17 settembre 2015

Il giardino di Villa La Foce (Val d'Orcia)

Terre di Siena
di 
Antonella Galardi


Villa La Foce fu costruita nel 1498 come osteria dell'Ospedale S. Maria della Scala. Sorge su un quadrivio dove convergono le strade per Chianciano, Sarteano, Montepulciano e Pienza, luogo che si addiceva perfettamente per offrire un ricovero a viandanti, mercanti e pellegrini. La località ha però un'origine molto più antica, attestata anche dalla necropoli etrusca di recente scavo sul colle adiacente. Passata dallo Spedale in mano a diverse famiglie senesi, La Foce fu finalmente acquistata nel 1924 dai marchesi Antonio e Iris Origo.

La limonaia

Essi affidarono all'architetto inglese Cecil Pinsent il compito di ampliare il vecchio edificio e la fattoria e di circondarli con un grande giardino. Pinsent (1884-1963) si era stabilito a Firenze poco prima della prima guerra mondiale e aveva già lavorato sia a villa Medici che alla villa di Bernard Berenson, I Tatti. Iris Origo, scrittrice anglo-americana cresciuta a Firenze, in un capitolo della sua autobiografia "Immagini e ombre" descrive lo sviluppo de La Foce e l'opera di bonifica promossa dagli Origo nella valle. 

Il giardino viene realizzato in quattro fasi tra il 1924 e il 1939. Un viale di ghiaia fiancheggiato da cipressi porta fino al piazzale prospiciente la facciata principale. Qui possiamo farci un'idea dell'architettura della vecchia osteria con i suoi due loggiati. Poco lontano la limonaia protetta da una siepe di cipresso.
Pochi gradini ci permettono di entrare nel primo giardino realizzato nel 1924. Questo è chiuso da un alto muro, con al centro aiuole di bosso e una fontana. Da uno stretto passaggio tra due pilastri coronati da vasi baccellati si accede al grande giardino dei limoni (1933) compartimentato da stanze delimitate da siepi di bosso modellate con semisfere.

Il giardino dei limoni

I terrazzamenti si sviluppano trasversalmente verso la collina che serra il lato sud dell'edificio con il conseguente ribaltamento dello schema classico dei terrazzamenti degradanti verso il basso lungo l'asse di simmetria.
Nel 1939 viene realizzato l'ultimo giardino: il giardino formale inferiore sul quale ci si affaccia da una terrazza in fondo al giardino dei limoni e nel quale si scende con un doppio scalone in travertino locale, sotto al quale si trova un ninfeo con una fontana.

Lo scalone di accesso al giardino inferiore

Il giardino inferiore è delimitato da cipressi tagliati a siepe, è chiuso in fondo con una vasca e una statua, le siepi di bosso, potate in modo tale da ottenere un maggiore effetto,  formano un disegno che valorizza la forma romboidale del giardino. Da notare che il verde non è abbellito da nessun fiore, proprio per far risaltare la geometrica prospettiva.

Il giardino formale inferiore

Raggiungendo nel bosco la sommità della collina, si trova il giardino delle rose, che si snoda lungo il ciglio della collina lungo un pergolato di glicine delimitato da una bordura di lavanda.

Il pergolato del giardino delle rose

Il paesaggio nascosto dal folto delle piante si rivela improvviso quando si giunge ad una piccola piazzola dove si trova una panchina abbracciata da una corona di cipressi: da qui appare la Val d'Orcia assolatissima. In mezzo alle crete brulle e argillose, una strada bianca bordata da cipressi, voluta dagli Origo in ricordo della pittura senese del '400, si snoda a serpentina sulla collina antistante.

Panorama sulla Val d'Orcia


Crediti fotografici
Le foto sono di Antonella Galardi

1 commento:

Mirella Bruni ha detto...

Bell'articolo: le notizie sono chiare ed esaustive e le foto molto belle! Complimenti Antonella!