2 settembre 2011

il Corteo storico ... Siena, 16 agosto 2008


« .... Dalla torre 
cade un suono di bronzo: la sfilata 
prosegue fra tamburi che ribattono 
a gloria di contrade....»

« .... e lo stupore
che invade la conchiglia
del Campo ....»

(Eugenio Montale, Palio, 1939)

1. Piazza del Campo dall'alto durante il Corteo storico ... ne risulta un senso di ordine che ha pochi eguali ... il "disordine" della Carriera è però già lì a venire ...

Una breve ma doverosa precisazione iniziale, forse oziosa per i senesi, ma necessaria: cosa non è il Corteo Storico del Palio di Siena ... non è una manifestazione per turisti oppure uno spettacolo con fuochi di artificio, bello ma fine a se stesso, tanto da scivolare addosso. Fino a qui facilissimo ... se poi si vuole per forza passare a definire il cosa sia la questione si fa di molto complicata ...
In prima istanza mi attengo al mero dato formale (art. 72 del Regolamento del Palio, d'ora in poi citato come Reg. Palio) il Corteo costituisce una "rievocazione figurata degli ordinamenti, dei costumi, e della grandezza della Medioevale Repubblica Senese, con particolare riguardo alle Contrade, le quali, con le loro Comparse, ne formano la parte principale" ... superando il dato di fatto ed invadendo il campo della teleologia delle azioni umane, credo (e qualcuno mi corregga se sbaglio) che il Corteo possa ambire ad avere valenza di natura "antropologica" e "sociologica": è il momento privilegiato in cui il senese (o, quantomeno, il senese che sono io) si sente chiamato a riappropriarsi ed attualizzare le proprie radici e la propria tradizione ... in un viaggio alla ricerca dei valori fondanti la persona e la comunità, scaturiti in un momento lontano nel tempo e destinati, per la loro stessa vitalità e sopravvivenza, ad essere continuamente reinterpretati, riattualizzati e rivissuti.

2. Sguardo di insieme sul Corteo storico

Certo, al Corteo Storico assistono anche i non senesi ... questo è aspetto per definizione non essenziale: il Palio potrebbe benissimo vivere senza turisti ... sono comunque ben accolti e Siena è orgogliosa di mostrare loro i propri "tesori", esigendone però il massimo rispetto ...

3. Il Carroccio alla Bocca del Casato prima dell'ingresso nel Campo

Il Corteo Storico non ha una precisa data storica di riferimento ... racchiude in sé tutto il periodo di esistenza della gloriosa Repubblica di Siena ... volendo necessariamente individuare una linea temporale, non senza qualche forzatura, potremmo definire il Corteo come"magico volo a ritroso nel tempo": esordisce con i dolorosi momenti dalla fine della Repubblica (testimoniati delle comparse delle città, podesterie, terre, vicariati e castelli che rimasero fedeli alla Repubblica di Siena riparata in Montalcino dopo la sua caduta - 1555), passando dalle Comparse delle Contrade (i cui costumi si ispirano ad un periodo a cavallo tra '400 e '500) per finire con l'ingresso del Carroccio che, di per sé, richiama la gloriosa attività militare della Repubblica, che ebbe il suo culmine nella Battaglia di Montaperti (1260).
Quello che è certo è che il Corteo Storico è tra i momenti importanti nella vita di un contradaiolo, di una Contrada e di tutta la Città ... la sua composizione ed il suo ordine sono regolati dal diritto (di quel particolare ordinamento giuridico autonomo che "il sistema Palio" ha saputo mantenere pur nel mutare degli ordinamenti giuridici generali) ... le monture sono conservate con la massima cura e periodicamente rinnovate sulla base di accurati studi storici ... per i ragazzi di Contrada è sommo onore il "vestirsi" vale a dire, fuor di vernacolo, entrare in Piazza in rappresentanza della propria Contrada ... esiste poi un premio, il Masgalano, destinato a premiare la Contrada che abbia presentato la migliore comparsa (art. 1 Regolamento per l'assegnazione del Masgalano d'ora in poi citato come Reg. Masg.) complessivamente nei palii ordinari e straordinari di un anno (art. 13 Reg. Masg.) ...

Non una "storia del Corteo storico", tranquilli ... solo alcuni cenni ...

4. Contrada Priora della Civetta: Carro allegorico dedicato alla Dea Minerva circondata da Arti Liberali e Genii (16 agosto 1791)

Già dal Quattrocento (e, forse, anche in epoca anteriore) le feste senesi erano ornate da sfilate in costume, a cui peraltro mancava del tutto il carattere della "storicità" ... con le Cacce dei tori (dal 1499 al al 1597) i Carri (o macchine), costruiti con forme che richiamavano i simboli di Contrada, avevano la funzione molto pratica di consentire il riparo ai "cacciatori" ... con le Bufalate (dal 1599 al 1650), persero tale funzione ed i Carri iniziarono ad avere valenza allegorica ...
Il passo decisivo verso il Corteo storico attuale si ebbe, probabilmente, nel 1813, quando si stabilì che ogni Contrada dovesse avere un numero stabilito e per tutti uguale di figuranti: il Capitano, gli Alfieri e otto uomini con elmo e picca. Nello stesso anno fu introdotto il Carroccio, a memoria della battaglia di Montaperti, trainato da cavalli e recante il Palio.
Una maggiore attenzione alla storicità del Palio, portò (nei rinnovi dei costumi del 1826 e del 1839) ad abbandonare le monture "all'eroica" o "alla greca", fino ad allora utilizzate, per adottare i costumi "alla spagnola" o "all'italiana", che poi erano le fogge in uso alla data che si considerò quella di inizio del Palio moderno (dal 1656 iniziò a corrersi con una certa continuità il Palio alla Tonda del 2 luglio, dedicato alla Madonna di Provenzano). L'alto costo delle monture e il rapido deteriorarsi di esse, consigliò di utilizzare i nuovi costumi solo nelle Carriere di agosto, mentre in quelle di luglio continuavano ad essere utilizzate quelle antiche.

5. Contrada Sovrana dell'Istrice: montura "alla spagnola" del Duce

Insieme venne riformata la Comparsa delle Contrade, che veniva ad essere costituita da un Tamburino, due Alfieri, il Duce, due Paggi, il Barbaresco, il Barbero (il cavallo da corsa) ed il Fantino, sopra un cavallo da parata denominato "Asso" (da qui l'odierno termine "Soprallasso").
In epoca risorgimentale, alla metà del sec. XIX, le Comparse si presentarono in Piazza, ma solo per il Palio di luglio, vestite in divise di foggia militare ("alla Piemontese"), ancorché rispettose dei colori delle Contrade.

6. Contrada del Drago: monture "alla Piemontese"

Dopo l'Unità d'Italia si continuò a ripensare il Corteo Storico (si aumentò, per esempio la Comparsa delle Contrade con altri due Paggi) ... nel 1876 l'Ammistrazione comunale si fece carico, per la prima volta, di coordinare il rinnovo dei costumi e di compartecipare alle spese ... le monture furono riferire ad un periodo tra Trecento e Cinquecento, ritenuto più consono alla Piazza del Campo ed alla storia intrinseca di Palio e Contrade ... venne altresì rinnovato il Carroccio ... il nuovo Corteo venne inaugurato nel 1879.
Altre modifiche al Corteo si verificarono nel 1885, anno cui fece ingresso in Piazza la Marcia del Palio, composta dal Maestro Pietro Formichi e che ancora oggi costituisce la colonna sonora del Corteo ... anch'essa, in breve tempo, assurgerà al rango di elemento identitario della Festa ... nel 1887 alle Comparse delle Contrade si aggiunse il "Figurino" (o Paggio Maggiore), uno degli elementi più belli del Corteo ... nel 1904 altro rinnovo delle monture, operato, rispetto al passato, ponendo la massima cura agli studi pittorici preliminari, che portarono ad una maggiore attenzione ai particolari e ad una ottimale distribuzione dei colori...

7. Nobile Contrada del Nicchio: montura del Duce  (rinnovo 1904)

Altra modifica rilevante si ebbe alla ripresa del Palio dopo la I Guerra Mondiale ... il 2 luglio 1919, al termine del Corteo, tutte le 17 contrade (con un alfiere ed un tamburino ciascuna) effettuarono una sbandierata in simultanea in onore dei reduci della guerra appena conclusa, davanti al Palazzo Pubblico, dove essi sedevano nel palco oggi riservato ai figuranti ... la Sbandierata della Vittoria piacque così tanto ai senesi che finì per diventare un elemento stabile del Corteo ... subito precedente il momento topico della Carriera ...
Nel 1928 si ebbe un ulteriore rinnovo delle monture ... si prese a periodo di riferimento il Quattrocento, con fogge che dovevano ispirarsi a dipinti rappresentativi del tempo, specialmente di pittori senesi ... venne curata l'uniformità delle stoffe e le armature ... si aumentò nuovamente il numero delle comparse della contrada (portandolo a dodici) ... si aggiunsero vari altri figuranti, ispirati alla storia della Repubblica ... il Carroccio iniziò ad essere trainato da due paia di buoi di razza chianina ... nel 1936 vi fu un ulteriore aumento dei figuranti ... vennero aggiunti sei rappresentanti del popolo per ogni Contrada ... nel 1955 un ulteriore modifica delle monture, senza eclatanti modifiche ma con ottimi risultati in termini di qualità ... nel 1981 oltre al rinnovo dei costumi, fu riformata la struttura stessa del Corteo, che arrivò a circa seicento figuranti ...
E, finalmente, l'ultimo rinnovo dei costumi del 2000 ... il riferimento temporale diventa il periodo a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento ... grande lavoro dei bozzettisti nelle approfondite ricerche storiche ... grande lavoro degli artigiani per la realizzazione ... i risultati (splendidi) sono sotto gli occhi di tutti ...

... ma bando alle ciance ed entriamo insieme in Piazza del Campo, il giorno 16 agosto 2008 alle ore 17 circa ... perché, qualcuno si chiederà, proprio questo Palio, che sono passati già quasi sei anni ? ... molto semplicemente perché relativamente a questo Corteo storico ho trovato una eccezionale documentazione fotografica in un sito web sul Palio in lingua fiamminga ... assolutamente da visitare ... ed ho preso contratti con un gentilissimo ragazzo belga che mi ha autorizzato alla pubblicazione delle sue foto in questa pagina...


8. Da sinistra: lo stemma della Repubblica di Siena,  la Balzana del Comune e lo stemma del Capitano del Popolo


I Carabinieri a cavallo


9. Appena passata la Curva del Casato, i Carabinieri si lanciano in una carica a spada sguainata ... è un momento di rara emozione sia per i senesi che per i turisti ...

Ancora non siamo nel Corteo storico ... ma il pomeriggio del giorno del Palio in Piazza inizia in modo prestigioso ... quella dei Carabinieri a cavallo è una presenza entusiasmante, ormai divenuta tradizionale ed a cui il popolo di Siena è affezionato ...
Il Reggimento Carabinieri a cavallo (attualmente l'unico interamente montato delle Forze Armate Italiane) ha sede a Roma, nella Caserma Salvo d'Acquisto a Tor di Quinto. Ogni anno, a conclusione del Concorso Ippico Internazionale di Piazza di Siena (Roma), si esibisce nel famoso Carosello Storico, culminante nella rievocazione dell'eroica Battaglia di Pastrengo del 30 aprile 1848 in cui le cariche dei Carabinieri a cavallo, rompendo l'accerchiamento, travolsero le fila austriache comandate dal Maresciallo Radetzky.
Quindi istituzione gloriosa che è un onore per Siena ospitare ...




Le fasi antecedenti e l'inizio del Corteo storico


Un piccolo passo indietro nella concatenazione temporale dei fatti ... il pomeriggio del Palio in realtà non inizia in Piazza del Campo ... presso l'oratorio delle Contrade che corrono il Palio, verso le 15.00, subito dopo la vestizione della comparsa, il Correttore della Contrada impartisce la benedizione del cavallo e del fantino ... il  rito si conclude con un augurio che potrebbe apparire quasi un ordine: "Vai e torna vincitore".

10. Dopo il rito della benedizione, il cavallo del Drago si appresta ad aggregarsi al Corteo della Contrada. Risulta evidente il "paradosso" tra cavallo e motorini posteggiati ... ma tutto il Palio è paradosso ... tutta Siena è paradosso ...

Le comparse delle Contrade attraversano il Centro storico soffermandosi, per eseguire una sbandierata, in Piazza Salimbeni (omaggio al "babbo" Monte dei Paschi), al "Casino dei Nobili", davanti a Palazzo Chigi Saracini e in Piazza del Duomo. Si riuniscono successivamente nel cortile del Palazzo del Governo (Piazza del Duomo) ove il Corteo si compone e muove verso Piazza del Campo secondo il seguente percorso: Cortile delle Prefettura - Piazza del Duomo - Via del Capitano - Via S. Pietro - Via del Casato di Sopra - Via del Casato di Sotto ...


Video n. 1
il Corteo storico sfila per Via San Pietro
Palio del 16 agosto 2009


In Piazza del Campo, verso le ore 17.00, allo scoppio del mortaretto, ha inizio il Corteo Storico ... dalla Bocca del Casato entrano i figuranti, agli ordini del Maestro di Campo (coadiuvato da 10 Rotellini) ... Sunto inizia a suonare la sua nota maestosa che accompagnerà il Corteo in tutto il suo svolgimento ...




Nulla è lasciato al caso, molto è affidato alla sorte ... gli ingressi nel Campo hanno luogo nell'ordine rigoroso stabilito dall'allegato B al Reg. Palio ... ordine che è necessità seguire anche nel fornire qualche informazione descrittiva ...


I Gruppo

Mazzieri del Comune


11. Quattro dei sei mazzieri che sfilano nel Corteo ... di spalle è il Maestro di Campo ... in primo piano, con il copricapo scuro, è uno dei dieci rotellini

Il termine mazziere deriva dalla "mazza", che era il simbolo dello status di ambasciatore. Vestono in bianco e nero (i colori di Siena). Tre di essi riportano un leone rampante bianco coronato su sfondo rosso (che, come vedremo, è lo stemma del Popolo); gli altri con l'emblema della Repubblica "Libertas" in oro su sfondo azzurro.
Potremmo anche stare delle ore a dissertare su cosa sia la libertà per i moderni e cosa era per gli antichi (il potere delle parole) ... soprassediamo però perché il Corteo incombe ...


Vessillifero del Comune a cavallo con palafreniere


12. Il vessillifero a cavallo reca la Balzana, il simbolo di Siena

Le origini della Balzana sono estremamente incerte e si perdono nella notte dei tempi (come la gran parte di ciò che riguarda Siena) ... la leggenda della fondazione di Siena ad opera di Senio e Ascanio (figli di Romolo e nipoti di Remo) vorrebbe farla derivare dal colore dei cavalli (uno bianco ed uno nero) donati da Apollo ai gemelli per fuggire da Roma, ovvero dal colore del fumo che si levò dai sacrifici resi a conclusione delle vicende della fondazione di Siena (dall'altare dedicato ad Apollo si levò un fumo denso e nero, mentre dall'ara di Diana sorse una nuvola bianca).
Di spiegazioni alternative ce ne sono a bizzeffe ... gli stemmi dei templari (il Beauceant) ... la lotta tra il Bene e il Male ... Yin e Yang ...
Molto più prosaicamente, mi basta sapere che l'utilizzo ufficiale della Balzana è storicamente documentato a partire dal 1240 e che, nel linguaggio dell'araldica, il termina sta ad indicare un elemento troncato (in senso orizzontale), utilizzato in Italia originariamente come segno distintivo del partito ghibellino.


