13 ottobre 2011

Il Contradaiolo ... tra la fonte e la vita adulta ...



Questo argomento è importante per iniziare a capire qualcosa di Siena, dei senesi e del Palio ... chi è il Contradaiolo ? Come lo si diventa ? Esistono riti a ciò deputati ? 
La questione è di per sé complessa ed in divenire, sia pure con i tempi lenti (ma sicuri) delle cose di Palio: senza alcuna pretesa di essere esaustivo, quasi limitandomi ad evidenziare argomenti di discussione, mi accingo ad alcune considerazioni   ...

Una prima premessa ... il rapporto tra Contradaiolo e Contrada è (e non potrà mai essere diversamente, se non snaturando radicalmente lo stato delle cose) di immedesimazione e di appartenenza. Un ipotetico colloquio tra senesi (ricordando che sotto un fatto linguistico sta sempre un fatto di sostanza) potrebbe essere: "di che Contrada sei ?" ... "so' del Viperone" (così, per non suscitare le ire di nessuno).
E ciò non è senza conseguenze ... pressoché ogni momento della vita di un Contradaiolo passa anche dalla Contrada ... così come ogni aspetto della vita di Contrada interessa (in atto o in potenza) il Contradaiolo ... lo scopo dell'agire è sempre immanente  (in primo luogo la gloria della Contrada, ma i fini, codificati negli Statuti, sono ampi e variegati) e mai esterno, a meno di non voler cadere nella "patologia contradaiola"
Quindi nessuno spazio al "tifo" per il "Viperone" ... i senesi accettano solo raramente (e sempre a denti stretti) di veder storpiate le proprie "categorie storiche" da turisti e, comunque, da genti di "fori" le mura ...

Una seconda premessa  ... l'essere Contradaioli è una questione di cuore, di sentire, di passione, di condivisione, di spirito di servizio verso una entità tangibile ed immanente e verso le persone che in tale entità si riconoscono ... è una "ricerca di unità" (la splendida espressione è di Simonetta Losi) tra generazioni ed anche con contradaioli di altri tempi, sovente vissuta con consapevolezza e con generosa dedizione. Detto ciò, credo che ben si comprenda che l'appartenenza ad una Contrada non potrà mai essere regolata totalmente e costretta nei termini di puro linguaggio giuridico ...

Una terza premessaa Siena (anche) la Contrada fa "l'omo" (ovviamente nel senso di uomo e donna). L'appartenenza percepita alla Contrada ed ai suoi contradaioli si pone quale importante fattore antropologico e sociale di costruzione della personalità e dell'identità personale e, pertanto, di crescita ... a ciò aggiungo solo che è specifico compito delle Contrade di curare la crescita umana e contradaiola dei bambini, perseguito per lo più attraverso un "Gruppo piccoli" ... 
E per tutto questo certo aiuta l'avere strutturato l'appartenza alla Contrada (come presto vedremo) in "rito di passaggio" ...

Veniamo a questo punto al nocciolo del post .... abbiamo detto che il fenomeno giuridico non potrà mai esaurire l'appartenenza ... il diritto è però tutt'altro che estraneo ... sono gli Statuti che regolano i criteri di appartenenza alla Contrada, storicamente mutuati dai principi tradizionali di attribuzione della cittadinanza da parte di uno Stato sovrano. Nel passare a delinearli, mi preme avvertire di averli potuti raggruppare solo in via di generalizzazione: sovente i singoli statuti di Contrada hanno sfumature di cui in questa sede non è possibile rendere conto. Essi sono:
  • nascita nel territorio della Contrada (ed oggi che si nasce solo in ospedale, tale criterio tradizionale deve intendersi evidentemente evoluto in residenza al momento della nascita);
  • discendenza contradaiola (che è il criterio oggi assolutamente prevalente, stante la "diaspora" dei Contradaioli dal Centro storico alle periferie della Città);
  • per scelta spontanea di coloro che si dichiarano Contradaioli e dimostrano con il loro comportamento concludente di appartenere alla Contrada ... e così la Contrada si apre all'"universo mondo" ...
Da quanto sopra indicato risulta che i criteri di appartenenza sono molteplici ed in possibile contrasto tra di sé: si pensi, ad esempio, all'ipotesi di un bimbo nato fuori dalle mura da genitori di Contrade diverse: tradizionalmente si vorrebbe che il bimbo seguisse il genitore dello stesso sesso, ma tale principio non è mai assunto a regola giuridica ... in ogni caso, ciò che è assolutamente da escludere è che sia configurabile un diritto della Contrada sul Contradaiolo (o, meglio, una appartenza "coattiva" del Contradaiolo alla Contrada che rivendica tale diritto).

