7 agosto 2011

11 luglio 1605: il giorno in cui si propose il Palio alla Tonda ...


Bernardino Capitelli - Palio alla Tonda (1632 o 1633)

Un fatto epocale nella storia del Palio, per di più con datato con precisione e corredato da nomi e cognomi: stiamo parlando della proposta che Fortunio Martini e Gismondo Santi, Deputati della Festa per l'Assunta, inviarono a Lorenzo Usimbardi, primo segretario granducale originario di Colle di Val d'Elsa, in merito alla istituzione del Palio alla tonda.
Naturalmente è lecito presupporre che tale proposta non sia stata un "fulmine a ciel sereno" e che sia stata maturata in qualche modo negli ambienti cittadini. Atteniamoci tuttavia ai fatti provati ...

Al molto illustre et eccellentissimo signore e padron nostro osservantissimo il sig. Lorenzo Usimbardi.

Molto illustre et eccellentissimo signore e padron nostro osservantissimo.

Su la prima certa voce della creatione del beatissimo Paolo quinto fu consegliato in piena adunanza di Balia che si facessero persone di quel collegio sopra l'onoranze et allegrezze per tal causa et fur[o]no eletti il capitano Gismondo Santi e il cav. Fortunio Martini, per mezzo de quali invitativo et persuasivo, ma non imperativo punto, sono seguite varie dimostrazioni di letizia e tra l'altre un Palio corso da quattro bufale a tre giri di carriera [vinto dalla Contrada del Bruco] per lo circuito maggiore della piazza di Siena, guidate da varie delle nostre Contrade; spettacolo riuscito di molto gusto all'universale e precisamente alla Balia. Laonde ha dato essa la medesima carica con onnimoda potestà alli detti due circa il Palio da corrersi per l'Assunta d'agosto. Intorno a che, veduto il buono effetto et la sodisfatione recata da quel corso in giro, sono andati pensando pensando doversi fare il medesimo da barbari corridori [cavalli da corsa] di detto eminente Palio, con accomodare il corso ottimamente chiuso et arrenato et assicurato in guisa che non si porti pericolo alcuno né da quelli spiritosi animali né da qual sia sorte di spettatori, con intentione di far misurare tutta la carriera usata dalla chiesa degli Angeli sotto porta Romana, dove si dà la mossa, sino alla colonna del Duomo, fine del corso, e di adeguarla con cinque o sei giri o quanti ella getterà nel sopradetto luogo e modo [l'idea è quella di misurare il percorso del Palio alla lunga allora in uso, da riportarsi in Piazza del Campo, quanti che siano i giri occorrenti].
Il qual pensiero divulguato, con aplauso grande da ciascheduno vien ricevuto, considerandosi che la carriera ordinaria [alla lunga] in un punto sparisce altrui dagli occhi e si scorge con fugacissimo trattenimento a parte per parte ma questa volta si vedrebbe tutta insieme e da ogniuno con più lungo spatio ed in somma mentre che ella durasse. Il cavallarizzo degli Huomini d'arme a cui s'è conferito il tutto e col quale sono andati questi sopra il palio squadrando nel luogo e ventilando la facilità o difficoltà dell'esecuzione, riferisce francamente non vi essere dubbio alcuno che la festa sarebbe nobilissima senza timore d'intoppo. Vi sarebbe appresso, che le nostre contrade a corso di bufale, si avventurassero in giro come sopra a questo Palio, che oltre l'invenzioni loro volontarie, con le quali accompagnerebbono la bufala loro, onde si abbellirebbe grandemente questa fazzione, ne seguirebbe che rimanendo il palio nella città se ne farebbero donativi a chiese e luoghi pii, come sempre si è usato di fare a esse contrade, quando a simil carriere hanno guadagnato cosa alcuna [per comprendere appieno questo passo bisogna rifarsi alle differenze tra "palio dei nobili" dove chi vince qualcosa se lo porta a casa, e "palio delle Contrade" dove del premio della vittoria vien fatto dono a Chiese e luoghi pii]. Manca solo il beneplacito di S.A.S. approvante o l'uno o l'altro di questi disegni e la valida intercessione di V.S. a persuadere il bramato effetto, la quale preghiamo di quanto più si può di presta risposta, perché si appresta il tempo di attendere a qua' si sia delle due o ad altra esecuzione.
Con questo le facciamo le dovute reverenze. che nostro signore Dio ce lo preservi.
Di Siena, li XI di luglio 1605.
Il Palio del 15 agosto 1633
Della S.V. molto illustre et eccellentissima servitori osservantissimi. Fortunio Martini, Gismondo Santi.