Comandatori


13. I quattro Comandatori sfilano, a spada sguainata, ai lati del Vessillifero del Comune: ad essi era affidata la funzione principale di vigilare sul corretto procedere dell'esercito


I Tamburini di Palazzo


14. I dodici Tamburini di Palazzo


I Trombetti del Comune con chiarine d'argento


15. I diciotto Trombetti del Comune con chiarine d'argento


Musici di Palazzo con strumenti musicali


16. I trenta Musici di Palazzo

Una volta entrate in Campo tutta le "bocche da fuoco musicali" del Comune, iniziano a risuonare in Piazza le note della Marcia del Palio, che saranno rinnovate durante tutto il Corteo Storico.
La Marcia del Palio fu composta dal Maestro Pietro Formichi (Sinalunga 1829 - Siena 1913) e fece il primo ingresso nel Corteo Storico nel 1885.
Da un punto di vista musicale si tratta di una composizione in 2/4 per fanfara, ovvero per formazioni bandistiche dotate esclusivamente di ottoni. Alla Marcia del Palio furono, in un secondo tempo aggiunte le parole ad opera di Idilio dell’Era al secolo Don Martino Ceccuzzi, testo poi rivisto da Mons. Bruno Ancilli ... ma in Piazza del Campo si suona solo ed esclusivamente la parte strumentale ...
Si narra che Italo Balbo richiese una partitura per Banda completa della Marcia del Palio ... la Città rispose sdegnata: la Marcia del Palio si suona solo a Siena ...


Vessilliferi delle Città, Potesterie, Terre e Castelli dell'antico Stato Senese


17. I sessantasette Vessilliferi

Questo sottogruppo include i sessantasette vessilliferi delle Città, Potesterie, Terre e Castelli che rimasero fedeli e prestarono aiuto alla Repubblica di Siena, dopo la sua caduta (1555), in esilio a Montalcino (su cui si veda appresso) ... sfilano i vessilli di:



Città di Massa Marittima


18. Il Vessillifero della Città di Massa Marittima


La Città di Massa Marittima, istituita in Comune nel 1225 ed il cui dominio si estendeva fin sotto Grosseto, fu alleata della Repubblica senese (il primo dei trattati di "speciale amicizia" fu del 1241), come testimoniato dalla partecipazione di Massa alla vittoriosa Battaglia di Monteaperti, all'assalto di Montemassi  così come alla riconquista di Grosseto, che si era ribellata a Siena.
In una delle frequenti lotte intestine la Massa ghibellina diventò guelfa ... questo portò alla progressiva rottura dell'alleanza con Siena, che da parte sua sostenne l' "opposizione interna", costituita principalmente dalla potente famiglia dei Pannocchieschi.
L'attrito (ma ci fu anche in un tentativo, fallito, di assedio da parte dei senesi) venne ricomposto da due successivi trattati di alleanza: del 1276 (in cui veniva stabilito che per vent'anni Massa sarebbe stata governata da cittadini senesi) e del 1307.
Nel 1331 la fazione filo-pisana prese il potere a Massa ... non solo l'alleanza si incrinò ... Massa prese le armi, a fianco di Pisa, contro Siena  nel piano tra Giuncarico e Colonna. Un tumulto filo-senese determinò, nel settembre 1335, l'instaurazione definitiva del potere della Repubblica di Siena su Massa Marittima.

La Comparsa nel Palio della Città di Massa Marittima è composta da:

  • un tamburino
  • un vessillifero
  • tre balestrieri


21. Balestrieri della Città di Massa Marittima


Città di Montalcino


22. Vessillifero della Città di Montalcino

Anche (o, meglio, soprattutto) la Città di Montalcino sfila in posizione privilegiata, causa lo stretto legame intercorso tra la Città e la Repubblica di Siena.
Per la sua posizione strategica, Montalcino divenne nel 1110 una roccaforte senese, fortificata da possenti mura in occasione della guerra contro Orvieto e Montepulciano. Fino alla prima metà del XIII secolo, Siena e Firenze si alternarono nella dominazione di questo centro; nel 1211 fu stipulato un accordo tra l’Abate di Sant’Antimo, i Senesi e gli abitanti di Montalcino, che prevedeva la cessione di una parte del territorio montalcinese a Siena.
Nel 1252 Montalcino, liberatosi dell'influenza senese, si alleò nuovamente con i fiorentini che la difesero con successo dall’assedio posto dai senesi per impadronirsi della cittadina.
La situazione mutò con la Battaglia di Montaperti (4 settembre 1260) in conseguenza della quale Montalcino entrò definitivamente nell’orbita d’influenza senese. Dovette passare un secolo tuttavia affinché i montalcinesi diventassero a tutti gli effetti cittadini della Repubblica di Siena (1361) e ottenessero agevolazioni di dazi e gabelle. Siena fece così del luogo un importante caposaldo difensivo, costruendo in soli due anni la Rocca (1361-1363), simbolo del potere senese in Montalcino e rinforzando notevolmente le mura difensive.
E poi l'evento che ha creato un legame indissolubile tra le due città ... i senesi in esilio dopo la caduta di Siena ad opera di spagnoli e fiorentini (1555) si rifugiarono a Montalcino che divenne così sede della Repubblica senese riparata in Montalcino. A Montalcino gli esuli organizzarono un governo il cui organo principale fu il Concistoro presieduto dal Capitano del Popolo.
Cessato anche l’appoggio dei francesi, con la Pace di Cateau-Cambrésis (aprile 1559) gli esuli senesi dovettero arrendersi e consegnare la fortezza all’emissario del re di Spagna ... anche questa ultima forma di indipendenza senese veniva pertanto a cessare ...

La rappresentanza della Città di Montalcino nel Palio è composta da:

  • un tamburino;
  • un vessillifero;
  • quattro arceri

    25. Gli Arceri di Montalcino




    II Gruppo

    Il Capitano del Popolo


    26. Il Capitano del Popolo a cavallo con Palafreniere

    Il Capitano del Popolo fu la Magistratura istituita a tutela degli interessi dei ceti operosi della Città (mercanti, bottegai, artigiani) in opposizione ai ceti magnatizi e nobiliari .... quindi in primo luogo al Podestà che di tali ceti era considerato il rappresentante ...

    La sua istituzione avvenne nella Siena ghibellina (1252) ... Il Capitano del Popolo perseguiva i reati di violenza commessi dai magnati contro gli appartenenti al Popolo, organizzava la fanteria cittadina, convocava e presiedeva i Consigli del Popolo, comandava l’esercito in guerra. Finì quindi con l’assumere molti dei poteri e dei compiti prima spettanti al Podestà e ad avere nell’ambito del Comune una pari dignità.


    Già sotto il potere dei governi popolari guelfi, con il venir meno delle originarie finalità politiche, il Capitano del Popolo divenne sempre più un  mero funzionario comunale e le sue competenze vennero restringendosi in modo notevole ... la stessa struttura del Popolo, in origine esterna rispetto al Comune,  veniva sempre più a sovrapporsi ad essa (i Consigli del Comune e del Popolo vennero ad unirsi nel Consiglio generale del Comune e del Popolo) e, in via di fatto, a sottoporsi ad essa ...
    Nel 1561, a seguito della riforma medicea, rimase al Capitano la sola presidenza del Concistoro, ridotta però ad una carica più che altro onorifica.


    Gonfalonieri dei Terzi a cavallo


    28. Da sinistra: Gonfalonieri del Terzo di Città, del Terzo di Camollia e del Terzo di San Martino

    29. Gli stemmi dei Gonfalonieri


    Centurioni dei Terzi a cavallo


    30. Da sinistra: Centurioni del Terzo di Città, del Terzo di San Martino e del Terzo di Camollia

    31. Gli stemmi dei Centurioni

    Si impone una precisazione di natura storica ... I Terzi di Siena (il Terzo di Camollìa, il Terzo di Città e il Terzo di San Martino) non sono solo una mera suddivisione del territorio intramurario della Città ... sono anche elementi urbanistici originari (ognuno insediato su uno dei tre colli su cui sorge Siena) da cui ha avuto origine il processo di "costruzione" di una unica città circondata da un'unica cerchia di mura.

    Si va dal Terzo di Città, ove si presume sia insistito l'insediamento originario della Siena altomediovale (Castelvecchio) ... solo a partire dall'XI secolo, invece, con il crescere d'importanza della Via Francigena, anche i Terzi di Camollia e di San Martino, prima d'ora allo stato di borghi, conobbero uno sviluppo notevole, rientrando nell'espansione generale del centro cittadino ed andando a fondersi urbanisticamente al Terzo di Città intorno al XII e XIII secolo.
    In ogni caso già nel 1071 un cronista del tempo si perita di spiegare che il termine "Senae" è plurale in conseguenza della tripartizione della Città in borghi (o Terzi).
    I compiti dei Terzi nel quadro della Repubblica senese erano soprattutto di natura militare ed amministrativa: all'interno dei Terzi, erano inquadrati i militi reclutati dalle Compagnie militari.


    32. Stemma murario del Terzo di Città. Questo, come gli altri che seguono, si trovano in Via dei Termini (civici 5, 7 e 16).

    Il Terzo di Città si estende nel settore sudoccidentale e comprende le Contrade dell'Aquila, della Chiocciola, dell'Onda, della Pantera, della Selva e della Tartuca.

    33. Stemma murario del Terzo di San  Martino

    Il Terzo di San Martino si estende nel settore sudorientale e comprende le Contrade della Civetta, del Leocorno, del Nicchio, della Torre e di Valdimontone.

    34. Stemma murario del Terzo di Camollia

    Il Terzo di Camollia si estende nel settore settentrionale della città e comprende le Contrade del Bruco, del Drago, della Giraffa, dell'Istrice, della Lupa e dell'Oca.



    Capitani delle Masse dei Terzi


    35. In primo piano: Capitano delle Masse del Terzo di San Martino

    36. Gli stemmi delle Masse

    Il territorio immediatamente esterno alla cinta muraria (per un raggio da sei a otto chilometri) fu diviso in tre "comuni", detti "Masse", che prendevano il nome dai tre Terzi in cui è ripartita la città, ossia Masse del Terzo di Città, Masse del Terzo di S.Martino e Masse del Terzo di Camollia.
    Una prima modifica si ebbe nel 1777, quando il Granduca Pietro Leopoldo di Toscana, nel quadro di una riforma amministrativa, soppresse il comune delle Masse del Terzo di Camollia. il cui territorio andò diviso tra gli altri due. Con Regio Decreto del 1869, i due "terzi" rimasti furono uniti in un solo comune, detto "Masse di Siena" che ereditò stemma e sede da quello del Terzo di San Martino e che ebbe vita fino al 1904 quando altro Regio Decreto ne dispose l'aggregazione al Comune metropolitano di Siena.




    III Gruppo

    Lo Studio senese


    37. Il vessillifero dello Studio senese con lo stendardo della Domus Misericordiae

    Tra le istituzioni che sfilano nel Corteo, l'Università è certo tra le più antiche e prestigiose e, soprattutto, arrivata vitale ai tempi moderni ... vi ci soffermeremo pertanto forse un po' più dello stretto necessario ...
    ... è del 1240 il primo documento (redatto dal Podestà di Siena, Ildebrandino Cacciaconti) che testimonia l'esistenza di uno Studio senese a finanziamento pubblico. A questo fine il Comune varò una apposita tassa, posta a carico di quanti affittavano stanze agli scolari fuori-sede (si direbbe oggi). Da atto notarile del 1241 sappiamo poi che, insieme alla più antica scuola giuridica, esistevano anche una scuola di grammatica e una scuola medica (quest'ultima peraltro ben autorevole).

    38. Il Sigillo dell'Università

    Il Concistoro senese, per provvedere alle chiamate dei docenti,  nominò, all'inizio del XIV secolo, tre Savi (in seguito divennero sei). Essi in avevano l'incarico di proporre gli stipendi dei professori, determinati in base alla loro fama accademica. Un atto notarile sanciva poi i termini della “condotta” del maestro, che si impegnava a stabilirsi a Siena a ad insegnare fideliter et bona fide. Se avesse tradito questa fiducia, la peggiore sanzione per un docente ... una sua caricatura che campeggia sulle mura della città, offerta al pubblico scherno.
    Nonostante il sostegno del Comune, lo Studio senese non sempre riuscì, in questa fase, ad avere  solidità finanziaria ... per lungo tempo non ebbe neppure una sede stabile ...  i maestri "leggevano" in chiese affittate o nella propria abitazione ...
    Il 16 agosto 1357, grazie anche al paziente lavoro diplomatico della Repubblica, lo Studio senese fu ricompreso fra le Università del Sacro Romano Impero, ad opera dell'Imperatore Carlo IV. Il riconoscimento permetteva, tra l'altro, di conferire lauree in tutte le Facoltà, esclusa quella teologica.
    Nei primi anni del sec. XV, grazie all'offerta del Vescovo di Siena Mormille e all'intervento di Papa Gregorio XII, un'antica istituzione caritativa senese, chiamata Casa della Misericordia, fu trasformata in Casa della Sapienza, amministrata dal Comune e destinata a fini universitari (principalmente a Collegio residenziale per gli studenti) ... la Domus Sapienzae finì con l'assumere anche una valenza politica ... l'esservi ammessi era un privilegio e le raccomandazioni (o tempora, o mores) dei potenti del tempo furono sempre vagliate alla luce dell'interesse politico della Repubblica di Siena. Ancora oggi il sigillo universitario, così come la comparsa in Piazza del Campo dello Studio, fanno memoria della Casa: una grande "M" sovrastata da una croce, sorretta dalla mano di S. Caterina d'Alessandria, indica il legame fra l'Ateneo e l'antica Domus Misericordiae.
    Nel corso del XVI sec. lo Studio senese attraversò vari periodi di crisi, dovuti innanzitutto alle conseguenze della Guerra di Siena, conclusa con la resa della Repubblica alle truppe imperiali e fiorentine nell'aprile del 1555, e alla concorrenza dell'Ateneo pisano, fortemente protetto da Cosimo I de' Medici.
    Nel 1569, il Reggente Francesco de' Medici creò una commissione ad hoc, formata da membri della Balía ... in virtù di essa lo Studio riprese a svilupparsi con notevole incremento di laureati rispetto agli ultimi decenni del periodo repubblicano.
    Nel XVII secolo si assiste ad un processo di "municipalizzazione" dello Studio ... ne mutarono gli organi direttivi, che divennero monopolio pressoché esclusivo dell'aristocrazia senese fedele al Granduca ...

    39. Tondo ceramico rappresentante Santa Caterina d'Alessandria, la Patrona dell'Ateneo

    Con l'occupazione francese della Toscana nel 1808, lo Studio di Siena fu soppresso e rimase in vita la sola Scuola medica (ma dell'Università di Pisa).
    L'attività riprese però sotto Ferdinando III. Lo Studio, si trasferì dalla Casa della Sapienza nei locali dell'ex-convento dei Vallombrosani, vicino alla chiesa di San Vigilio, dove si trova tutt'ora la sede del Rettorato.
    L'epopea risorgimentale colse studenti e docenti senesi, incuranti della repressione granducale, in prima fila ... fin dal 1832 molti studenti senesi si iscrissero alla Giovine Italia. L'apice dell'orgoglio patriottico si ebbe nell'aprile 1848: tre professori, un assistente e cinquantacinque studenti dell'Ateneo senese costituirono la compagnia della Guardia universitaria e parteciparono, a fianco dei colleghi pisani, alla decisiva difesa dell'esercito piemontese a Curtatone e Montanara.
    Una volta calmatesi le acque, Leopoldo II, volendo punire l'Università per il suo fervore pro Italia unita, stabilì (1851) che a Siena rimanessero le sole Facoltà di giurisprudenza e teologia.
    L'ultimo tentativo di soppressione dell'Ateneo senese si ebbe alla fine del 1882 ad opera del Ministro del Regno d'Italia (del I Governo Giolitti) Ferdinando Martini ... Siena tutta (ed in prima fila le Contrade) si ribellò contro il progetto ...  serrata dei negozianti ... adunanza generale in Piazza del Campo il 29 gennaio 1893 ... il progetto ministeriale rientrò ...

    40. Il Rettore dell'Università

    Il Gruppo è composto da:

    • 2 tamburini
    • 1 vessillifero (recante il vessillo della Domus Misericordiae)
    • Il Rettore
    • 4 docenti (indicanti le materie di Diritto, Natura, Filosofia medica e Teologia)
    • 4 studenti





    IV Gruppo

    Corporazioni delle Arti


    41. Vessillifero della Mercanzia e due dei tre Magistrati della Mercanzia

    Costituiscono il gruppo:
    • 1 Vessillifero della Mercanzia
    • 3 Magistrati della Mercanzia
    • 2 Tamburini del Popolo
    • 6 Rappresentanti del popolo di ciascuna Contrada preceduti dal Vessillifero che inalbera l'insegna dell'Arte caratteristica di ogni Contrada.
    La Mercanzia era l'organizzazione autonoma della produzione e del commercio (una sorta di Camera di Commercio ante litteram, ma con poteri ben più ampi), distinta dal Comune e, spesso, in contrasto con esso.
    I poteri ad essa conferiti erano notevoli e si estendevano a tutta la materia commerciale: vigilava sul corretto funzionamento delle arti, era il tribunale delle cause commerciali, aveva l'appalto della zecca e poteri giurisdizionali, controllava il sistema dei pesi e delle misure, curava la tenuta delle strade (in collaborazione con il Comune) ecc. 
    Alcuni dei suoi membri risiedevano di diritto nelle principali magistrature, rappresentando la ricca borghesia cittadina. La Magistratura fu soppressa da Pietro Leopoldo nel 1783.

    42. La Loggia della Mercanzia

    La Loggia della Mercanzia, costruita a più riprese nei periodi 1428 - 1445 (la parte inferiore) e 1765 -1766 (la parte superiore), fu la sua sede. Sulle nicchie corrispondenti ai pilastri sono collocate quattro statue, tra le più significative del rinascimento senese, che rappresentano, oltre a tre dei quattro antichi santi protettori di Siena (San Savino, Sant'Ansano e San Vittore ad opera di Antonio Federighi), San Pietro e San Paolo (ad opera di di Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta). E l'affaccio del Palazzo su Piazza del Campo, quasi a fronteggiare il Palazzo comunale, non può che testimoniare la potenza passata di questa Magistratura ...

    Ma passiamo all'Arte caratteristica di ogni Contrada (sfilano nel Corteo nel medesimo ordine delle Comparse delle Contrade)

    43. Nobile Contrada dell'Aquila - Notai

    44. Contrada della Tartuca - Maestri di Pietra

    45. Contrada della Torre - Battilana
    46. Nobile Contrada del Nicchio - Vasai

    47. Contrada della Pantera - Speziali

    48. Contrada della Selva - Tessitori

    49. Nobile Contrada dell'Oca - Tintori

    50. Nobile Contrada del Bruco - Setaioli

    51. Contrada di Valdimontone - Mercanti di Seta

    52. Contrada del Drago - Banchieri

    53. Contrada Imperiale della Giraffa - Pittori

    54. Contrada del Leocorno - Orafi

    55. Contrada Sovrana dell'Istrice - Fabbri

    56. Contrada Priora della Civetta - Calzolai

    57. Contrada capitana dell'Onda - Falegnami

    58. Contrada della Lupa - Fornai

    59. Contrada della Chiocciola - Cuoiai




    V Gruppo

    Il Masgalano


    60. Paggio porta-Masgalano ... nel Corteo è affiancato da due Paggi di scorta. Il Masgalano 2008, opera dell'artista Eugenia Vanni, è stato vinta dalla Contrada del Drago

    L'esistenza di un premio (consistente in un vassoio d'argento sbalzato o un bacile) per la Contrada che si era distinta per l'allestimento del carro allegorico, per l'eleganza, la dignità di portamento e l'abilità dei figuranti si perde nella notte dei "tempi palieschi" ... quando rivaleggiava, per importanza, con lo stesso Drappellone...

    61. "Primo Premio" vinto dalla Contrada della Torre il 6 Novembre 1650:  è il più antico a noi pervenuto, e ne attesta l'antichità della tradizione. 
    Nella stessa occasione risultano assegnati un "secondo premio" (Contrada dell'Oca)  e quattro premi di "bella com-parsa" (Contrade della Chiocciola,  del Drago, della Lupa e dell'Onda) .

    Dopo una lunga interruzione (databile a partire dal 1820), il Masgalano (dallo spagnolo mas galan; il più elegante) è stato ripristinato nel 1950, a cura del Comitato Amici del Palio, al fine di mantenere la disciplina ed accrescere il prestigio del Corteo storico. All'inizio degli anni ottanta, grazie all'iniziativa dell'intellettuale senese Aldo Cairola, il tradizionale bacile fu sostituito da un prezioso oggetto-scultura che sfila nella passeggiata storica. Da allora numerosi artisti (senesi e non senesi) si sono cimentati nell'impresa raggiungendo anche risultati artisticamente notevoli ...
    Come si assegna il Masgalano ? ... c'è un apposito regolamento approvato con delibera del Consiglio Comunale ... all'assegnazione del Masgalano provvede una Commissione presieduta dal Sindaco (o suo delegato) e nominata dalla Giunta Comunale in base ad un elenco, non vincolante, fornito congiuntamente dal Magistrato delle Contrade e dal Comitato Amici del Palio su designazione delle Contrade (un componente effettivo ed uno supplente ciascuna) ... le Contrade sono tenute a proporre persone che siano stati Alfieri o Tamburini di Piazza ... nel regolamento sono inoltre riportati i criteri di giudizio delle prestazioni delle Comparse (e questi criteri finiscono per essere un vero e proprio decalogo di come le Contrade debbono presentarsi in Piazza per il Corteo storico) ...




    VI Gruppo

    Comparse delle dieci Contrade che partecipano alla Corsa


    E finalmente arriviamo alle Contrade, le vere protagoniste del Palio ...
    Riservandoci per il momento la trattazione organica di cosa siano le Contrade oggi (argomento topico, che non può essere affrontato en passant), forniamo di seguito un breve profilo storico di Contrade e Palio (binomio inscindibile: ci ripromettiamo però di approfondire l'argomento in una costruenda pagina) ...

    La memoria di Palio e Contrade si perde nella notte dei tempi ...
    Ogni tentativo di ricostruzione storica incontra una serie di difficoltà intrinseche derivanti da:
    • la lacunosità delle fonti a noi pervenute (soprattutto per quanto riguarda i periodi più remoti)
    • l'ambiguità del termine Contrada, che nel tempo sembra definire fenomeni del tutto diversi
    • la non esatta separazione terminologica tra Contrade, Compagnie militari (spesso le Compagnie militari furono esse stesse chiamate Contrade) e Compagnie laicali
    In questo contesto ricostruire la Storia del Palio necessita, a partire dalle fonti, un necessario atto di interpretazione ... in questo fornisco il mio (mutuato peraltro da quella del Cairola) che, più degli altri, mi pare convincente ...
    In origine la Contrada è entità amministrativa decentrata del Comune. In questo senso, già agli inizi del 1200, sono citate dalle fonti (Diplomatico Riformagioni Balzana, 1208 dicembre 6-8) all'interno della prima normazione di natura fiscale del Comune di Siena. Il Constituto del 1262 disponeva poi che le Contrade eleggessero un Sindaco, tenuto a prestare giuramento al Comune e posto in dipendenza del Potestà. Al Sindaco erano affidati numerosi ed importanti compiti tra i quali: vigilare sulla pulizia delle strade; sorvegliare l’esecuzione delle opere pubbliche; assicurarsi che tutti gli “habitatori” della Contrada si recassero in Duomo alla vigilia della Festa di Santa Maria d’agosto per l’offerta dei ceri; denunciare i fatti illeciti eventualmente commessi nell’ambito della Contrada;  vietare a chiunque di gettare acque sporche sulla pubblica via; denunciare al Podestà coloro che avessero dato asilo a cittadini banditi per maleficio eccetera...
    La questione è complicata dal sorgere, parallelamente alle Contrade, delle Compagnie militari (organizzazioni di popolo, con esclusione, quindi, a differenza delle Contrade, dei nobili), con insegne e nomi propri e dipendenti direttamente dal Comune. I termini "Contrada" e "Compagnia militare", come già accennato, non sempre si presentano, anche nelle fonti,  rigorosamente distinte e c'è chi arriva a dubitare che non esistesse una rigorosa distinzione di competenze. Alle Compagnie, comunque, erano comunque attribuite funzioni di polizia urbana e di milizia civica. In base allo Statuto del 1355 erano tenute, in caso di bisogno, ad arruolare tutti gli uomini dai 18 ai 70 anni dimoranti nel rispettivo territorio ed a porsi agli ordini del "Signore degli alfieri" (poi Gonfaloniere) del Terzo e questi, a sua volta, del Capitano del Popolo. Avevano una sede chiamata “ridotto”, il cui affitto veniva corrisposto dal Comune, e lì si radunavano gli uomini e si custodivano le armi.

    Resta da stabilire quali fossero le feste senesi e chi vi partecipasse ...
    Già a partire dal XI secolo si ha notizia di Palii alla Lunga dedicati a San Bonifazio (che era il Santo titolare dell'antica Cattedrale) ... il Palio alla lunga nel giorno della Festa dell’Assunta (a contorno del rito dell'Offerta dei Ceri e dei Censi) venne inserito nello Statuto comunale del 1310 ... ma già nel 1239 un documento dell'Ufficio della Biccherna ne prova inconfutabilmente l'esistenza ... il Palio alla Lunga dell'Assunta durerà fin quasi la fine del XIX sec. ... nel corso dei secoli ad esso si affiancarono, sia pure con minor frequenza, i Palii in onore del Beato Ambrogio Sansedoni e dei Santi Jacopo e Cristoforo ...
    Il Palio alla Lunga, corso da cavalli scossi o con fantino, non si svolgeva in Piazza ... prendeva la mossa da un punto fuori le mura ed arrivava in Piazza del Duomo, in corrispondenza della colonna con la Lupa ...

    Ai Palii alla Lunga (salvo rare eccezioni) non partecipavano le Contrade ... Nobili signori, Notabili, Cittadini senesi ed anche forestieri portavano i loro migliori cavalli ... ed alla fine il Pallium era vinto dal proprietario del cavallo ... il popolo partecipava solo come "tifoso" di questo o quel Signore ...
    I Giochi a diretta partecipazione popolare furono altri: "l’Elmora" consistente in un finto combattimento tra due schieramenti: le armi erano di legno e gli scudi di vimini intrecciati (lo scontro che doveva essere "amichevole" terminava spesso con morti e feriti al punto che l'autorità si trovò costretta a bandirla); "i Giorgiani o Juvenali" (così chiamati in onore di San Giorgio, protettore delle milizie senesi) un gruppo di armati di elmo, corazza, spada di legno spuntata, doveva difendere un fortilizio dall’assalto di un altro gruppo, armato in modo simile; "la Pugna" in sostanza la ripetizione dell’Elmora dove però venivano usate le mani nude; "la Pallonata" in cui due squadre, contraddistinte nell’abito di diverso colore, a pugni, spinte e sgambetti, cercavano di scaraventare il pallone nella porta degli avversari ...
    Con il tempo andarono affermandosi altri giochi, all'interno della Piazza:  "Le Cacce dei tori" in cui i tori venivano mattati nella piazza stessa; "le Bufalate" consistenti in una corsa con le bufale cavalcate da butteri; "le Asinate", consistenti in corse con gli asini.

    62. Vincenzo Rustici: Caccia ai Tori nel Campo di Siena (ca. 1585). L'opera è di sicuro interesse perché testimonia, oltreché le modalità di svolgimento delle Cacce, la presenza di una serie di torri la cui altezza non ha corrispondenza nell'epoca moderna.

    Nulla vieta di pensare, sulla scia di quanto autorevolmente affermato dal Cairola, che furono le Compagnie militari il soggetto originale di queste feste popolari, in un primo momento in quanto organiche ai Terzi (e, quando si trattava di dividere la Città in due "squadre", come nelle pugne, con il più antico Terzo di Città si schierava contro i Terzi di San Martino e di Camollia); in un momento successivo in proprio, in una fase iniziale senza insegne o bandiere, poi con i propri segni distintivi.
    Solo a partire dal secolo XV le Compagnie militari iniziarono a partecipare alle feste sotto l'insegna di vere e proprie Contrade come le conosciamo adesso ... e questo sembra legittimare le ben famosa affermazione per cui le Contrade sono le Compagnie militari vestite a festa ... le Compagnie militari tenderanno successivamente a scomparire, rimando solamente, dal XVIII secolo in poi, nell'araldica del Corteo storico oltreché nella memoria storica delle Contrade ...
    La prima Compagnia con lo stesso nome e la stessa sede di una delle contrade attuali di cui si ha memoria è il Bruco (1370); la prima citazione di nomi di Contrada si ha in occasione del resoconto di una pugna del 1424, dove sono descritte le Contrade della Chiocciola, della Giraffa e di "quei di Valle di Piazza".
    Ma fu con la partecipazione alle cacce che la situazione iniziò a stabilizzarsi, in quanto queste necessitavano di una presenza collettiva e, per di più, non vi era in palio nessun premio da dividere ... alla prima Caccia documentata (1499) parteciparono le Contrade di Aquila, Bruco, Civetta, Torre, il Leocorno e la Selva ... Bisogna però arrivare al 1513 (o data lievemente posteriore) per trovare, in unico documento a noi pervenuto, tutte e diciassette le Contrade attuali, anche se il Bruco è chiamato "Contrada di Ovile", il Nicchio "Contrada dell'Abadia nuova", la Pantera "Contrada del Laterino" e la Torre "Contrada del Liofante" ... e nel 1547 è documentata la partecipazione contemporanea di tutte le Contrade alla Caccia ...

