8 aprile 2015

8 aprile 1655: la chiesa della Madonna del Rosario

Pillole quotidiane di storia senese
di Maura Martellucci e Roberto Cresti


L’8 aprile 1655 il priore della Contrada della Chiocciola, Salvadore Biagio Scala, falegname, "prese l’iniziativa di fabbricare una chiesa in onore alla Madonna del Rosario … vicino al pozzo di S. Marco". I chiocciolini (che come per le altre contrade fino a quel momento si radunavano in casa di qualche protettore), in realtà, riadattarono e restaurarono una casa di loro proprietà posta sulla biforcazione tra via San Marco e via della Diana, sulla cui facciata si trovava l’immagine mariana detta "Madonna del Forcone", assai venerata dal popolo.


Una rara immagine della chiesa della Madonna del Rosario della Contrada della Chiocciola in un disegno di Girolamo Macchi. Si vede la facciata originale a capanna precedente alla ristrutturazione barocca del 1722.

Il nuovo oratorio fu benedetto il 14 agosto 1656 e dedicato alla "gloriosa Vergine Maria del Rosario". Il semplice prospetto a capanna che caratterizzava l’oratorio fu poi sostituito da un’elegante facciata barocca, su disegno di Jacomo Franchini, per la cui realizzazione la Contrada investì la somma derivata dal Palio vinto il 2 luglio 1722.

 La facciata dopo la ristrutturazione

La nuova facciata fu inaugurata, con solenne cerimonia, il 2 giugno 1725. La Contrada ha mantenuto questa sede sino al 1813, quando si è trasferita nella chiesa del soppresso convento di San Paolo, ancora oggi officiata ed intitolata ai Santi Pietro e Paolo. Col cambiamento della chiesa, la Contrada opera anche quello della sua festa titolare, fino ad allora celebrata nella domenica successiva al “Corpus Domini”, sostituendola con la festa dei SS. Pietro e Paolo, il 29 giugno.
La chiesa, ormai sconsacrata, della “Madonna del Forcone”, nel 1962 è stata adibita a “Casa del Cavallo”.


Tutti i giorni le pillole quotidiane di storia senese sono anche su Antennaradioesse Siena alle ore 8.45, all'interno dell'almanacco. Ringrazio Maura Martellucci per aver cortesemente autorizzato la pubblicazione di questa nota.

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