23 marzo 2014

La storia della fontanina della Chiocciola (ed una doverosa rettifica)


La fontanina della Contrada della Chiocciola


Del battesimo contradaiolo già ho scritto in un articolo precedente. In esso l’argomento è stato trattato diffusamente (spero in modo esauriente), partendo dal tentativo di identificare la figura del contradaiolo, passando dal significato intrinseco del “sacramento laico” del Battesimo, fino a giungere all’illustrazione delle fontanine battesimali delle consorelle. 
Qui voglio però affrontare l’argomento sotto una prospettiva diversa: a Siena ogni contrada è un fatto unico, ognuna è portatrice di patrimoni di memoria unici ed ognuna si proietta verso il futuro forte di essi e, quindi, in modo diverso.  Per conoscere si tratterà di “bussare” alle porte di una contrada e “chiedere di entrare” … l’ottica sarà certo sempre limitata, nel tempo e nello spazio, ma capace (e scusate se è poco) di rendere fatti unici. Se poi dalle carte riuscirà ad emergere l’umanità dei suoi protagonisti (volti, passioni, capacità e quanto altro) potremmo dire di aver gustato il sale della vita, e non solo di contrada.

Coerenti con questa impostazione, immergiamoci subito in uno spaccato di vita di contrada, quella della Chiocciola, attingendo a piene mani dalla voce e dal ricordo di un suo protagonista d’eccezione, Victor Hugo Zalaffi, nel tentativo di raccontare l’entusiasmante storia quasi ventennale di quella fontanina che, ricordo da subito, fu la prima ad essere inaugurata. 
Siamo nel 1930, nello studio dello scultore Fulvio Corsini: Victor Hugo Zalaffi, allora Economo della Contrada della Chiocciola, rimase colpito da un lavoro in gesso del maestro raffigurante una grande chiocciola con un putto a cavallo. Il Corsini, visto l’interesse, propose allo Zalaffi di far fondere l'opera in bronzo per farne una fontanina da collocarsi davanti alla sede della Contrada. Ma, causa le precarie condizioni finanziare della Chiocciola, che risentivano ancora del peso sopportato per le tre vittorie nell'agosto degli anni 1924, 25 e 26, il Priore Orlando Peccianti declinò l’invito. L’idea restò comunque a tutti nel cuore e per molto tempo.


Victor Hugo Zalaffi (1894-1981)


Il primo passo di avvicinamento: nel 1934 il Corsini consegnò allo Zalaffi il bozzetto della fontanina, che ricevette l’approvazione del Seggio della Contrada. L’ostacolo continuava però ad essere sempre quello economico.
E qui veniamo al cuore del racconto. I bambini della Sezione “Piccoli Chiocciolini”, istituita nella primavera del 1933 e presieduta dallo stesso Zalaffi, vennero “indirizzati” dal Priore Peccianti alla raccolta di fondi “pro fontanina”. Affidati alla sapiente capacità organizzativa e motivazionale dello Zalaffi (particolarmente efficaci le gare tra maschi e femmine), ogni sabato sera i bambini si divertivano nella raccolta dei fondi. Del bozzetto vennero fatte stampare alcune centinaia di copie formato cartolina, che furono inviate ai genitori dei bambini iscritti alla sezione e ad altri benemeriti della stessa. La raccolta sopravvisse ad Orlando Peccianti, il suo ideatore, che il 13 agosto 1935 moriva. 


La cartolina del 1934


Gli effetti della raccolta fondi “pro fontanina” furono concreti e si poterono toccare con mano nel giugno del 1937, quando Victor Hugo Zalaffi riuscì a consegnare a Fulvio Corsini la somma occorrente per la fusione in bronzo del modello. Il 19 settembre 1937 il bronzo fu consegnato allo Zalaffi e depositato presso i locali della Contrada.
Si trattava ora di finanziare la realizzazione della base in travertino della fontanina (che necessitava del resto di modifiche progettuali) e festeggiamenti che fossero adeguati alla solennità dell’avvenimento. La raccolta di fondi “pro fontanina” continuò pertanto con immutato entusiasmo. 
Il 1 giugno 1938 moriva anche lo scultore Fulvio Corsini.
Il 16 agosto 1938 la Chiocciola vinse il Palio. Il bronzo della fontanina venne esposto pubblicamente per la prima volta il 18 e 19 ottobre 1938, nel quadro di quei festeggiamenti. I “Piccoli Chioccolini” poi, non volendo essere da meno dei grandi, chiesero (ed ottennero) di partecipare con la loro intera cassa alla sottoscrizione “pro Palio”.
C’era quindi da iniziare da capo e i bambini non si tirarono indietro: allo scoppio della guerra  nella cassa “pro fontanina” si trovavano quasi  £ 15.000, cifra ritenuta sufficiente per costruire il basamento in travertino  e per festeggiare degnamente l’importante evento. La Contrada però, trovandosi a dover saldare vecchi debiti e ritenendo non opportuno pensare di inaugurare la fontanina in tempo di guerra, destinò l’intera cifra alle generali necessità della Contrada.

