25 aprile 2015

La comparsa del Valdimontone (1879)

C'era una volta il Palio - Le Contrade
Supplemento a La Nazione - Siena (1992)
testo di Daniele Magrini e 
Giulio Pepi


La "rappresentanza" (o, da "comparire", la "comparsa") di Valdimontone è immortalata in questa fotografia del 1879. Come è noto, fu quello l'anno del rinnuovo dei costumi del Palio del 16 agosto. Probabilmente l'immagine in foto fu scattata proprio il giorno del Palio. 


Mentre un tempo le contrade sfilavano con rappresentanze che potevano mutare di numero e di soggetto, nel 1813 fu stabilito che il numero dei componenti fosse uguale per tutte. 
Il Comune fornì le monture "alla greca" e nel 1826 la foggia fu quella spagnolesca intendendo, con questo, avvicinarsi al periodo che vide il Campo protagonista sia delle "Cacce ai Tori", sia delle "Bufalate" e, infine, delle corse con cavalli o "Palio alla tonda", come si usò chiamare per distinguerlo dal "Palio alla lunga" che si organizzava il 15 agosto, sul percorso dal "Santuccio" (vicino a Porta Nuova o Romana) al Duomo, e che fu l'antenato del Palio odierno. Davanti al Granduca di Toscana Leopoldo II presente alla celebrazione, nel 1839, le contrade rinnovarono le monture realizzate dal Comune, che determinò anche i componenti la comparsa con il loro significato: un tamburino, due alfieri, e via di seguito come ai nostri tempi. Mancava soltanto il palafreniere che fu introdotto addirittura nel 1928. Nel 1858, a seguito del fanatismo o meglio, della moda sollecitata dalla borghesia che unificò la Penisola sotto lo scettro piemontese, le monture furono "miliarizzate". La foggia dal fiero cipiglio durò quasi dodici anni finché la nobil contrada del Bruco, mai dimentica di aver dato i natali a Domenico di Lando detto "Barbicone" eroe della rivolta contro i soprusi, presentò i disegni per la propria comparsa in "costumi medioevali" che erano i più acconci alle contrade. I disegni furono approvati e il Bruco li indossò per il Palio del 2 luglio 1871. Bellissimi e apprezzati dai senesi. Era neppure trascorso un anno dall'annessione di Roma da parte del poderoso esercito di Cadorna contro appena tremila zuavi, squadriglieri, dragoni e volontari esteri. La marina del Papa era costituita da una sola unità: l'Immacolata Concezione. Tanto per ricordare. Nel 1878 il Comune deliberò un contributo alle contrade per i nuovi costumi i cui disegni dovevano rientrare nei secoli XIV-XVI. L'inaugurazione fu, appunto, il 16 agosto 1879. 

Il Palio del 2 luglio di quell'anno era stato vinto proprio dal Valdimontone con Antonio Salmoria detto "Leggerino", un fantino famoso che conquistò sette drappelloni. Non c'è dubbio che qualcuno ritroverà nel "gruppo" qualche bisnonno o nonno. Sullo sfondo è la chiesa di San Leonardo, a quel tempo oratorio della contrada. Quel Palio lo vinse "passando sotto il nerbo di tutte le contrade, specie della Lupa" annota scrupolosamente Vasco Bruschelli nella sua Storia di Valdimontone. Nell'elenco raccolto da Giuseppe Zazzeroni e pubblicato dal figlio Antonio, il racconto è più lungo. Lo trascriviamo senza offesa per le contrade che persero: "Bella carriera con molta gara fra Pantera e Chiocciola, e poi Montone. Furono date tre mosse, le prime due senza canape, e dopo la 2ª mossa furono rimandati i fantini dentro l'entrone del palazzo. La terza fu data con il canape (a) motivo che non volevano stare agli ordini e fu bellissima. Scappò prima la Pantera e così si mantenne per una girata, che dopo fu passata dalla Chiocciola con gran contrasto e nerbate. Essa pure stette prima quasi una girata, ma al 3° giro avanti di arrivare alla scesa di San Martino, il Montone che era terzo passò la Pantera e la Chiocciola. Sicché a vincita di Palio era 1º Montone, 2ª Chiocciola, 3ª Pantera, 4º Nicchio, 5ª Lupa e 6ª Tartuca. Alla prima girata tra Lupa e Montone fu molto contrastato. Le altre 4 contrade fecero, come si suol dire, la fila delle oche (e cioè Torre, Leocorno, Bruco e Oca)".

Molte contrade, nel '700, organizzavano corse con cavalli nel loro territorio, spesso in concomitanza con la festa titolare. Tra quelle indette dal Valdimontone, come precisano Catoni e Falassi, sono la giostra del 1731 con un premio di una tazza d'argento per la contrada "che avrebbe segnato miglior colpo nella giostra"; la corsa del 18 agosto 1743 con in premio un drappellone e una tazza d'argento, e quella del 20 agosto 1786 che si svolgeva sul percorso dal Santuccio al Duomo, come il "Palio alla lunga". Si suppone che il Comune avrà lasciato interrato l'itinerario: Romana, Pantaneto, Banchi di Sotto, Via di Città, Via del Capitano.


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