24 agosto 2015

24 agosto 1313: l’Imperatore Enrico VII di Lussemburgo muore a Buonconvento

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


Il 24 agosto 1313, un venerdì, muore a Buonconvento l'imperatore Enrico VII di Lussemburgo (o Arrigo VII, come comunemente è conosciuto). Conte di Lussemburgo, era nato a Valenciennes nel 1275 ed era diventato re di Germania nel 1308, prima di essere incoronato imperatore nel 1312. 

Tino di Camaino, Particolare del Monumento
funebre di Enrico VII, 1313, Duomo di Pisa

Aveva cercato di rafforzare la causa imperiale in Italia, ma si era dovuto scontrare con l'ostilità del re di Francia e, quasi subito, con quella di Roberto d'Angiò re di Napoli. Lo stesso papa, Clemente V, che lo aveva inizialmente appoggiato in cambio della promessa di tutelare i diritti della Chiesa e i privilegi delle città sottomesse al pontefice, oltre che dell'impegno a promuovere la crociata, aveva finito poi per osteggiarlo. 
Nell'ottobre 1310 Enrico era disceso in Italia per entrare a Roma e celebrare lì la legittimazione della sua dignità di imperatore, in mezzo al tripudio dei ghibellini e di chi, pur guelfo, come Dante Alighieri, sognava la restaurazione delle istituzioni imperiali. Contro di lui, però, si coalizzò il fronte delle città guelfe e la sua discesa lungo la Penisola si trasformò in una logorante guerra di assedi, città dopo città. 

L'incoronazione di Enrico VII nella Basilica del Laterano

A Roma Enrico VII era arrivato a maggio e il 29 giugno 1312 tre cardinali di fede ghibellina lo avevano incoronato, ma dopo poco la situazione italiana si era fatta talmente incandescente da convincere Enrico a lasciare Roma e a risalire in Toscana. Qui, a parte la fedelissima e ghibellinissima Pisa dove era arrivato nel marzo del 1313, il sovrano aveva dovuto scontrarsi con l'accanita resistenza di Firenze, prima, e della ormai guelfa Siena subito dopo. 
Proprio all'assedio di Siena si era manifestata in tutta la sua virulenza la malaria che Enrico aveva contratto, tanto che, a metà di agosto, gli imperiali avevano tolto il campo e preso la strada per i Bagni di Macereto dove contavano di far riposare il sovrano. Il 24 agosto, però, Enrico morì durante la tappa a Buonconvento. Si disse che era stato avvelenato da un frate (e questo costò a Buonconvento il blasone popolare di "Buon - Convento di cattivi frati"), ma, in realtà, la storia dell'avvelenamento è pura leggenda. 

 Buonconvento (Siena), Via Roma
lapide che ricorda la morte di Enrico VII

Per i suoi seguaci si trattava, ora, di trovare il modo di portare la salma del re alla sepoltura, attraverso Pisa: cosa non facile soprattutto sotto il sole d'estate. Così, come era uso, il cadavere fu eviscerato e le interiora furono sepolte sotto l'altare di Sant'Antonio nella chiesa di San Pietro, a Buonconvento, dove restarono fino a tutto il XVIII secolo. Ma non bastava. Presa la strada di Maremma, l'esercito, ormai trasformato in un corteo funebre, transitò da Paganico e all'altezza di Suvereto si vide costretto a procedere ad un ulteriore trattamento sul cadavere. Ancora una volta in base ad un uso estremamente comune per i corpi dei sovrani, la salma di Enrico fu bollita e ne furono prelevate solo le ossa scarnificate, le quali furono portate a Pisa dove furono sepolte. 

Pisa, La tomba di Enrico VII
come si presenta oggi

Dalla città toscana, secondo le intenzioni, avrebbero dovuto raggiungere le terre imperiali del Nord, ma i resti dell'imperatore non si mossero da lì. Una raffinata tomba, opera del celebre scultore senese Tino di Camaino, scolpita nel 1315 e poi, nel corso dei secoli, sottoposta ad innumerevoli traversie, smembramenti e parziali distruzioni, si incaricò di ricordare al mondo la fine del sogno di ricostituire il potere imperiale sulle terre d'Italia.


Crediti fotografici
dal sito Wikipedia, voce "Enrico VII di Lussemburgo"

L'elenco completo delle "Pillole quotidiane di storia senese" si trova alla pagina http://goo.gl/2PJxzF.
Tutti i giorni sono trasmesse anche dai microfoni di Antennaradioesse Siena, alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa "pillola" sul nostro blog.

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