6 agosto 2015

Provenzano Salvani, il capo ghibellino

Senesi da ricordare
di Marco Falorni
nato a Siena nel XIII secolo
morto a Colle di Val d'Elsa il 17 giugno 1269

Provenzano Salvani alla Battaglia di Montaperti con lo
stendardo della Cavalleria senese-ghibellina (stemma di S. Giorgio)

La figura di Provenzano Salvani è senza dubbio una delle più suggestive della storia repubblicana di Siena. Non fu, come Dante lo ritenne, il Signore di Siena, ma fu semplicemente il capo della fazione ghibellina al potere, la qual cosa gli consenti evidentemente, di godere di grande influenza e prestigio, non solo nella città, ma presso tutti i ghibellini toscani. 

La lapide di Via del Moro a ricordo dell'episodio dantesco

Fu anche Signore di Monteguidi, Belforte e Radicondoli. Il Salvani raggiunse l'apice della sua potenza nel periodo posteriore alla battaglia di Montaperti del 1260, alla quale aveva valorosamente partecipato. Divenuto il Comandante delle milizie senesi, con questo titolo partecipò al convegno ghibellino di Empoli tra i vincitori della battaglia. In questa occasione egli propugnò il disegno di radere completamente al suolo la sconfitta Firenze, proprio come i fiorentini avevano fatto con la contesa cittadina di Semifonte di cui ancora oggi, non si è identificato il luogo esatto dove sorgeva. Il progetto non venne infine approvato, soprattutto per la fermissima opposizione del fuoruscito ghibellino di Firenze Farinata degli Uberti.
Nel 1261 il Salvani fu anche Podestà di Montepulciano.
In seguito le sorti del ghibellinismo italiano furono compromesse in maniera decisiva con le disastrose sconfitte di Benevento (1266) e Tagliacozzo (1268), ma Provenzano volle mantenersi fedele alla causa ghibellina. 

Amos Cassioli, Provenzano Salvani chiede l'elemosina nel Campo (1873)
Palazzo pubblico di Siena

Ricordiamo a questo punto un episodio rimasto famoso. Durante la battaglia di Tagliacozzo venne catturato, dall'esercito di Carlo d' Angiò, il fedele amico di Provenzano Mino Pagliaresi. Giunta a Siena la notizia che il prigioniero sarebbe stato decapitato se non fossero stati versati 10.000 fiorini per il riscatto, Provenzano, signore superbo e potente, non esitò ad umiliarsi volontariamente chiedendo l'elemosina ai concittadini in Piazza del Campo, per raccogliere la somma necessaria. Mino Pagliaresi ebbe cosi salva la vita. 

La lapide di Piazza del Campo, al Casato

Questo episodio è uno dei più celebri tra quelli narrati nel Purgatorio dantesco; Provenzano vi viene rappresentato come un penitente che, in virtù della umiliazione cui si era sottoposto, aveva ottenuto da Dio di abbreviare la sua dimora nell’Antipurgatorio. 
Tornando agli avvenimenti politici riguardanti il Salvani, ricordiamo che egli, nel 1269, mentre era Governatore della città, esortò il popolo di Siena alla resistenza tutti i costi, e questo, compatto in tale determinazione, decise di fare comunque fronte all'impari scontro con i vittoriosi eserciti guelfi. 
Una nota leggenda narra che, prima della partenza per la battaglia che si sarebbe poi svolta a Colle Val d'Elsa, fu fatta a Provenzano la seguente sibillina profezia: «Andrai alla battaglia, e la tua testa sarà la più alta in campo». Egli pensò quindi che avrebbe vinto la battaglia, ma la profezia si avverò in un modo che non era certo quello da lui sperato. 

Un fante porta sull'asta la testa di Provenzano Salvani
Miniatura del sec. XIV, Roma Biblioteca Chigiana

Nonostante il valore del generoso condottiero e dei suoi soldati, l'esercito senese fu disastrosamente sconfitto, segnando, in tal modo, la fine della preponderanza ghibellina a Siena. Provenzano fu preso prigioniero e barbaramente ucciso dal suo nemico Cavolino Tolomei, il quale fu l'artefice ignaro dell'avverarsi della nota profezia; egli, infatti, dopo aver trapassato il petto a Provenzano con la spada, gli staccò la testa e la infilò sulla punta di una lancia che, a mo' di trofeo, portò alta sul campo di battaglia, affinché tutti, guelfi e ghibellini, potessero vederla. 
Tutto questo si svolgeva sotto gli occhi della zia di Provenzano, la Sapia di dantesca memoria, la quale, invidiosa, gioiva della sorte toccata al nipote, osservando la scena dall'alto di Castel Ghinibaldo.


Bibliografia web
Enciclopedia Dantesca Treccani, voce "Salvani, Provenzano"
Wikipedia, voce "Provenzano Salvani"
Divina Commedia, Purgatorio, Canto XI su divinacommedia.weebly.com

Crediti fotografici
1. disegno di Roberto Marchionni in "Battaglie senesi (1) Montaperti", R. Meiattini, 1996
2. e 4. foto originali del Tesoro di Siena
3. dal sito bridgemanimages.com
5. dal sito Wikipedia, cit.

La scheda è tratta dal volume di Marco Falorni, Senesi da ricordare, Edizioni Periccioli, Siena, 1982. Ringrazio l'autore per averne consentito la pubblicazione sul nostro blog. Le altre schede sono alla pagina http://goo.gl/LZUi21 .

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