    Alla caduta della Repubblica di Siena, le Contrade assumono, in quanto espressione di continuità storica già consolidata, "la funzione di capsule protettive" dei valori della tradizione, in grado di confrontarsi anche con un contesto politico radicalmente mutato ...
    Tutto ciò anche grazie all'oculata politica dei Medici (specialmente nel loro primo periodo) che, da parte loro, trassero dalla tradizione senese un elemento di pacificazione e di assopimento del territorio occupato. Siena diventava poi per gli occupanti un'illustre occasione per intrattenere i propri augusti ospiti, portati in visita a Siena, e a cui Siena rispondeva nell'unico bellissimo modo che conosce ... schierando le Contrade (e non si pensi che sia stato totalmente servilismo: le Contrade accettavano questo in virtù della riconosciuta autonomia, ed anzi, da questo, vedeva moltiplicata la propria capacità contrattuale nei confronti del potere). E' cosa certa che il senese, di sua natura, sia pragmatico ... ne è prova che, in costanza dell'assedio sotto le mura di Montalcino, a Siena il 19 agosto 1557 si svolse la processione del cero, la caccia ed il Palio ...
    Certo veniva stravolta (e non poteva che essere così) ogni venatura di natura politica:  l'Offerta dei Ceri e dei Censi dell'Assunta (che era al contempo atto politico - la sottomissione a Siena di tutte le comunità del territorio - e atto religioso - l'offerta a Maria Vergine Sovrana di Siena) veniva a cambiare radicalmente pelle...

    Resta da illustrare, sia pure per accenno, l'affermazione del Palio alla Tonda (cioè un Palio con i cavalli corso in Piazza del Campo) ... nonostante se ne parlasse da alcuni anni (si veda al riguardo altro post) di un Palio realmente corso non se ne avrà notizia fino al 1632. Apprendiamo infatti che in quell'anno (o nell'anno successivo) fu corso il Palio in Piazza del Campo ... il fatto fu documentato da una stampa di Bernardino Capitelli: i fantini cavalcano a pelo; sono alla fine della Carriera e si stanno scambiando fitti colpi di "sovatto", una frusta che si sdoppia nella parte finale terminando con due corregge di cuoio (il sovatto verrà abolito nel 1715 e sostituito con l'odierno nerbo). All'interno della Piazza contradaioli salutano la vittoria, mentre i maestri di campo a cavallo corrono a mantenere l'ordine.
    Non sappiamo se il Palio alla Tonda documentato dal Capitelli coincida o meno con quello del 15 agosto 1633, vinto dalla Contrada della Tartuca, di cui si ha maggiore documentazione e che, tradizionalmente, viene indicato come il primo (pur non conteggiato nel numero ufficiale, è stato riconosciuto dal Comune, con delibera n. 533 del 14 febbraio 1896).

    63. Bernardino Capitelli - Palio alla Tonda (1632 o 1633)

    Siamo comunque già nella direzione che porterà alla Carriera attuale, anche se ancora il Palio alla Tonda dovrà convivere con le Bufalate (almeno fino al 1650) e con il Palio alla Lunga (fino ad ottocento quasi finito) ... mancano però alcune fondamentali caratteristiche che si svilupperanno negli anni a venire ...
    Soprattutto la dedica alla Madonna, che subentrerà nel 1656 ... alla Vergine di Provenzano (festeggiata il 2 luglio, Visitazione di Maria Vergine a S. Elisabetta) che, già venerata per grazie ricevute e guarigioni miracolose, era accresciuta enormemente nella fede dei devoti quando si diffuse il racconto di un soldato spagnolo ubriaco che volle sparare un colpo di archibugio alla sacra immagine: l'archibugio scoppiò uccidendo sul colpo il sacrilego.  Dal 1656, il 2 luglio si corre il Palio alla Tonda dedicato alla Madonna miracolosa di Provenzano. E ben presto assunse forma definitiva e cadenza regolare, in virtù dell'organizzazione, a partire dal 1659, ad intero carico dell'Ufficio della Biccherna  ...
    Il Palio di Provenzano (alla Tonda) diventava il Palio delle Contrade, il Palio della "gioia del presente" che si innesta nella tradizione ... il Palio alla Lunga dell'Assunta rimaneva invece il Palio dei Nobili (ed a cui solo raramente le Contrade partecipavano), il Palio del ricordo, il rito della Repubblica non più esistente ... e tra una cosa viva ed una morta la prima non può non prevalere ...
    Per aversi un Palio alla Tonda corso con una certa regolarità per le festività dell'Assunta, dovremo però aspettare i primi anni del settecento: già la Contrada dell'Istrice, vincitrice nel Palio del luglio 1689, aveva chiesto (ed ottenuto) di far correre, a sue spese, un'altra carriera per la festa dell'Assunta ... la Contrada dell'Oca, vincitrice del Palio del 2 luglio 1701, ottenne di "ricorrere il Palio vinto" ossia di rimettere in Palio la vincita, facendo svolgere un'altra carriera il 16 agosto ...
    Negli anni successivi molte altre Contrade seguirono l'esempio e, se la Contrada vincitrice a luglio non vi provvedeva, sempre più spesso ce n'era un'altra che suppliva. Dal 1774 il Palio dell'Assunta si stabilizzò, anche grazie a ripetute collette tra la cittadinanza. A partire dal 1802 la Comunità Civica si fece totalmente carico delle spese del Palio dell'Assunta, regolandolo e rendendolo in questo modo definitivo.

    Tralasciamo ogni analisi del "bestiario" del Palio di Siena ... vale a dire i processi in base ai quali si addivenne alla identificazione di ogni Contrada con un "animale totemico" ... il discorso si complicherebbe di molto senza arrivare, credo solo per mia impreparazione, a conclusioni soddisfacenti ... ci basti sapere che il bestiario presumibilmente fa ingresso in Piazza con le Cacce ai Tori, nelle forme dei Carri destinati a dare protezione a malcapitati cacciatori ...
    Credo risulti invece necessaria una breve precisazione di natura araldica, relativa agli stemmi delle Contrade...  storicamente l'evoluzione della rappresentazione è stata assai libera, lasciata al libero sentire del popolo, quasi "naturalistica" e, pertanto svincolata dalle rigide regole dell'araldica nobiliare ... in questo è emblematica una bandiera della Contrada della Pantera di fine Ottocento, con lo stemma raffigurante un cavaliere armato di lancia che insegue la pantera cercando di ucciderla ...
    Tutto ciò fino al 1889 quando la Consulta araldica del Ministero degli Interni concesse alle Contrade il diritto di apporre elementi araldici legati a Re Umberto I ed alla Regina Margherita ... i decreti di concessione fissarono però in stretti termini le caratteristiche degli stemmi ... tanto onore, certo ... ne derivò però l'ingessatura nella libera creatività delle Contrade  ...
    Per una rassegna dell'evoluzione degli stemmi delle Contrade si veda il bel volume di Rita Petti (da cui, peraltro, abbiamo ripreso, debitamente ridotti in dimensione e con il gentile consenso dell'artista e dell'editore, gli stemmi delle Contrade e delle Compagnie militari che seguono) citato in calce.

    La Comparsa delle Contrade partecipanti alla Corsa è costituita da:
    • Il Tamburino
    • Due Alfieri giocatori di bandiera
    • Duce con due uomini d'arme
    • Paggio Maggiore porta insegna con due Paggi vessilliferi
    • Fantino sul Soprallasso (Cavallo da parata) con Palafreniere
    • Barbero (Cavallo da corsa) recato alla briglia dal Barberesco 
    Nel Palio (ma mi sembra di averlo già scritto) nulla è per caso: la posizione centrale è la posizione del comando ... gli Alfieri seguono i comandi dati con il suono del tamburo ... il Duce è la figura più imponente della Comparsa e pertanto è naturale la sua posizione tra gli uomini d'arme ... il Paggio maggiore sta tra i due Paggi ...

    64. La Comparsa delle Contrade che corrono la Carriera

    Alcune considerazioni si impongono ...

    Il Tamburino in Piazza esegue i seguenti passi:
    • passo della Diana , che è passo usato esclusivamente nel Corteo storico;
    • "sbandierata" o "stamburata" effettuata durante, appunto, la sbandierata di Piazza, con cui il Tamburino sottolinea ed evidenzia, in armonia con gli Alfieri, i giochi, i fioretti, i passaggi  e le figure eseguite.
    Le possibilità creative di un Tamburino, sia pure incanalate entro figure prestabilite, non hanno limiti ... chi ha l'orecchio allenato riesce a riconoscere un Tamburino solo sentendolo suonare ...

    Gli Alfieri sono figure di derivazione militare ... sia pure ingentiliti nel corso dei secoli, non hanno nulla a che vedere con gli sbandieratori di altre Città (e ciò, ovviamente, non implica alcun giudizio di superiorità) ... i tempi sono marziali ed eleganti (così come quelli di tutto il Corteo storico), l'atteggiamento sempre composto ...
    Dopo aver compiuto l'alzata di saluto all'ingresso nel Campo al rullo del tamburo devono eseguire soltanto quattro sbandierate, e cioè, la prima dinanzi al Palco dei Giudici, la seconda all'altezza della Fonte Gaia, la terza dinanzi al Palco dei priori, e la quarta dinanzi alla Cappella Comunale (art. 81 Reg. Palio).

    Per sbandierata semplice (da effettuarsi alla Cappella) si intende quella che racchiude, nello spirito della tradizione, i movimenti ed i passaggi fondamentali:

    • Presentazione della bandiera: è la prima figura della sbandierata semplice e segue il passo normale della sfilata, in cui l'Alfiere sventola la bandiera lentamente ed in tutta la propria ampiezza. Si esegue impugnando la bandiera con la destra mentre la sinistra, che le si sovrappone, stringe i lembi del vessillo all'asta. La bandiera spunta da dietro il torace dell'Alfiere leggermente inclinata.
    • Velata: la bandiera, spiegata, ruota a ca. 50 centimetri da terra, mentre contemporaneamente e dalla stessa parte ruota l'Alfiere.
    • Passaggio di vita: si effettua facendo fare alla bandiera un giro completo attorno alla vita dell'Alfiere..
    • Ancalena: si effettua mettendo la bandiera dietro la schiena, facendo l'otto da quella posizione.è E' detta ancalena per il movimento che effettua l'Alfiere, che accompagna leggermente l'otto con le anche.
    • Rosa: si effettua tenendo la bandiera in alto con entrambe le mani e facendola ruotare vicino le orecchie.
    • Cartoccio: consiste nell'arrotolare la seta intorno all'asta prima dell'alzata.
    • Alzata: consiste nel lanciare in alto la bandiera che, essendo piombata, ricadrà perpendicolarmente.
    • Ripresa: consiste nel riprendere la bandiera dopo l'alzata in modo composto.

    La   “Sbandierata   di   Piazza”   mantiene   come   base   i   movimenti   e   i   passaggi   della sbandierata semplice, inserendovi tutti gli altri giochi e figure che, suggeriti dall'estro e dalla fantasia, rimangano nella tradizione rispettando i criteri di marzialità, compostezza, sincronismo, armonia e decoro. Non sono in ogni caso consentiti a ciascun Alfiere giochi con due bandiere. Tra le altre figure, ormai codificate, della sbandierata di Piazza si cita il  Salto del Fiocco, che consiste nel salto della bandiera da parte dell'Alfiere ... uno degli esercizi più difficili effettuati dall'Alfiere ... la tradizione vuole che sia stato effettuato per la prima volta da Mastuchino (Nobile Contrada dell'Aquila) ai primi del Novecento ...

    Fin da bambini i contradaioli si esercitano con il tamburo e la bandiera ... ma solo in pochissimi avranno l'onore di entrare in Piazza a difendere i colori della propria Contrada ...


    video n. 2
    Contradaioli dell'Aquila
    in allenamento


    Il Duce è simbolicamente a comando della Comparsa ... è scelto tra gli uomini più prestanti del Rione ... nella concretezza del Corteo storico l'unica azione che gli è richiesta è quella di alzare in alto la spada nel momento dell'alzata degli Alfieri ...
    Gli Uomini d'arme sfilano ai lati del Duce e, sovente, portano armi caratteristiche della Contrada ...
    Il Paggio maggiore sfila subito dietro il Duce e porta il bandierone della Contrada ... è uno degli elementi più spettacolari del Corteo ...
    I Paggi vessilliferi, ai lati del Paggio Maggiore,  recano le insegne delle antiche compagnie militari.
    Soprallasso con Palafreniere: il Soprallasso è cavallo da parata ... su di esso monta il Fantino che prenderà parte alla Carriera.
    Il Barbero e il Barbaresco che sono, rispettivamente, il cavallo da corsa e l'addetto della Contrada alla cura del cavallo.

    Anche l'ordine di ingresso delle Contrade nel Corteo è rigidamente disciplinato (art. 77 Reg. Palio): prima entrano le sette Contrade che corrono di diritto, nell'ordine in cui furono estratte per il corrispondente Palio dell'anno precedente ... seguono le altre tre partecipanti al Palio e quindi le sette rimanenti, nell'ordine nel quale furono sono state sorteggiate nel mese di luglio dell'anno in corso per il Palio attuale.
    Un criterio più semplice ? Basta guardare l'ordine delle bandiere esposte dal Palazzo Pubblico (magari, rispetto alla foto, in un momento quando c'è un po' più di vento ... ).

    65. Ordine inferiore: le Contrade che partecipano alla Carriera, nell'ordine d'ingresso (da sinistra a destra) nel Corteo storico. Ordine superiore: le Contrade che non partecipano alla Carriera, nell'ordine d'ingresso (da sinistra a destra) nel Corteo storico.




    Nobile Contrada dell'Aquila



    La Contrada si fregia del titolo di Nobile per l'accoglienza riservata a Carlo V d'Asburgo in visita a Siena nel 1536. Nel 1841 è in contenzioso con l'amministrazione cittadina per l'attribuzione del titolo. Dal 1967 è iscritta nel libro della Nobiltà scozzese.

    Stemmad'oro (di giallo) all'aquila bicipite linguata di rosso timbrata da corona chiusa caricata del cuore da un sole raggiante d'oro caricato dalle lettere d'azzurro UI (Umberto I) tenente negli artigli scettro, spada e globo imperiale.
    Colori: giallo listato di nero e d'azzurro.
    Il Motto è unguibus et rostris. Dell'aquila il rostro, l'ugna e l'ala.

    67. Nobile Contrada dell'Aquila: Tamburino ed Alfieri. Sullo sfondo si intravede il Duce, un Uomo d'Arme ed un Paggio porta insegne


    Compagnie militari: San Pietro in Castelvecchio, Casato di Sopra, Aldobrandino del Mancino (vedi stemmi sulla destra).
    Sede Storico-Museale: Casato di Sotto 82-88.
    Società di Contrada: "Il Rostro", vicolo del Verchione, 6.
    Fontanina battesimale: è opera dello scultore Bruno Buracchini (1963). Si trova in Piazza Postierla.
    Patrono: SS. Nome di Maria Vergine (12 settembre - celebrazione domenica infraottava).
    Oratorio: Chiesa di San Giovanni Battista (via del Casato), già della Congregazione dei tredicini, progettata da Flaminio del Turco e concessa alla Contrada dalla Curia nel 1788.

    Contrade alleate: Contrada Priora della Civetta (dal 1718), Contrada del Drago (dal 1788).

    Contrada avversaria: Contrada della Pantera (dal 1947).

    La Nobile contrada dell'Aquila è gemellata con la città de l'Aquila e con la Valletta (Malta).

