12 aprile 2013

“Il sogno del cavallo” – poesie per Siena di Maria Teresa Santalucia Scibona



“Il sogno del cavallo” (2008) è una raccolta di liriche della poetessa senese Maria Teresa Santalucia Scibona, dedicate a Siena ed al suo territorio. Il volume raccoglie liriche edite (comparse singolarmente su quotidiani o periodici) ed inedite, scritte dall'autrice nel lungo periodo che va dal 1961 al 2006 e da cui traspare il profondo amore della poetessa per la sua (e nostra) città. Di seguito ne pubblichiamo una selezione.

 


P A L I O

                                            
Veglia nell’opacità della notte
il cuore sospeso del Barbaresco.
Invoca, nelle spente
ore di sonno, il privilegio
del fato imponderabile.
Sul tufo friabile
il rito incessante si ripropone.

Si odiano le avverse contrade
e sognano la vittoria contesa
con esaltazione violenta.
L’animo fiero del cavallo
spasima invano nell’ultimo scarto,
lo splendore di una gloria inebriante.

Scaltro il fantino
mercenario del coraggio, colpisce
implacabile la criniera tenebrosa
e con segreti inganni
la corsa temeraria vince.

(Siena, 2 Luglio 1989)




A SIENA MIA


Siena mia dolce,
madonna addormentata,
mollemente adagiata
su ubertose colline
ove fronde d’ulivi
si vestono d’argento.
Vigila sul sonno senza tempo
l’esile torre che svetta snella
su vetuste case. Nidificano
tra gotici bastioni le brune
taccole e svolazzano ignare
delle umane cose.
Ti ridesti dal languido torpore,
nella calda stagione .

Ornata di vessilli discendi
in piazza, ivi pulsan vibranti,
animi fieri della gente tua.
A sera, mentre i tamburi
rullano in sordina, tremule
fiaccole rammentano alla luna
antiche trame di rudi cavalieri
ti riaddormenti placida ed altera,
sul letto incastellato dalle mura
e sogni fra bandiere
che gonfiano di vento,
le gesta vittoriose dei destrieri.

(Siena, Agosto 1983)




UN SENTIERO DI PIETRE


Un sentiero di pietre
cinge le mozze torri
ove del sole il raggio
snida le celle d'ombra
e la rosa di maggio
inonda orti e balconi.

Città mistica e profana
la tarsia dell"Ermete
e la cumana Sibilla
son rivali alla tarsia di Mosè.
La carsica Diana muove
sommessa l'onda
La Vergine Signora
delle mura sventa i perigli .
Un calmo timoroso abbandono
consente al popolo senese
virile libertà di vita
e un volontario isolamento

Popolo fiero il mio
ostinato, belligerante.
Fido custode di reperti,
degno di somma gloria
per quella vittoriosa
Montaperti che fece storia.

Odi violenti fioriscono
nelle vetuste armature dei prodi
ardenti amori dilagan per le vie
fra gaie risa e canti
che il rubro Chianti allieta.

E Sunto il campanone
che dalla torre mira
fra sé sospira irato
per quel nobile vino
celato nel Bastione.

(Siena, 11 febbraio 1992)




PIAZZA DEL CAMPO


E’ incupita la torre
e a buon diritto
cova un’ansia liberatrice
di placida quiete.
Lei la Superba
dai gotici sguardi sospesi
nel damasco del cielo.
Ancora si commuove
per l’agonia degli ulivi,
che oltre le mura
fecero posto all’abitato amorfo
sorto a casaccio.
Piccioni imprevedibili frullano
voli fra tartine e caffè.
Incalza il vorticoso giro
del turista, con sosta
al Beauburger tutto compreso.
Corpi discinti
lasciano timbri di sudore
sul logoro impiantito,
coscienza storica
di memori battaglie.
Nuovi conquistatori senza pedaggio
assediano il sacrario - cuore
di natie generazioni.
Ignari delle risse e del sangue
bollente e recidivo
che flusso vivo è sopito
nelle vene pazienti dei senesi.

(Siena, agosto 1987)




Riferimenti bibliografici: Maria Teresa Santalucia Scibona, Il sogno del cavallo, a cura di Mario Comporti, postfazione di Fausto Tanzarella, Pascal Editrice, 2008, Siena. 
La copertina del volume è opera di Enzo Santini, pittura a olio su tavola (74x50), anno 2000.
Si ringrazia l'autrice per la cortese autorizzazione alla pubblicazione delle liriche.


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