Il rituale del Battesimo contradaiolo, il rito di passaggio cui si è accennato in precedenza,  nasce solo alla fine degli anni '40 del secolo scorso. Oggi ogni Contrada lo celebra annualmente, nel quadro della Festa titolare ... i rulli di tamburo e le bandiere ... il Priore pronuncia la formula di rito (ogni Contrada ne ha una) ... la consegna del fazzoletto (quello di Contrada, quello bello, che non si trova nelle bancarelle e che può durare anche una vita) e di un documento del Battesimo ... il popolo della Contrada partecipa ...


Silvio Gigli (1910-1988)

L'ispirazione venne una quindicina di anni prima al tartuchino Silvio Gigli, che così ricorda:  “[…] fu nel 1932 che ebbi l’idea di fare una fontanina in ogni Contrada al fine di dar vita a questo originalissimo “Battesimo Contradaiolo” che consacrava per tutta la vita l’appartenenza del neonato alla Contrada di nascita. […] ”.
La derivazione dal Battesimo sacramentale è evidente ... e, a mio avviso, anche pertinente ... se infatti il Battesimo cristiano opera l'immedesimazione del Battezzato al Corpo mistico di Cristo, il Battesimo laico contradaiolo, mutatis mutandis, sancisce l'appartenza alla Contrada  ...
Il Battesimo contradaiolo, così come il Sacramento, può essere impartito a bambini (ed allora sarà un dono fatto al figlio dal genitore) oppure a ragazzi ed adulti (ma non in tutte le Contrade), ed in questo caso si impone la libera scelta ...
Le analogie credo finiscano qui ... la rilevanza dell'acqua (che nella liturgia sacramentale ha l'evidente significato di morte e rinascita) nella pratica del Battesimo contradaiolo è presumibilmente da ricondurre all'importanza che l'approvvigionamento idrico ha avuto lungo la secolare storia di Siena ...

Un'ultima postilla: l'appartenenza alla Contrada è per la vita ... nessuna rinuncia possibile così come nessuna "nuova appartenenza" ...

E passiamo finalmente alle fontanine di Contrada ... molte sono state costruite ex novo, nel secondo dopoguerra ...  altre sono state riadattate per la nuova funzione ... altre ancora sono state destinate allo scopo nello stato in cui si trovavano ...


La fontanina della Nobile Contrada dell'Aquila. È opera dello scultore Bruno Buracchini, senese e contradaiolo dell'Aquila. Sul basamento è inciso uno dei motti della Contrada "Unguibus et Rostris"È stata inaugurata nel 1963. Si trova in Piazza Postierla, ai Quattro Cantoni, vicino al Duomo.


Il "Fontino di San Francesco", nel territorio della Nobile Contrada del Bruco. L'antica struttura (se ne ha sicura memoria nel 1513) fu restaurata nel 1978 ad opera dell'architetto Lorenzo Borgogni. Vi fu collocata una statua bronzea raffigurante Francesco d'Agnolo detto Barbicone, opera dello scultore Angelo Canevari. Si trova in cima a Via degli Orti, quasi in corrispondenza del Vicolo degli Orbachi, vicino Piazza San Francesco.


