8 agosto 2015

La Madonna del Corvo

Su e giù per le Contrade
a cura del Tesoro di Siena



La Madonna del Corvo è non solo uno dei tabernacoli più belli e famosi di Siena, ma anche un vero e proprio toponimo ufficializzato da una lapide apposta nel 1931 (Stradario Bargagli Petrucci). Ha origine da Via di Stalloreggi e termina sulle adiacenti Via di San Quirico e Via di Castelvecchio.


Sulle origini del nome esistono tradizioni antitetiche. 

La prima riporta che un corvo, contagiato dalla peste, sarebbe morto in questo luogo, dando inizio alla terribile epidemia del 1348. Una seconda narra che un corvo appestato, in epoca successiva, si sarebbe posato sul tabernacolo, rimanendone folgorato e salvando così Siena dal contagio.

Probabilmente però l'origine è molto meno leggendaria. Nel XVI secolo il palazzo su cui sorge il tabernacolo era di proprietà della famiglia Marescotti, il cui stemma era un'aquila nera ad ali spiegate (da qui è derivato lo stesso simbolo della Contrada dell'Aquila), non molto dissimile ad un corvo, che campeggiava, almeno fino al 1730, sulla facciata dello stabile. C'è poi chi afferma che lo stesso Sodoma, l'autore del tabernacolo, vi ritrasse "capricciosamente un corvo", come del resto aveva già fatto in alcuni affreschi di Monteoliveto. Di questo corvo oggi non c'è più traccia.


Non molto sappiamo di questa splendida Pietà, databile, ma solo con approssimazione, intorno al 1530. Quello che possiamo testimoniare in questa sede è la sua "fortuna", anche a pochi anni dalla sua realizzazione .



Fu menzionato nella cronaca dei festeggiamenti in onore dell'Imperatore Carlo V, in occasione della sua visita a Siena del 1536. Se ne occupò anche il Vasari che, nella seconda edizione delle Vite (1568), ricorda che il Sodoma dipinse "sopra la Postierla in un muro a fresco sopra la porta del Capitano Lorenzo Mariscotti, dove un Cristo morto, che è in grembo alla madre, ha una grazia e una divinità meravigliosa".
Noi non sappiamo aggiungere altro ...


Documentazione
Roberto Cresti, Maura Martellucci, Strad(n)ario di Siena – Storia, curiosità e stranezze nei toponimi di Siena, Betti editrice, 2004
Alberto Fiorini, Strade di Siena – Strade, vie, vicoli e piazze raccontano la città, la sua vita, la sua storia, Pacini editore, 2014
Alessandro Leoncini, "I tabernacoli di Siena - arte e devozione popolare", Nuova Immagine Editrice, 1994

Il quadro completo degli articoli di "Su e giù per le Contrade" pubblicati è alla pagina http://goo.gl/XTFPAX

Nessun commento: