29 luglio 2011

Il Palio delle Contrade Morte ...




Contrada del Gallo
Una breve osservazione preliminare sul titolo del romanzo ... a Siena tutti chiamano "soppresse" le Contrade che non esistono più (Gallo, Leone, Quercia, Orso, Spadaforte, Vipera) e si sa che i senesi sono poco propensi a veder "storpiare" il proprio vocabolario ... assolutamente inammissibile se si tratta di "cose di Palio" ... ma questo è un caso particolare ...
Prima di tutto è evidente che Fruttero & Lucentini, nello scrivere il loro bel romanzo, si siano sottoposti alla fatica di "risciacquare nella Diana" il loro perfetto italiano ... ciò è reso in primo luogo evidente dai risultati (salvo qualche perdonabile sbavatura) ... e poi la preoccupazione sulla "questione linguistica" traspare dalla stessa lettera del romanzo:

"Infinite norme, ma anche innumerevoli eccezioni e precedenti, come l'avvocato ha cominciato a capire. De Luca, il sostituto procuratore che si occupa del caso di morte sospetta su alla villa, gli diceva ieri sera che lui stesso, dopo sei anni a Siena, ancora non si raccapezza nel codice e nella terminologia del Palio.
Contrada del Leone
- E' una lingua straniera, ecco quello che è. Tutto ha un nome diverso, speciale: il campanone della Torre si chiama "Sunto", le trombe del comune si chiamano "chiarine", il corteo delle contrade si chiama "passeggiata" e i gruppi che sfilano "comparse"; il paggio che porta la bandiera della contrada si chiama "figurino", il cavallo da corsa si chiama "barbero" e il suo palafreniere "barbaresco"; il cavallo da parata che sfila montato dal fantino si chiama "soprallasso"; e ogni fantino ha un soprannome.
L'avvocato guarda l'impeccabile lo smalto azzurro sopra la linea geometrica dei tetti, e si chiede se anche il cielo abbia un altro nome, a Siena. E se per caso non ce l'abbia anche lui ora che è qui: Avv. Lorenzo (Enzo) Maggioni, detto anche ..."

La stessa discrasia linguistica appare pertanto peccato veniale ... anzi, assolutamente essenziale ai fini dello svolgersi del romanzo ... addirittura direi affascinante ... assolutamente suggestiva ...

Ma veniamo alla trama ... che non può non iniziare se non con una selva di domande ... cosa ci fa un avvocato milanese affacciato su Piazza del Campo (tra Mossa e Casato)  il 16 agosto, mente osserva ora il Corteo storico che si snoda sotto di lui , ora la moglie,  affaciata dal Circolo degli Uniti ed in dolce compagnia di un nobile senese ? E chi è quella giovane ragazza senese accanto a lui e con cui pare in estrema confidenza ? ...
Contrada dell'Orso
Un alone di mistero pervade tutto il romanzo, sapientemente costruito su due piani narrativi paralleli ... il primo quello del pomeriggio del 16 agosto ... il secondo, in flashback, snocciola gli antefatti: di come i coniugi, destinati ad un tranquillo agriturismo tra Siena ed Arezzo, colti da una terribile grandinata, si siano trovati per caso (o Sorte) in una villa di nobili senesi, dove si parla di Palio, dove c'è un fantino del Palio (non un fantino qualsiasi, il Re dei fantini di Piazza) che morirà di lì a poco (ucciso ?) ...

