2 maggio 2011

Vittorio Alfieri - Sonetto CXI




Siena, dal colle ove torreggia e siede, 
Vedea venir pel piano afflitta, errante,
 Donna di grazioso, alto sembiante, 
Che muovea di ver Arno ignuda il piede.

Chi mai sarà? l’un savio all'altro chiede; 
Ma, sia qual vuolsi, or con veloci piante 
A incontrarla ciascuno esca festante, 
Per far di nostra gentilezza fede.

Era colei la Cortesia, che in bando 
Uscia di Flora, e al Tebro irne credea, 
Forse non meglio l'orme sue drizzando.

Ma dei Senesi il bel parlar le fea 
Forza così, che non più innanzi andando, 
Tempio e culto fra loro ebbe qual Dea.


Documentazione on line:

Vittorio Alfieri (sito wikipedia)
Vittorio Alfieri in Siena (sito Classici italiani)