23 agosto 2015

Cena della Vittoria in Vallerozzi (1935)

C'era una volta il Palio - Le Contrade
Supplemento a La Nazione - Siena (1992)
testo di Daniele Magrini e 
Giulio Pepi


È il 20 settembre 1935. Vallerozzi è vestita a festa e a poche ore dal convivio che celebra la vittoria conquistata il 2 luglio di quell'anno, un gruppo di ragazzi posa, insieme a qualche adulto, davanti al drappellone dipinto da Bruno Marzi. Proprio quelle nuove leve saranno i protagonisti dell'epoca d'oro lupaiola: cinque Palii vinti dal '35 al '52 e un fiorire di personalità di grande spessore. 


Prima del conflitto emerge la figura del priore Carlo Manenti che proprio in quel 1935 guida la contrada con Giovanni Muratori capitano, e il giovane Mario Celli già mangino insieme a Luigi Fontani. Lo stesso staff dirigenziale conquista anche la contrastata vittoria del 1937, con l'unica variante di Vittorio Fineschi fiduciario al posto di Fontani. 

La foto celebrativa del successo del 1935 offre dunque lo spunto per una rapida ricognizione su quei caldi anni Trenta in Vallerozzi, dove si afferma fra l'altro sempre di più l'estro poetico del lupaiolo Ezio Felici.
Dunque, in un rione ben vivo e denso di botteghe artigiane, popolato per intero da contradaioli, agli inizi degli anni Trenta si crea la frattura con l'Istrice che sfocerà nella nascita di un’acerrima inimicizia.
I priori Carlo Manenti dalla parte lupaiola e Antonio Zazzeroni sul fronte istriciaiolo, esprimono la voglia di reciproca rivalità fra le rispettive contrade, che si manifesta anche sul terreno sportivo. 
Ed è sulle ali della nascente inimicizia che il 2 luglio 1935 il fantino Tripoli Torrini conduce al canape per i colori della Lupa, il mitico Ruello. Sia l'uomo che il cavallo sono già dei protagonisti di primo piano: Ruello è il rivale di Folco e prima di quel Palio nella Lupa ha già vinto nel Nicchio il 16 agosto 1932 e nella Civetta il 2 luglio 1934. Quella del 2 luglio 1935 sarà la terza delle cinque vittorie di Ruello, mentre Tripolino aveva già vinto solo nel Nicchio proprio con Ruello. Dopo Nicchio e Lupa, Tripoli Torrini vincerà ancora quattro volte. 
In quel Palio di luglio del '35 i migliori cavalli li avevano Lupa, Istrice e Nicchio. Ecco come nel numero unico “Venti anni dopo” i lupaioli raccontano quel successo: “Alla partenza si delinearono subito primi il Nicchio, l'Istrice e la Lupa, mantenendosi quasi in linea fra loro fino alla volata di San Martino. Qui prese la testa la Lupa, che ben presto distanziò di un paio di lunghezze gli altri concorrenti, approfittando del duello a colpi di nerbo fra Nicchio e Istrice. Le posizioni non mutarono per i tre giri e cosi la Lupa poté vincere il Palio”.

Particolare invece il successo che segue quella vittoria festeggiata nel settembre 1935 dai giovani lupaioli che la foto immortala tutti raccolti intorno al cencio. Infatti il Palio del 2 luglio 1937 sembrava fatto apposta per la Torre che non vinceva dal 13 settembre 1910. Nel Ventennio i colori della contrada di Salicotto non ne favorirono certo le sorti. E per quella carriera del 1937 si vagheggiò addirittura di un premio in denaro messo a disposizione dal Federale per non far vincere la Torre.
Ecco ancora il racconto dei lupaioli dal numero unico del 1973: “Le favorite del sorteggio erano state Onda (Ruello), Lupa (Folco), Istrice (Elsa) e Tartuca (Aquilino). Questo Palio venne caratterizzato da manovre per far vincere la Torre, digiuna di vittorie dal 1910. I primi a partire furono l'Istrice e la Torre, in gruppo seguivano Aquila, Drago, Lupa e le altre. A San Martino l'Aquila sbattè ai materassi ove il cavallo rimase incastrato per tutta la corsa. L’Istrice mantenne il primo posto per quasi tutto il primo giro, finché fu sorpassato dalla Torre. Anche la Lupa e l'Onda al secondo giro passarono l'Istrice, ponendosi in seconda e terza posizione. La vittoria già sembrava arridere alla contrada di Salicotto e tutta la piazza esplose in un urlo, Torre! Torre!, quando al Casato al terzo giro la Lupa con un ultimo sforzo passò in testa e vinse il Palio. Il fantino vittorioso era ancora Tripoli Torrini, il capitano Giovanni Muratori, il drappellone fu dipinto da Bruno Marzi”.
Alla vittoria seguirono roventi polemiche: Ezio Felici, pure accanito lupaiolo, scrisse contro quella che definì “potenza esplicata crudamente, senza un briciolo di generosità verso coloro dei quali ci proferiamo amici”, con chiaro riferimento alla Torre. Ma ovviamente il sentimento comune del popolo di Vallerozzi era ben altro, di piena soddisfazione per quel secondo trionfo conquistato appena nel giro di due anni.


Autorizzazione alla pubblicazione richiesta. 
L'elenco delle schede finora pubblicate è alla pagina http://goo.gl/KTQgcL


Nessun commento: