2 ottobre 2013

Francesco di Giorgio Martini e la "Tavola Sordi"




Cosa lega Francesco di Giorgio Martini (1439-1501), artista senese che incarnò come pochi nella seconda metà del XV secolo lo spirito del Rinascimento, ed Alberto Sordi, il grande attore comico romano scomparso dieci anni fa, in quello che ha assunto i connotati di un giallo, addirittura internazionale, forse non ancora del tutto risolto?
Partiamo dall'inizio: Francesco di Giorgio Martini, figura eclettica nella sua essenza, fu anche pittore di buono spessore, oltreché architetto, teorico dell'architettura, ingegnere, scultore, medaglista ecc. Tra le sue opere (ma forse non tra i suoi capolavori) è da annoverare una Madonna con Bambino tra i Santi Girolamo ed Antonio Abate (vedi foto), dipinta presumibilmente nel suo periodo giovanile (qualche anno prima del 1460). Delle vicende di questa tela sappiamo che, nel corso degli anni, fu proprietà di collezionisti privati. Venne esposta, già a lui attribuita, nel 1894 alla Royal Academy di Londra.

Nel corso degli anni ’50 Alberto Sordi ebbe modo di venire in contatto con la tavola e se ne innamorò, al punto di acquistarla senza troppo pensarci. Al proposito è Francesco Rutelli (ex ministro dei Beni Culturali, ex Sindaco di Roma nonché amico personale di Alberto Sordi a partire dalla fine degli anni Novanta) a testimoniare il suo attaccamento al dipinto. Quando Alberto Sordi lo invitò a casa sua, gli mostrò con orgoglio la tavola proferendo le testuali parole: “È il pezzo a cui tengo di più, sono legatissimo a questo gioiello. Sappi che, quando non ci sarò più, voglio che sia regalata a Roma, alla nostra città. Deciderai poi tu dove…”.
Qualche anno dopo la morte di Alberto Sordi, la sorella Aurelia contattò l’ex sindaco di Roma per adempiere la volontà del fratello: “La signora Aurelia mi confermò con lucidità e precisione che la volontà del fratello era di regalare la Pala a Roma”. Il Ministro Rutelli la fece visionare e nel marzo 2008 fu stilata una relazione storico-artistica che confermò l’attribuzione a Francesco di Giorgio. Nel documento l'opera viene ufficialmente indicata come “Tavola Sordi”, nome ormai “storicizzato” con mezzo secolo di possesso. Cessato Rutelli dalla carica di Ministro (8 maggio 2008) la macchina ministeriale si arrestò, probabilmente perché venne a mancare l’interesse personale che Rutelli aveva nei confronti del vecchio amico.

Della Tavola si torna a parlare nell'aprile 2013, per iniziativa dello stesso Francesco Rutelli. Sua la segnalazione al Sottosegretario di Stato Roberto Cecchi (che ebbe ampio eco sulla strampa) di una probabile sparizione del quadro (testimoniata da “persone amiche” che, visitando Casa Sordi, non avevano trovato traccia della Tavola) con l’invito ad aprire “una procedura per l’apposizione del vincolo per cautelarsi dalla dispersione o da una anomala destinazione”.
Le cose si chiarirono presto ed in modo clamoroso: la signora Aurelia, con improvviso voltafaccia, aveva cambiato destinazione alla tela e ne aveva fatto dono a Papa Benedetto XVI nel corso di una udienza del 4 febbraio 2009. La Tavola si trovava nell'appartamento papale del Palazzo apostolico. La donazione dovette avere un certo rilievo in ambito pontificio se Monsignor Georg Ganswein, segretario particolare di Benedetto XVI e Prefetto della Casa pontifica, usò l’immagine sull'invito stampato in occasione della sua ordinazione episcopale ad arcivescovo di Urbisaglia.
Da quanto sopra esposto sarebbe pertanto lecito dedurre che oggi la tela si trovi nell'appartamento papale, a disposizione di Papa Francesco.
Apparentemente risolto il giallo, restano insolute le problematiche legali legate all'esportazione abusiva della tela in uno stato estero nonché alla presunta incapacità di intendere e di volere della signora Aurelia, sostenuta giudizialmente in altri procedimenti. Rimane poi evidente il mancato rispetto della volontà di Alberto Sordi circa la destinazione della tela, pur non formalmente espressa in un testamento.




Si prospetta però un altro giallo. La foto di cui sopra, scattata nel gennaio 2013 in occasione delle riprese del documentario “Alberto il grande”, ritrae Carlo Verdone nella casa di Alberto Sordi. Esposta in bella mostra troviamo la “Tavola Sordi”. Le domande imperversano: è una copia? La copia è quella in Vaticano? Il Vaticano ha restituito la tela?
Nel silenzio degli interessati non resta che lasciare ai posteri l’ardua sentenza …



Documentazione: R. Toledano, Francesco di Giorgio Marini - Pittore e scultore, Electa, 1987
Documentazione web: Sito del Corriere della Sera  5.4.2013; 5.4.2013; 6.4.2013
Foto e documentazione: Settimanale “Di più”, aprile 2013, n.15

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