6 giugno 2015

La cena della vittoria in Fontebranda per il Palio a sorpresa (1909)

C'era una volta il Palio - Le Contrade
Supplemento a La Nazione - Siena (1992)
testo di Daniele Magrini e 
Giulio Pepi


Deve essere stata davvero una serata eccezionale, in Fontebranda, quella della cena della vittoria del 28 settembre 1909.
Con gli splendidi lampadari come appesi al cielo de rione di Santa Caterina e la lunga tavolata “rampicante” illuminata a giorno. L’Oca celebrava cosi il successo nel primo“Palio a sorpresa” della storia, che fu corso il 17 agosto 1909.


Il Drago si gustava il primo giorno del trionfo del Meloni, quando alle ore 17 del 17 agosto 1909, in gran segreto iniziarono a Palazzo Pubblico le operazioni preliminari per il primo Palio a sorteggio della storia. Nell'archivio dell'Oca è custodito il documento che racconta quei momenti eccezionali. Lo riproduciamo integralmente perché rappresenta una testimonianza unica nella storia della città e perché può rappresentare anche un canovaccio da tenere presente per eventuali ripetizioni di quell'esperienza straordinaria: "Fu convenuto che si desse pubblicità delle contrade estratte, esponendo dalla finestra della sala e nell’ordine di estrazione, la bandiera della contrada che la sorte man mano stava designando, accompagnata da un cartello recante il numero del cavallo sorteggiato, che per maggior chiarezza venne contrassegnato con lo stesso numero col quale era stato distinto nell'assegnazione della corsa del 16 agosto antecedente. Erano presenti i rappresentanti di tutte le contrade, ad eccezione di quello del Nicchio pur avendo la contrada aderito all’effettuazione della carriera. Di sua mano l'assessore anziano professor Bianchi effettuò l'imborsazione dei numeri dei cavalli e l'assessore supplente, Concialini, quella delle 17 contrade e dei 10 fantini scelti dai rappresentanti delle contrade fra i 19 iscritti. S'intende che le tre imborsazioni furono effettuate in tre distinte urne a vetri opachi”.
“Ciò fatto, nel più completo ordine, il signor ingegner Concialini in rappresentanza del Sindaco, e presente il signor Pietro Stanislao Bianchi, estrasse di sua mano la contrada dell'Aquila. Il rappresentante dell’Aquila estrasse il cavallo numero 3, il fantino Francesco Menichelli detto Pallino e la Torre. La Torre il cavallo numero 5, il fantino Guido Sampieri detto Fulmine e la contrada del Drago. Il Drago il cavallo numero 9, il fantino Giulio Cerpi e l'Oca. L’Oca il cavallo numero 2, il fantino Alduino Emidi detto Fracassa e l'Onda. L’Onda il cavallo numero 7, il fantino Angelo Meloni detto Picino e la Lupa. La Lupa il cavallo numero 4, il fantino Domenico Leoni e la Pantera. La Pantera il cavallo numero 10, il fantino Salustio Beligni detto Sciò e l'Istrice. L'Istrice il cavallo numero 6, il fantino Alfonso Menichetti e la Civetta. La Civetta il cavallo numero […], il fantino Domenico Fradiacono detto Scansino e la Chiocciola. E infine la Chiocciola il cavallo numero […] ed il fantino Pilade Del Porro detto Caino”.
“A seguito di tali sorteggi – si legge ancora nel documento dell'archivio ocaiolo – risultarono favoriti dalla sorte di un buon cavallo, le contrade Aquila. Lupa e Pantera ed in secondo grado Oca, Torre e Istrice”

Una bella stampa raffigurante le vicende di questo Palio
che sarà distribuita agli ocaioli protettori nel 1910

“Il direttore di Polizia, signor Pellegrini, si recò in una sala a terreno del Regio Teatro dei Rinnovati, ove erano sotto buona scorta custoditi i fantini, e fatti allontanare quei nove non prescelti, fece addossare agli altri i costumi delle contrade toccate loro in sorte. Di poi, avviati nella Corte del Podestà, fu fatta loro la consegna del cavallo e del nerbo, e quindi avviati subito al luogo della mossa, ove era già pervenuta la nota dell'ordine d'ingresso ai canapi sorteggiata dai rappresentanti delle contrade”.
Sorpresa dunque davvero, con i contradaioli in piazza che non sapevano neppure con che fantino e con che cavallo stavano andando alla mossa. Parti in testa e vinse l'Oca con il barbero che il giorno prima aveva corso nel Bruco e il fantino che aveva difeso i colori del Nicchio. Capitano era Emanuello D'Elci Pannocchieschi, governatore Alessandro Bichi Ruspali, tenenti Licurgo Martini detto Cucchi ed Ettore Fontani.
Quella cena della vittoria ricordata nella foto, illuminata dagli splendidi lampadari, venne effettuata il 28 settembre con la partecipazione di 131 commensali. Venne servita dall'albergo “Le tre donzelle”, per una spesa complessiva di 356 lire. Il costo per il Palio invece ammontò a 2.024,30 lire comprensiva di partiti, musica e sonetti; al fantino andarono 300 lire. I festeggiamenti, compreso l'addobbo del rione, raggiunsero invece la cifra di 810 lire e cinque centesimi.
Nel 1919 l'Oca vinse anche il secondo e ultimo Palio a sorpresa della storia.


Crediti fotografici aggiuntivi
dal sito ilpalio.org. Ringrazio Marcella Brogi per la "dritta" ...

Autorizzazione alla pubblicazione richiesta. 
L'elenco delle schede finora pubblicate è alla pagina http://goo.gl/KTQgcL


Nessun commento: