25 agosto 2011

Il Canto della Vedova di Montaperti


«Lo strazio e 'l grande scempio
che fece l'Arbia colorata in rosso,
tal orazion fa far nel nostro tempio»
Inferno X, 85-87

A memoria della carneficina umana di Montaperti 

Una Donna, che a me piace pensare Moglie, riconosciuto il sangue del suo caro nel rosso dell'Arbia, mischiato al rosso del sangue degli altri soldati, ne piange la morte in battaglia ... un canto struggente ma composto, rabbioso e malinconico al contempo, si leva dalle viscere della donna, dalla carne, prorompendo in domande urgenti (come posso spiegarti ?) per cui non si intravede una risposta  ...

Montaperti è una poesia a schema libero, accompagnata da uno sfondo musicale scritta da Mario Castelnuovo che, come sempre, riesce ad essere coinvolgente ... ha un cuore che pulsa (e sovente pulsa per Siena) capace di mettersi in rapporto immediato con il cuore di chi lo sappia ascoltare.
Il mio primo incontro con lui è stato al Festival di Sanremo del 1984 ... è stato (almeno da parte mia) un "amore a prima vista" ...  canticchiai la sua "Nina" (che poi descrive il primo incontro tra sua Madre e suo Padre nella Roma della II guerra mondiale) per non so quanti mesi ... In questo cimento poi è sicuramente agevolato dalla voce recitante, incredibilmente comunicativa ed espressiva, di Athina Cenci ...

La nostra Signora sconosciuta è, credo, Donna del popolo (o, meglio, così mi piace credere) ed esprime la "visione femminile" della guerra ... la "visione maschile" abbiamo cercato di descriverla in altro post, ove si è ipotizzata la figura di Duccio, giovane fantaccino dell'Esercito senese, caduto a Montaperti ai piedi del Carrocio fiorentino ...

Ma passiamo ad ascoltare lo splendido brano ...


MONTAPERTI (2005)
Musiche e Testi di Mario Castelnuovo
Voce recitante di Athina Cenci




Testo

Da quando hai svergognato
il mio amor proprio,
che una mattina sei partito
come un ladro
e hai detto: "Vò, che questa guerra
è un fatto serio,
e c'è bisogno pure del mio aiuto"...
da quando il fiume
è tramontato in rosso,
e ci ho riconosciuto
il sangue tuo...
come posso spiegarti...
come posso spiegarti...

Da quando ho pianto
tutti e cinque i sensi ...
che s'erano dugento
avrei l'affanno ...
e ho maledetto tutta Montaperti
e tutti i Montaperti che verranno ...
da quando ci ho pregato
e ci ho creduto
che tutto ritornasse a avanti ieri ...
come posso spiegarti...
come posso spiegarti...

Da quando, maledetto,
m'hai lasciata
da sola ad avvitarmi
intorno ai fianchi ...
come posso spiegarti ...
come posso spiegarti ...
che mi manchi ...

Il Commento di Mario Castelnuovo

Montaperti nasce da quel patrimonio di un' Italia che non riesco a capire come si possa pensare di dividere. Il disagio andrebbe manifestato in altro modo ... ma tornando alla canzone che ovviamente si riferisce alla battaglia del 1260 fra fiorentini e senesi, l'immagine è dantesca. Il fiume colorato del sangue, ed una donna (madre, moglie, sorella) che riconosce quello del suo uomo. L'ho scritta di getto, prima il testo poi una musica, nata da subito sapendo di non volere alcun riferimento metrico. Ho chiamato Athina Cenci e lei l'ha incisa al secondo tentativo. Al primo si è commossa, e non la ringrazierò mai abbastanza

Didascalie alle immagini utilizzate nel filmato

Ho avuto molti problemi nel decidere la parte grafica del video ... subito scartata l'ipotesi di calcare la mano sull'affettività femminile: il testo e la musica originali sono già perfetti in sé ... alla fine ho optato, non senza timori, per una duplice serie di immagini:
  • una relativa alla storicità dei fatti;
  • l'alta riferita alla domanda di senso che anche solo una morte in guerra fa nascere ... domanda di senso che può trovare utile compimento solo nella religiosità ...
Spero di essere riuscito a creare quella "bipolarità" o "tripolarità" che era nelle mie intenzioni...



Manfredi di Svevia (1232-1266)
Incoronato a Palermo nel 1258, in aperta ostilità con il Pontefice, Manfredi ben presto divenne il Paladino della causa ghibellina in tutta italia. L'intesa con la Siena ghibellina non tardò a venire. Nella foto:  Manfredi incoronato - miniatura della Nuova Cronica di Giovanni Villani.



Provenzan Salvani (1220 ca. - 1269)
Il Capo della fazione ghibellina di Siena ... la sua carriera politica fu dirompente ... prima Podestà di Montepulciano ... poi Cavaliere ... poi Dominus di Siena. Provenzan Salvani è ricordato nella Divina Commedia: «Quelli è», rispuose, «Provenzan Salvani; / ed è qui  perché fu presuntuoso / a recar Siena tutta a le sue mani. / Ito è così e va, sanza riposo, / poi che morì;  cotal moneta rende / a sodisfar chi è di là troppo oso» (Purg., XI, 121-126) 
A suo merito, ricompensato nell'eterno, un episodio: «Quando vivea più glorioso», disse, / «liberamente nel Campo di Siena, / ogne vergogna diposta, s'affisse; / e lì, per trar l'amico suo di pena / ch'e' sostenea ne la prigion di Carlo, / si condusse a tremar per ogne vena ...» (Purg., XI, 133-138).
Nella foto: Amos Cassioli - Provenzan Salvani (1873, Siena, Palazzo Pubblico) ... l'episodio raffigurato è quello ricordato da Dante ... per salvare un suo amico prigioniero di Carlo d'Angiò, nel momento del suo pieno potere, non disdegnò di mettersi a mendicare nel Campo ...



Salimbene Salimbeni
Membro del Consiglio dei 24, portò nel Chiostro di San Cristoforo (dove allora si riuniva il Collegio) 18.000  fiorini che mise a disposizione del Comune, per poter meglio pagare i soldati mercenari tedeschi inviati da re Manfredi e, quindi, avere migliori prestazioni.



La Madonna dagl'occhi grossi

Nel 1260 era posta sull'altare maggiore del Duomo. Ad essa Bonaguida  Lucari, in solenne processione  con il Vescovo e tutta la Città, consacrò la Città di  Siena. Di ciò ci  siamo già occupati in altro post



Quella che oggi si chiama Porta Pispini, si chiamava allora Porta San Viene ... il nome derivava dalla tradizione del culto di Sant'Ansano ...  il corpo del Santo rimase sepolto per secoli a Dofana (ad un tiro di schioppo da Montaperti), nella diocesi di Arezzo, fino a quando nel 1107 il Vescovo di Siena, Gualfredo, e quello di Arezzo, Gualtiero, si accordarono e i senesi poterono andare a  recuperare i resti di Sant'Ansano (si narra del 6 febbraio) e li traslarono nel Duomo ... la popolazione in attesa del passaggio del Santo esclamava "San Viene" ovvero "il Santo viene". Da questa Porta uscì l'esercito senese, destinazione Montaperti ...



La piana di Montaperti



Provenzan Salvani con lo stendardo della Cavalleria senese-ghibellina (stemma di S. Giorgio). Nella foto: illustrazione di Roberto Marchionni.



Giovanni Guastelloni, Gonfaloniere del Terzo di San Martino. Nella foto: illustrazione di Roberto Marchionni.



Giacomo del Tondo, Gonfaloniere del Terzo di Città.  Nella foto: illustrazione di Roberto Marchionni.



Bartolomeo Renaldini, Gonfaloniere del Terzo di Camollia (ma, in base alla cronaca del Ventura, deve 
ritenersi che insegna del Terzo di Camollia non fu portata dal Rinaldini, ma si trovava sul Carroccio a fianco della Balzana).  Nella foto: illustrazione di Roberto Marchionni.



Gualtieri d'Astinbergh 
 fu il primo cavaliere ad attaccare battaglia a Montaperti. Nella foto: illustrazione di Roberto Marchionni.



