3 maggio 2015

Il Vicolo del Verchione

Su e giù per le Contrade
a cura del Tesoro di Siena


"L'ingresso" al Vicolo del Verchione da Piazza Postierla

Il Vicolo del Verchione (in passato detto anche “di Finimondo”) è una piccola strada senza sfondo, che parte da Piazza Postierla e si snoda, sul retro di Palazzo Chigi Piccolomini, per solo qualche decina di metri, formandosi all'ingresso della Società “Il Rostro” della Nobile Contrada dell'Aquila.


Deve il suo nome al termine “verchione” che, anticamente, stava ad indicare una solida sbarra di ferro (in senese detta anche “peschio”) che, fatta scorrere in un anello fissato sul battente, serviva a chiudere (“inchiavardare”) una porta. 

Guardando verso Piazza Postierla

Con tutta probabilità la porta di cui si tratta (di cui non è rimasta traccia in epoca moderna) è la “Posterula del Verchione”, quella stessa che abbiamo già incontrato parlando di Piazza Postierla, verosimilmente ricostruita in periodo medioevale ed inserita nel circuito (forse il secondo) delle mura cittadine. Nel 1246 il libro di Biccherna riporta il pagamento del salario al “portonario porte de Verchione”. La presenza di un custode testimonia che, in quel periodo, la nostra porta veniva aperta e chiusa.

Il Vicolo del Verchione "a testa in su"

Resta da capire cosa ci facesse una porta urbana, sia pur piccola, in un vicoletto lungo poche decine di metri. In realtà, all’epoca, dall’attuale Vicolo del Verchione si diramavano due vie: la prima diretta in Vallepiatta (un tratto del percorso è stato inglobato dall’ampliarsi del Santa Maria della Scala: il passaggio è oggi noto come “Voltoni”); la seconda diretta alle Due Porte, in corrispondenza con l’arco chiuso nel lontano 1230. Si deve peraltro ritenere che la sua chiusura portò ad un utilizzo sempre minore della porta, fino al totale abbandono con l’ampliamento della cinta muraria.

L'ingresso alla Società della Contrada dell'Aquila

Come già ricordato, nel vicolo ha sede la Società “Il Rostro” della Nobile Contrada dell’Aquila. Il punto di ritrovo “ricreativo” dei contradaioli fu posto in origine nelle vecchie sale della Contrada, nel Casato di Sotto, contigue all’oratorio della contrada. La costituzione formale della Società, avvenuta nel 1969, portò il trasferimento in altri locali, di fronte all’oratorio, ma nel territorio della Contrada Capitata dell’Onda. I locali del Vicolo del Verchione sono stati inaugurati nel 1981.

Il tabernacolo, divenuto oramai "difficilmente intelleggibile"
nonostante gli sforzi del fotografo

Nel vicolo si trova un tabernacolo, costituito da un altorilievo in stucco policromo. Risalente forse agli inizi del Cinquecento, raffigura la Madonna che sorregge il bambino benediciente, sullo sfondo di alcune teste di angeli. È il solo di forma circolare a Siena, ma certo anche tra i più degradati ...


Documentazione
Roberto Cresti, Maura Martellucci, Strad(n)ario di Siena – Storia, curiosità e stranezze nei toponimi di Siena, Betti editrice, 2004
Alberto Fiorini, Strade di Siena – Strade, vie, vicoli e piazze raccontano la città, la sua vita, la sua storia, Pacini editore, 2014
Alessandro Leoncini, "I tabernacoli di Siena - arte e devozione popolare", Nuova Immagine Editrice, 1994

Il quadro completo degli articoli di "Su e giù per le Contrade" pubblicati è alla pagina http://goo.gl/XTFPAX

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