14 marzo 2011

La Battaglia di Colle (17 giugno 1269)

un fante porta sull’asta la testa di Provenzan Salvani
Miniatura del sec. XIV
Roma Biblioteca Chigiana

Se c'è un appunto che fanno a noi senesi è quello di essere rimasti un po' ancorati a schemi del passato e, in particolare, ad una data di più di 750 anni fa ... non so, forse sarà vero ... anche per sfatare questa "diceria" voglio iniziare da una sconfitta (meglio, una batosta !).

Colle, che aveva sempre gravitato nell'orbita guelfa, nel 1268 cacciò i propri cittadini ghibellini, entrando definitivamente nella sfera di influenza fiorentina come spina nel fianco per Siena, la punta avanzata al contempo della nemica Firenze e dei senesi guelfi fuoriusciti.
Abbandonato ogni tentativo di mediazione diplomatica, il Capitano Provenzan Salvani ed il Potestà Conte Guido Novello lasciarono Siena e si riunirono agli alleati pisani a Monteriggioni, potendo contare su di un esercito di 1.400 cavalieri e 8.000 fanti. Dall'altra parte i fiorentini, i colligiani, i guelfi senesi e le truppe franesi (guidate dal Maniscalco di Re Carlo d'Angiò, Giovanni Britaud) in netta inferiorità numerica (800 cavalieri e 300 fanti).
Grazie al genio militare del francese, la scoffitta per Siena fu cocente ... le cronache raccontano di un migliaio di morti e di 1.644 prigionieri ghibellini ... lo stesso Provenzan Salvani fu ucciso nella lotta. La sua testa fu staccata e, issata su una lancia, fu esibita per il campo di battaglia.

Così, per bocca di Madonna Sapia è riassunta la Battaglia di Colle:

«Io fui sanese», rispuose, «e con questi
altri rimendo qui la vita ria,
lagrimando a colui che sé ne presti.

Savia non fui, avvegna che Sapìa
fossi chiamata, e fui de li altrui danni
più lieta assai che di ventura mia.

E perché tu non creda ch'io t'inganni,
odi s'i' fui, com' io ti dico, folle,
già discendendo l'arco d'i miei anni.

Eran li cittadin miei presso a Colle
in campo giunti co' loro avversari,
e io pregava Iddio di quel ch'e' volle.

Rotti fuor quivi e vòlti ne li amari
passi di fuga; e veggendo la caccia,
letizia presi a tutte altre dispari,

tanto ch'io volsi in sù l'ardita faccia,
gridando a Dio: ``Omai più non ti temo!",
come fé 'l merlo per poca bonaccia.

(Purgatorio XIII)

Sapia in una illustrazione di Gustavo Doré

Perché ricordare la Battaglia di Colle Val d'Elsa ? Solo dopo essa Siena, costretta a ripiegarsi su se stessa, si rivelò al mondo in tutto il suo splendore ... e poi, dopo aver parlato di Colle, siamo più liberi nel parlare, finalmente, di Montaperti ...

contributo originale di Mauro Manganelli per "Il Tesoro di Siena"

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