Aldobrandino Aldobrandeschi ... a Monteaperti fu il comandante delle truppe propriamente Senesi.  Nella foto: illustrazione di Roberto Marchionni.



Giovanni Ugurgieri ... uno dei cavalieri senesi caduti a Monteaperti ... fu sepolto in Duomo dove è  tutt'ora conservata la lapide della sua tomba.  Nella foto: illustrazione di Roberto Marchionni.



Andrea Beccarini ... anch'egli cadde a Monteaperti e fu sepolto in Duomo.  Nella foto: illustrazione di Roberto Marchionni.



La Battaglia: nello schieramento ghibellino si contavano ca. 1.800 cavalieri e 18.000 fanti; in quello guelfo ca. 3.000 cavalieri e 30.000 fanti. Nella foto: miniatura della Nuova Cronica di Giovanni Villani.





Nell'immagine si riconoscono: 2. Jacopo de Pazzi, porta stendardo fiorentino - 3. Bocca degli Abatitradì le fila fiorentine e con un fendente amputò la mano destra di Jacopo de Pazzi, con la quale teneva l' insegna di Firenze - 5. Bernardo degli Obriachi, cavaliere fiorentino - 7. Farinata degli Ubertighibellino fiorentino fuoriuscito, alleato ai Senesi.  Nella foto: illustrazione di Roberto Marchionni.



da sinistra: Geppone di Val di Biena, spaccalegna e miliziano senese, dopo la sconfitta dei fiorentini fece strage di guelfi fuggiaschi con la sua micidiale scure; Usilia, moglie di Geppone e vivandiera dell'esercito senese, a battaglia finita prese prigionieri 36 fanti fiorentini, salvandoli da morte certa. Nella foto: miniatura della Nuova Cronica di Giovanni Villani.



da Montaperti uno sguardo verso il cielo ... 600 morti e 400 feriti di parte ghibellina ... 10.000 morti e 15.000 prigionieri di parte guelfa ... o scatta una urgente domanda di senso o è l'abbrutimento al suo stato puro ...



Farinata degli Uberti (m. 1264)
Il capo dei fuoriusciti ghibellini fiorentini ... l'amore per la sua città lo portò a contrastare fermamente la distruzione di Firenze nella Dieta di Empoli (1260). Dante lo colloca all'Inferno, tra gli eretici epicurei "che l'anima col corpo morta fanno"«Ed el mi disse: Volgiti! che fai? / Vedi là Farinata che s’è dritto: / da la cintola in sú tutto ’l vedrai »  (Inferno, X, 31-33) ... segue un intenso colloquio al cui centro ricadono i temi della lotta politica e della famiglia (in particolare quello delle colpe dei padri che ricadono sui figli). Nella foto: illustrazione di Gustavo Doré.



Bocca degli Abati
Uno degli episodi più crudi dell'Inferno, riservato al "traditore" di Montaperti ... ora nell'Antenora fra i traditori della patria ... "se voler fu o destino o fortuna, /  non so; ma, passeggiando tra le teste, / forte percossi 'l piè nel viso ad una / «Perché mi peste? / se tu non vieni a crescer la vendetta / di Montaperti, perché mi moleste?» (Inferno, XXXII, 79-81).  Nella foto: illustrazione di Gustano Doré.



Papa Alessandro IV
Dopo Montaperti, il 18 novembre 1260, Papa Alessandro IV scomunicò tutti i sostenitori di re Manfredi in Toscana e, pertanto, Siena tutta. Se da una parte la scomunica rafforzò il partito ghibellino, questa fu presa a pretesto in Italia e all'estero per non pagare i debiti contratti con i mercanti e i banchieri senesi. Le conseguenze furono devastanti ...



La Battaglia di Benevento (1266)
La battaglia si svolse il 26 febbraio 1266 fra le truppe di Carlo d'Angiò e Manfredi di Sicilia. La sconfitta e la morte di quest'ultimo portarono alla conquista angioina del Regno di Sicilia  ...  Nella foto: miniatura della Nuova Cronica di Giovanni Villani.