La fontanina della Contrada della Chiocciola, la prima ad essere eretta nel 1947, ma su progetto risalente all'anteguerraÈ opera dello scultore Fulvio Corsini. Sulla base, in rosso, la scritta augurale: "Quando alla Chiocciola vittoria arriderà questa fontana buon vino getterà"È posta davanti all'Oratorio della Contrada (Via San Marco).
La fontanina della Chiocciola ha una storia che va oltre ciò che si vede: fin dal 1933 i bambini del Rione iniziarono la raccolta dei fondi per la sua costruzione ... il 28 giugno 1971 i "cittini" del '33 (e quelli che contribuirono successivamente alla raccolta) si presentarono per ricevere il Battesimo (che a quei tempi era riservato ai bambini nati nell'anno) ... ma avendo nel frattempo la Chiocciola vinto cinque volte (e dato che a Siena i motti si prendono sul serio), l'acqua fu bandita e si risolse tutto in ottimo Chianti classico ...


La fontanina della Contrada Priora della Civetta. Il fonte battesimale fu commissionato dalla Contrada allo sculture Adolfo Micheli e posta nel 1963 all'interno della sede storico-museale, dove tuttora si trova. Una nuova opera (quella riprodotta in foto) è stata invece ideata e realizzata nel 2005 nella coorte del Castellare da Fabio Belleschi.
Spicca certo per originalità e per capacità di armonizzarsi con le strutture architettoniche ... una civetta in volo, a grandezza naturale, sorretta da una esile struttura verticale ... anche lo sgocciolio dell'acqua che alimenta la fontanina è semplice traccia, che accarezza la struttura di sostegno ... 

La fontanina della Contrada del Drago. L'opera è stata realizzata nel 1977 dallo scultore Vico Consorti. La colonna riporta l'iscrizione:“L'amore di Contrada per l'arte di Vico Consorti affida ai dragaioli che nasceranno il ricordo dei grandi Priori Mario Calamati e Alberto Rossi”È situata davanti alla Sede storico-museale della Contrada, in Piazza Matteotti.


La fontanina della Imperiale Contrada della GiraffaL'opera è di Salvatore Bocci; ne fa parte un bronzo di Pier Luigi Olla raffigurante la vittoria della Contrada, con l'arrivo del barbero scosso ed un Alfiere. È situata in Piazzetta della Giraffa, vicino alla Basilica di Provenzano.


La fontanina della Contrada sovrana dell'IstriceÈ opera in travertino di Vico Consorti (1962). Reca scolpito il motto della Contrada "Sol per difesa io pungo". È situata in Via Malta ed appoggiata al fianco destro della Chiesa di San Pietro alla Magione, in Via Camollia.


La fontanina della Contrada del Leocorno. E' stata realizzata adattando la nicchia presistente (la fontanella centrale riporta un'iscrizione che la vuole restaurata dal Comune nel 1867) ed utilizzando materiali eterogenei, quali marmi policrimi, travertino e rame. L'adattamento a fontanina di Contrada è stato curato dell'architetto Carlo Nepi (1997). La fontana si trova in Pantaneto, subito dietro le Logge del Papa. 


Fontanina della Contrada della Lupa. E' opera dell’architetto Giovanni Barsacchi, con una lupa in bronzo realizzata da Emilio Montagnani nel 1962. L'intervento coincise con l’abbattimento del caseggiato in precedenza addossato all’abside e al campanile dell’Oratorio di San Rocco, che furono liberati alla vista, creando al contempo nuovi spazi per la vita della Contrada. E tutto ciò con finanziamenti statali (una sorta di "legge speciale per Siena" ante litteram) La fontanina si trova all'ingresso della sede storico-museale, in Pian d'Ovile.



La Fonte dei Pispini è posta nel territorio della Nobile Contrada del Nicchio, nella via omonima. Una fontana, detta di San Viene (che era poi il nome dell'attuale Porta Pispini), è ricordata fin dal 1292 (si deve ritenere che sia esistita almeno fino al 1395), anche se non si sa con precisione dove fosse collocata. Nel 1466 gli abitanti del rione richiesero (e ottennero) la costruzione di una nuova fonte. Nel 1534 chiesero nuovamente (ed ottennero di nuovo) di costruire una fonte più grande, data l'insufficienza della precedente. Nel 1937 fu spostata in Piazza Santo Spirito per ragioni di traffico della vicina caserma. Solo nel 2001, dietro insistenti richieste dei contradaioli, la fonte è stata restaurata e riportata nel sito originario, davanti alla sede di Contrada. 


