4 giugno 2015

Duccio di Boninsegna: la Madonna di Crevole (ca. 1283)

I tesori dell'arte senese
a cura del Tesoro di Siena


Duccio di Boninsegna  (Siena, ca. 1260 – 1318) 
Madonna col Bambino detta  “Madonna di Crevole” (ca. 1283) 
Oro e tempera su tavola (89 x 60 cm)  
Siena, Museo dell’Opera del Duomo


La tavola proviene dalla Pieve di Santa Cecilia a Crevole (Murlo). È stato peraltro ipotizzato che l’opera fosse stata originariamente eseguita per la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Montepescini e di lì trasferita all’Eremo agostiniano di Montespecchio. Il passaggio a Crevole sarebbe avvenuto a seguito della soppressione dell'eremo e del trasferimento dei monaci stessi (XVII sec.).
In epoca moderna è stata esposta per la prima volta alla “Mostra di arte antica senese” (1904) e presentata come “opera della maniera di Duccio”. Già l’anno successivo iniziò però a farsi strada l’ipotesi di attribuzione al giovane Duccio, che si rafforzò col tempo, fino a divenire pressoché unanime.


L’icona raffigurata è quella bizantina del tipo detto “Odigitria”, con la Vergine che tiene su di un lato il Bambino, indicandolo con l’altra mano per presentarlo a chi guarda. Il manto blu della Madonna è anch'esso di derivazione bizantina, con le pieghe sottolineate da striature dorate (“crisografie”).
Nuova ed originale è invece la ricerca di Duccio verso la naturalezza della rappresentazione. Già le “crisografie” si allontanano qui dall'originale bizantino, soprattutto nel ricadere quasi in verticale dalla sommità della testa (invece dei tradizionali archi concentrici, con un semicerchio sopra la fronte).


Sul volto della Vergine, “i grandi occhi mesti guardano intensamente lo spettatore, invitandolo a meditare sul tragico destino del proprio figlio”. Il Bambino alza la destra verso la Madre, in un gesto di affetto. La sua rosea carnalità “viene esaltata dalla leggerissima veste che lo vela e che, insieme al suo piccolo mantello, ottiene dei risultati … di una finezza inusitata”.
“C’è, nella Madonna di Crevole, una perfezione di disegno, di composizione e di espressione che ne fanno un mirabile capolavoro”.


Documentazione
Luciano Bellosi, “Duccio di Buoninsegna – Madonna col Bambino” in “Duccio – Siena fra tradizione bizantina e mondo gotico”, Silvana Editoriale S.p.A., 2003, pagg. 142-145
“Siena – Museo dell’Opera: Dipinti”, Silvana Editoriale S.p.A., 2007, pagg. 14-15

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