Dante colloca Manfredi tra coloro che si sono pentiti in punto di morte (si era infatti sparsa voce che moribondo avesse pronunziato la formula: Deus propitius esto mihi peccatori) ... «... Io mi volsi ver lui e guardail fiso: / biondo era e bello e di gentile aspetto, / ma l'un de' cigli un colpo avea diviso ... » ... Poi sorridendo disse: «Io son Manfredi, / nepote di Costanza imperatrice ...» ... «Se 'l pastor di Cosenza, che a la caccia / di me fu messo per Clemente allora, / avesse in Dio ben letta questa faccia, / l'ossa del corpo mio sarieno ancora / in co del ponte presso a Benevento, / sotto la guardia de la grave mora. / Or le bagna la pioggia e move il vento / di fuor dal regno, quasi lungo 'l Verde, / dov'e' le trasmutò a lume spento» (Purg. III, 103-145) ... 
L'episodio riferito è il seguente: sette mesi dopo la morte di Manfredi, la tomba fu violata dall'arcivescovo Bartolomeo Pignatelli, vescovo di Cosenza, con il consenso (sembra) di papa Clemente IV. Il corpo riesumato fu deposto o disperso, quale scomunicato, dentro i confini dello Stato della Chiesa.  Nella foto: illustrazione di Gustano Doré.



La Battaglia di Colle (1269)
Con la sconfitta di Colle ha fine l'epopea ghibellina senese e toscana ... in essa vi trovò la morte Provenzan Salvani. Nella foto: Miniatura del sec. XIV, Roma Biblioteca Chigiana - un fante porta sull’asta la testa del condottiero senese.



Sapia Sanese

Moglie di Ghinibaldo Saracini e zia paterna di Provenzan Salvani, forse per odio politico verso il nipote, desiderò che Siena fosse sconfitta nella Battaglia di Colle e si rallegrò della strage avvenuta. L'episodio è tra i più famosi della Divina Commedia: «Io fui sanese», rispuose, «e con questi / altri rimendo qui la vita ria, / lagrimando a colui che sé ne presti. / Savia non fui, avvegna che Sapìa / fossi chiamata, e fui de li altrui danni / più lieta assai che di ventura mia. / E perché tu non creda ch'io t'inganni, / odi s'i' fui, com'io ti dico, folle, / già discendendo l'arco d'i miei anni / Eran li cittadin miei presso a Colle / in campo giunti co' loro avversari, / e io pregava Iddio di quel ch'e' volle. / Rotti fuor quivi e vòlti ne li amari / passi di fuga; e veggendo la caccia, / letizia presi a tutte altre dispari, / tanto ch'io volsi in sù l'ardita faccia / gridando a Dio: "Omai più non ti temo!", / come fe' 'l merlo per poca bonaccia. / Pace volli con Dio in su lo stremo / de la mia vita; e ancor non sarebbe / lo mio dover per penitenza scemo, / se ciò non fosse, ch'a memoria m'ebbe / Pier Pettinaio in sue sante orazioni / a cui di me per caritate increbbe  (Purg. XIII, 106-129)Nella foto: illustrazione di Gustano Doré.



La Memoria: nella vicenda umana, non c'è un "per sempre", per quanto ci si sforzi di ricordare...  nella foto: la piramide commemorativa della battaglia ...



La Madonna del Voto

Dipinta, si narra, in adempimento del voto fatto alla Vergine prima della Battaglia di Montaperti, la Madonna del Voto continua a vigilare su Siena ed i senesi ...



"... a li morti de la guerra
tra li Sanesi e quelli di Fiorenza
 ed alle donne lor ed
al patir del lasso core amante
ottengasi felicitate etterna
a fronte dell'Amor che tutto move
a lato del disiato core puro ..."

... a te Beata Vergine levo cotal prece ...

MM


Le immagini non di pubblico dominio utilizzate nel filmato e nel presente post costituiscono opera originale di Roberto Marchionni, ed originariamente pubblicate nel libro "I Senesi a Montaperti", Roberto Meiattini Editore, Siena, 1992. Esse vengono qui utilizzate con l’esplicito consenso dell’artista che si ringrazia.