1 agosto 2015

Pio II, il Papa umanista (1405-1464)

Senesi da ricordare
di Marco Falorni
Enea Silvio Piccolomini 
nato a Corsignano (poi Pienza) il 18 ottobre 1405
morto ad Ancona il 15 agosto 1464


Tra i Papi umanisti, Enea Silvio è certamente il più illustre e il più emblematico; la sua figura è permeata di profonda cultura, di pienezza di sé, di generosità, di gioia di vivere, in una parola, di umanesimo. A differenza di altri, tuttavia, egli non adattò il pontificato all'umanesimo, ma subordinò questo a quello, servendosene comunque per la sua azione politica e religiosa; il vero spirito umanistico che era in lui lo guidò per tutta la vita, pur nel nuovo e sincero ardore religioso, e gli ispirò una larghezza di vedute e di pensiero ben difficilmente riscontrabile in altri eminenti personaggi del suo tempo. Deve dirsi anche che il suo grande amore per il classicismo, scevro peraltro da ogni pedanteria, non lo portò mai a disprezzare le cose del suo tempo, ed egli conservò per gli studi dell'antichità quel misurato sentimento di ammirazione che non rende ciechi di fronte alle altre manifestazioni dello scibile.
Elemento di collegamento con la realtà di tutti i giorni fu l'amore che egli ebbe per il popolo e per la gente che lo circondava; egli prese parte viva alle gioie ed alle pene del popolo e fece suoi i desideri e le aspirazioni che nutrivano i suoi contemporanei, tanto che può ben dirsi che egli abbia attivamente partecipato ai grandi movimenti popolari del tempo, cercando in qualche modo di dirigerli.

Pinturicchio, Enea Silvio Piccolomini parte per Basilea
come segretario di Domenico Capranica
Siena, Libreria Piccolomini del Duomo

Nato a Corsignano da nobile famiglia senese, peraltro in momentaneo declino, Enea Silvio, in gioventù, fu a Siena, costretto più a studi giuridici che umanistici. Nel 1432 era a Roma, al servizio del Cardinale Capranica; nel 1440 era al seguito dell'Antipapa Felice X (Amedeo di Savoia); nel 1445 finì tuttavia per fare atto di solenne sottomissione a Eugenio IV, previa un’altrettanto solenne autocritica. 

Pinturicchio, Enea Silvio Piccolomini  fa 
atto di sottomissione al Pontefice Eugenio IV
Siena, Libreria Piccolomini del Duomo

Entrato nelle grazie di quel Pontefice, fu da questi creato addirittura suo segretario particolare, carica che mantenne anche con il successore Niccolò V. La stima di cui godette presso i Pontefici fu certo in gran parte dovuta alla fama di oratore e letterato che aveva saputo in precedenza crearsi con la partecipazione al Concilio di Basilea e con la sua attività di segretario dell'Imperatore Federico III, che nel 1442 lo aveva ufficialmente laureato poeta. 

Pinturicchio, Enea Silvio Piccolomini  viene incoronato
poeta dall'Imperatore Federico III
Siena, Libreria Piccolomini del Duomo

Frattanto, la sostanziale serietà di impegno nella vita e la consapevolezza dei gravi problemi che affliggevano la cristianità, determinarono Enea Silvio ad intraprendere la carriera ecclesiastica; sacerdote dal 4 marzo 1447, il 19 aprile dello stesso anno fu creato da Niccolò V Vescovo di Trieste e dal 23 settembre 1450 fu Vescovo di Siena. 
Il Piccolomini, in questo periodo, collaborava con sempre maggiore efficacia alla riconciliazione della Chiesa con la Germania; concluse a Napoli le trattative per il matrimonio di Federico III con Eleonora di Portogallo (egli farà poi incontrare in Siena i due promessi), e a Roma quelle per la coronazione imperiale di Federico, ottenendone in premio il titolo di Principe e Consigliere dell'Impero; accompagnò poi a Roma il futuro Imperatore e assistette alla sua incoronazione, solenne suggello di pieno accordo fra i due capi della cristianità.