    69. Nobile Contrada dell'Aquila: Paggio Maggiore

    link utili - Nobile Contrada dell'Aquila
    il sito web ufficiale della Contrada
    la Contrada nel sito il Palio.Siena.it
    la Contrada nel sito Wikipedia

    70. Nobile Contrada dell'Aquila: Soprallasso con il Fantino Paride de Mauro detto Tiburzi

    71. Nobile Contrada dell'Aquila: il Duce




    Contrada della Tartuca



    Stemmad'oro (di giallo) seminato di nodi di Savoia d'azzurro accostati da margherite al naturale alla tartaruga passante su terrazza di verde.
    Colori: giallo e azzurro.
    Motto: vis et robur in me Tartuca.

    73. Contrada della Tartuca: sbandierata alla Mossa

    Compagnie militari: Porta all'Arco, Sant'Agata (vedi stemmi sulla destra).
    Sede storico-museale: Via Tommaso Pendola, 21.
    Società di Contrada: "Castelsenio", Via Tommaso Pendola, 17.
    Fontanina battesimale: Opera dello scultore Bruno Buracchini (1951), è situata in via Tommaso Pendola.
    Patrono: S. Antonio da Padova (13 giugno - celebrazione seconda domenica di giugno).
    Oratorio: In Via Tommaso Pendola. Fu edificato dalla Contrada nel XVII sec. e dedicato al patrono Sant'Antonio da Padova.

    Contrade alleate: Contrada del Leocorno (dal 1815), Nobile Contrada dell'Onda (dal 1933), Nobile Contrada del Nicchio (dal 1933), Contrada della Selva (dal 1789).

    Contrada avversaria: Contrada della Chiocciola (antecedente il 1652).

    La Contrada della Tartuca è gemellata con la città di Trento.

    75. Visione di insieme della Comparsa della Contrada della Tartuca: in primo piano, da sinistra: Paggio porta insegne (Compagnia Militare di Sant'Agata) e Paggio Maggiore; in secondo piano, da sinistra: uomo d'arme e Duce; in terzo piano gli Alfieri.

    link utili - Contrada della Tartuca
    il sito web ufficiale della Contrada
    la Contrada nel sito il Palio.Siena.it
    la Contrada nel sito Wikipedia

    76. Contrada della Tartuca: la cavalla Elimia condotta dal Barbaresco 

    77. Contrada della Tartuca: Soprallasso, Palafreniere ed il Fantino Luigi Bruschelli detto Trecciolino



    Contrada della Torre



    Stemmad'oro (di giallo) all'elefante passante su terrazza di verde minaccioso gualdrappato e cinghiato sostenente una torre murata merlata finestrata cimata da un pennoncello di rosso alla croce d'argento.
    Colori: rosso listato di bianco e azzurro.
    Motto: oltre la forza la potenza.

    79. Contrada della Torre: Paggio Maggiore
    Compagnie militari: Rialto e Cartagine, San Giusto, Salicotto di Sopra, Salicotto di Sotto, Spadaforte (vedi stemmi sulla destra).
    Sede storico-museale: Via Salicotto, 78.
    Società di Contrada: "L'Elefante", Via Salicotto, 92.
    Fontanina battesimale: Opera dello scultore Mario Berrettini (1984), sostituisce quella di Fausto Corsini (1954). Reca il motto e l'iscrizione "victoria" ed è situata in via Salicotto.
    Patrono: San Giacomo Maggiore Apostolo e Sant'Anna (25 luglio - celebrazione ultima domenica di luglio).
    Oratorio: Fu eretto in Via Salicotto dalla Repubblica senese e dagli abitanti come ex-voto per la vittoria conseguita contro le truppe medicee e pontificie a Porta Camollia nel 1526. L'edificio fu iniziato del 1531 e offiziato dal 1536.

    Contrada alleata: Nobile Contrada del Bruco (dal 1912).

    Contrade avversarie: Nobile Contrada dell'Oca (secolo XIX), Contrada Capitana dell'Onda (antecedente il 1599).

    81. Contrada della Torre: il Duce
    link utili - Contrada della Torre
    il sito web ufficiale della Contrada
    la Contrada nel sito il Palio.Siena.it
    la Contrada nel sito Wikipedia

    82. Contrada della Torre: il Soprallasso, il Palafreniere ed il Fantino Andrea Mari detto Brio

    83. Contrada della Torre: il Barbero Già del Menhir condotto dal Barbaresco




    Nobile Contrada del Nicchio



    Si fregia del titolo di Nobile, probabilmente dal 1680, per le seguenti motivazioni: per il valore delle sue milizie nella Battaglia di Montaperti (si narra che attaccarono per prime il 4 settembre 1260); nel 1469 portò l'acqua nel Rione; nel 1527 affrontò i "Noveschi" che tentavano di appropiarsi del governo della città; nel 1534 costruì la Fontana dei Pispini; ha mantenuto l'esercito senese per un periodo di 6 mesi. Nel 1841 è in contenzioso con l'amministrazione cittadina per l'attribuzione del titolo.

    Stemmad'azzurro alla conchiglia d'argento (di bianco) sormontata da corona chiusa e accostata da due rami di corallo uscenti dall'orecchio della valva e uniti da un pendaglio di tre nodi di Savoia e due rose bottonate una di rosso una d'argento.
    Colori: azzurro listato di giallo e di rosso.
    Motto: è il rosso del corallo che m'arde in cor.

    85. Nobile Contrada del Nicchio: i due Alfieri si apprestano alla sbandierata

    Compagnie Militari: Abbadia Nuova di Sopra, Abbadia Nuova di Sotto (vedi stemmi sulla destra).
    Sede Storico-Museale: Via dei Pispini, 68/70.
    Società di Contrada: "La Pania", Via dei Pispini, 112.
    Patrono: S. Gaetano da Thiene (7 agosto - celebrazione seconda domenica di agosto).
    Oratorio: Tra Via dei Pispini e Via dell'Oliviera, costruito nel 1680 dai contradaioli e dedicato al loro Patrono.
    Fontanina battesimale: Il battesimo contradaiolo si svolge alla Fonte dei Pispini (XVI secolo).

    Contrade alleate: Nobile Contrada del Bruco (data inizio non disponibile), Contrada Capitana dell'Onda (dal 1690), Contrada della Tartuca (dal 1933).

    Contrada avversaria: Contrada di Valdimontone (dal 1952).

    La Contrada del Nicchio è gemellata con il Comune di Asciano.

    87. Nobile Contrada del Nicchio: in primo piano il Paggio Maggiore (o Figurin Maggiore); in secondo piano un Paggio porta-insegna (Compagnia Militare di Abbadia Nuova di Sotto)

    link utili - Nobile Contrada del Nicchio
    il sito web ufficiale della Contrada
    la Contrada nel sito il Palio.Siena.it
    la Contrada nel sito Wikipedia

    88. Nobile Contrada del Nicchio: il Soprallasso con il Fantino Alberto Ricceri detto Salasso
    89. Nobile Contrada del Nicchio: il Tamburino



    Contrada della Pantera



    Stemmad'argento (di bianco) alla pantera al naturale timbrata da corona aperta; al quarto franco partito di rosso e d'argento caricato della lettera U dell'uno nell'altro.
    Colori: rosso e azzurro listati di bianco.
    Motto: la Pantera ruggì e il popolo si scosse.

    91. Contrada della Pantera: il Tamburino ed i due Alfieri

    Compagnie militari: Stalloreggi di Fuori, Stalloreggi di Dentro (vedi stemmi sulla destra).
    Sede storico-museale: San Quirico, 26.
    Società di Contrada: "Due porte", Via San Quirico, 20.
    Fontanina battesimale: Opera in bronzo dello scultore Giulio Corsini, (1977). Sulla base di travertino è inciso il motto della Contrada. E' situata in piazza del Conte.
    Patrono: S. Giovanni Decollato (29 agosto - celebrazione quarta domenica di agosto).
    Oratorio: Attualmente utilizza la chiesa del Carmine in Pian de' Mantellini, officiata dai carmelitani e annessa al loro convento.

    Contrade alleate: Contrada della Chiocciola (dal 1813), Contrada Priora della Civetta (dal 1794), Contrada Imperiale della Giraffa (dal 1781), Contrada del Leocorno (dal 1792).

    Contrada avversaria: Nobile Contrada dell'Aquila (dal 1947).

    La Contrada della Pantera è gemellata con la Città di Lucca.

    93. Contrada della Pantera: il Paggio Maggiore

    link utili - Contrada della Pantera
    il sito web ufficiale della Contrada
    la Contrada nel sito il Palio.Siena.it
    la Contrada nel sito Wikipedia

    95. Contrada della Pantera: Uomo d'Arme

    94. Contrada della Pantera: il Barbero Istriceddu portato dal Barbaresco




    Contrada della Selva



    Stemmad'argento (di bianco) al rinoceronte al piede di una quercia fogliata piantata su campagna di verde caricata di trofei e arnesi di caccia: al capo d'azzurro caricato di un sole radioso d'oro recante nel cuore la lettera U d'azzurro (Umberto I).
    Colori: verde e arancione listato di bianco.
    Motto: prima Selvalta in Campo.

    97. Contrada della Selva: i due Alfieri durante la sbandierata alla Mossa

    Compagnie militari: Vallepiatta, Porta Salaia o Galgaria, San Giovanni (vedi stemmi sulla destra).
    Sede storico-museale: Piazzetta della Selva, 5.
    Società di Contrada: "Società Rinoceronte", Via Vallepiatta, 26.
    Fontanina battesimale: Opera di Vinicio Guastatori (1965), è sormontata da un rinoceronte. Reca il motto della Contrada. Si trova in Piazza della Selva davanti alla Sede.
    Patrono: Assunzione della Beata Vergine Maria (15 agosto - celebrazione quarta domenica di agosto).
    Oratorio: La Chiesa cinquecentesca di San Sebastiano, già delle monache Gesuate, in Via Franciosa.

    Contrade alleate: Contrada della Chiocciola (dal 1792), Contrada della Tartuca (dal 1788).

    Contrade avversarie: nessuna.

    La Contrada della Selva è gemellata con la Città di Cuneo.

    99. Contrada della Selva: il Paggio Maggiore

    link utili - Contrada della Selva
    il sito web ufficiale della Contrada
    la Contrada nel sito il Palio.Siena.it
    la Contrada nel sito Wikipedia

    100. Contrada della Selva: Soprallasso, Palafreniere ed il Fantino Igor Argomenni detto Smarrancio

    101. Contrada della Selva: Uomo d'Arme




    Nobile Contrada dell'Oca



    Il titolo di Nobile fu conferito alla Contrada il 23 Marzo 1846 dal Magistrato Civico, per il valore dimostrato dalle sue milizie nella Battaglia di Montemaggio (1145), Montaperti (1260) per cui ricevette anche il titolo di Governatora, nella Guerra di Siena (1552-1555) e per aver costruito a proprie spese l'acquedotto.

    Stemmad'oro (di giallo) all'oca, recante al collo un nastro d'azzurro con appesa la croce dei Savoia, sormontata da corona chiusa, passante su terrazza di verde fiorita di margherite.
    Colori: verde listato di bianco e rosso.
    Motto: clangit ad arma.

    103. Nobile Contrada dell'Oca: una visione di insieme della Comparsa

    Compagnie militari: Sant'Antonio e San Pellegrino (vedi stemmi sulla destra).
    Sede storico-museale: Vicolo del Tiratoio, 13.
    Società di Contrada: "Trieste", Via Santa Caterina, 55.
    Fontanina battesimale: il battesimo contradaiolo ha luogo alle fonti di Fontebranda (XII-XIII sec.) nella via omonima.
    Patrono: Santa Caterina da Siena (29 aprile - celebrazione seconda domenica di maggio).
    Oratorio: Costruito fra il 1464 e il 1474 dagli abitanti di Fontebranda, al piano terreno della casa ove nel 1347 nacque Santa Caterina.

    Contrade alleate: nessuna.

    Contrada avversaria: Contrada della Torre (secolo XIX).

    La Nobile Contrada dell'Oca è gemellata con la Città di Trieste.

    105. Nobile Contrada dell'Oca: il Paggio Maggiore

    link utili - Nobile Contrada dell'Oca
    il sito web ufficiale della Contrada
    la Contrada nel sito il Palio.Siena.it
    la Contrada nel sito Wikipedia

    106. Nobile Contrada dell'Oca: il Tamburino

    107. Nobile Contrada dell'Oca: il Duce




    Nobil Contrada del Bruco



    La Contrada del Bruco si fregia del titolo di Nobile per il concorso delle sue soldatesche al fatto d'arme avvenuto nel 1369 alla Croce del Travaglio che portò alla cacciata dell'Imperatore Carlo IV di Boemia e per la sommossa del 1371, capeggiata da Francesco d'Agnolo detto Barbicone, che mise al potere il Monte del Popolo. Nel 1841 è in contenzioso con l'amministrazione cittadina per l'attribuzione del titolo.

    Stemmad'oro (di giallo) al bruco timbrato da corona chiusa posto su ramo di rosa di giardino fiorito; al capo partito di rosso e d'argento caricato di una croce dell'uno nell'altro.
    Colori: giallo e verde listato di azzurro.
    Motto: come rivoluzion suona il mio nome.

    109. Nobil Contrada del Bruco: gli Alfieri durante la sbandierata alla Mossa

    Compagnie militari: San Pietro a Ovile di Sotto, San Pietro a Ovile di sopra (vedi stemmi sulla destra).
    Sede storico-museale: Via del Comune, 44.
    Società di Contrada: "L'Alba", Via del Comune, 44.
    Fontanina battesimale: Realizzata nel 1978 da Lorenzo Borgogni, ne fa parte una scultura di Angelo Canevari che ritrae Barbicone, il leggendario capopopolo del Bruco, ed è situata davanti al sommo del Vicolo degli Orbachi.
    Patrono: Visitazione di Maria Santissima "Madonna della Disciplina maggiore" (2 luglio - celebrazione ultima domenica di luglio).
    Oratorio: Costruito nel 1680 in via del Comune è dedicato al Santissimo nome di Gesù.

    Contrade alleate: Contrada Sovrana dell'Istrice (dal 1665), Nobile Contrada del Nicchio (data non disponibile), Contrada della Torre (dal 1912).

    Contrade nemiche: nessuna (la rivalità con la Contrada Imperiale della Giraffa, sorta nel 1945, è ufficialmente cessata nel 1996).

    111. Nobil Contrada del Bruco: sul Soprallasso il Fantino Giuseppe Zedde detto Gingillo

    link utili - Nobile Contrada del Bruco
    Il sito web ufficiale della Contrada
    la Contrada nel sito il Palio.Siena.it
    la Contrada nel sito Wikipedia

    112. Nobil Contrada del Bruco: il Barbero Elisir di Logudoro

    113. Nobil Contrada del Bruco: il Duce




    Contrada di Valdimontone



    Stemmad'oro (di giallo) al montone rampante al naturale timbrato da corona aperta: al quarto franco d'azzurro caricato di una lettera U capitale romana timbrata da corona chiusa (Umberto I).
    Colori: giallo e rosso listato di bianco.
    Motto: sotto il mio colpo la muraglia crolla.

