giovedì 17 aprile 2014

Le Biccherne tra arte ed amministrazione


1. Gilio di Pietro, Biccherna
Don Ugo, Monaco di San Galgano, Camarlingo (1258, luglio dicembre) 
Archivio di Stato di Siena


Arte e burocrazia (ma anche solo buon gusto ed amministrazione) sono, nella considerazione di noi “moderni”, categorie agli antipodi. Conosco pubblici impiegati ripresi dal superiore (ancorché solo verbalmente) per “aver perso tempo” nel gestire un archivio che non fosse un cazzotto in un occhio o per essersi soffermati un po’ più dello stretto necessario nel curare l’impaginazione di una lettera. Un’idea sul perché ce l’ho e la espongo: da un lato l’arte è salita negli “iperurani”, attenuando progressivamente la sua connessione con il reale vissuto fino a reciderlo; dall’altro la burocrazia che, da nobile attività dello Stato diretta al conseguimento del bene pubblico, è diventata un ostacolo, talvolta insormontabile, alle legittime aspettative dei cittadini.

domenica 23 marzo 2014

La storia della fontanina della Chiocciola (ed una doverosa rettifica)


La fontanina della Contrada della Chiocciola


Del battesimo contradaiolo già ho scritto in un articolo precedente. In esso l’argomento è stato trattato diffusamente (spero in modo esauriente), partendo dal tentativo di identificare la figura del contradaiolo, passando dal significato intrinseco del “sacramento laico” del Battesimo, fino a giungere all’illustrazione delle fontanine battesimali delle consorelle. 
Qui voglio però affrontare l’argomento sotto una prospettiva diversa: a Siena ogni contrada è un fatto unico, ognuna è portatrice di patrimoni di memoria unici ed ognuna si proietta verso il futuro forte di essi e, quindi, in modo diverso.  Per conoscere si tratterà di “bussare” alle porte di una contrada e “chiedere di entrare” … l’ottica sarà certo sempre limitata, nel tempo e nello spazio, ma capace (e scusate se è poco) di rendere fatti unici. Se poi dalle carte riuscirà ad emergere l’umanità dei suoi protagonisti (volti, passioni, capacità e quanto altro) potremmo dire di aver gustato il sale della vita, e non solo di contrada.

mercoledì 12 marzo 2014

Il Maggio in Campo (1991)




Lunedi 24 giugno 1991 … ai più questa data dirà poco o nulla …
Gli appassionati di musica classica ricorderanno forse uno tra gli eventi culturali di maggiore spessore che il Campo abbia ospitato.  L’orchestra ed il coro del Maggio musicale fiorentino, diretti dal grande Zubin Mehta ed immersi nella bellezza ineffabile della nostra piazza, 
si cimentarono in un repertorio di assoluto spessore:
  • l'ottava sinfonia di Ludwig van Beethoven in Fa maggiore op. 93;
  • il Te Deum con doppio coro di Giuseppe Verdi;
  • l'Ouverture Solennelle 1812 di Pyotr Tchaikovsky, con la partecipazione della Banda della Guardia di Finanza

lunedì 27 gennaio 2014

Siena e cinema: Io Caterina (1957)



Rifacimento di una precedente pellicola del 1947, il film di Oreste Palella narra la vita di Santa Caterina da Siena, dalla sua fanciullezza fino alla morte, passando dai giorni della sua missione più ardua, riportare il Papa a Roma dalla "cattività avignonese". Non essendo in grado di giudicare, se non a grandissime linee, della completa veridicità dei fatti narrati (vari siti tacciano la sceneggiatura di essere "romanzata" o addirittura "molto romanzata") mi rimetto a chi ne sa più di me, pregandolo di intervenire a commento.

venerdì 3 gennaio 2014

Il "cuore senese" del Gladiatore




Il Gladiatore (2000) è un film talmente bello, popolare e pluripremiato che credo non necessiti di introduzioni di carattere generale. Quello che forse non tutti sanno è che alcune scene sono state girate tra San Quirico d'Orcia e Pienza, presso il Podere di Poggio Manzuoli e, a pochi chilometri di distanza, Terrapille.
Considerato in termini di minutaggio, l’apporto delle Terre di Siena al film è certo modesto (forse due minuti nel complesso). Ma in termini di valenza affettiva e simbolica il senese ne è senza alcun dubbio il cuore pulsante.

mercoledì 11 dicembre 2013

Il Palio "tra il lusco e il brusco" ...