La risposta granducale non si fece attendere: 
S.A. se ne rimette alla Balia, ma assicurisi che la festa non doventi tragedia né s'ammazzi gente.
Lorenzo Usimberti, 12 luglio 1605

e la Balia:
Deliberarono che i medesimi due habbino piena autorità sopra tal fatto di fa quanto li parrà.
(Balia, 189, c. 212).

In realtà le fonti non riportano la cronaca di un Palio alla Tonda corso il 15 agosto 1605 ... né se ne avrà notizia fino al 1632. Apprendiamo infatti di un Palio alla Tonda corso in quell'anno (o nell'anno successivo) e  documentato da una stampa di Bernardino Capitelli (su cui vedi sopra): i fantini cavalcano a pelo; sono alla fine della Carriera e si stanno scambiando fitti colpi di "sovatto", una frusta che si sdoppia nella parte finale terminando con due corregge di cuoio (il sovatto verrà abolito nel 1715 e sostituito con l'odierno nerbo). All'interno della Piazza contradaioli salutano la vittoria, mentre i maestri di campo a cavallo corrono a mantenere l'ordine. 
Non sappiamo se il Palio alla Tonda documentato dal Capitelli coincida o meno con quello del 15 agosto 1633, vinto dalla Contrada della Tartuca, di cui si ha maggiore documentazione e che, tradizionalmente, viene indicato come il primo (pur non conteggiato nel numero ufficiale, è stato riconosciuto dal Comune, con delibera n. 533 del 14 febbraio 1896).
Siamo comunque già vicini alla Carriera attuale, anche se ancora il Palio alla Tonda dovrà convivere con le Bufalate (almeno fino al 1650) e con il Palio alla Lunga (fino ad ottocento inoltrato) ... mancano però alcune fondamentali caratteristiche che si svilupperanno negli anni a venire ...
La Basilica di Provenzano: costruita per custodire la sacra immagine, i lavori iniziarono nel 1595 e terminarono nel 1611
Soprattutto la dedica alla Madonna, che subentrerà nel 1656 ... alla Vergine di Provenzano (festeggiata il 2 luglio, Visitazione di Maria Vergine a S. Elisabetta) che, già venerata per grazie ricevute e guarigioni miracolose, era accresciuta enormemente nella fede dei devoti quando si diffuse il racconto di un soldato spagnolo ubriaco che volle sparare un colpo di archibugio alla sacra immagine: l'archibugio scoppiò uccidendo sul colpo il sacrilego.  Dal 1656, il 2 luglio si corre il Palio alla Tonda dedicato alla Madonna miracolosa di Provenzano.  E ben presto assunse forma definitiva e cadenza regolare, in virtù dell'organizzazione, a partire dal 1659, ad intero carico dell'Ufficio della Biccherna  ...
Il Palio di Provenzano (alla Tonda) diventava il Palio delle Contrade, il Palio della "gioia del presente" che si innesta nella tradizione ... il Palio alla Lunga dell'Assunta rimaneva invece il Palio dei Nobili (ed a cui solo raramente le Contrade partecipavano), il Palio del ricordo, il rito della Repubblica non più esistente ... e tra una cosa viva ed una morta la prima non può non prevalere ...

Per aversi un Palio alla Tonda corso con una certa regolarità per le festività dell'Assunta, dovremo però aspettare i primi anni del settecento: già la Contrada dell'Istrice, vincitrice nel Palio del luglio 1689, aveva chiesto (ed ottenuto) di far correre, a sue spese, un'altra carriera per la festa dell'Assunta ...
La Contrada dell'Oca, vincitrice del Palio del 2 luglio 1701, ottenne di "ricorrere il Palio vinto" ossia di rimettere in Palio la vincita, facendo svolgere un'altra carriera il 16 agosto ...
Negli anni successivi molte altre Contrade seguirono l'esempio e, se la Contrada vincitrice a luglio non vi provvedeva, sempre più spesso ce n'era un'altra che suppliva. Dal 1774 il Palio dell'Assunta si stabilizzò, anche grazie a ripetute collette tra la cittadinanza. A partire dal 1802 la Comunità Civica si fece totalmente carico delle spese del Palio dell'Assunta, regolandolo e rendendolo in questo modo definitivo.

Affido la conclusione ad una considerazione che vira verso l'attualità e squisitamente personale ... il Palio certo è tradizione ... ma è anche evoluzione, intelligenza applicata alla realtà (come ci hanno appena dimostrato il Martini ed il Santi) ... perché non prendere sul serio la recente proposta, apparsa sulla stampa, di "addolcire" le curve del Palio ? Anche ci volessero 30 anni credo possa essere un obbiettivo da perseguire ...


Documentazione:

A. Cairola, Siena - le Contrade ... , Edizioni Il Leccio, 1986


Documentazione web:

Palio, i colori di Siena - il Seicento: il Palio in Piazza
Palio, i colori di Siena - il Settecento: il bando di Violante e le regole del Palio moderno