8 aprile 2011

Mario Luzi: Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini (1994)




Mario Luzi
Rimani dove sei, ti prego
da Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini. Milano, 1994


Rimani dove sei, ti prego,
                    così come ti vedo.
Non ritirarti da quella tua immagine,
non involarti ai fermi
lineamenti che ti ho dato
io, solo per obbedienza.
Non lasciare deserti i miei giardini
d'azzurro, di turchese,
         d'oro, di variopinte lacche
dove ti sei insediata
                            e offerta alla pittura
                            e all'adorazione,
non farne una derelitta plaga,
           primavera da cui manchi,
mancando così l'anima,
il fuoco, lo spirito del mondo.
Non fare che la mia opera
ricada su se medesima,
                            diventi vaniloquio, colpa.



Vorrei essere in grado di guidare il lettore in queste righe, fare dotti riferimenti, insegnare ... ma non ne son capace. Condivido solo quello che credo di aver "afferrato": siamo di fronte ad un pittore che (forse) ha appena completato il suo capolavoro (una Madonna) e che osa chiedere la sola cosa che gli preme, che l'opera esista ... paradossalmente (ma non troppo) la richiesta è diretta alla Vergine, soggetto appena dipinto e quasi "incorporato" nel quadro ... l'artista è Simone Martini ...
Ci sono esperienze narrate con parole o per immagini che hanno in sé una infinita potenza ... infinita ma nascosta ... infinita ma bisognosa di protezione e di cura ... se mai darà un frutto ... "Maria custodiva in sé tutte queste cose, e le meditava nel suo cuore" (Lc 2,19) è scritto nel Vangelo.
Il senso del tutto è crepuscolare ... quello che è certo è che immagini e parole sono di quelle importanti  (chiamiamola intuizione, chiamiamolo presagio) e l'abbandonarle solo perché non le si capisce alla prima sarebbe tradimento, in primo luogo verso se stessi.
I "juke box semantici" (e le nostre Università con i loro 3 + 2 ne sono pieni) non sanno dare che fantasmi di conoscenza, mai meditata e, quindi, mai personale ... le solite vuote parole del potere, che attecchiscono in chi ha qualcosa di meglio da fare che vivere la vita da uomo libero oppure preferisce farsela vivere da altri ...
Spero di non aver preso lucciole per lanterne. Sono però certo di essere uscito fuori tema: spero che ci sia chi mi sappia perdonare ... E poi ho una scommessa con me stesso: ritrovarmi tra dieci anni di fronte allo stesso brano, con lo stesso quadro di Simone Martini davanti agli occhi, e scrivere un altro post su questo stesso blog per vedere cosa è successo in me ...


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