26 giugno 2011

La Guardia Universitaria Senese e la sua bandiera


« [...] E tu onore di pianti, Ettore, avrai,
ove fia santo e lagrimato il sangue
per la patria versato, e finché il Sole
risplenderà su le sciagure umane. »
(U. Foscolo, I Sepolcri)



1. La bandiera della Guardia Universitaria Senese: lo stemma dei Lorena


Lo scorso 21 giugno 2011, a conclusione del restauro effettuato grazie all'interessamento del Lions Club di Siena, la storica bandiera della Guardia Universitaria Senese è stata riconsegnata all'Ateneo, che la conserverà e la renderà disponibile al pubblico presso l'Archivio storico dell'Università (palazzo del Rettorato - piano terra). L'occasione è spunto per una breve esposizione della vicenda storica, anche a completamento ed integrazione di un post precedentemente pubblicato su questo blog.


2. La bandiera della Guardia Universitaria Senese: il retro con la scritta "Guardia Universitaria"


3. Pagamento alla sarta Elvira Gianni per la confezione della bandiera
A ridosso dell'anno 1848, l'Ateneo senese era ormai divenuto luogo di fervido dibattito politico e di condivisione degli ideali liberali e patriottici. Gli studenti si erano resi protagonisti di pubblici gesti anti-austriaci (lanci di manifestini; interruzione degli spettacoli al Teatro dei Rozzi; diffusione di sonetti politici ecc.) e già molti meditavano l'arruolamento volontario per combattere per la Patria contro lo straniero. Gli stessi studenti iniziavano a dotarsi della “montura” (vale a dire della divisa e di tutti gli accessori compresi sciabola, cinturone e giberna).
Il Granducato (purtroppo però solo in questo ristretto periodo) si rivelò sensibile alle istanze patriottiche: nell'ottobre 1847 autorizzò il trasferimento di carabine e fucili dalla Fortezza Medicea al palazzo universitario per l’addestramento dei giovani volontari. L’addestramento degli studenti, affidato a due militari di professione, si svolse inizialmente negli stessi corridoi del palazzo universitario e, in un secondo tempo, nel cortile del palazzo della Prefettura.

Successivamente il Granduca Leopoldo II d' Asburgo-Lorena, approvò la costituzione di corpi volontari. Tra questi, appunto, la Guardia Universitaria (senese e pisana), composta da docenti e da studenti volontari. La Guardia Universitaria Senese fu dotata di una propria bandiera tricolore recante, al centro, lo stemma dei Lorena. Presso l'Archivio storico dell'Università resta conservata la documentazione amministrativo-contabile relativa alla confezione (si vedano le foto a latere).
4. Pagamento ad Alessandro Maffei per aver dipinto lo stemma granducale  e l'iscrizione a caratteri d'oro
Il vessillo venne consegnato agli universitari il 20 febbraio 1848 da un Comitato di signore senesi nel corso di una cerimonia organizzata per festeggiare lo Statuto concesso tre giorni prima da Leopoldo II. 
Il 23 marzo 1848 Carlo Alberto di Savoia dichiarò guerra all'Austria, dando così inizio alla Prima guerra di indipendenza ed il Granducato entrò in guerra a fianco dei piemontesi. Senza indugi il 24 marzo, la Guardia partì da Siena per unirsi al contingente pisano e proseguire verso la Lombardia. Un insistente e documentato "pettegolezzo" di metà ottocento riferisce però che professori e studenti, nella concitazione del momento, si dimenticaro della bandiera a Siena ...
Curtatone e Montanara (29 maggio) i volontari toscani dettero il meglio di sé, frenando, sia pure in grave inferiorità di uomini e di mezzi, l'avanzata dell'esercito austriaco. La resistenza toscana consentì la vittoria dell'esercito del Regno di Sardegna nella successiva Battaglia di Goito (30 maggio).
Purtroppo la vittoria di Goito fu episodio isolato, e la Prima Guerra di Indipendenza si concluse (Battaglia di Novara del 23 marzo 1949 e successiva Pace di Milano del 6 agosto 1849) con una serie di pesanti sconfitte per gli eserciti italiani.

5. Pagamento al fabbro Pasquale Franci per l'alabarda in acciaio
La Guardia Universitaria non si sciolse con la fine della guerra. Temendo che gli austriaci proseguissero la loro marcia fino ad occupare la Toscana i volontari “partirono alla volta di Firenze (11 aprile) per quindi trasferirsi ai Confini per la difesa delle Frontiere” del Granducato. Solo il 17 aprile la Commissione Governativa Toscana consentì “il libero ritorno alle loro famiglie” degli studenti del Battaglione Universitario decretandone lo scioglimento.
Nel 1859, alla vigilia dell’annessione della Toscana al Regno di Sardegna, come scrisse anni dopo il rettore Muzio Pampaloni la bandiera fu “mutilata per ridurla a bandiera dell’Ateneo”, e nel 1869, dopo che la capitale del Regno d'Italia
6. Guardia universitaria
era stata trasferita,da Torino a Firenze, la bandiera venne concessa al Museo delle bandiere allestito nel convento fiorentino di San Marco, dal quale l’Università la ritirò nel 1888 per conservarla presso il Palazzo del Rettorato.

L'intervento di restauro di questi giorni l'ha riportata a nuova vita.

Confesso che in questo periodo di festeggiamenti del 150° dell'Unità di Italia, pensando soprattutto alle vicende pre-unitarie, una domanda continua a tormentarmi: al di là degli "ardori patriottici" abbiamo oggi onestà intellettuale ed allenamento che permettano di individuare il "bene comune" ? Ci poi sono persone disponibili a sacrificare (nella sua nozione etimologica di sacer facere) qualcosa per esso ?
Lascio sospesa la domanda ... sicuramente questi studenti e questi professori erano disposti a dare la vita per "fare l'Italia" ... quindi sommo onore per gli eroi e spazio per la loro vicenda ...
Ma anche un monito, rivolto in primo luogo a tutte le componenti della Comunità Accademica senese, oggi alle prese con una congiuntura delle più preoccupanti ... che l'invito sia rivolto non solo agli altri ma anche a se stessi è sottinteso ...


Documentazione:
I. Porciani; Dalla Restaurazione alla Prima Guerra Mondiale; in L'Università di Siena - 750 anni di storia; Amilcare Pizzi; 1991; pagg. 79-80

Crediti fotografici:
foto da 1 a 5: Archivio storico dell'Università (elaborazione grafica sulle foto 1 e 2 a cura del Tesoro di Siena)
foto 6: tratta dal web (per ulteriori informazioni sulle divise granducali si consiglia il seguente indirizzo web)