6 aprile 2011

Simone Martini: l'Annunciazione tra i Santi Ansano e Massima

Simone Martini e Lippo Memmi
Annunciazione tra i santi Ansano e Massima (1333)
Galleria degli Uffizi di Firenze

Spesso sulle opere d'arte mi astengo da qualsiasi commento, ma stavolta proprio non ci riesco ... non però un commento descrittivo (anche quelli sono però importanti: il polittico è stato prelevato dal Duomo per condurlo, chi sa per quale via, agli Uffizi) ... Lo chiamerò (e scusatemi la bizzarria e la scarsa pratica della materia) un "commento antropologico" ... ovvero ... qual'è per me uomo il valore di questo quadro? oppure (indipendentemente dagli scopi soggettivi) a cosa mi serve? 
Una prima risposta potrebbe essere l'argomento religioso didascalico ... sì, certo, cerco di essere un buon cristiano (risultati scarsi) ... ma quante annunciazioni ci sono al mondo e perché non hanno tutte in me questo effetto? 
Perché mi piace? No di certo, il piacere è per definizione mutevole ed io, sin da quando l'ho vista per la prima volta, davanti a questa annunciazione ho i brividi di febbre ... 

Non pretendo una risposta ... ma quello che avverto è che questo quadro (e pochi altri) hanno a che fare con me, con il mio profondo, con ciò di cui sono fatto ... resto in attesa di un aiuto per capire

Link utili

Simone Martini (pagina wikipedia)
Lippo Memmi (pagina wikipedia)
Annunciazione tra i santi Ansano e Margherita (pagina wikipedia)
Annunciazione di Simone Martini (sito a tutta scuola)

(articolo rivisto in data 18.01.2015)

2 commenti:

red ha detto...

Non so se potrò aiutarti a capire... di certo posso dirti cosa significa per me. Il fondo oro senese è una delle espressioni pittoriche che preferisco, perché in esso è racchiuso un universo sensoriale. Non e solo pittura, è artigianato e pittura. L'intera opera ha volumi, riflessi, profumi che coinvolgono tutti i cinque sensi... il tatto, ad esempio, è appagato dal solo ammirare le incisioni, le dorature. Simone Martini è l'espressione più raffinata di quest'arte unica al mondo; le sue figure inconfondibili esprimono la nobiltà di una città, la sua cultura... le dorature la sua potenza economica illuminata... e poi c'è la maniera particolare di dare alla pala d'altare l'aspetto di una ribalta teatrale, una scena che solo il soggetto spirituale impedisce sia attribuita alla più autentica commedia dell'arte; le figurine, vive, eloquenti per gesti e postura, parlano all'uomo comune, al suo spirito spesso disorientato...e in un procedere dolce e comprensibile nei simboli e nei segni arrivano dritte al vero cuore della splendida città per cui furono create: il popolo, i senesi... veri ed unici padroni di Siena.
Io, che non sono senese... mi illudo, ammirando questa meraviglia, di appartenere anche solo un poco a questa incredibile città.
Un sorriso

Lorenzo Moneta ha detto...

giungo qui studiando l'arte gotica in italia. e trovo nei vostri commenti le mie stesse sensazioni...
sono smarrito come davanti a un panorama naturale, che non ha spiegazioni né pretende di darne: come davanti al mare.
c'è l'oro, c'è la potenza di dio, c'è la formalità della disposizione dei santi; e poi c'è Maria, dolcissima, che si ritrae con umanità. pudore, vergogna, anche spavento; una Maria al tempo stesso divina e terrena.
anni luce da qualsiasi altra Annunciazione. banalmente, questa pala è la prova che Dio esiste.