Curate e per nulla banali le righe "divulgative":

"Guardando il corteo storico sfilare in piazza del Campo, e considerando il suo incedere solenne, ma anche meticoloso, dove ogni movimento, ogni gesto, si attiene a un cerimoniale elaborato nei secoli, l'ultima cosa a cui si penserebbe è la causalità. In questa pompa non c'è niente che non sia studiato, calcolato, incanalato, regolamentato; e la città stessa, così compatta e come asserregliata nella sua medievale severità, sembra escludere i capricci e le irresponsabilità dell'azzardo. La sola cosa affidata alla sorte, nella corsa del Palio, sembrerebbe la corsa stessa. 
Contrada della Quercia
Ma non è così. La sorte regola il Palio, è una sua codificata protagonista, molto prima che la corsa abbia inizio. Il tamburino cremisi della Torre, che rulla in questo momento sotto la finestra dell'avvocato Maggioni, e gli alfieri della Lupa che piroettano con le loro sete bianconere cinquanta metri più avanti, sfilano in quest'ordine in seguito ad un sorteggio, mentre un altro sorteggio deciderà in che ordine i cavalli saranno chiamati alla partenza".

"Questa è dunque la sorte, a Siena. Meno augusta del Fato, meno paurosa del Destino, più elegante del caso, più seria della fortuna, la sorte ha trovato qui una sua misura familiare, tutti la nominano con affettuosa rassegnazione, ne parlano come di una parente bizzarra che si è costretti a tenere in casa. E' la diciottesima contrada, l'undecimo cavallo che scatta invisibile dai canapi di partenza".
Contrada della Spadaforte

Ma sono le "Contrade Morte" le vere star del romanzo:

"Come reagirei, si chiede incongruamente l'avvocato, se mio nonno o altro diretto discendente fosse stato contradaiolo del Gallo, dell'Orso, o di un'altra qualsiasi delle contrade soppresse nel 1695 ? Quelle sei contrade, gli ha spiegato Ascanio, furono squalificate a vita e private dei loro territori in seguito a gravissimi incidenti. Ma in realtà si era trattato di pura sopraffazione ai loro danni ...".

Ma ecco, dal Casato, quasi a conclusione del Corteo storico, entrano in Piazza le comparse delle "Contrade Morte":

"Sei cavalli con lunghe gualdrappe che salgono a ricoprire tutta la testa. Due fori per le orecchie, due per gli occhi (enormi, cattivi). Li montavano sei cavalieri corazzati, con le celate degli elmi abbassate. E sugli elmi svettano i sei simboli: Vipera, Gallo, Quercia, Spadaforte, Orso Leone.
Si, sono loro, sorride l'avvocato Maggioni fiero di sapere, fiero di riconoscerle: le Contrade Morte".
Contrada della Vipera

"L'avvocato Maggioni non può staccare gli occhi (il binocolo) dai sei cavalieri ancora fermi laggiù, alla curva del Casato, dai sei cupi cimieri di ferro sormontati dai simboli della Quercia, della Vipera, dell'Orso, del Leone, del Gallo, della Spada. Sei simboli a rappresentare con luttuoso puntiglio le contrade scomparse, cancellate, polverizzate dall'attrito dei secoli"

"Ora anche lui vede più lontano, vede nitidamente, oltre gli elmi araldici delle Contrade Morte, la fila ininterrotta di tutti gli sgozzati, squartati, impiccati, bruciati, appestati, affamati, cui la pietà municipale consente questa onoraria, vicaria presenza sul Campo, ma vieta ormai ogni rivincita. Generazioni e generazioni di cadaveri orrendamente conciati, pile di scheletri che arrivano all'altezza di questa finestra, e in nome dei quali nessun mezzosangue, nessun fantino per quanto mercenario e corrotto, correrà più il Palio di Siena".

I misteri del romanzo sono destinati ad essere svelati (almeno per pochi eletti, tra cui noi lettori) da altrettanto misteriose ed inaspettate presenze tra i canapi, di Contrade, cavalli e fantini ...

Ci apprestiamo alle conclusioni (che Fruttero potrebbe anche incavolarsi) ... ritmo incalzante ... mai banale o scontato ... adatto a senesi e non senesi. Un unico difetto ... bisogna calcolare bene i tempi ... che dal libro non ci si stacca finché non si è finito ...


Fruttero & Lucentini, Il Palio delle Contrade Morte, Mondadori, 1983
I disegni delle Contrade soppresse sono tratte dal sito web "ocaiolo extramoenia"