Passò anche la guerra e i nuovi chiocciolini iscritti alla Sezione proseguirono l’opera dei “ragazzi del ‘33”. Lo Zalaffi si fece poi promotore di una ulteriore sottoscrizione tra i contradaioli. Il prof. Egisto Bellini, chiocciolino, eseguì il bozzetto della nuova base in travertino.
E finalmente il fatidico 28 giugno 1947, in cui la fontanina fu consegnata dalla Sezione “Piccoli Chiocciolini” al Priore Guido Tuci ed inaugurata con cerimonia solenne e fastosa, che ebbe ampia risonanza sulla stampa locale. 


La Sezione "Piccoli Chiocciolini" al completo per l'inaugurazione della fontanina (1947)


Nel settembre del 1948 fu steso il Regolamento del Battesimo, riservato ai soli neonati. All’11 settembre 1949 risalgono i primi battezzati.
L’iscrizione sulla fontanina recitava (e recita): “Quando alla Chiocciola Vittoria arriderà / Questa nostra fontana buon vino getterà”. E siccome a Siena i motti si prendono (generalmente) sul serio, alla prima occasione, la sera del 2 luglio 1949, per festeggiare la vittoria sul Campo, la fontanina per tutta la notte buttò ottimo vino Chianti.  


Concludo rivedendo doverosamente quanto affermato nel precedente articolo sul battesimo contradaiolo in merito alla paternità dell' “ideazione” delle fontanine e del Battesimo contradaiolo, là attribuita sic et simpliciter al tartuchino Silvio Gigli.
È il 23 settembre 1951, quando, nel quadro dei festeggiamenti per la vittoria della Tartuca nel Palio del 16 agosto, fu inaugurata la fontanina della Contrada, dono dello stesso Silvio Gigli. Nello stesso periodo il giornalista senese scrisse un articolo, apparso sul numero unico della Contrada e sul giornale “Il Mattino” sotto il titolo “Silvio Gigli si confessa”.


La fontanina della Contrada della Tartuca, realizzata dallo scultore Bruno Buracchini


In esso rivendicò la paternità (fatta risalire al 1937) dell’idea di costruire “ … tante fontanine, quante sono le Contrade, raffiguranti l'emblema del Rione, affinché subito, anche il forestiero, potesse capire in quale Contrada si trovasse. Diciassette nuovi monumenti artistici che migliorassero il patrimonio cittadino e al tempo stesso servissero al nuovo rito: il battesimo della Contrada ai suoi figli … ”. La vicenda della fontanina della Chiocciola viene così riassunta in sintesi: “… Fu così che quel magnifico organizzatore di avvenimenti contradaioli, specialmente rivolti ai ragazzi, che è Victor Hugo Zalaffi, dette la zampata del leone e battezzò i figli della Chiocciola alla fontanina … ”.

Il 29 settembre 1951 apparve su “La Nazione Italiana”, in un articolo dal titolo “La fontanina della Chiocciola e una risposta a Silvio Gigli”, la replica risentita di Victor Hugo Zalaffi: “ … In vita mia credo, modestamente, di non avere mai dato a nessuno "zampate di leone" e desidero perciò fornire alcuni chiarimenti su quanto erroneamente afferma il Sig. Gigli. Dichiaro pertanto, e posso dimostrare con documenti della sezione "Piccoli Chiocciolini" che l'idea prima per una fontanina della Chiocciola, è da attribuirsi all'insigne scultore prof. Fulvio Corsini e risale all'anno 1930, epoca nella quale ebbi a visitare per la prima volta il compianto professore nel suo studio in via Follonica. Fu allora che egli mi propose la costruzione di una fontana per la quale aveva già ideato ed effettuato un bozzetto …”.

In allegato rendo disponibili i testi integrali dei due articoli che dettero “fuoco” alla querelle. La polemica, visto anche lo spessore dei personaggi in campo, proseguì per lungo tempo ed anche con toni accesi. Personalmente preferisco fermarmi qui, convinto di avere comunque già reso i termini essenziali della disputa. Se mi sbaglio prego chi legge di correggermi ...



Documentazione

“La fontanina della Contrada della Chiocciola (ricordi di Victor Hugo Zalaffi)”, Contrada della Chiocciola, 2007;
L. Luchini, “La querelle della fontanina”, in Siena 1944-1950 – Le contrade tornano a sorridere, Edizioni Il Leccio, 2010, pagg. 216-221;


Crediti fotografici

1. e 5. : foto originali del Tesoro di Siena, tratte dal set Flickr "Fontanine di Contrada"
2. : foto tratta dal volume L. Luchini, cit.
3. e 4. : foto utilizzate per cortesia della Contrada della Chiocciola

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