Fontebranda, nella via omonima, è il cuore del territorio della Nobile Contrada dell'Oca. Le prime notizie che ne abbiamo dai documenti ufficiali risalgono al 1081; la copertura a volte è del 1246. La sua importanza è testimoniata dalla sua eco letteraria. È citata nella Divina Commedia, dalla bocca del falsario Adamo: "Ma s'io vedessi qui l'anima trista / Di Guido, o d'Alessandro o di lor frate / Per Fonte Branda non darei la vista" (Inf. XXX, 76-78). Anche l'Alfieri è "ricorso alle sue acque": "Una gentil Teresa e un po' di Nina, / Fan sì ch'io trovo in Siena almen quiëte. / Fontebranda mi trae meglio la sete, / Parmi, che ogn'acqua di città latina" (Sonetto CXII).


La fontanina della Contrada capitana dell'Onda. È stata realizzata nel 1972 dallo scultore Algero Rosi ed è ornata di stemmi realizzati da Vittorio Conti, e di bronzi opera di Alfonso Buoninsegni. È situata di fronte all'Oratorio della Contrada, all'inizio di via di Fontanella, in prossimità dell'antica, omonima fonte (i documenti attestano la sua presenza almeno dal 1263).


La fontanina della Contrada della Pantera. L'opera in bronzo venne commissionata allo scultore Giulio Corsini per essere donata alla Contrada da Aurora Cialfi.  È stata inaugurata il 1 ottobre 1977. Sulla base di travertino sono incisi i motti della Contrada “La Pantera ruggì ed il popolo si scosse" e "Il mio slancio ogni ostacolo abbatte". È situata in piazza del Conte.


La fontanina della Contrada della Selva.  È opera di Vinicio Guastatori (1965). Reca il motto della Contrada "Prima selvalta in campo". È posta in piazzetta della Selva, di fronte alla sede della Contrada.


La fontanina della Contrada della Tartuca. L'opera è stata realizzata dallo scultore Bruno Buracchini nel 1951. Fu donata alla Contrada da Silvio Gigli. Grande cruccio fu per lui quello di essere stato preceduto dalla Contrada avversaria della Chiocciola: "Contradaioli della Contrada rivale alla mia, rubandomi l’idea, misero in atto la fontanina […] Resto addolorato solo da ciò che mi ostacolò, e cioè la realizzazione da parte della Contrada rivale alla mia, prima che io stesso offrissi la fontanina alla Tartuca, ma nessun dubbio esiste sul fatto che tutto fosse uscito dalla mia mente”. È posta in via Tommaso Pendola. 


La fontanina della Contrada della Torre. La prima fontanina battesimale della Contrada venne realizzata nel 1954 da Fausto Corsini. Trent’anni dopo fu sostituita da un’opera dello scultore torraiolo Mauro Berrettini, che ha inserito la fontanina in un più ampio progetto di arredo della piazzetta Artemio Franchi, vicino via Salicotto. Reca il motto "Victoria".


La trecentesca fonte di San Maurizio, nel territorio della Contrada di Valdimontone. La Contrada, tuttavia, essendo tra l'altro la fonte distante dalla sede, celebra il battesimo contradaiolo all'interno di essa. 


Resta da parlare (solo per accenno) della "forma adulta" dell'essere contradaiolo: il Protettorato.
Storicamente i Protettori erano nobili. Il loro compito era quello di sostenere sia con il prestigio sia con il "quattrino" la Contrada in ogni necessità o esigenza ... mutati i tempi muta anche la figura ...
Oggi il Protettore è il Contradaiolo che si obbliga al pagamento di una quota (diversa come importo a seconda del ruolo che ricopre nella Contrada) il cui minimo viene stabilito generalmente dall'Assemblea Generale ... alla regolarità nel pagamento della quota è subordinata la possibilità di accedere alle cariche e il diritto di voto in assemblea ... ma a Siena, in questioni di Palio non potrà mai essere solo una questione di soldi ... credete ad un Viperino ardente ...