Pinturicchio, Enea Silvio, Vescovo di Siena, presiede
all'incontro di Federico III con  Eleonora di Aragona
Siena, Libreria Piccolomini del Duomo

Dall'agosto del 1455 restò a Roma: era ormai l'insostituibile e prezioso consigliere di Callisto III, per conto del quale curava con ogni zelo la preparazione di una grande crociata contro i Turchi, e i sempre delicati rapporti con la nazione tedesca; la riuscita di una missione a Napoli affidatagli da Callisto gli valse la porpora cardinalizia (17 dicembre 1456). 

Pinturicchio, Pio II, dopo l'incoronazione, 
entra in San Giovanni in Laterano
Siena, Libreria Piccolomini del Duomo

Fu in seguito eletto unanimemente Pontefice il 19 agosto 1458 e prese il nome di Pio II. Dal punto di vista politico, il suo pontificato, pur denso di importanti avvenimenti, rappresentò un periodo di relativa pace e tranquillità, soprattutto per quanto riguarda lo Stato della Chiesa, e più ancora la Repubblica di Siena, che poté beneficiare di tutta una serie di agevolazioni, privilegi, donazioni, piccole concessioni territoriali, consentite dal fatto di avere un proprio figlio assiso sul trono di Pietro. Enea Silvio, tra l'altro, elevò la città di Siena a sede arcivescovile il 19 aprile 1459, e valorizzò in ogni modo l'intelligenza e la cultura senese; da ricordare anche la canonizzazione di Caterina da Siena (29 giugno 1461).

Pinturicchio, Pio II canonizza Santa Caterina da Siena
Siena, Libreria Piccolomini del Duomo

Il Piccolomini non fu certo immune da tendenze nepotiste (basti ricordare il detto, ancora oggi noto in Val d'Orcia: «Quand'ero Enea nessuno mi volea; or che son Pio tutti mi dicon zio»); ma se fu nepotista, fu anche generoso con tutti (difese i diritti degli ebrei e dei neri, combatté l'usura, favorì l'istituzione dei Monti di Pietà), e soprattutto fu grande mecenate, per le lettere (protesse Flavio Biardo e il Campano), e ancora di più per le arti. Non poteva essere altrimenti; da squisito umanista quale era, fu aperto ad un gusto quasi voluttuoso per le bellezze artistiche e naturali; il suo umore sereno e ironico non era disgiunto da un grande sentimento di sé e da un vigoroso desiderio di gloria.

La Cattedrale ed il Palazzo Piccolomini a Pienza

Nel paese natale di Corsignano, Pio Il, servendosi dell'opera di Bernardo Rossellino, fece sorgere una serie di edifici monumentali, che cambiarono radicalmente il volto del piccolo borgo, poi ribattezzato Pienza in suo onore, che ancora oggi è considerato un autentico gioiello d'arte; a Siena Pio fece costruire la cosiddetta «Loggia del Papa», il «Palazzo delle Papesse» e fece iniziare il Palazzo Piccolomini; a Roma fece erigere la loggia per la benedizione papale in S. Pietro e la Cappella di S. Andrea; a Tivoli fece costruire la cosiddetta «Rocca Pia»

La Loggia del Papa a Siena

Tornando agli avvenimenti politici che caratterizzarono il pontificato di Pio, che fu assertore energico, anche se non sempre fortunato, dell'autorità papale, ricordiamo: l'emanazione, nel 1460, della bolla «Execrabilis» contro ogni appello del Papa al concilio; l'abrogazione ottenuta, peraltro solo formalmente, da Luigi XI, della prammatica sanzione di Bourges; i gravi contrasti col Re di Boemia Giorgio di Podêbrady per le «compattate» del Concilio di Basilea con gli Utraquisti, sfociati infine nel 1467, dopo la morte di Pio Il, nella separazione dalla Chiesa di Roma della Unione dei Fratelli Boemi; la scomunica inflitta al Duca Sigismondo del Tirolo per le gravi violenze al Vescovo di Bressanone Nicola Cusano. 

