3 luglio 2011

Una guida degli anni venti ...


La cupola del Duomo di Siena col campanile originalissimo, di struttura romanica, a strati bianchi e neri


Con sommo piacere mi sono imbattuto, ad un prezzo più che ragionevole, nell'agile volumetto "Le cento città d'Italia illustrate: Siena nella storia e nell'arte", edito dalla Casa Editrice Sonzogno di Milano presumibilmente nel 1924.
Una volta constatata la bontà del prodotto editoriale, riccamente corredato da illustrazioni d'epoca, ne ho deciso l'utilizzo riportandone sul blog alcune delle fotografie, corredate con le didascalie originarie. Tutto ciò confidando nell'assenza di diritti attuali di copyright (ma chiunque abbia a far valere qualcosa, può rivolgersi all'amministratore del blog).


L'affascinante visione del Duomo, opera già iniziata nel 1229 e terminata nel 1267 quando la vittoria di Montaperti diede alla città il primato in Toscana


L'interno del Duomo a tre navate divise da pilastri romanici a strati bianchi e neri che producono singolari effetti ottici


Il pergamo meraviglioso del Duomo dal quale si "bandì l'arte nuova". Opera di Niccolò Pisano del 1268. E' simile a quello del Duomo di Pisa ma più grande e più ornato: Le nove colonne di sostegno sono di granito, di porfido, di marmo verde e alcune poggiano sopra leoni che tengono fra gli artigli altri animali


Prospetto della Libreria Piccolomini nella navata a sinistra del Duomo. La libreria fu fondata dal cardinale Francesco Piccolomini Todeschini, che fu poi papa Pio III nel 1495 a custodia dei libri dello zio Pio II. Il prospetto marmoreo con delicatissima decorazione, a due archi, è del Marrina (1497), a destra un altorilievo di Lorenzo Vacchetta


Le "Tre Grazie", scultura romana, copia di un'opera di Prassitele, nella Libreria del Duomo / Il fonte battesimale del Battistero, opera di Jacopo della Quercia / Pila d'acqua Santa di A. Federighi


Santa Caterina, del Neroccio (1487), nella Cappella di San Giovanni Battista nel Duomo, una delle opere migliori e più note del Rinascimento, caratteristica per l'espressione dolcissima e le forme grandiose


Uno degli affreschi della sala della Libreria Piccolomini del Pinturicchio e dei suoi allievi (1502-1509) dipinti pieni di festività e luminosi. "Enea Silvio Piccolomini si presenta a Re Giacomo di Scozia"


Facciata del Battistero, o San Giovanni, che forma come la cripta del Duomo, fornendo di base al prolungamento di questo


Il palazzo arcivescovile del 1700 imitazione dello stile del '300 situato sul lato sinistro del Duomo


Veduta di Siena dal Campanile del Duomo. La gentile e leggiadra città appare intorno alla torre del Mangia con i suoi palazzi vetusti, le sue caratteristiche contrade medievali e le armonie incantevoli dei paesaggi che rivelano la sua anima mistica e che hanno mille richiami di bellezze e ricordi di storia piena di glorie


Piazza del Campo, anticamente Campus fori, oggi Piazza Vittorio Emanuele, situata nel punto dove si riuniscono le tre colline della città


La "Lupa che allatta i gemelli" presso l'angolo di destra del Palazzo Pubblico sopra una colonna di granito con ricco capitello corinzio, opera in bronzo dorato dell'artista senese Giovanni Turini (1429)


Il Palazzo Pubblico, il più grandioso dei palazzi gotici della Toscana, già residenza della Signoria, del Potestà ed oggi del Comune: forte, solenne e pur pieno di grazia, forma lo sfondo pittoresco, quasi la scena dell'ammirabile anfiteatro della Piazza. Costruito in pietra e laterizi dal 1288 al 1309 ha il corpo mediano a tre piani, le ali a due piani. Vicino è l'agile ed elegantissima torre del Mangia - cosiddetta dal nome di un antico servo che batteva le ore - alta, alla punta del parafulmine 102 metri; 300 scalini mettono alla sommità dove si domina un magnifico panorama


