13 giugno 2011

Il Chianti




Il vino Chianti, fattore culturale da sempre nella campagna senese e da tempo diffuso ed apprezzato in tutto il mondo, lega il suo nome alla zona di produzione, le colline del Chianti
La produzione vinicola è testimoniata fin dal XII secolo quando la Repubblica fiorentina, volendo suddividere  il proprio territorio in Leghe a fini difensivi, creò la Liga et societas de Chianti, che comprendeva i terzieri di Radda, Gaiole e Castellina (tutti attualmente in provincia di Siena), produttori di un vino rosso a base del vitigno Sangiovese. L'insegna della Lega del Chianti era un Gallo Nero in campo dorato, che a tutt'oggi identifica la produzione del Chianti classico.


L'evoluzione della zona di produzione del Chianti


Il 24 settembre 1716 il Granduca Cosimo III de' Medici emanò il bando Sopra la Dichiarazione dé Confini delle quattro Regioni Chianti, Pomino, Carmignano, e Val d'Arno di Sopra, nel quale venivano specificati i confini delle zone entro le quali potevano essere prodotti i vini citati, ed un Decreto con il quale istituiva una Congregazione di vigilanza sulla produzione, la spedizione, il controllo contro le frodi ed il commercio dei vini. Successivamente Ferdinando III di Toscana suddivise il Granducato di Toscana in comunità e province. La provincia del Chianti era costituita dalle comunità di Radda, Gaiole e Castellina.
Nel 1932 il Governo decise di ampliare notevolmente la zona di produzione del Chianti. Questo nuovo Chianti viene diviso in sette sottozone: 
Nel 1967 viene effettuato un ulteriore ampliamento che porta ai confini odierni. Nel 1996 viene costituita la sottozona Montespertoli, coincidente con l'omonimo comune fiorentino.

Grappoli di Sangiovese
Fino a tutto il 1700 il Chianti venne prodotto utilizzando solo le uve del tradizionale vitigno sangiovese.
Dai primi anni del 1800 si iniziò ad aggiungere altri vitigni al fine di migliorare la qualità del vino prodotto. Il Barone Bettino Ricasoli intorno al 1840 ne standardizzò la composizione: 70% di Sangiovese, 15% di Canaiolo, 15% di Malvasia. Tale formula, alla quale successivamente venne aggiunta anche una bacca bianca, il Trebbiano, viene utilizzata ancora oggi.

Nel 1967 fu autorizzata la Denominazione di Origine Controllata (DOC). Nel 1984  fu autorizzata la Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG). Nel 1996 fu scorporato dal disciplinare di produzione Chianti (che racchiude i disciplinari delle varie sottozone) quello della sottozona Classico che viene quindi ad essere autonomo pur insistendo nella stessa DOCG (Chianti).

Il Chianti (ed in particolare il Chianti classico), di gradazione alcoolica che può arrivare ai 13°, presenta le seguenti caratteristiche organolettiche:
  • limpidezza: limpido;
  • colore: rubino vivace, tendente al granato con l'invecchiamento;
  • odore: vinoso, con profumo di mammola e con pronunziato carattere di finezza nella fase di invecchiamento;
  • sapore: armonico, asciutto, sapido, leggermente tannico, che si affina col tempo al morbido vellutato
I vini più giovani si accompagnano a molte portate di un pasto ordinario. Quelli invecchiati si accompagnano a carni rosse, selvaggina, cinghiale ecc....


Un consiglio su alcune marche ? Per la fascia di prezzo media e medio/alta direi (ma è un giudizio molto personale) Badia a Coltibuono ... per la fascia di prezzo medio/bassa Contessa di Radda ...


Documentazione on line:

Chianti (wikipedia)
Consorzio vino Chianti classico (sito web ufficiale)
Consorzio vino Chianti (sito web ufficiale)

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