Pinturicchio, Pio II convoca a Mantova una dieta
dei principi cristiani per la crociata contro i Turchi
Siena, Libreria Piccolomini del Duomo

Poche e parziali furono le riforme attuate, perché primo pensiero di Pio II fu in ogni momento quello di realizzare una grande crociata contro i Turchi; convocato a questo fine a Mantova, nel 1459, un congresso di principi cristiani, nonostante il suo notevole sforzo diplomatico e oratorio, non riuscì ad ottenere il loro interesse politico per quell'impresa. Dopo il fallito tentativo di convertire Maometto Il, Pio credette di poter proclamare la guerra santa (1463), sperando, col suo esempio, di poter trascinare i principi cristiani. La morte lo sorprese ad Ancona, sul colle di S. Ciriaco, il 15 agosto 1464, mentre attendeva le navi e le truppe per l'inizio della crociata.

Pinturicchio, Pio II giunge ad Ancona per dare inizio alla crociata
Siena, Libreria Piccolomini del Duomo

L'opera letteraria di Pio II fu vastissima e di notevole interesse. 
Lasciò vari studi storici su antichi manoscritti, spesso accompagnati da interessanti osservazioni personali, composizioni agiografiche, teologiche, poetiche e di narrativa in genere in lingua volgare, in latino e in greco, parte delle quali tuttavia egli, dopo l'accentuarsi della vocazione religiosa, volle coerentemente ripudiare.
Le numerose lettere e le orazioni sono condite da vivide e felici descrizioni di uomini e di paesi. Fra le altre opere, ricordiamo: i «Commentarii de gestis Basiliensis Concilii» (più tardi Pio II rinarrò le vicende di quel Concilio, con ben diverso spirito, nel «De rebus Basileae gestis stante vel dissoluto Concilio»); il «De ortu et aucthoritate Romani lmperii» (1446); l' «Historia de Ratisponensi Dieta» (1454); l'«Historia Bohemica»; l'«Historia rerum Federici III Imperatoris». L'«Historia rerum ubique gestarum locorumque descriptio» è una vasta e incompiuta opera geografica, posteriore al pontificato, molto più nota col nome di «Cosmographia»


Di un certo rilievo anche le liriche latine amorose (tra cui citiamo «Cinthia») e la commedia «Chrisis». Ma dal punto di vista prettamente artistico, la notevole fama di Pio II è legata ad altre opere, prima fra tutte la «De duobus amantibus historia», che, per la profonda penetrazione psicologica, per la particolare felicità di alcuni episodi e delle descrizioni di ambiente, per il limpidissimo latino privo di fisime ciceronianeggianti, per la fresca vena narrativa, ebbe grandissima fortuna di edizioni (ben 27 nel sec. XV) e di traduzioni (ebbe fortuna anche un rifacimento in volgare del notaio fiorentino Alessandro Braccesi). In questa novella, che pure si può definire erotica, il senso religioso di Enea Silvio fa tuttavia prevalere la tesi che costa più fatica fare del male che operare il bene. La limpidezza della prosa di Pio II trova poi la sua più alta espressione nei «Commentarii rerum memorabilium quae temporibus suis contigerunt», autobiografia in 12 libri, che vanno fino al 1463; Enea Silvio, in quest'opera, sorvola naturalmente sulla sua vita anteriore al pontificato, condensata nel primo libro; nei successivi si diffonde invece a esporre, compiacendosene visibilmente, la sua azione politica e religiosa, abbandonandosi spesso al gaudio, connaturale in lui, delle vivide descrizioni di paesi e di costumanze.



Bibliografia web essenziale
Enciclopedia dei Papi Treccani (2000), voce “Pio II
Sito "Palazzo Piccolomini Pienza"
Wikipedia, voce “Papa Pio II” 

Crediti fotografici
1. dal sito Wikipedia, cit.
2. 3. 4. 5 6. 7. 10. 11. dal volumetto "La Libreria Piccolomini nel Duomo di Siena", Scala Firenze, 1982
8. dal sito www.wga.hu
9. foto del Tesoro di Siena su Flickr
12. dal sito openlibrary.org

La scheda è tratta dal volume di Marco Falorni, Senesi da ricordare, Edizioni Periccioli, Siena, 1982. Ringrazio l'autore per averne consentito la pubblicazione sul nostro blog. Le altre schede sono alla pagina http://goo.gl/LZUi21 .

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