24 settembre 2015

Il Palazzo pubblico: la Sala del Risorgimento

I tesori dell'arte senese
a cura del Tesoro di Siena


Una visione di insieme della Sala del Risorgimento

Alla morte di Vittorio Emanuele II (1820-1878), primo sovrano italiano, Siena (che sappiamo essere stata città patriottica della prima ora) decise di onorarlo dedicandogli una parte del Palazzo comunale (oltreché l'intera Piazza del Campo che, in periodo monarchico, si chiamò Piazza Vittorio Emanuele II). Venne adattato uno spazio prima diviso in due piani, nel primo dei quali teneva le udienze il Podestà, mentre in quello superiore avevano sede i trombetti del Comune e la scuola di musica che essi gestivano.
Il Sindaco Luciano Banchi, nel 1881, presentò un progetto decorativo generale della sala, che venne approvato il 12 maggio 1884. A coordinare l'impresa artistica venne incaricato Luigi Mussini, patriota e carismatico direttore dell'Istituto d'Arte di Siena. Gli artisti chiamati ad affrescare la sala furono quanto di meglio Siena e dintorni potevano offrire:  Pietro Aldi, Amos Cassioli, Cesare Maccari ...

Alcune brevissime didascalie sugli affreschi. Il primo rappresenta l'Armistizio di Vignale, firmato il 24 marzo 1849 da Vittorio Emanuele II e dal Generale austriaco Radetsky. L'armistizio fu sancito il giorno dopo la battaglia di Novara, che segnò la fine della prima guerra di indipendenza italiana e comportò l'abdicazione del re di Sardegna Carlo Alberto a favore del figlio Vittorio Emanuele II.

Pietro Aldi, L’incontro di Vignale

La Battaglia di Palestro (31 maggio 1859) fu un episodio della II Guerra d'Indipendenza che si concluse con la ritirata delle truppe austriache.

Amos Cassioli, La battaglia di Palestro

La Battaglia di S. Martino (24 giugno 1859) fu l'episodio (parte della complessiva Battaglia di Solferino e San Martino) che concluse la II Guerra d'Indipendenza. Nella Pace di Zurigo (10-11 novembre 1859) gli Asburgo cedevano la Lombardia alla Francia, che l'avrebbe assegnata ai Savoia, mentre l'Austria conservava il Veneto e le fortezze di Mantova e Peschiera.

Amos Cassioli, La battaglia di San Martino

L'incontro di Teano (26 ottobre 1860) tra Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi fu l'episodio conclusivo della Spedizione dei Mille.

Pietro Aldi, L’incontro di Teano

Pochi giorni dopo la presa di Roma (20 settembre 1870), Vittorio Emanuele II ricevette a Firenze (allora capitale d'Italia) il plebiscito dei romani (9 ottobre 1870).

Cesare Maccari, Vittorio Emanuele II riceve il plebiscito dei romani

Vittorio Emanuele II morirà a Roma (Palazzo del Quirinale) il 9 gennaio 1878. Il 17 gennaio 1878 la sua salma venne trasportata al Pantheon, luogo designato ad ospitare i Reali d'Italia: successivamente vi saranno sepolti Umberto I (1844-1900) e la Regina Margherita (1851-1926). Sono stati invece sepolti in esilio Vittorio Emanuele III (1869-1947), la Regina Elena (1873-1952), Umberto II (1904-1983) e Maria Josè (1906-2001).

Cesare Maccari, Il trasporto della salma di Vittorio Emanuele II al Pantheon

Gli affreschi della Sala del Risorgimento vennero eseguiti tra il 1886 e il 1888, compresi quelli del soffitto rappresentanti "L'allegoria dell' Italia libera" e tutte le "Regioni" che formavano il giovane Stato italiano.

L'imponente soffitto della sala

La Sala venne inaugurata nel 1890. Attualmente ospita due vetrine contenenti cimeli risorgimentali (tra cui la divisa che il Re aveva indossato alla battaglia di S. Martino e che lui stesso aveva donato a Luigi Mussini, per ringraziarlo di un bel ritratto eseguitogli). Vi sono state poi collocate alcune sculture di artisti senesi dell'Ottocento, come Giovanni Duprè, Tito Sarrocchi, Enea Becheroni e la monumentale "Tristitia" di Emilio Gallori, qui trasportata intorno al 1930.

"Tristitia" di Emilio Gallori

Dal 10 aprile al 3 luglio 2011 si è svolta ad Asciano presso i locali del Museo Cassioli la mostra "Amos Cassioli e il Risorgimento dipinto". A completamento ideale di quanto finora esposto inseriamo l'ottimo video prodotto per l'occasione ...

Amos Cassioli e il Risorgimento dipinto 
(Museo Cassioli - Asciano- Fondazione Musei Senesi)


Crediti fotografici:
Le foto sono del Tesoro di Siena

Crediti video:
video della Moviement HD tratto dal sito you tube