    115. Contrada di Valdimontone: un Alfiere

    Compagnie militari: San Maurizio, Sant'Angelo a Montone, Borgo Santa Maria (vedi stemmi sulla destra).
    Sede storico-museale: Via di Valdimontone.
    Società di Contrada: "Castelmontorio", Piazza Manzoni, 6.
    Fontanina battesimale: Il battesimo contradaiolo ha luogo nell'Oratorio il giorno della festa titolare.
    Santo Patrono: la Madonna del Buonconsiglio (26 aprile - celebrazione ultima domenica di aprile).
    Oratorio: Chiesa della SS. Trinità, in uso perpetuo alla Contrada che la fa offiziare tutte le domeniche.

    Contrade alleate: Contrada Capitana dell'Onda (dal 1781).

    Contrada avversaria: Nobile Contrada del Nicchio (dal 1952).

    117. Contrada di Valdimontone: il Duce

    link utili - Contrada di Valdimontone
    Il sito web ufficiale della Contrada
    la Contrada nel sito il Palio.Siena.it
    la Contrada nel sito Wikipedia

    118. Contrada di Valdimontone: il Paggio Maggiore

    119. Contrada di Valdimontone: Uomo d'Arme




    Contrada del Drago



    Dal 1970 la Contrada del Drago è stata riconosciuta ente morale di diritto canonico.

    Stemmad'argento (di bianco) al drago di verde timbrato da corona aperta tenente un pennoncello d'azzurro caricato della lettera U (Umberto I) d'oro sormontata da corona chiusa dello stesso.
    Colori: rosso e verde listato di giallo.
    Motto: il cor che m'arde divien fiamma in bocca.

    121. Contrada del Drago: i due Alfieri
    
    Compagnie militari: Sant'Egidio del Poggio Malavolti, San Donato ai Montanini (vedi stemmi sulla destra).
    Sede storico-museale: Piazza Matteotti, 18.
    Società di Contrada: "Camporegio", Via del Paradiso, 21.
    Fontanina battesimale: Opera dello scultore Vico Consorti. Realizzata nel 1977, porta la scritta: "L'amore di Contrada per l'arte di Vico Consorti affida ai dragaioli che nasceranno il ricordo dei grandi Priori Mario Calamati e Alberto Rossi" ed è situata in Piazza Matteotti davanti alla sede.
    Patrono: S. Caterina da Siena (29 aprile - celebrazione ultima domenica di maggio).
    Oratorio: La Chiesa di Santa Caterina che fu delle monache del Paradiso e passò alla Contrada con decreto Granducale nel 1787. Si trova in Piazza Matteotti.

    Contrada alleata: Nobile Contrada dell'Aquila (dal 1788).

    Contrade nemiche: nessuna.

    123. Contrada del Drago: il Paggio Maggiore

    link utili - Contrada del Drago
    Il sito web ufficiale della Contrada
    la Contrada nel sito il Palio.Siena.it
    la Contrada nel sito Wikipedia

    124. Contrada del Drago: il Fantino Jonathan Bartoletti detto Scompiglio

    125. Contrada del Drago: Uomo d'Arme



    VII Gruppo

    Paggi del Comune recanti festoni di alloro


    126. Il Gruppo ha la funzione di dividere le Contrade che corrono il Palio da quelle che non corrono.




    VIII Gruppo

    Comparse delle 7 Contrade non partecipanti alla Corsa


    La Comparda delle Contrade che non partecipano alla Corsa è composta da:
    • Tamburino;
    • 2 Alfieri giocatori di bandiera;
    • Duce con due uomini d'arme;
    • Paggio Maggiore porta insegna con due Paggi vessilliferi.
    Mancano (e ciò è logico ove si pensi che la Contrada, non correndo il Palio, non ha né cavallo da corsa né fantino) il Soprallasso (con il fantino), il Palafreniere, il Barbero ed il Barbaresco.


    127. Schema della Comparsa delle Contrade che non partecipano alla Carriera

    Inoltre le Contrade che non partecipano alla corsa, effettuano una sola sbandierata (oltre a quella di saluto all'ingresso in Piazza dal Casato) simultaneamente, nel momento in cui tutte abbiano raggiunto il proprio posto all'interno della Piazza.
    Le sette Contrade che non corrono il Palio del 16 agosto 2008, correranno "di diritto" il Palio del 16 agosto 2009 ... ad esse si aggiungeranno altre tre estratte a sorte a luglio 2010 ...
    L'ordine di ingresso in Piazza delle Contrade non partecipanti alla corsa è quello che deriva dall'estrazione  per il Palio in corso, avvenuta il mese luglio ...




    Contrada Imperiale della Giraffa



    La Contrada è Imperiale per decreto di Vittorio Emanuele III Re d'Italia, in seguito alla vittoria nel Palio del 02.07.1936, dedicato all'Impero. Nel 1969 la Giraffa è stata dichiarata ente morale di diritto canonico.

    Stemma: d'argento (di bianco) alla giraffa imbrigliata tenuta da un conduttore moro vestito alla turca sormontata in capo da fascia azzurra caricata delle lettere romane d'oro "Umbertus I dedit".
    Colori: bianco e rosso.
    Motto: più alta la testa più alta la gloria.

    129. Contrada Imperiale della Giraffa: un Alfiere
    
    Compagnia militare: San Pietro a Ovile di Sopra (vedi stemma sulla destra).
    Sede storico-museale: Piazzetta della Giraffa, 2.
    Società di Contrada: "Società della Giraffa", Via delle Vergini, 18.
    Fontanina battesimale: opera di Salvatore Bocci (ne fa parte un bronzo di Pier Luigi Olla), è situata in Piazzetta della Giraffa.
    Patrono: Maria Santissima della Visitazione (31 maggio - celebrazione prima domenica di giugno).
    Oratorio: Chiesa del Suffragio, nella cripta della Collegiata di Provenzano.

    Contrade alleate: Contrada Priora della Civetta (dal 1923), Contrada Sovrana dell'Istrice (dal 1795), Contrada della Pantera (dal 1781).

    Contrade avversarie: nessuna (la rivalità con la Nobile Contrada del Bruco, sorta nel 1945, è ufficialmente cessata nel 1996).

    131. Contrada Imperiale della Giraffa: il Duce

    link utili - Contrada Imperiale della Giraffa
    Il sito web ufficiale della Contrada
    la Contrada nel sito il Palio.Siena.it
    la Contrada nel sito Wikipedia

    132. Contrada Imperiale della Giraffa: il Paggio Maggiore

    133. Contrada Imperiale della Giraffa: il Paggio porta-insegna (Compagnia Militare di San Pietro a Ovile di Sopra)




    Contrada del Leocorno



    Stemmad'argento (di bianco) all'unicorno inalberato d'argento su campagna al naturale; bordura d'azzurro caricata dalle lettere romane d'oro: Umberti Regis Gratia.
    Colori: bianco e arancione listato di azzurro.
    Motto: fiede e risana al par l'arma c'ho in fronte.

    135. Contrada del Leocorno: gli Alfieri

    Compagnie Militari: Spadaforte, Pantaneto, San Giorgio (vedi stemmi sulla destra).
    Sede storico-museale: Piazzetta Grassi, 6 (vi è conservata una piccola campana che per voce popolare si racconta sia la "martinella" del carroccio fiorentino catturato a Montaperti).
    Società di Contrada: "Il Cavallino", Piazzetta Virgilio Grassi, 6.
    Fontanina battesimale: opera dell'Architetto Carlo Nepi e realizzata nel 1997, è situata in Via Pantaneto.
    Santo Patrono: San Giovanni Battista (24 giugno - celebrazione quarta domenica di giugno).
    Oratorio: San Giovannino della Staffa in Piazzetta Grassi.

    Contrade alleate: Contrada della Pantera (dal 1792), Contrada della Tartuca (dal 1815).
    
    Contrada avversaria: Contrada Priora della Civetta (dal 1960).
    
    137. Contrada del Leocorno: Uomo d'Arme

    link utili - Contrada del Leocorno
    Il sito web ufficiale della Contrada
    la Contrada nel sito il Palio.Siena.it
    la Contrada nel sito Wikipedia

    138. Contrada del Leocorno: il Paggio Maggiore ed un Paggio porta-insegne (Compagnie Militari di Spadaforte e Pantaneto) 

    139. Contrada del Leocorno: il Tamburino e, in secondo piano, un Alfiere




    Contrada Sovrana dell'Istrice



    La Contrada è Sovrana, dal 1980, per concessione del Sovrano Militare Ordine di Malta (S.M.O.M.) che dal secolo XVI ha avuto sede nel rione di Camollia.

    Stemmad'argento (di bianco) all'istrice armato su terrazza di verde timbrato da una corona aperta e accompagnata da due rose di Cipro di rosso in capo e da un nodo di Savoia d'azzurro in punta; al capo di rosso caricato da una croce ottagona d'argento (di Malta).
    Colori: bianco listato di nero, rosso e azzurro.
    Motto: sol per difesa io pungo.

    141. Contrada Sovrana dell'Istrice: il Tamburino
    
    Compagnie Militari: la Magione, San Bartolomeo, Santo Stefano, San Vincenzo (vedi stemmi sulla destra).
    Sede storico-museale: Via Camollia, 89.
    Società di Contrada: "Il Leone", Via Camollia, 209.
    Fontanina battesimale: opera di Vico Consorti (1962), è situata in Via Malta e reca il motto della Contrada.
    Patrono: San Bartolomeo Apostolo (24 agosto - celebrazione quarta domenica di agosto).
    Oratorio: Chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio, Via di Camollia.

    Contrade alleate: Nobil Contrada del Bruco (dal 1665), Contrada della Chiocciola (dal 1947), Contrada Priora della Civetta (dal 1933), Contrada Imperiale della Giraffa (dal 1795).

    Contrada avversaria: Contrada della Lupa (dal 1934).

    143. Contrada Sovrana dell'Istrice: Paggio porta-insegne (Compagnie Militari della Magione e di San Bartolomeo)

    link utili - Contrada Sovrana dell'Istrice
    Il sito web ufficiale della Contrada
    la Contrada nel sito il Palio.Siena.it
    la Contrada nel sito Wikipedia

    144. Contrada Sovrana dell'Istrice: Paggio Maggiore

    145. Contrada Sovrana dell'Istrice: il Duce



    Contrada Priora della Civetta



    La Contrada è Priora, poiché, intorno al 1880, il Priore della Contrada, Adamo Tanzini, riuscì a creare un primo coordinamento tra le diverse Contrade, antesignano dell'attuale Magistrato delle Contrade. Nel 1905, inoltre, la Civetta ospitò la prima riunione del Magistrato.

    Stemmad'argento (di bianco) alla civetta in maestà posata su di un ramo di olivo fruttato accostata da due scudetti d'azzurro caricati delle lettere d'oro U e M (Umberto I e Margherita di Savoia).
    Colori: nera e rossa, listata di bianco.
    Motto: vedo nella notte.

    147. Contrada Priora della Civetta: i due Alfieri

    Compagnie Militari: San Pietro alle Scale in Banchi detto Buio, San Vigilio, San Cristoforo (vedi stemmi sulla destra).
    Sede storico-museale: Castellare degli Urgurgeri, 5.
    Società di Contrada: "Cecco Angiolieri", Vicolo del Castellare, 3.
    Fontanina battesimale: ideata e realizzata da Fabio Belleschi (2005), si trova nel Castellare degli Ugurgeri.
    Patrono: Sant'Antonio da Padova (13 giugno - celebrazione terza domenica di giugno).
    Oratorio: è stato costruito nel 1930 entro la struttura del Castellare e consacrato nell'immediato dopoguerra.

    Contrade alleate: Nobile Contrada dell'Aquila (1718), Contrada Imperiale della Giraffa (dal 1923), Contrada Sovrana dell'Istrice (dal 1933), Contrada della Pantera (dal 1794).

    Contrada avversaria: Contrada del Leocorno (dal 1960).
    
    149. Contrada Priora della Civetta: il Paggio Maggiore
    link utili - Contrada Priora della Civetta
    Il sito web ufficiale della Contrada
    la Contrada nel sito il Palio.Siena.it
    la Contrada nel sito Wikipedia

    150. Contrada Priora della Civetta: insegna della Compagnia Militare di San Cristoforo

    151. Contrada Priora della Civetta: Uomo d'arme




    Contrada Capitana dell'Onda



    Si fregia del titolo di Capitana perché le sue milizie montavano la guardia al Palazzo comunale e sorvegliavano il litorale marittimo della Repubblica (Talamone).

    Stemmad'argento (di bianco) al delfino guizzante discendente in palo barbato, timbrato da corona chiusa, nuotante in un mare fluttuante d'azzurro e d'argento.
    Colori: bianco e celeste.
    Motto: il colore del cielo, la forza del mare.

    153. Contrada Capitana dell'Onda: i due Alfieri durante la sbandierata alla Mossa; di spalle, in primo piano, un Uomo d'Arme e il Duce
    
    Compagnie militari: San Salvatore, Casato di Sotto (vedi stemmi sulla destra).
    Sede storico-museale: Via Giovanni Duprè, 111.
    Società di Contrada: "Giovanni Duprè", Vicolo San Salvadore.
    Fontanina battesimale: il progetto è di Algero Rosi, gli stemmi di Vittorio Conti, i bronzi di Alfonso Buoninsegni (1972). E' situata davanti all'Oratorio, all'inizio di via Fontanella.
    Santo Patrono: Visitazione di Maria Santissima (2 luglio - celebrazione quarta domenica di giugno).
    Oratorio: La chiesa, il cui impianto cinquecentesco è attribuito a Baldassarre Peruzzi, sorge all'Arco di San Giuseppe e fu concessa con un Rescritto del granduca Pietro Leopoldo II nel 1787.
    
    Contrade alleate: Nobile Contrada del Nicchio (dal 1684), Contrada della Tartuca (dal 1933), Contrada Valdimontone (dal 1781).

    Contrada avversaria: Contrada della Torre (antecedente il 1599).

    La Contrada Capitana dell'Onda è gemellata con Talamone, antico porto della Repubblica ed oggi frazione del Comune di Orbetello.

    155. Contrada Capitana dell'Onda: Uomo d'Arme

    link utili - Contrada Capitana dell'Onda
    Il sito web ufficiale della Contrada
    la Contrada nel sito il Palio.Siena.it
    la Contrada nel sito Wikipedia

    156. Contrada Capitana dell'Onda: il Paggio Maggiore

    157. Contrada Capitana dell'Onda: il Duce




    Contrada della Lupa



    Stemmad'argento (di bianco) alla lupa passante verso destra e rivolta verso sinistra su campagna di verde, timbrata da corona aperta, accompagnata da due gemelli tenenti un pennoncello troncato d'argento e di nero caricato di uno scudetto di rosso al leone d'argento coronato (Popolo di Siena); bordura d'argento e di rosso caricata di crocette dell'uno all'altro.
    Colori: bianco e nero listato di arancione.
    Motto: et urbis et senarum signum et decus.

    159. Contrada della Lupa: un Alfiere durante la sbandierata contemporanea delle sette Contrade che non corrono
    Compagnie militari: San Donato presso alla Chiesa, Sant'Andrea (vedi stemmi sulla destra).
    Sede storico-museale: Via Vallerozzi, 63.
    Società di Contrada: "Romolo e Remo", Via di Fontenuova, 1.
    Fontanina battesimale: è opera dell'architetto Giovanni Barsacchi, con una lupa in bronzo di Emilio Montagnani (1962).
    Santo Patrono: San Rocco Confessore (16 agosto - celebrazione prima domenica di settembre).
    Oratorio: L'Oratorio di San Rocco è l'edificio di culto di proprietà (dal 1789) della Contrada, ad essa pervenuta dopo la soppressione della Compagnia laicale di San Rocco che ne ideò l’edificazione nel 1511.