Uno dei cortili del Palazzo Pubblico in Piazza del Campo


Una parte dell'affresco di Ambrogio Lorenzetti (1338) nella sala della Pace del Palazzo Pubblico, il più vasto ciclo pittorico profano del medioevo. L'affresco qui riprodotto rappresenta il "Buon Governo"; col vecchio re, simboleggiante il Governo, stanno sedute, ai lati, la Magnanimità, la Temperanza, la Giustizia, e a sinistra la Prudenza,  la Fortezza, la Pace; da una parte la Giustizia tiene in bilico due piatti della bilancia sui quali stanno due genietti che adempiono il compito della giustizia "commutativa" e della giustizia "distributiva". Nell'altra parte sono dipinti gli "Effetti del mal Governo"


Fonte Gaia, in Piazza Vitt. Eman., riproduzione di A. Sarrocchi (1868) della fontana di J. della Quercia (1409)


Il palazzo Tolomei, austera costruzione ogivale, tutta di pietra, cominciata nel 1205, il più antico dei palazzi privati di Siena, con eleganti bifore, con archi trilobati


La piazza Salimbeni; nel mezzo la statua in marmo di Sallustio Bandini, maestro di scienze economiche, opera di Tito Sarrocchi (1882). A sinistra il palazzo Tanucci, del tardo rinascimento; di fronte il palazzo gotico e merlato dei Salimbeni; a destra il palazzo Spannocchi del 1470. Il palazzo Salimbeni è sede del Monte dei Paschi, floridissimo istituto che estende la sua azione nell'Italia centrale, nella Liguria e nell'Emilia


Rocca Salimbeni proprietà del Monte dei Paschi


Palazzo Saracini, già Marescotti, in Via di Città: esso svolge in curva la sua facciata, in pietra e laterizi, ornato da belle trifore


Chiesa e prigione di Sant'Ansano, in Piazzetta di Via San Quirico


Palazzo Buonsignori, in Via San Pietro, tutto in laterizi salvo il basamento a forma di sedile. E' il più bel palazzo privato di Siena, gioiello gotico del 1300, a trifore elegantissime nei due piani superiori; fu donato alla città come sede della pinacoteca


Loggia della Mercanzia (in via di Città) sede del "Casino dei nobili o Circolo degli Uniti" nello stile di transizione dal gotico al rinascimento: opera di Sano di Matteo, il piano superiore fu aggiunto nel 1500


La chiesa di San Domenico, in piazza Mazzini, grandiosa, severa e massiccia costruzione di laterizi di stile ogivale e di carattere cistercense, cominciata nel 1226; il campanile merlato è del 1420. Questa chiesa contiene il ritratto di Caterina da Siena eseguito dal pittore contemporaneo della santa, Andrea di Vanni, e altri dipinti e sculture di altissimo valore. Al basso del colle si vedono le tre arcate ogivali di Fonte Branda (1081) rifatta nel 1246 dall'architetto Giovanni di Stefano


Facciata della casa di Santa Caterina da Siena (1347-1380) in Via del Tiratoio, i cui ambienti nel 1464 furono trasformati in oratori che contengono opere d'arte e il Crocifisso davanti al quale la santa avrebbe ricevuto le stimmate


Colonna, fuori di Porta Camollia, con gli stemmi dell'Impero, del Portogallo, di Siena e dei Piccolomini a ricordo del luogo dove, il 7 marzo 1451, avvenne l'incontro dell'Imperatore Federico III con Eleonora di Portogallo


L'alabardiere della contrada Tartuca, nel corteo o "comparse" per il Palio che si corre annualmente il 2 luglio e il 16 agosto in costume; lo stendardo con la tartaruga giallo e turchino a strisce rosse


Il palazzo della Camera di Commercio, in Piazza Umberto I


Il monumento a Garibaldi, dello scultore Raffaele Romanelli (1896), uno dei più belli innalzati in Italia all'eroe. Dei bassorilievi è particolarmente notevole lo sbarco a Marsala.


A completamento del post, riporto, in file PDF, la riproduzione del'intero volume. Esso infatti, mutatis mutandis, può tutt'ora conservare una sua utilità, come agile prima introduzione a Siena.