Un secondo solo per spiegare il titolo ...
“The twilight zone”: in italiano è stato liberamente tradotto con “Ai confini della realtà” … a Siena potremmo tradurlo (certo un po’ più fedelmente) con “tra il lusco e il brusco”, appunto ... 

Con questo titolo è conosciuta soprattutto una serie televisiva, ideata nel 1959 da Rod Serling e passata ripetutamente (a partire dal 14 aprile 1962) anche in Italia sugli schermi di mamma RAI. In America, dal 1961 e fino al 1982, fu però il titolo anche di una prestigiosa serie di fumetti (se non altro per la qualità dei disegnatori che vi collaborarono) collegata alla serie TV ...

venerdì 6 dicembre 2013

Il Blog festeggia i 100.000 contatti



Il Blog del Tesoro di Siena festeggia i 100.000 contatti. Per altri queste cifre saranno forse poca cosa ... noi ne andiamo fieri. Rivolgo soprattutto un cordiale ringraziamento ai lettori, con la promessa di mantenere inalterato nel futuro l'impegno al miglioramento di queste pagine, in qualità e quantità.

Nella foto: L'antico Facciatone del Duomo di Siena (1870 ca.). Particolare di una foto di P. Lombardi che documenta un edificio addossato al Facciatone non più esistente. Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari

sabato 12 ottobre 2013

La Madonna di Provenzano e la sua "Basilica"



La devozione di Siena alla Vergine Maria è così radicata ed antica da confondersi quasi con lo stesso sorgere della comunità civica. Alla Madonna, già prima del X secolo, era dedicato il sito in cui oggi sorge il Duomo, il “Piano Sancte Marie”. A partire dal XII secolo Maria inizia a rappresentare il simbolo stesso del nascente Comune cittadino (da qui le formule “Ecclesie S. Marie et populo civitatis Senensis”, usata per le donazioni di terre e sottomissioni di castelli a favore di Siena, e “Sena vetus civitas Virginis” per la coniazione). Nel 1260, alla vigilia della battaglia di Montaperti,  i senesi si riunirono in Duomo per  offrirle “formalmente” le chiavi della città e invocare la sua protezione. Tale gesto di pieno affidamento verrà ripetuto più volte nel corso della storia (l’ultima, nel 1944, in occasione del passaggio del fronte durante la seconda Guerra Mondiale). E poi Siena dedica alla Vergine entrambi i Palii dell’anno ...

mercoledì 9 ottobre 2013

Una strada ferrata per Siena: l'apertura della Siena-Empoli



Il Granduca Leopoldo II di Lorena, parallelamente ad una opera tangibile di sistemazione delle strade del Granducato, si rese fautore di una rete ferrovia toscana: la prima linea (una delle prime in Italia) fu quella, chiamata in suo onore Leopolda, che collegava Firenze a Livorno e Pisa. Il primo tratto (Livorno-Pisa) fu inaugurato nel 1844 e nel 1848 l’intera linea di 97 km era aperta al traffico.

venerdì 4 ottobre 2013

Sunto pronto ai suoi primi rintocchi




La prima campana fu posta sulla Torre del Mangia nel 1344, quando i lavori di costruzione non erano ancora ultimati. Già nel 1349 venne però fusa per farne una ancora più grande, chiamata “campana grossa” o “campanone”, che rimase in attività fino al 1633 quando fu rifusa e ricollocata l’anno successivo. La campana, nuovamente danneggiata, restò però muta per un decennio.
E veniamo finalmente a Sunto.
A partire dal giugno 1665, nel Chiostro del Convento di San Francesco, iniziarono i lavori di fusione della nuova campana, che terminarono, causa gravi inconvenienti, solo nel mese di settembre. Il 14 novembre 1665 venne benedetta dall’Arcivescovo Ascanio Piccolomini nel nome di Maria Assunta (e da questo le è derivato il nome popolare di “Sunto”). Il 18 novembre 1665 la campana fu trasportata verso Piazza del Campo, percorrendo la Strada che da San Francesco va all’arco dei Rossi, da questo alle Loggie della Mercanzia e al Chiasso Largo, sino alla svolta di Salicotto, luogo stabilito per innalzarla sulla Torre.
I lavori di sollevamento (furono utilizzati due forti argani con 53 uomini addetti) ebbero inizio il 25 novembre 1665. Solo il giorno dopo la si posò dentro la prima rocca, dove la campana maggiore della Torre era sempre stata finora collocata, nella cella campanaria.