    Contrade alleate: nessuna.

    Contrada avversaria: Contrada Sovrana dell'Istrice (dal 1934).

    La Contrada della Lupa è gemellata con la Città di Roma.

    161. Contrada della Lupa: l'altro Alfiere

    link utili - Contrada della Lupa
    Il sito web ufficiale della Contrada
    la Contrada nel sito il Palio.Siena.it
    la Contrada nel sito Wikipedia

    162. Contrada della Lupa: Il Paggio Maggiore ed un Paggio porta-insegne (Compagnia Militare di  San Donato presso alla Chiesa)

    163. Contrada della Lupa: il Duce




    Contrada della Chiocciola
    


    Stemma: d'argento (di bianco) seminato di rose partite d'argento e di rosso accostate dalle lettere U e M (Umberto I e Margherita di Savoia) alla chiocciola rivolta poggiante su terrazza di verde.
    Colori: rosso e giallo listato di azzurro.
    Motto: con lento passo e greve nel campo a trionfar chiocciola scende.

    165. Contrada della Chiocciola: i due Alfieri ed il Tamburino
    
    Compagnie militari: San Quirico in Castelvecchio, San Marco, Monistero Sant'Eugenio (vedi stemmi sulla destra).
    Sede storico-museale: Via San Marco, 31.
    Società di Contrada: "San Marco", Via San Marco, 77.
    Fontanina battesimale: opera dello scultore Fulvio Corsini, fu la prima delle fontanine di Contrada (1947).
    Patrono: Santi Apostoli Pietro e Paolo (29 giugno).
    Oratorio: Sorge sulle fondamenta del trecentesco monastero delle Monache di San Paolo. Fu costruito su disegni di Flaminio del Turco e concesso alla Contrada nel 1814.

    Contrade alleate: Contrada Sovrana dell'Istrice (dal 1947), Contrada della Pantera (dal 1813), Contrada della Selva (dal 1790).
    Contrada avversaria: Contrada della Tartuca (da prima del 1652).
    
    167. Contrada della Chiocciola: Uomo d'Arme

    link utili - Contrada della Chiocciola
    Il sito web ufficiale della Contrada
    la Contrada nel sito il Palio.Siena.it
    la Contrada nel sito Wikipedia

    168. Contrada della Chiocciola: Paggio porta-insegna (Compagnia Militare di Monistero Sant'Eugenio)

    169. Contrada della Chiocciola: il Tamburino



    IX Gruppo

    Cavalieri con palafreniere delle 
    Contrade soppresse


    170. Le Contrade soppresse: la Vipera

    Le sei Contrade soppresse che sfilano nel Corteo storico a celata abbassata sono:


    La Contrada del Gallo


    Lo stemma era rosso con al centro una porta di colore bianco, a due archi, sormontata da un gallo. Comprendeva un territorio attualmente definibile tra la Costarella de’ Barbieri, Piazza Indipendenza, via di Diacceto, via dei Pellegrini, la Costarella de’ Barbieri, via di Città fino al Chiasso del Bargello.
    Comparve nelle pubbliche feste negli anni: 1499, 1518, 1532, 1534, 1536, 1560, 1578, 1581, 1583. La sua Compagnia Militare era Porta Salaia.
    Il suo territorio è stato incorporato dalle Contrade di Civetta, Oca e Selva.


    La Contrada del Leone



    Si presentava con gli stemmi delle sue Compagnie militari (vedi stemmi sopra): bianco con lista nera trasversale (Santo Stefano); rosso con lista bianca trasversale e due quadrelli di un rosso più scuro (San Vincenti). Si chiamò Leone perché si presentò alle pubbliche feste con una macchina rappresentante un Leone rampante con, nella branca, una stella (l'emblema è tratto dalla Casata dei Pecci che nel XV sec. abitavano in questa Contrada ed ai quali l’Imperatore Sigismondo nel 1440 aveva concesso di aggiungere una stella al Leone). La scelta di questo emblema fu fatta perché il Leone non venisse confuso con quello dei Fiorentini.
    Comprendeva un territorio attualmente definibile tra Santo Stefano alla Lizza, Poggio di San Prospero, Chiesa di San Vincenzo, strada di Campansi, piazza Paparoni.
    Comparve nelle pubbliche feste negli anni: 1507, 1516, 1532, 1541, 1581, 1590.
    Il suo territorio è stato incorporato dalla Contrada dell'Istrice.


    La Contrada dell'Orso


    Lo stemma era azzurro con Leone d’oro sormontato dal rastrello rosso e tre gigli d’oro. Si chiamò Orso perché si presentò alle pubbliche feste con una macchina raffigurante l’animale.
    Comprendeva un territorio attualmente definibile tra piazza Tolomei fino all’Arco dei Rossi e, tornando indietro, via dei Termini, piazza Indipendenza, via delle Terme, via di Città, via Banchi di Sopra fino a Piazza Tolomei.
    Comparve nelle pubbliche feste negli anni: 1499, 1516, 1532, 1536, 1541, 1581, 1588, 1591.
    Compagnia Militare: San Cristoforo (vedi stemma).
    Il suo territorio è stato incorporato dalla Contrada della Civetta.

    175. Le Contrade soppresse: la Spadaforte


    La Contrada della Quercia


    Lo stemma era a liste bianche e nere con al centro una provenca (ghirlanda) di quercia. Comprendeva il territorio di Monistero, fuori Porta San Marco.
    Comparve nelle pubbliche feste unitamente alla Contrada della Chiocciola.
    Compagnie Militari: Monistero (vedi stemma).
    Il suo territorio è stato incorporato dalla Contrada della Chiocciola


    La Contrada della Spadaforte

     

    Questa Contrada ebbe origine dalla Corporazione dei Battilana che in via del Porrione svolgeva la sua attività. Lo Stemma era rosso con al centro una scala di colore bianco a pezze nere e, ai lati, due spade. Comparve nelle pubbliche feste nel 1532.
    Compagnie Militari: Spadaforte (vedi stemma sopra) dal nome di uno dei Signori di Sticciano che aveva un palazzo nella zona.
    Il suo territorio è stato incorporato dalle Contrade di Leocorno e Torre


    La Contrada della Vipera


    Lo stemma era giallo a liste rosse e verdi.
    Comprendeva la zona di San Giusto fino al vicolo de’ Pagliaresi ed il Rialto.
    Comparve nelle pubbliche feste negli anni: 1499, 1507, 1516, 1518, 1532, 1534, 1536, 1560, 1581, 1583, 1587. 1591, 1593. Nel 1648 vinse un Palio con le bufale.
    Compagnie Militari: Realto, San Giusto.
    Il suo territorio è stato incorporato dalla Contrada della Torre.

    179. Le Contrade soppresse: da sinistra la Spadaforte e la Quercia

    Resta da capire quali furono i fatti che portarono alla soppressione delle Contrade ...

    Prima ipotesi: siamo al Palio del 2 Luglio 1675, vi fu un arrivo contestato tra la Contrada della Lupa e la Contrada della Spadaforte ... quest'ultima, spalleggiata dalle alleate Vipera, Orso, Leone, Gallo e Quercia iniziarono ad insultare i giudici e poi a creare tafferugli ... questi furono di tale entità da provocare la soppressione definitiva delle 6 contrade.
    Seconda ipotesi (credo, da preferire): le Contrade "soppresse" non correvano più il Palio da molti anni (come possiamo vedere dalle date di partecipazione alle feste nelle pagine precedenti) ... quanto al Palio del 2 luglio 1675 in realtà risulta non essere stato corso, anche se la causa dell'annullamento è controversa:
    • o per la pretesa della Spadaforte di correre il Palio, cosa che non era solita fare: "la Spadaforte si presentò al Prato di Camollia per ricevere il cavallo per correre il Palio. Ne sorse una controversia poiché fu chiesto dalle altre Contrade, e soprattutto da quella della Torre, se la Spadaforte fosse realmente una Contrada non avendo questa una sua reale influenza territoriale. La cosa sollevò un vivace dibattito tanto che la Balia fu del parere di non correre il Palio che fu offerto alla Madonna di Provenzano";
    • oppure a causa di tafferugli tra le Contrade dell'Oca, dell'Onda e della Torre, che provocarono la morte dell'Alfiere della Torre;
    • oppure a causa di tafferugli tra le Contrade dell'Onda e della Tartuca.
    Sembra pertanto più che verosimile che la "soppressione" non derivi da atto autoritativo, ma dalla mancata costanza nella partecipazione alla feste, oltreché dalla perduta influenza sul territorio ...
    Nel 1693 la Spadaforte chiese nuovamente di correre il Palio, ma non le fu consentito ...
    Il Bando di Violante di Baviera del 1729 cristallizzerà definitivamente i territori delle 17 Contrade, evitando ogni possibile futura disputa ...

    180. Le Contrade soppresse: il Leone e l'Orso




    X Gruppo

    Balestrieri


    Il gruppo è composto da:
    • Vessillifero dei Balestrieri
    • Capitano dei Balestrieri
    • 2 Tamburini
    • 4 Pavesari
    • 4 Balestrieri con balestra grande
    • 16 Balestrieri con balestruccio

    181. I Balestrieri: il Capitano

    Come le altre città medievali anche Siena era dotata di truppe dotate di balestra. Erano protetti dal fuoco nemico da una linea di Pavesari (militi dotati di un grande scudo ligneo di forma rettangolare, il pavese appunto, con la funzione di riparare i balestrieri al momento di scagliare i dardi e soprattutto di ricaricare le balestre).

    182. I Balestrieri: un Tamburino

    Accanto alla cavalleria e alla fanteria, la schiera vittoriosa a Montaperti constava di un corpo scelto di Balestrieri. Furono determinanti nella battaglia di Musignano ove, al comando del Capitano di Ventura Giacomo Sartori riuscirono, insieme a 1000 fanti, a prendere l'omonimo castello.

    183. I Balestrieri: i Pavesari

    Ai Balestrieri, durante la Repubblica senese, era inoltre affidata la sicurezza del Palazzo Pubblico.

    184. I Balestrieri: Balestrieri con balestra grande




    XI Gruppo

    Capitano di Giustizia


    185. Il Capitano di Giustizia

    Il gruppo è composto da:
    • Capitano di Giustizia a cavallo con palafreniere
    • 4 Fanti di scorta armati di roncone
    Il Capitano di Giustizia fu, dal tempo della Repubblica di Siena fino al 1777, l'autorità avente la giurisdizione penale di primo grado (per un certo periodo, anche in appello) sulla città e sulle podesterie comprese nel relativo "Territorio del Capitanato". Soppresso nel 1481, fu ripristinato nella prima metà del XVI secolo e, anche dopo la caduta della Repubblica e il passaggio di Siena sotto Firenze, venne mantenuto in carica. Nel 1777, un editto del Granduca di Toscana Pietro Leopoldo lo trasformò nel Tribunale di Giustizia. Venne definitivamente abolito nel 1808.

    186. Il Capitano di Giustizia: Fanti di scorta armati di roncone





    XII Gruppo

    Il Carroccio


    Il gruppo è costituito da:

    • Carroccio trainato da quattro buoi di razza chianina
    • 4 Bovari
    • 8 Fanti di scorta al Carroccio, armati di roncone
    Sul Carroccio prendono posto:
    • I quattro di Balia
    • 1 inserviente porta Palio (che, alla fine del Corteo, avrà il compito di portare il Palio dal Palazzo Pubblico al Palco dei Giudici, sopra la Mossa)
    • 1 valletto che suona la Martinella (che in battaglia, è da ritenere, avesse la funzione di chiamare i senesi a difesa della Patria)
    • 6 Trombetti (che continuano ad intonare la Marcia del Palio)

    187. Il Carroccio: buoi e bovari

    188. Il Carroccio: stupenda visione di insieme

    Il Carroccio ... la vera "star" del Corteo ... oggi come nel Medioevo "è" l'Unità della Città, soprattutto in tempo di guerra ... l'immaginazione di chi assiste non può non andare alla Battaglia di Montaperti ed alla conquista del Carroccio fiorentino ... il che stava a significare la distruzione dell'esercito (e nella Dieta di Empoli, immediatamente successiva a Montaperti, si arrivò a proporre con forza che Firenze fosse rasa al suolo ...).
    Credo di cogliere una vena di contraddizione (ma già lo sappiamo che il Palio e Siena sono di per sé paradossali) ... l'elemento che "simboleggia" (ma il nesso è ben più stretto) l'Unità porta il "pomo della discordia", il Palio, oggetto del desiderio delle dieci Contrade che corrono ... e poi, l'elemento del Corteo che più pare andare a ritroso nel tempo, forma il collegamento di questo con l'attualità che è lì a venire, con la Carriera ...

    189. Il Palio: la splendida tela dipinta da Mario Ceroli

    E questo il momento in cui la Piazza, abbandonata ogni pretesa e velleitaria istanza razionalistica, esplode in un turbinio di gesti intesi ad ingraziarsi la buona sorte ... i più vicini cercano di toccare il Drappellone con il fazzoletto ... gli altri, spesso riuniti in gruppi per Contrada di appartenenza, sventolano la "bandiera personale" in direzione del Cencio ... sarà un po' superstizione, non lo voglio negare; credo però che il cromatismo che ne deriva basti da solo a giustificare il tutto ...

    190. Il Carroccio: i Trombetti di Palazzo

    191. Il Carroccio: I quattro di Balia. In precedenti versioni del Corteo prendevano posto sul Carroccio i "Provveditori di Biccherna", l'autorevole Magistratura finanziaria della Repubblica.

    Attiva a partire dal sec. XIII, la Balìa era una commissione costituita da cittadini nominati dal Consiglio della Campana o del Concistoro e incaricati di trattare affari particolari per un periodo di tempo rigorosamente limitato. Aveva quindi carattere straordinario e di solito si riuniva e deliberava insieme al concistoro. Durante il sec. XIV lo sviluppo della balìa fu notevole e approdò alla designazione di "balie generali" con poteri sempre più estesi, anche se limitati nel tempo. Nel corso del sec. XV, poi, venne approntato un regolamento che rese di fatto la balìa una magistratura permanente, sempre più svincolata dall’autorità del concistoro. Rimasero, pur tuttavia, alcune limitazioni al suo potere, che doveva essere conferito sempre e comunque dal Consiglio generale, e si mantenne formalmente il carattere straordinario della magistratura, di volta in volta rinnovata. Con l’annessione al Ducato mediceo fu trasformata (1561) in una magistratura ordinaria, una delle più prestigiose dell'ordinamento senese, ed ebbe il compito, tra gli altri, di organizzare le feste della città.
    La Magistratura doveva essere composto da venti cittadini “riseduti” (tra quelli appartenenti al Consiglio generale) - cinque per ognuno dei Monti (sorta di partito politico del tempo, anche se a prevalente carattere ereditario) esistenti (dei Gentiluomini, del Popolo, dei Nove, dei Riformatori).
    I componenti erano nominati dal Granduca e duravano in carica un anno. Con l'avvento dei Lorena, la Magistratura fu abolita.

