24 luglio 2015

La Giraffa festeggia il Palio vinto da Orfanella (1929)

C'era una volta il Palio - Le Contrade
Supplemento a La Nazione - Siena (1992)
testo di Daniele Magrini e 
Giulio Pepi


Il gruppo di famiglia biancorosso immortalato in via delle Vergini addobbata a festa offre alla gente della Giraffa il ricordo di quel giorno d'estate del 1929 quando padri, nonni e bisnonni degli attuali giraffini celebrarono il trionfo di una contrada e soprattutto di un cavallo che si chiamava Orfanella. Di quella vittoria non si ricordano certo le gesta del fantino Garibaldo Fattori detto Garibaldi, che giunto al Casato piombò sul tufo, e i nomi del priore Antonio Terzi e del capitano Giuseppe Mazzoni fanno tutto sommato da contorno al barbero, tenace e testardo, che volle a tutti i costi vincere quella carriera. 


Anticipatrice delle gesta altrettanto eroiche della mitica Gaudenzia che nel 1954 vinse da sola un Palio simile sempre per la Giraffa, Orfanella è ancora oggi ricordata ed amata dal popolo di Provenzano. Uno dei suoi uomini più famosi e leggendari, il barbaresco Oreste Vannini detto Bellocchio, dopo la vittoria della cavallina scossa, ne custodì la fotografia nel portafoglio per tutta la vita.

La vittoria di Orfanella fu preceduta da uno dei momenti più difficili della vita della Giraffa. Le difficoltà erano di natura economica, e non estranee alla grande crisi del 1929, un vero terremoto per la vita di tutto il Paese. Ma la causa contingente dei problemi della Giraffa, così come di molte altre contrade, fu il rinnovo dei costumi del 1928, costato davvero salato.
Roberto Franchi ricostruisce gli eventi di quegli anni in “Noi la Giraffa”, il numero unico edito nel 1970 per il trionfo di Bazza e Topolone. Lo fa con grande precisione e partecipazione, da giraffino autentico e da raffinato interprete della realtà cittadina e contradaiola. 
Per capire cosa c'è dietro a quella foto della festa della vittoria del 1929 con i giraffini in posa, non rimane dunque che affidarsi al racconto di Roberto Franchi: “... il nuovo consiglio insediato 1'8 giugno 1929 è pieno di dimissioni. Dopo una relazione del postino Renato Gattai, presidente della commissione elettorale, si dà mandato alla stessa di "trovare in qualunque modo il consiglio ricorrendo a persone del popolo, le quali stanno nel medesimo, in quanto che offrono quello che è di buono, e cioè l'animo contradaiolo".  Non si ha notizia in questo periodo di nessuna adunanza preparatoria alla vittoria del Palio del 16 agosto 1929. Solo il 27 di quel mese, ci si riunisce per stabilire l'organizzazione della festa, con la raccomandazione al presidente del comitato Maestrini di tenere presenti le criticissime condizioni finanziarie della contrada. Tenendo per base che la cassa della medesima è completamente vuota”.

Orfanella

A quel Palio parteciparono Drago. Selva, Leocorno, Montone, Onda, Giraffa, Civetta,
Lupa, Istrice e Nicchio. Orfanella e Garibaldi schizzarono fuori dai canapi nettamente in testa. Ma la fatica del fantino fini poco dopo: al Casato infatti Garibaldo Fattori stramazzò al suolo e tutto pareva preludere ad un successo del Drago, che inseguiva ad un passo con l'esperto Bubbolo. Ma Orfanella non si lasciò superare e per due giri e mezzo rintuzzò gli attacchi dell'avversario, giungendo quindi trionfante al bandierino.

Vista la drammatica situazione di cassa, i dirigenti - il capitano Mazzoni era coadiuvato da Claudio Coli, Ettore Burroni e il già citato Oreste Vannini - riuscirono comunque a contenere le spese. È sempre Roberto Franchi, nel numero unico giraffino, che ricorda le cifre di quel successo: “La corsa non fu molto dispendiosa, con un deficit di 2.403 lire inferiore a quello della festa per la vittoria che ammontò a 2.819 lire e 60 centesimi”.
Ma le traversie economiche finirono ben presto e la Giraffa nel giro di pochi anni, grazie anche al ritorno alla guida della contrada del priore Giovanni Ricci Campana, riesce a sistemare la questione dei locali e a vincere di nuovo. 

E il trionfo che seguì quello di Orfanella, è ugualmente memorabile perché legato alla conquista del drappellone per il Palio dell'Impero del 2 luglio 1936 con il mitico Ruello e il fantino Umberto Baldini detto Bovino. Una quindicina di anni fa, prima di morire, Umberto Baldini si aggirava una notte di vigilia della tratta fra i gruppi di contradaioli giovani e vocianti, che certo non sapevano chi fosse. Ad un tratto, quasi per reclamare un po' di attenzione da parte di quei “bordelli” rumorosi, il vecchietto trasse dal portafoglio un cartoncino sgualcito, dicendo: “Io sono questo qui”.
Ed era la foto ricordo della vittoria del Palio dell'Impero nella Giraffa.


Crediti fotografici
La foto aggiuntiva è tratta dal sito ilpalio.org

Autorizzazione alla pubblicazione richiesta. 
L'elenco delle schede finora pubblicate è alla pagina http://goo.gl/KTQgcL


Nessun commento: