tenere accesi ogni notte, davanti alle proprie case, dei lanternini in modo da essere subito rintracciabili e raggiungibili in caso di necessità. In cambio ricevevano dal Comune sei staia d’olio. 
Del resto è logico che il problema degli incendi sia veramente forte, basta pensare all’urbanistica della Siena del Cinquecento: strade strette, edifici a più piani addossati gli uni agli altri e utilizzo del legno nelle costruzioni, favorivano la veloce propagazione del fuoco che, spesso, raggiungeva dimensioni catastrofiche.


Crediti fotografici
La prima foto è tratta dal volume "Siena dei bisnonni", a cura di Luca Luchini e Piero Ligabue, Alsaba editore, 1987

L'elenco completo delle "Pillole quotidiane di storia senese" si trova alla pagina http://goo.gl/2PJxzF.
Tutti i giorni sono trasmesse anche dai microfoni di Antennaradioesse Siena, alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa "pillola" sul nostro blog.

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