    192. Il Carroccio: gli stemmi della Repubblica, del Comune e del Capitano del Popolo




    XIII Gruppo

    Cavalieri con palafreniere
    di alcune antiche famiglie nobili senesi


    193. Antiche Famiglie nobili senesi: da sinistra, i Cavalieri delle famiglie Pannocchieschi d'Elci, Tolomei e Salimbeni (la foto non è del Palio del 16.08.2008)


    Famiglia Pannocchieschi D'Elci

    Nel Corteo storico sfila con gualdrappa di colore rosso con arabeschi d'oro e aquila imperiale nera coronata.
    La famiglia Pannocchieschi, di ceppo longobardo, fu una delle più potenti e ricche della Toscana tra quelle chiamate dei "nobili del contado". Possedeva vari castelli nei territori di Pisa, Volterra e Massa Marittima, da cui presero il nome i vari rami della famiglia: i Pannocchieschi di Pietra, quelli di Perolla e quelli di Travale, da cui discesero i senesi Conti Pannocchieschi d’Elci. Agli inizi del XIII secolo si erano radicati nei territori della Maremma in relazione allo sfruttamento delle risorse minerarie.
    Le vari lotte con Siena, che mal tollerava il dominio feudale dei Pannocchieschi nelle terre della Repubblica, caratterizzarono la storia di questa famiglia per molti anni. I Pannocchieshi finirono per assoggettarsi (1263) e Nello della Pietra (il marito della Pia de' Tolomei) fu capitano della Repubblica.
    Nel 1753 i Pannocchieschi ottennero l'iscrizione al patriziato senese. Buona parte dei documenti prodotti e appartenuti alla famiglia è conservato oggi presso l'Archivio di Stato di Siena.

    194. Palazzo d'Elci degli Alessi ...  a questi ben presto succedettero i Conti Pannocchieschi d’Elci ...


    Famiglia Piccolomini

    Nel Corteo storico sfila con gualdrappa bianca e celeste con croce e cinque mezzelune
    Nobile famiglia senese che la leggenda vorrebbe di origine romana o etrusca ... la prima notizia documentata risale al 1098. Nel secolo XIII raggiunse una posizione preminente nel campo economico, grazie alle prospere attività commerciali. Di parte guelfa, ebbero a subire esili e confische durante il prevalere dei Ghibellini. Quando poi il centro degli affari passò da Siena a Firenze, i Piccolomini a tempo seppero ritirarsi, evitando la rovina che colpì invece altre famiglie.
    I fratelli Bartolomeo (da cui derivarono i Piccolomini di Modanella, i Piccolomini Salamoneschi o d'Aragona, i Piccolomini Naldi Baldini, i Piccolomini della Triana), e Rustichino (da cui derivarono i Piccolomini Carli, i Piccolomini Clementini, i Piccolomini Febei), vissuti al principio del secolo XIII, sono i riconosciuti capostipide della famiglia.
    La famiglia dette alla Chiesa Cattolica due Pontefici, Pio II (Enea Silvio Piccolomini) e Pio III (Francesco Nanni Todeschini Piccolomini, che governò la Chiesa cattolica per soli 46 giorni, dal 2 settembre al 18 ottobre del 1503).

    195. Palazzo Piccolomini, oggi sede dell'Archivio di Stato e di uffici finanziari


    Famiglia Salimbeni

    Nel Corteo storico sfila con gualdrappa di colore rosso con rombi d'oro.
    Famiglia senese, potente nei secoli XIII e XIV, si arricchì grazie al commercio dei grani di Maremma, delle spezie e delle seterie. Ebbe palazzi e torri in città, oltre 30 castelli nel contado, e un suo membro, Salimbene, poté porre a disposizione del Comune l'ingente somma di 100.000 fiorini per le spese della guerra di Montaperti (1260). Acerrimi rivali della famiglia Tolomei, furono fra i promotori della sommossa che, nel 1355, rovesciò il governo dei Nove. La guerra civile con i Tolomei fu composta per la mediazione di Firenze e di Santa Caterina, ospite di Agostino Salimbeni. Poi cominciò la decadenza della famiglia, la quale appare estinta verso la metà del sec. XV. I Bartolini-Salimbeni sono un ramo emigrato a Firenze nel sec. XIV.

    196. Palazzo Salimbeni è la sede storica della Banca Monte dei Paschi di Siena


    Famiglia Salvani

    Nel Corteo storico sfila con gualdrappa di colore bianco e blu con stelle a sei punte riquadrate.
    I Salvani sono una importante nobile famiglia di Siena, decisamente schierata con la fazione Ghibellina. Il suo componente più famoso fu senza dubbio Provenzano Salvani che, nel 1260, a capo dell'esercito della Repubblica senese, infliggeva ai fiorentini una sanguinosa sconfitta a Montaperti. Nove anni più tardi, di nuovo alla testa delle truppe ghibelline senesi e pisane, nella battaglia di Colle Val d'Elsa venne sconfitto ed ucciso ... la battaglia segnò la fine del "partito" ghibellino.
    I Salvani hanno anche l'onore di aver ben due membri rappresentati nella Divina Commedia: oltre al già citano Provenzano (XI del Purgatorio - superbi vanagloriosi) anche sua zia paterna Sapia Salvani (XIII Canto del Purgatorio - invidiosi) la quale, in occasione della battaglia di Colle, desiderò che la sua città fosse sconfitta e si rallegrò della strage avvenuta ...
    La famiglia Salvani continuò a prosperare a Siena e ben sei suoi componenti rivestirono la carica di Capitano del popolo nel periodo compreso fra il 1578 ed il 1731.

    197. Piazza del Campo: lapide a memoria dell'episodio dantesco di Provenzano Salvani 


    198. Antiche Famiglie nobili senesi: da sinistra, i Cavalieri delle famiglie Ugurgeri e Salvani (la foto non è del Palio del 16.08.2008)

    199. Antiche Famiglie nobili senesi: Il Cavaliere della Famiglia Tolomei (la foto non è del Palio del 16.08.2008)


    La Famiglia Tolomei

    Nel Corteo storico sfila con gualdrappa blu e bianca con fascia bianca a tre lune.
    Famiglia senese, le cui origini favolose si fanno risalire all'età di Carlomagno ... in realtà la prima componente di cui si abbia notizia certa è una Baldistricca (1121). Stabilitisi a Siena come banchieri, vi divennero ricchi e potenti. Nel XIII sec. eressero l'austero ed elegante palazzo Tolomei, il più antico dei palazzi privati di Siena. Furono inoltre patroni della chiesa di S. Cristoforo, posta di fronte al palazzo. Il Beato Bernardo Tolomei fondò l'Ordine degli Olivetani. Rinaldo e Francesco furono vescovi di Siena (1294 e 1459). I Tolomei diedero origine a innumerevoli rami e la loro consorteria contò fino a settanta famiglie.

    200. Palazzo Tolomei


    La Famiglia Ugurgieri

    Nel Corteo storico sfila con gualdrappa di color oro con tre leoni neri che circondano una ruota rossa.
    Gli Ugurgièri della Berardenga furono una nobile famiglia feudale senese, le cui origini risalgono a un Vinigi, di stirpe franca, conte di Siena e Roselle, fondatore del monastero della Berardenga nell'anno 867. Dagli Ugurgeri discesero i Cacciaconti, signori di Asciano; i Salvani, i conti di Orgiale, Valcortese, Monastero e Montaperti, dai quali derivano gli attuali Ugurgeri , divisi in due rami, di Siena e di Maremma.
    Ebbero un ruolo fondamentale nella prima età comunale di Siena: verso il 1212 costruirono l'imponente Castellare degli Ugurgeri, insieme palazzo e fortezza nel cuore della città. Tra i membri più noti di questa famiglia si ricordano: Ruggiero, vescovo dal 1231 di Massa Marittima, valido sostenitore del pontefice contro Corrado IV; Isidoro, monaco, autore delle Pompe senesi (1649), repertorio degli uomini illustri di Siena.

    201.  La Corte del Castellare degli Ugurgeri




    XIV Gruppo

    Paggi del Comune recanti un festone di alloro


    202. I Paggi con la corona di alloro segnano la fine del Corteo storico ...




    La Sbandierata della Vittoria


    203. La Sbandierata della Vittoria (la foto non è del Palio del 16.08.2008)

    Dopo il compassato ed austero Corteo storico, la "porta" di Piazza si apre al primo cenno di disordine ... 17 Tamburini e 17 Alfieri delle 17 Contrade, entrano in simultanea in pista davanti al Palazzo Comunale (con il Tamburino che dà le spalle alla Piazza e l'Alfiere che le dà al Palazzo).
    ... è uno dei momenti più intensi ... allo splendido cromatismo si affianca, anche qui, la "cabala" ... chi vuole fare l'alzata per primo ... chi la vuole fare per ultimo ... chi la vuole fare più alta ...





    ... e ora Siena è pronta per la Carriera ...




    Gli stemmi, i colori delle Contrade e le immagini del Palio sono tutelati dal Consorzio per la Tutela del Palio di Siena. L'uso e la riproduzione sono vietati salvo espressa autorizzazione del Consorzio stesso. Sono inoltre fatti salvi i diritti individuali di copyright come sotto evidenziati nella sezione "Crediti Fotografici".


    Documentazione:

    AA.VV., Il Palio - La Festa della Città, Betti Editrice, I ed. 2003

    AA.VV., L'immagine del Palio - Storia cultura e rappresentazione del rito di Siena, Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., 2001

    M. Ascheri, Siena nella storia, SilvanaEditoriale, 2001

    U. Cagliaritano, Storia di Siena, Edizioni Periccioli, 1977

    A. Cairola, Siena - le Contrade, Edizioni Il Leccio, 1986

    L. Douglas, Storia politica e sociale della Repubblica di Siena, edizione italiana, Betti Editrice, 2010

    A. Dudes A. Falassi, La terra in Piazza, edizione italiana, Nuova Immagine Siena, 1986

    A. Falassi, G. Catoni, Palio, Gruppo Editoriale Electa, 1982

    R. Petti, Stemmario senese - L'araldica delle Contrade di Siena, Betti Editrice, 2008


    Documentazione web:

    Il regolamento del Palio (sito il Palio.Siena.it)

    Il regolamento per l'assegnazione del Masgalano (sito il Palio.Siena.it)

    Il Decreto di Violante di Baviera sui Confini delle Contrade (sito Il Tesoro di Siena)

    Il Corteo storico (wikipedia

    Giochi senesi (sito Il Palio.org)

    Glossario del Palio (sito il Palio.Siena.it)

    Archivio di Stato di Siena (sito Maas.ccr.it)


    M. Ascheri, Siena fino alla caduta della Repubblica (1559) (sito il Tesoro di Siena)

    Battaglia di Montaperti (wikipedia)

    Repubblica senese riparata in Montalcino (wikipedia)

    G. Catoni, Lo studio di Siena - Cenni storici (sito Università di Siena)

    Storia di Massa Marittima (sito il Palio.Siena.it)

    Storia di Montalcino (sito web del Comune di Montalcino)

    Completato il restauro della tomba monumentale del Maestro Formichi ... (sito Siena Free)


    Crediti fotografici:

    immagine n. 1: tratta dal sito n1italy.com
    immagine n. 2: tratta dal sito flicr.com
    immagine n. 3: tratta dal sito flicr.com
    immagine n. 4: tratta dal sito della Contrada Priora della Civetta
    immagine n. 5: tratta dal sito della Contrada Sovrana dell'Istrice
    immagine n. 6: tratta dal sito SienaLibri.it
    immagine n. 7: tratta dal sito della Nobile Contrada del Nicchio
    immagini n. 8, 27, 29, 31, 36: tratte dal volume "Gli stemmi senesi antichi e moderni estratti dagli studi del Cittadini del Gallaccini del Pecci e d'altri", Siena, Litografia Cirenei, 1877
    immagini n. 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18, 21, 22, 25, 26, 28, 30, 35, 37, 40, 41, 43, 44, 45, 46, 47, 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55, 56, 57, 58, 59, 60, 65, 67, 69, 70, 71, 73, 75, 76, 77, 79, 81, 82, 83, 85, 87, 88, 89, 91, 93, 94, 95 , 97, 99, 100, 101, 103, 105, 106, 107, 109, 111, 112, 113, 115, 117, 118, 119, 121, 123, 124, 125, 126, 129, 131, 132, 133, 135, 137, 138, 139, 141, 143, 144, 145, 147, 149, 150, 151, 153, 155, 156, 157, 159, 161, 162, 163, 165, 167, 168, 169, 170, 175, 179, 180, 181, 182, 183, 184, 185, 186, 187, 189, 190, 191, 192, 202 : tratte dal sito web IlPalio.be.
    immagine n. 19: tratta dal sito del Comune di Massa Marittima
    immagine n. 20: tratta dal sito Wikipedia
    immagine n. 23, 24: tratta dal sito Wikipedia
    immagine n. 32, 33, 34: tratte dal sito Social Design Zone
    immagine n. 38: tratta dal sito dell'Università di Siena
    immagine n. 39: tratta dal sito dell'Università di Siena
    immagine n. 42: tratta dal sito Wikipedia
    immagine n. 61: tratta dal sito Il Palio.Siena.it
    immagine n. 62: tratta dal sito Wikipedia
    immagine n. 63: n.m.l.r.
    immagini n. 64, 127: autoprodotte
    immagini n. 66, 68, 72, 74, 78, 80, 84, 86, 90, 92, 96, 98, 102, 104, 108, 110, 114, 116, 120, 122, 128, 130, 134, 136, 140, 142, 146, 148, 152, 154, 158, 160, 164, 166: tratte dal volume di R. Petti, "Stemmario senese - L'araldica delle Contrade di Siena", Betti Editrice, 2008. Gli stemmi sono stati utilizzati per gentile concessione dell'artista e dell'editore. Ogni diritto di riproduzione totale o parziale è riservato all'autore ed all'editore in tutti i Paesi.
    immagini n. 171, 172, 173, 174, 176, 177, 178: tratte dal sito Ocaiolo extramoenia
    immagine n. 188: n.m.l.r.
    immagini n. 193, 198, 199: tratte A. Falassi, G. Catoni, Palio, Gruppo Editoriale Electa, 1982
    immagine n. 194: tratta dal sito Siena on Line
    immagine n. 195: tratta dal sito Panoramio
    immagine n. 196: tratta dal sito Prime Italy
    immagine n. 197: tratta dal sito Social Design Zine
    immagine n. 200: tratta dal sito A Rome Art Lover's
    immagine n. 201: tratta dal sito Panoramio
    immagine n. 203: tratta dal sito flicr.com

    Crediti video:

    video n. 1: tratto da you tube
    video n. 2: tratto da you tube





    1 commento:

    Paolo ha detto...

    Che dire: sbalordito e grazie. Sono nato a Montepescali ( nel 1937...) e mi sono sempre considerato senese, come mio padre. In esilio dal 1951 a Firenze non mi sono perso un Palio e mi sono anche inventato una mia contrada, quella di Valmontone, visto che mio padre cantava.." e la fonte del Nicchio/ doveva piscià vino/ e invece è olio fino/ per farceli purgà..." Grande Siena, luogo dello spirito, irripetibile Città.