Gli stemmi, i colori delle Contrade e le immagini del Palio sono tutelati dal Consorzio per la Tutela del Palio di Siena. L'uso e la riproduzione sono vietati salvo espressa autorizzazione del Consorzio stesso. Sono inoltre fatti salvi i diritti individuali di copyright, come sotto evidenziati nella sezione "Crediti Fotografici".


Documentazione on line:

A. Giannetti, R. Moricciani, Il Battesimo contradaiolo, Pochi ma boni, anno XVI n. 1 - Aprile 2009, pag. 7
S. Losi, Appartenenza ed identità, Malborghetto, n. 52, anno XXXIV - marzo 2008, pagg. 11-12 - originariamente pubblicato ne "Il Carroccio di Siena".

Le fontanine di Contrada

Nobile Contrada dell'Aquila: (sito ufficiale della Contrada) (sito ilpalio.siena.it)
Nobile Contrada del Bruco: (sito ufficiale della Contrada) (sito ilpalio.siena.it)
Contrada della Chiocciola: (affogasanti n. 2/2011 pag. 8) (sito ilpalio.siena.it)
Contrada priora della Civetta: (sito ufficiale della Contrada) (sito ilpalio.siena.it)
Contrada del Drago: (sito ufficiale della Contrada) (sito ilpalio.siena.it)
Imperiale Contrada della Giraffa (biancorosso giugno 2007 pag. 10) (sito ilpalio.siena.it)
Contrada sovrana dell'Istrice (sito ufficiale della Contrada) (sito ilpalio.siena.it)
Contrada del Leocorno (sito ilpalio.siena.it)
Contrada della Lupa (sito ufficiale della Contrada) (sito ilpalio.siena.it)
Nobile Contrada del Nicchio (sito ufficiale della Contrada)  (sito ilpalio.siena.it)
Nobile Contrada dell'Oca (sito ufficiale della Contrada)  (sito ilpalio.siena.it)
Contrada capitana dell'Onda (sito ufficiale della Contrada)  (sito ilpalio.siena.it)
Contrada della Pantera (sito ufficiale della Contrada) (sito ilpalio.siena.it)
Contrada della Selva (sito ilpalio.siena.it)
Contrada della Tartuca (sito ufficiale della Contrada) (sito ilpalio.siena.it)
Contrada della Torre (sito ufficiale della Contrada) (sito ilpalio.siena.it)
Contrada di Valdimontone (sito ufficiale della Contrada)

Crediti fotografici:

foto n. 1: tratta dal sito CantalupoAppuntieSpunti.blogspot.com ed elaborata dal Tesoro di Siena
foto n. 2: tratta dal sito ufficiale della Contrada della Tartuca

Le altre foto sono originali del Tesoro di Siena. Le foto originali del Tesoro di Siena (salva la necessità di autorizzazione del Consorzio per la Tutela del Palio di Siena ove richiesta) sono liberamente utilizzabili purché sia indicato contestualmente il sito di provenienza (http://www.iltesorodisiena.net/).

2 commenti:

Susana saco palacios ha detto...

dopo tanti anni ho trovato una scrittura a me dedicata da un certo vittorio conti, era il 1991, anni prima ero presidente dell´accademia il machiavello e questo vittorio conti ne era certamente membro, ricordo vagamente la sua fisionomia e non so dove sia ora, se morto, se vivo, una cosa e´ certa , con il suo scrivere una traccia l´ha lasciata ed e´ cosi´ che si e´ reso immortale. Omaggio quindi a Vittorio Conti.

Susana saco palacios ha detto...

non e´ susana saco che ha scritto quanto sopra ma Luciano Bichi artista senese come Vittorio Conti.